ACCADE DOMANI 2009
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Ripristinare gli ecosistemi imprenditoriali nei comuni colpiti dal terremoto in Abruzzo: microcredito e coordinamento web

Mille speranze, una speranza

presentato da Raffaele Mauro

Descrizione
Ambito socio-economico.

Contesto del problema
Sviluppo delle piccole attività imprenditoriali e commerciali nei paesi dell'Abruzzo post-terremoto.

Ambito di applicazione
--- Il bisogno: • Nell’Aprile del 2009 l’Abruzzo è stato colpito da un terribile terremoto • Il sisma non ha danneggiato solo il capitale fisico ma anche la rete di rapporti commerciali e produttivi su cui si fondava l’economia della zona • E’ necessario trovare misure di tipo non-assistenziale, che possano rilanciare lo sviluppo in modo pro-attivo, senza una dipendenza di lungo termine dagli aiuti pubblici --- L’idea: • Applicare in alcuni comuni abruzzesi un sistema di microcredito a favore di piccoli esercizi produttivi o commerciali; • Utilizzare uno strumento di aggregazione dei progetti e raccolta fondi basato su Internet. • Il progetto è stato ideato da Raffaele Mauro e Andrea Danielli --- Il servizio 1. Raccolta delle proposte di intervento sul territorio da parte di società finanziarie specializzate nel microcredito, ONG, associazioni, etc. 2. Aggregazione e pubblicazione su un sito web e su una serie di application specifiche (per desktop, mobile, facebook, etc.) 3. Matching delle proposte con i donatori potenziali che possono scegliere liberamente quali sottoscrivere; 4. Feedback: social rating reciproco degli utenti e delle organizzazioni (modello Ebay).

Luogo di intervento
Selezione di comuni target all'interno delle zone maggiormenete colpite dal terremoto.

Tempi di realizzazione
1 Anno. a- Prima fase: 3-6 mesi. ? Realizzazione di un sito web dotato di: - Un meccanismo di aggregazione delle proposte; - Un social network per i donatori potenziali; - Un meccanismo che faciliti il matching tra donatori e progetti; - Una struttura di social rating, in modo da incentivare la qualità delle proposte e la correttezza reciproca tra donatori e organizzazioni. b- Seconda fase: 6-9 mesi. - Selezionare da uno a cinque comuni-target tra quelli colpiti dal sisma in Abruzzo - Raccogliere, con l’aiuto di enti vari (amministrazioni locali, Confindustria, associazioni, etc.) i progetti per il rilancio delle attività commerciali e imprenditoriali - Pubblicarli sul sito - Pubblicizzare l’iniziativa - Organizzare le attività di raccolta fondi

Costi di gestione
- Spese d’ufficio: 1.000 euro - Rimborso spese di pubbliche relazioni: 3.000 euro - Comunicazione: 5.000 euro (posta, telefono, internet) Totale: 9.000 Euro

Costi di investimento
- Infrastrutture informatiche: 1.000 euro (noleggio e gestione server) - Realizzazione sito: 10.000 euro - Rimborso spese gestione sito: 10.000 Euro Totale: 21.000 Euro




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#1 da Eugenio Ghiglione, inviato il 2/9/2010
Caro Presidente Napolitano, mi permetto di esprimere apprezzamento per il buon lavoro che sta svolgendo. Però credo che la mancanza di una politica industriale sia un grave problema per il paese. Non siamo ancora usciti dalla crisi, e quindi non trovo alcuna giustificazione logica al fatto che non sia ancora stato nominato il Ministro per lo Sviluppo Economico. Per questo credo che le sue esternazioni in materia dovrebbero essere più chiare e incisive, da non lasciare spazio a futili interpretazioni da parte degli schieramenti politici.
Grazie. Eugenio Ghiglione

#2 da Tartarelli, inviato il 2/9/2010
Posso dire personalmente vedendo ascoltando e facendone parte della politica stessa che serve veramente una innovazione in tutti i livelli. Solo un partito è rimasto che vuole il bene dell'italia e dei italiani e che pensa al rilancio dell'italia con delle riforme mirate e precise. NON farò il nome del partito a cui faccio riferimento ed ovviamente seguo con entusiasmo, ma una sua ascesa in campo con un suo partito o movimento sicuramente avrà le linee massime comuni al mio partito, per aprire una nuova stagione politica e un nuovo rilancio dell'Italia e delle aziende italiane vero motore del paese. Coordiali saluti.

#3 da Flavio Innocenzi, inviato il 2/9/2010
Caro Franco Barbagallo, non sono d’accordo con te. Perché lamentarci? In fondo la gerontocrazia corporativa e clientelare in cui viviamo non è poi tanto male ed offre regole del gioco chiare. Sai che strazio, vivere in una società meritocratica, aperta ai giovani, piena di opportunità ed entusiasmo nel futuro? In fondo la mediocrità è conveniente, perché garantisce maggiori certezze. La certezza di sprofondare prima ancora di accorgersi che il mondo è cambiato.

#4 da andrea, inviato il 1/9/2010
Caro Presidente Montezemolo tutto il mondo ci stà osservando e deridendo perchè la nostra nazione ha la faccia di quelli lì .. io ci sono

#5 da Mario Placidi, inviato il 1/9/2010
Invece che sostenere le Aziende Italiane che innovano e competono nel mondo sosteniamo i monopolisti italici.
E le vere aziende Italiane quelle che producono ricchezza e futuro di certo non sono interessate ad un suk arabo.
Che tristezza.
Stiamo aspettando Montezemolo, ma come dice l'articolo il tempo sta per scadere.

#6 da Vittorio, inviato il 1/9/2010
Sono d'accordo con Barbagallo, l'Italia ha bisogno di un volto nuovo che la guidi verso quelle riforme necessarie per non rimanere fermi al palo; purtroppo abbiamo una classe politica che anzichè preoccuparsi del paese pensa solo a litigare e a fare i propri interessi; la corruzione è dilagante peggio che nella prima repubblica. Una cosa che mi disturba molto è bossi e i suoi scagnozzi della lega continuamente contro l'unità d'Italia mascherando la secessione con il federalismo fiscale: il bossi, però, prende lo stipendio da "Roma Ladrona". Mi auguro solo che Luca ci ridia speranza ne abbiamo bisogno tutti

#7 da Guglielmo Ascari, inviato il 1/9/2010
Ben venga l'arrivo di una forza nuova (..ma nuova veramente !!!) che cerchi di riportare a galla il nostro Paese. Caro Montezemolo, ormai avrà visto che siamo in tanti che seguiamo l'Associazione e se Lei deciderà di scendere in campo saremo sempre in molti a sostenerLa. Cordialmente

#8 da Marco Zanni, inviato il 1/9/2010
Siamo di fronte al consueto cane che si morde la coda. Se si toglie alla scuola si toglie alla società civile del futuro. E se si toglie a quest'ultima si toglie alle fondamenta del benessere e della pace (del mondo intero).
In Paesi come la Cina o l'Iran c'è un grande rispetto per gli insegnanti e c'è molta consapevolezza della loro importanza.
In occidente questo si sta perdendo. E il risultato si vede.
La trasmissione della cultura è una leva potentissima per lo sviluppo, la nostra politica deve tornare a pensare al futuro, non c'è giustificazione di carattere finanziario che tenga.

#9 da Salvatore, inviato il 1/9/2010
Io ci sono...

#10 da francesco ciarmatori, inviato il 1/9/2010
Caro Montezemolo,

lei è una delle poche persone che unisce capacità personali, capacità di individuare talenti e di lasciare loro spazio, sani valori, meritocrazia e al tempo stesso grande notorietà. Probabilmente è suo il compito di aggregare consensi verso una visione positiva, pratica, apartitica, sicuramente postideologica, del bene comune e della vita collettiva.
Solo la storia dirà se questo è vero. Di sicuro oggi occorre rischiare, provare e volare con determinazione. Avrà tanto supporto dalle persone che sanno sacrificarsi, lavorare con serietà, crescere i figli, coltivare gli amici e guardare sempre con speranza, praticità e sogno al futuro.
I più sinceri auguri di trovare la forza anche dal non essere solo!
Con stima e simpatia,

#11 da ennio baratella, inviato il 1/9/2010
Non posso che augurarmi la sua discesa in campo, ma quanto coraggio si dovrà avere.
Anche se uno ha solo un piccol ossicino nell'armadio questi ( politici attuali ) riescono a tirar fuori scheletri a go go.

Condivido la preoccupazione dei molti sul futuro e medio termine di questa Italia, e se si andasse a votare nel breve la vedo difficile che si possa attivare la candidatura su basi solide, anche se la rete è strumento micidiale per agire e far condividere oramai un popolo intero.
Per colmare un gup tra loro ed eventuale nuova scelta politica - consiglio un sistema assai semplice, riportare elenco persone andate sottoinchiesta dal 1992 in poi, le cifre parlerebbero da sole.
Che dire mr. Luca Cordero di Montezemoo, a lei la palla noi cercheremo di fare degli assist più che buoni.
Positivi - sempre.



#12 da antonio stano, inviato il 1/9/2010
Mitterand, il presidente francese, diceva a suo tempo, che forse sarebbe stato necessario alzare un muro attorno all'europa per evitare che gli occhi a mandorla ci invadessero nel mercato globale. Aveva ragione. Oggi che la cosa non è più possibile occorre adeguarsi e correre ai ripari, prima che il mondo ci vedra' muoverci, noi in bicicletta e loro in auto. Al momento abbiamo la fortuna di puntare sulla qualità. Dobbiamo stare attentissimi perchè il giorno in cui ci uguaglieranno anche sul piano della qualità, gioco forza gli stati dominanti ci confineranno a semplici consumatori. Magari con assegno statali concordati ahimè proprio con quegli stati; a quegli ben noti costi di produzioni...

#13 da Bruno Pierozzi, inviato il 1/9/2010
Il problema prioritario dell'Italia è oggi la definizione di un nuovo "progetto Italia", ovvero di saper coniugare una nuova idea di sviluppo mettendo in sinergia le tre macro aree della società odierna: imprese, lavoro, società civile. Non dobbiamo cadere nel tranello che ci ha propinato il berlusconismo del "leader salvifico e onnirappresentativo", in una sorta di mussolinismo moderno. Anche il centrosinistra si è fatto fagocitare da questa impostazione e rimanendone prigioniero (si vedano le perenni lotte interne al PD alla ricerca del leader maximo)come ha ben detto Ciriaco De Mita intervenendo a "In Onda". Con questa precisazione di fondo, ritengo certamente Montezemolo rappresentativo del cambiamento possibile in quanto portatore di una visione che si riallaccia alla mia analisi precedente. Oggi comunque la priorità è aprire un confronto tra i portatori di interesse rappresentativi del Paese per costruire un programma di innovazione che possa dare voce alla parte migliore del Paese oggi soverchiata da magliari della politica, raccomandati, gente senza arte né parte. Diamo priorità alle idee, ai progetti, all'invenzione, alla voglia di fare che ancora c'è in una ampia parte del Paese.

#14 da Francesco Canuto, inviato il 1/9/2010
Mi unisco a questo appello a Luca Cordero di Montezemolo aggiungendo di non indugiare troppo, per carità! Come fa notare Ivano Urban, il teatrino umiliante che ci è stato riservato con la visita del Colonnello, lascierebbe pensare che la nostra classe politica sia alla frutta, sbandata, senza idee nè risorse per rilanciare questo paese. E' necessario agire prima che la situazione vada fuori controllo!

#15 da Ada Foderaro, inviato il 31/8/2010
Io sono una semplice cittadina che di politica e relativi giochini, non ci ha mai capito nulla ma aveva degli ideali. Ideali molto semplici basati sul sacrificio, volontà, capacità e passione nel compiere il proprio dovere. In questo momento non vi è più passione ed amore per questo paese è scoppiata la bomba della corruzione, dell'opportunismo della mancanza dei valori dell'arroganza e delle minacce continue. Io non so se Luca Cordero di Montezemolo sarà la persona giusta ma mia speranza in questo momento dice di si e come tale avrà anche il mio appoggio elettorale (spero presto)

#16 da mauro mastrototaro, inviato il 31/8/2010
Cari amici, sono un imprenditore pugliese, di quelli che creano economia nei capannoni, svegliandosi ogni mattina alle 06.00 per combattere, combattere, combattere.
Ho letto attentamente la lettera aperta di Franco Barbagallo, concordo molte delle cose riportate nel testo.
Luca Cordero Montezemolo per me, è un costante punto di riferimento, come lo è altrettanto il mio caro amico Cav.Lav. Rosario Messina Presidente di Federlegno-Arredo.
Da imprenditore spero che prima di ogni cosa, in questa legislatura si facciano queste benedette "riforme"
Credetemi non è possibile quello che sta accadendo.
Non entro nella polemica, ma per il bene del nostro Paese auspico che le richieste della coraggiosa Presidente Emma Marcegaglia possano diventare realtà.
Permettetemi di citare le parole di Don Tonino Bello un uomo straordinario sotto tutti i punti di vista, il quale diceva: "La strada è lunga, ma non esiste che solo un mezzo per sapere dove può condurre, proseguire il cammino"

#17 da Sauro Sama, inviato il 31/8/2010
Condivido completamente. Montezemolo deve candidarsi a premier di questo paese,per chiudere una volta per tutte con mister B. ed una sinistra divisa ed incapace. E' l'Italia intera che lo chiede

#18 da dario scarfì, inviato il 31/8/2010
franco barbagallo ha detto con schiettezza quanto molti di quelli che seguiamo con attenzione e intellettuale curiosità in animo pensiamo. tra politici di professione (ex, ex, ex sempre di qualcosa) e saltimbanchi barzellettieri (con il relativo corteggio di nani e ballerine); tra una sinistra che annaspa alla ricerca di una propria identità, e una destra che, al pari di urano, getta nel tartaro i propri stessi figli nel timore che essi possano spodestare il padre; tra tanta povertà intellettuale c'è proprio bisogno di respirare un'aria nuova. c'è bisogno di una stagione nuova della politica, fatta di riforme, di leggerezza (si ricordi italo calvino), di fantasia. c'è bisogno di chi sappia ascoltare ed interpretare i bisogni e le aspettative della popolazione.non è più il tempo e non c'è più il tempo per commettere in peccato di omissione, per restare ignavi: è solo tempo di agire. credo che l'Italia abbia bisogno di luca di montezemolo credo che l'intelligenza e la lungimiranza di montezemolo sia stata quella, da sempre, di sapersi cimentare contro le grandi sfide, e vincerle, di sapersi circondare di collaboratori seri ed affidabili. bene, adesso è tempo di restituire l'Italia agli Italiani. noi ci siamo

#19 da Ivano Urban, inviato il 31/8/2010
Condivido e sottoscrivo in pieno uanto riportato nella lettera di Franco Barbagallo.

Approffitto per aggiungere e sottolineare che con Gheddafi il nostro governo è arrivato alla prostituzione, mettendo a nudo la vera essenza dei nostri attuali governanti. Sono stato un leghista e spero molto che questi ultimi avvenimenti illuminino il leader della Lega Nord al punto di prendere, sarebbe ora ma non è mai troppo tardi, le dovute distanze da un partito (PDL) che negli ultimi vent'anni ci ha fatto arretrare sia dal punto di vista culturale nonché da quello economico.

A Luca Cordero di Montezemolo vorrei dire solo una cosa: buon lavoro innanzitutto e cerca di far ragionare quelli della lega che pare che negli ultimi dieci anni abbiano perso il filo del discorso...

#20 da Bruno De Stefano, inviato il 31/8/2010
"....realismo, dinamismo e competitività...", la soluzione riassunta in sole 3 parole.....basterebbe così poco all'Italia! Purtroppo il ns è un Paese in cui i 40enni sono i "giovani" che attendono ancora il cambio generazionale della classe dirigente.

#21 da Francesco Ristori, inviato il 31/8/2010
I giovani Italiani sono costretti a fare gli impiegati e basta! Non possono trasformarsi in piccoli imprenditori e non hanno neppure la possibilità di diventare piccoli Artigiani. Il tutto perchè oggi si devono produrre tonnellate di carta e rispettare miliardi di Inutili norme. Ma che fine ha fatto la tanto declamata deregulation e deburocratizzazione? Produrre tutto ciò significa investire enormi capitali su cose che non portano ne produzione ne qualità, ma solo "tasse" travestite da diritti per. Ed un giovane con belle speranze, tante idee, non può partire dal suo piccolo garage. DEVE avere x metri per, y metri per, e deve rinunciare. L'Italia è tuttoggi ancora il paese delle Licenze, anche se camuffate! Per non parlare della Formazione. Università irraggiungibili, costi di studio esorbitanti e disorganizzazione totale. Parlo da lavoratore che fa anche lo Studente di Architettura a 30anni perchè non si poteva permettere di andare all'Università finito le scuole medie superiori, ma non per le tasse, ma per gli affitti incontrollati del Fuorisede e per i costi da affrontare per Libri di testo e materiali necessari. La riforma scolastica serve a poco, servono i Campus universitari e mettere in condizione tutti di affacciarsi al mondo della formazione per poi dare forte continuità a chi se lo merita. Basta alle Borse di studio, inutili escamotage che portano chi si può permettere di vivere dassolo da nullatenete in una casa in comodato gratuito da un genitore, di acaparrarsi la borsa di Studio a discapito di chi se la meriterebbe davvero.

#22 da Francesco Ristori, inviato il 31/8/2010
Salve, è veramente bello sentir parlare di Mobilità Sociale in un paese come il nostro. E' un po meno bello informarsi per avviare una nuova attività. I progetti in testa ci sono, ma per una persona NORMALE non sono sostenibili. Come si dice da noi, ci vogliono "le spalle coperte". Oggi nel 2010 i costi di avvio sono ESORBITANTI a causa di miliardi di norme e regole e attrezzature minime da rispettare. Non come al tempo del Fervore Italiano, quando bastava un Garage e un po di inventiva. E dove li trova i soldi un Giovane che vuol mettere in pratica le sue Idee? Nessuno crederà mai in te, neppure le banche. Questo è un problema ENORME che ha portato alla scomparsa del fantastico Fervore Mentale dell'Italia. Un paese fermo a causa di una Stupida burocrazia ed una riscerca spasmodica di regolamentazione che non porta a nessun risultato. Poche regole chiere che devono essere rispettate e BASTA al mettiamoci daccordo se non le rispetti!

#23 da Sebastiano Zannoli, inviato il 29/8/2010
Una breve riflessione sul tema del fotovoltaico e della diffusione delle energie rinnovabili in Italia.
Mi farebbe piacere un confronto su questo tema.

#24 da Luigi Gianturco, inviato il 29/8/2010
TUTTO ciò CHE è CRESCITA BENVENGA CARO PRESIDENTISSIMO!

#25 da Bruno Pierozzi, inviato il 29/8/2010
Le elezioni non risolverebbero nulla perché se vincesse l'alleanza PDL Lega riproporrebbero tali e quali le politiche già annunciate dal precedente governo, se invece vincesse il cosiddetto "nuovo ulivo" non avremmo un programma alternativo credibile e si assisterebbe alla stessa lotta intestina del precedente governo Prodi. Meglio un governo tecnico - dilunga durata - che lavori seriamente per rimettere in sesto l'economia italiana. Occorre un vero nuovo patto sociale tra impresa, lavoro, società civile.

#26 da Pagliarulo Raffaele, inviato il 28/8/2010
Io credo che abbiamo bisogno dei"Padri Pellegrini"!

#27 da dario scarfì, inviato il 27/8/2010
credo che sia giusto che il governo - ormai - continui a governare, perchè una maggioranza c'è, perchè andare al voto sarebbe un assassinio politico ed economico che il paese reale davvero non merita; perchè manca un'opposizione che sappia andare oltre gli angusti limiti dell'antiberlusconismo e che sappia proporre una azione politica, economica e sociale davvero alternativa. tuttavia, seppure un governo c'è e che comunque deve assumersi le responsabilità che discende dal mandato elettorale, DEVONO scendere in campo le energie sane - e perchè no! anche giovani - del paese che sappiano parlare di lavoro ai giovani e ai disoccupati, di servizi sociali alle famiglie, di diritto alla salute e all'istruzione non come concessione ma di autentici diritti. allora i tempi - questi tempi - sono i più propizi perchè ci sia una mobilitazione della parte sana del paese, di chi ha ancora voglia di scommettere e di scommettersi. ci si può aggregare attorno ad un polo: lo si può e lo si deve fare, in attesa del voto. è necessario che sin d'ora si raccolgano queste energie di lucidi visionari che sappiano restituire a tutti l'orgoglio di sentirsi italiani.

#28 da paolo, inviato il 27/8/2010
Il problema va affrontato senza preconcetti (per esempio la politica è marcia, i politici gestiscono la sanità solo come strumento per mantenere il potere).
Non si può scollegare la scelta del politico (assessore o presidente della regione) sul direttore generale: E' LA REGIONE CHE "PAGA" LA SANITA'!
E' necessario individuare strumenti che coniughino politica e scelta del manager.
Un buon esempio, proprio in questo periodo, è quello della regione Puglia.Un gruppo di esperti, terzi rispetto alla regione, sta selezionando,con criteri tecnici, una rosa di 80 manager su 400 candidati fra i quali il presidente della Regione sceglierà i 10 direttori di aziende sanitarie.

#29 da Armando montini, inviato il 26/8/2010
Gheddafi. Sentivamo proprio la sua mancanza e quella dei suoi cavalli. Dio mio. dove siamo finiti

#30 da Giuseppe Pecorella, inviato il 26/8/2010
Occorre uscire dalla finanziaria 2010 con la filosofia del taglio, che ha penalizzato famiglie ed imprese e non ha avuto il coraggio di abbolire tutti gli Enti inutili e le auto blue di rappresentanza. I veri risparmi in un Paese si ottengono con investimenti seri mirati al futuro, con programmi strategici, classe dirigente autorevole, valori e logiche che coinvolgono tutte le forze sociali. Purtroppo in Italia ancora non vi sono tutte queste condizioni, in quanto la crisi che viviamo è struttutale "una involuzione della storia" che ci porterà a nuove realtà, in atto imprevedibili.

#31 da martino trapani, inviato il 26/8/2010
Bravo Presidente, condivido appieno quanto scritto... Dobbiamo crederci..!! volere è potere..!!!

#32 da Giovanni Ben, inviato il 25/8/2010
Però, non pensavo proprio che il divo Giulio si fosse messo la coccarda da Ministro della Repubblica ben 26 volte! un super aficionado delle massime poltrone!
Personalmente non ne faccio una questione di età ma di rinnovamento "obbligatorio" quando le cose non vanno o semplicemente non portano risultati. Purtroppo - e qui concordo con Daniele - l'idea di andare a votare e non sapere chi votare perchè si tratta delle solite facce è molto demoralizzante e non fa che rafforzare le posizioni di chi è già "dentro" il sistema poichè alla fine chi vota lo fa comunque a loro favore e stop.
Se Beppe Grillo si è presentato ed ha raccolto successi è evidente che lo ha potuto fare sia per la sua lunga storia di contestatore che per la carenza cronica di novità, ma non mi sembrano buone ragioni perchè alla fine si debba votare un Beppe Grillo invece che una vera entità politica composta da gente nuova e con idee concrete. In fondo avere aria nuova vuol anche dire la possibilità di avere meno interessi personali di fondo, ecco perchè le leggi elettorali che ci riservano oggi fanno di tutto per impedire il rinnovamento e pure la possibilità di eleggere chi riceve il voto invece di una lista dalla quale i soliti noti ricevono l' autorizzazione a far sedere in poltrona chi dicono loro e non chi sceglie il popolo.
Che tristezza ragazzi...
Chissà, magari internet potrebbe generare delle novità grazie alla sua libertà, fin che dura... Serracchiani docet, giusto?
PS: bellissime le parole di Emma Marcegaglia oggi!

#33 da Francesco Valle, inviato il 25/8/2010
A me piuttosto che la grande sagra degli ex, pare tanto l'alba di una "decadente" partitocrazia aristocratica, ché definirla, seppur non civicamente democratiche, "patrizia" suona maluccio ricordando i meriti di certi nobili patrizi dell'Antica Roma, ed altrettanto paragonarla alla "certa nobiltà" di chi in passato condusse la nostra penisola verso altissime vette di civiltà. L'immobilismo invece mi pare l'acerbo frutto dell'alquanto ipocrita mentalità "vaticana" e degli acciacchi intrinsechi all'idea unitaria sorta (e condizionata) dalla bigotta restaurazione di poco precedente. Quella fortemente antiluterana, anticalvinista, antiprotestante che Cavour tentò invano di fronteggiare stabilendo il principio di libero Stato in libera Chiesa. Quella insomma del peccato mormorato nel segreto del confessionale per poterlo poi ricommettere con un'oltranza quasi etica. Non credo di commettere blasfemia antipatriottica rammentando che la mentalità sopra rappresentò anche l'unica mentalità pre-unitaria su cui si costruirono le fondamenta dell'Italia avendo a disposizione quel comodo mattone comune, che venne scelto dovendone trovare uno tra le varie mentalità dei popoli preunitari "soffocati" per ragion di stato. "Soffocati" per ovvia necessità di creare rapidamente un unico popolo, piuttosto che fonderne le ben più civili usanze che resero i popoli italici delle repubbliche e dei comuni tali, e molto prima della rivoluzionaria america massonica (e tutt'altro che periferici). E non per niente tale "dimenticanza" (di cui pagarono pegno i massoni velocemente demonizzati dopo l'Unità) comportò che ciò che andava "estirpato" (in senso metaforico), rimase per soffocare quelle diversità che invece resero la penisola italica il più importante crogiuolo europeo, fin dalle notti dell'Antica Roma giungendo fino alle sponde della Serenissima Repubblica di Venezia, e sorvolando poi oltre verso una visione di insieme degli stati predecessori all'Unità. P.S. mi auguro di non aver divagato troppo con questa mia retorica facilmente bollabile con l'"anti-patriottismo", e tantomeno di non aver urtato tasti sensibili come la fede, su cui per correttezza sottolineo la mia propensione verso il pensiero delle fratellanze monacali piuttosto che l'ecclesiastico pensiero monolitico. Sarebbe ancor più retorico ricordare che furono proprio alcune di quelle fratellanze a rappresentare il faro da cui riemerse la luce che illuminò le profonde tenebre in cui la penisola italica, nonchè l'intera europa, cadde per secoli. Ma permettetelo ad un italiano ignoto di ricordare ciò a noi spiriti italici con questo benaugurante auspicio per un'Italia Futura che torni a spiccare il volo verso le alte vette che permisero ai nostri predecessori di edificare la civiltà. Una tra le tante nel nostro mondo globalizzato, ma l'unica ad averci concesso di esprimere la nostra tanto cara libertà, e dunque perchè non tornar ad essere quel faro che il Mediterraneo da tanto attende ritorno?

#34 da ANTONIO F, inviato il 25/8/2010
Tutto vero, articolo e commenti, tutto troppo vero e a tratti scontato, vista la "disarmante" evidenza dei fatti di questi anni e di questi giorni. Il problema, a mio avviso, è che occorrerebbe cominciare ad avviare la fase delle proposte, superando la sia pur necessaria manifestazione del dissenso. Ripeterci le stesse cose, comporta il rischio di assuefare l'opinione pubblica e quindi noi stessi, in una lotta continua tra male e bene, bianco o nero, tra scelte di campo e acquisti a scatola chiusa. BASTA. Diciamolo francamente: Berlusconi è ormai al tramonto politico, ma siamo sicuri che lo sia il Berlusconismo? Si sta delineando una battaglia tra blocchi di potere (almeno 2), che si autocandidano al "nuovo" con le armi spuntate della demagogia. Bisogna andare in profondità, armarsi del coraggio dei giusti e fare un deciso passo in avanti... Personalmente ritengo che il dott. Montezemolo abbia le caratteristiche giuste, la capacità manageriale, che non è solo carisma personale, ma soprattutto intelligenza gestionale nel condurre un rinnovamento serio. La capacità di un leader è nel leggere gli scenari futuri e individuare i percorsi da seguire, ma soprattutto nell'assemblare il team di uomini e donne, persone libere e competenti, con i quali disegnare e raggiungere gli obiettivi fissati. Passare ai fatti significa, a mio avviso, creare momenti di confronto attivo, (a cominciare da una revisione del sito internet di ItaliaFutura che purtroppo concede poco all'interazione tra utenti). Organizzare convegni e seminari di studio (una sorta di scuola di formazione politica itinerante) dove poter analizzare nello specifico i diversi temi sociali, politici ed economici. Fare in modo che la gente esca da casa, spenga la tv e cestini i giornali scandalistici che ci vengono propinati fino alla nausea. Il disagio che emerge dai commenti all'articolo e dei tanti contributi sui diversi blog, non può ridursi semplicemente a occasione per coltivare il voto di opinione dei disillusi, scontenti, annoiati o sfigati. E' un patrimonio di energie e di voglia di fare che va alimentato e coinvolto verso un progetto concreto che passa innanzitutto attraverso la creazione una nuova cultura del vivere l'impegno politico e sociale, altrimenti appaltato nei fatti ai soliti noti, incapaci, politicanti e/o delinquenti. I processi di trasformazione a livello internazionale (dettati dalla crisi economica, ma non solo) richiedono una trasformazione culturale, civica e morale, senza cui l'Italia è destinata al fallimento. Ciò significa che la politica non può più essere vissuta come esperienza di una elite di pochi, bensì come una presa di coscienza di una nazione, unita, solidale, giusta, ma anche seria, rigorosa e orgogliosa. Mi aspetto grandi cose e mi auguro un giorno di poter dire io c’ero.

#35 da Agostino Ratto, inviato il 25/8/2010
Gli italiani che lavorano, studiano, si impegnano, pagano le tasse, sono quelli che fanno avanzare il Paese e spesso sono considerati "ignoti" La politica attuale è ormai una vergogna a livello europeo; mentre Germania e Francia realizzano Leggi per lo sviluppo e la loro industria inizia davvero a dare segnali di recupero, l'Italia continua a fare giochetti aquallidi di bassa politica. Se rimaniamo indietro rispetto al resto d'Europa e si riduce il potere d'acquisto andremo incontro ad una moderna rivoluzione contro l'attuale classe politica.

#36 da davide, inviato il 25/8/2010
sto leggendo per curiosità il rapporto che il prof. Monti ha scritto in riferimento al mercato unico europeo , su incarico del presidente Barroso ...è una relazione di un valore civile enorme .. e penso che dovrebbe essere divulgata in forme più leggere .... è una cosa bizzarra .. ma penso ad esempio a rappresentazioni teatrali per i ragazzi delle scuole elementari o medie ..( scusate se non usa terminologia corretta per il mondo della scuole)..in cui vengono trattati gli argomenti del rapporto ... quali ..mercato , competitività, merito , tecnologia , innovazione ....non saprei forse é una cavolata ...però ci si potrebbe provare....

#37 da Piero, inviato il 24/8/2010
Lavoro sul campo da più di 30 anni. Ho letto il rapporto Sanità e partecipazione di Walter Ricciardi che definirei un ottimo testo base di teoria dell’organizzazione e programmazione sanitaria da cui poter partire per discutere proposte più concrete. E’ giusto che chi non lavora a diretto contatto con i pazienti faccia una analisi di questo tipo. Occorre però sapere che la realtà è diversa e difficile da riformare. Per fare dell’Audit Clinico in questi momenti in cui i carichi di lavoro nelle corsie degli ospedali è sempre più gravoso occorrerebbe avere a disposizione un sistema informativo in grado di poter avere rapidamente dati riguardanti la propria attività, purtroppo in Italia il numero di ospedali così strutturati sono ancora pochi mentre invece consumano ancora molta carta che non agevola certo la revisione del proprio operato e l’utilizzo di indicatori di performance clinica. Fortunatamente sta iniziando a diffondersi la coltura della Gestione del rischio al fine di prevenire errori ma anche qui la tecnologia informatica sarebbe un importante aiuto ma purtroppo la maggior parte degli ospedale non possiede ed i fondi per la sanità sono sempre più ridotti dato che la parola d’ordine è “lotta agli sprechi” e di conseguenza la Direzione Generale degli ospedali non investe più in innovazione per mirare al risparmio. Le strutture ospedaliere pubbliche italiane sono le più vecchie ed obsolete d’Europa, le grandi attrezzature (TAC, RNM ecc. ) ma anche le più piccole (ecografi ecc) non vengono rinnovate per mancanza di fondi ed in barba al “health technology Assessment” queste attrezzature nuove vengono collocate non dove veramente servono ma nelle località dove esiste qualche Fondazione o ente che dona i fondi per l’acquisto delle stesse. Mi piacerebbe molto poter assistere ad una vera razionalizzazione del sistema sanitario nazionale ma sono e rimango molto scettico al riguardo. Spero che Italia futura proponga una qualità fatta da chi lavora sul campo e non da chi ha scelto di farne una professione a parte che porta solo soldi nelle tasche di alcune ditte che hanno fatto della qualità in sanità un vero e proprio “business”.

#38 da Stefano B, inviato il 24/8/2010
Finalmente una presa di posizione netta su un tema quello della morale della politica condiviso dalla maggioranza della popolazione.

Bravi!!

#39 da Daniele Conti, inviato il 24/8/2010
Questo articolo mi ha fatto riflettere ancora sulla situazione in cui personalmente mi troverei nel caso di eventuali prossime elezioni politiche. Certamente il voto è segreto, ma non nascondo le difficoltà di dover scegliere a chi affidare la mia rappresentanza nella prossima legislatura. Al di là delle idee politiche, delle ideologie, degli uomini che effettivamente vorremmo che entrassero in parlamento, in caso di elezioni ci ritroveremmo a dover scegliere tra un Pd senza anima e identità e un Idv con scarsa abilità politica, un Pdl rissoso dove nemmeno con una maggioranza schiacciante si riesce a stare in equilibrio, una Lega che fa bello e cattivo tempo a seconda che venga nominato il federalismo e ancora crede che l'Italia Unita sia una favola per bambini e un Centro che, senza proporre, si propone come ago di questa vacillante bilancia. Se i cittadini non vorranno rinunciare al loro diritto di voto e senza una valida e seria alternativa, paradossalmente ed incredibilmente sembra che il movimento più innovativo sia quello di Beppe Grillo! Se non altro propone volti nuovi e si presenta come elemento di crisi della nostra politica perlopiù inetta e bloccata. Perché si avesse un ricambio nella classe dirigente, in passato è stata necessaria una Tangentopoli; ho timore nel chiedermi se, anche in questa situazione, sia necessaria una nuova crisi del Paese per vedere dei cambiamenti seri...

#40 da ANTONIO PAPAGNI, inviato il 24/8/2010
CONDIVIDO PIENAMENTE QUANDO BRILLANTEMENTE ESPOSTO. SONO UN "GIOVANE MEDICO 38ENNE" DELLA DISCIPLINA DI DIREZIONE SANITARIA E QUINDI IMPEGNATO IN PRIMA LINEA NELLA DIFFICILE IMPRESA DI CONCILIARE LA PROGRAMMAZIONE SANITARIA CON L'ORGANIZZAZIONE SUL CAMPO DI SERVIZI E PERSONALE. L'AUSPICIO E' PROPRIO QUELLO DI VEDER SEMPRE PIU' LEGGITTIMAMENTE E CORRETTAMENTE DISTINTO IL PIANO STRATEGICO-POLITICO DA QUELLO TECNICO-ORGANIZZATIVO NELL'OTTICA DI UN MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA' COMPLESSIVA DELLE PRESTAZIONI E DI MAGGIOR EFFICIENZA DEL SISTEMA SANITARIO. UNA SFIDA PER TUTTI SIA POLITICI SIA OPERATORI SANITARI.

#41 da Agostino Ratto, inviato il 24/8/2010
Che delusione per questa seconda Repubblica: leggi personali con abbandono delle priorità nazionali serie, cricche di vario genere a favore di pochi, spazio ai disonesti con leggi che hanno depenalizzato fatti economici gravissimi, squallore giornalistico, pochezza politica, tagli indiscriminati avallati da politici senza formazione e preparazione, crollo degli investimenti e pochi spiccioli per le infrastrutture, aumento delle tasse nonostante gli editti elettorali ormai ridicoli. Unico plauso per il ministro maroni, le Forze dell'Ordine ed i magistrati per gli arresti numerosi contro la malavita organizzata del Sud. Dopo il pensionamento avevo aperto una piccola azienda di progettazioni per la siderurgia, con grande entusiasmo e volontà di fare. Appena ho compreso che ero diventato soltanto una mucca da mungere ho fatto marcia indietro e migodo la pensione sudata facendo il contadino per diletto, suggerendo a mio figlio ingegnere molto capace di analizzare ogni possibilità all'estero verso paesi più seri. Che tristezza per colpa di questi quattro ladroni incapaci ed impuniti!

#42 da Armando montini, inviato il 23/8/2010
Bossi."non si puo'pagare sempre un dazio politico così alto". Lui se ne intende , lo fa continuamente nei confronti del pdl e di conseguenza dei cittadini che la pensano diversamente da lui. Con una percentuale modesta di voti condiziona il governo.

#43 da Piero, inviato il 23/8/2010
Italia futura riuscirà nel suo intento solo se scenderà in campo con uomini validi che avrà saputo selezionarsi tra gli italiani ignoti , nuovi evitando il richiamo dei soliti professionisti della politica e qualunque coalizione pre-elettorale. Il movimento deve avere pazienza, crescerà e come tutto ciò che deve crescere ha bisogno del tempo. Informate dell'iniziativa chi vi sta intorno così il movimento crescerà più in fretta!

#44 da Lorenza Roverato, inviato il 23/8/2010
Appena rientrata da due settimane di ferie, prima vera pausa lavorativa dalle feste natalizie, ho avuto il piacere di leggere questo articolo che rappresenta esattamente il modo in cui mi sento, nel mio paese: ignota. Ignota come tutti i lavoratori e le persone che si dedicano quotidianamente, con passione e fatica, alle proprie occupazioni, sia domestiche che extradomestiche e si ritrova immancabilmente ad assistere al teatrino deprimente delle scostumate scenette politiche. Non potrei nemmeno definirle scaramucce da saloon: sarebbe troppo bello pensare che dopo due bang bang l'ordine tornasse sovrano, almeno per un po'... No, la rissa politica è fatta solo di colpi bassissimi e di bassezze che, quando emergono, sono così nauseanti che ci fanno scostare il capo, chiudere gli occhi e ... tornare a lavorare. Questo è il problema.

#45 da DAMIANO FELLI, inviato il 17/8/2010
mi sembra una proposta interessante che coniuga l'esigenza dei giovani e anche quella del paese. Il paese cioè deve poter contare su giovani che abbiano voglia e possibilità di muoversi di sentirsi liberi di viaggiare, ascoltare, imparare, lavorare questa idea tutta italiana di rimanere attaccati alla propria terra oppure questa idea tutta italiana del mito della casa non ci agevola in tempi in cui il movimento è tutto.

#46 da RICCARDO, inviato il 17/8/2010
Una cosa sola MONTEZEMOLO scendi in campo e liberaci dal sig. Berlusconi il suo tempo è scaduto non ha fatto niente, ma proprio niente per la gente comune grazie.

#47 da Atrmando montini, inviato il 16/8/2010
Quote latte. E'assurdo che la lega per compiacere ad alcuni allevatori che non hanno rispettato le leggi taciamo rischiare una sanzione europea ai cittadini italiani (cosa non si fa per prendere i voti)

#48 da Vincenzo Passaro, inviato il 16/8/2010
Carissimi, noi stessi ed il nostro Paese abbiamo bisogno di recuperare un valore, spesso sottaciuto, se non addirittura bandito dal vocabolario quotidiano: l’attesa. Credo che ItaliaFutura abbia il dovere, oggi, di intervenire nel dibattito politico quando questo rischia di far scivolare il bene della comunità su declivi pericolosi, come nel caso della crisi istituzionale. Un’eventuale impegno politico del dottor Montezemolo, invece, è auspicabile solo al termine dell’attuale legislatura, e questo per due ragioni di mero buon senso. La prima consiste nella pericolosità di un’eventuale crisi di governo: qualsiasi nuovo leader che provasse a portare il Paese sui binari giusti, vedrebbe gran parte del proprio impegno inficiato dalla confusione creatasi. La seconda ragione è la necessità di consolidare reti e risorse che permettano a ItaliaFutura di presentarsi alle prossime elezioni con uomini e donne preparati. Infatti, il nostro impegno non deve manifestarsi in forme improvvise e, peggio ancora, isteriche, bensì nella concreta opera quotidiana di confronto e di crescita. Grazie.

#49 da tonino, inviato il 16/8/2010
Quando si dice che questo paese è corrotto dalle radici ai vertici, non si esprime un giudizio morale. Si esprime un giudizio tecnico. Se larga parte del paese non mostra turbamento di fronte a tremende illazioni o disgustose verità sui suoi capi, è perché ne condivide le ambizioni e i metodi. Quanto al mito della "meritocrazia", che avrebbe dovuto farci dimenticare ben presto le ideologie fuorvianti e le utopie collettiviste, ditemi che "merito" c'è nel profitto malavitoso, o clientelare, o parassitario del quale campano, facciamocene una ragione, milioni di italiani.

#50 da Simone Lo Monaco, inviato il 16/8/2010
Mi interessa una associazione che nasce con gli obiettivi che ho letto, non conosco molto bene la figura di Montezemolo, ma le poche volte che mi è capitato di ascoltarlo alla radio o di vederlo in qualche intervista alla Tv mi sono sempre trovato d'accordo con lui, con le sue analisi, con i suoi toni, con la sua voglia di dedicare quanto più spazio possibile a idee e proposte senza fermarsi alla facile e troppo diffusa demagogia.
Concordo sul fatto che questo paese e ancora di più i suoi cittadini devono decidere cosa fare del loro futuro, a differenza di alcuni interventi che ho letto nei post pubblicati, credo che non sia solo la classe dirigente che debba cambiare, (anche se senza dubbio è fondamentale avere come dirigenti persone preparate e intellettualmente oneste), credo che noi tutti, come comunità, come popolo, necessitiamo di una seria riflessione di coscienza, credo debba cambiare il nostro approccio verso la società, che sia opportuno chiederci se siamo davvero impegnati nel nostro piccolo quotidiano a dare un esempio di buoni cittadini, credo che proprio da un cambiamento profondo della nostra cultura civile si possano trovare risposte ed energie per cambiare le cose.
Continuerò a seguire con attenzione la vostra associazione e a prescindere dalla mia adesione o meno, vi faccio i migliori auguri di buon lavoro.




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