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Il graffio

Premier rinuncia alla Partita del Cuore: “Troppe polemiche ridicole, non gioco”.

Va bene Matteo, ma lasciaci la palla. Grazie

Per gli Stati Generali dei Liberali

Dibattito sulle prospettive politiche

Opinioni & News - e - Inserita venerdì 11 ottobre 2013
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Il contesto di fibrillazione istituzionale cui abbiamo assistito settimana scorsa si è concluso con la conferma della fiducia all’esecutivo guidato da Enrico Letta e con la novità – rilevante ma di per sé non sufficiente a determinare una svolta positiva nell’attività del Governo – di una “maggioranza politica” più omogenea di quella precedentemente nata in Parlamento.

In questo quadro, nonostante i tanti e persistenti tatticismi, l’apertura di una nuova e diversa fase politica sembra imminente.

Tuttavia, il percorso che potrebbe condurre alla nascita di nuove formazioni politiche – auspicabilmente in linea con le famiglie politiche europee liberale, popolare e socialista – non sarà privo di difficoltà, perché nella politica italiana continuano a mancare idee, coraggio, gusto per la sfida e per un original thinking invece necessari.

Mancano, soprattutto, idealità e culture politiche in grado di fornire chiavi di lettura coerenti e sistematiche ai continui cambiamenti che il mondo globalizzato e la rivoluzione tecnologica stanno proponendo.

Le proposte che Italia Futura ha tentato in questi anni – spesso invano – di porre all’ordine del giorno hanno sempre più bisogno di nuovi volti che le interpretino, di leader che animino le speranze dei tanti italiani disillusi ma non arrendevoli, nella convinzione che non tutto è perduto e che la ricostruzione del Paese è possibile, come anche l’Avvocato Montezemolo ha puntualmente sottolineato nella lettera del 24.9 scorso al Corriere della Sera e nei Suoi interventi degli ultimi concitati giorni.

Per questo si ripropone oggi sempre più forte l’esigenza di aprire un dibattito tra i cittadini italiani che vogliano costruire l’alternativa liberale all’attuale e composito coacervo di conservatorismi, prendendo magari a modello quel Valery Giscard d’Estaing che nei primi anni ’70 fece uscire la Francia dal gollismo con rinnovato spirito unitario di matrice liberale, popolare, riformatrice ed europeista.

Per questo ambizioso obiettivo immaginiamo positivamente la possibilità che Italia Futura possa essere il primo soggetto aggregatore di queste forze, proponendosi di convocare gli “stati generali del liberalismo in Italia”, un grande evento pubblico di tutti coloro che si riconoscono nei valori e nell’ideale di una Ricostruzione Liberale del Paese.

Per attualizzare il pensiero di Karl Popper, noi pensiamo che questo evento potrebbe ben chiamarsi la “Società aperta e i suoi nemici”, perché è evidente ogni giorno di più quanti nemici abbia in Italia, a sinistra come a destra, una società aperta alla concorrenza, al merito, all’innovazione, alle nuove tecnologie, all’Europa!

Un evento in cui ascoltare i cittadini impegnati in politica (e non) per costruire l’Italia Futura: per capire cioè cosa essi credano debba essere una “società aperta”; per identificare quali siano i “nemici” che ci troveremo ad affrontare e che vogliamo sconfiggere; per costruire una nuova identità che ci permetta di affrontare le sfide del futuro, saldi nei nostri principi e sicuri nella nostra integrità.

Non sprechiamo questa finestra di grandi possibilità che un sistema politico alle corde e incapace lascia da tempo colpevolmente chiusa e non lasciamo che il Paese torni ad essere governato da populismi ed estremismi.

Apriamoci, finalmente, all’Italia e all’Europa!

Le risposte – ne siamo certi – non tarderanno ad arrivare.

 

Gabriele-Molinari-240x2401L’autore Gabriele Molinari

Avvocato, Direttore di Italia Futura Piemonte, Assistente universitario in Filosofia del Diritto presso l’U.C. di Milano.

Giovanni Susta

L'autore Giovanni Susta

Classe '87, laureato in Giurisprudenza all'Università Cattolica di Milano, svolge attività di consulenza per una società di relazioni istituzionali e marketing relazionale con sede a Roma e Bruxelles

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