L'Italia è un paese bloccato. Muoviamoci!
Verso la fine degli anni Cinquanta meno della metà della popolazione italiana aveva accesso ad una televisione, per le strade circolava una macchina ogni trentasei abitanti, e più della metà degli italiani faceva l'operaio. Trent'anni dopo l'Italia aveva un prodotto interno lordo tra i più alti del mondo occidentale, superando anche l'Inghilterra; televisioni, telefoni e automobili abbondavano ormai in tutte le famiglie e molti dei figli degli operai degli anni Cinquanta erano diventati impiegati di buon livello, medici, avvocati, commercialisti.
Questi risultati sono stati possibili grazie ad un periodo di grande dinamismo e mobilità della nostra società. Una mobilità che ha consentito non solo a milioni di italiani di raggiungere condizioni di benessere individuale, ma a tutto il paese di crescere e svilupparsi, di conquistarsi un posto tra i grandi del mondo e di acquistare fiducia in se stesso. Perché è questo il grande potere della mobilità sociale: non solo il recupero di efficienza economica legato ad una distribuzione di opportunità più ampia e paritaria, ma il recupero dell'ottimismo e della voglia di guardare avanti.
Una società mobile alimenta la fiducia nel domani, dà il senso della possibilità, e motiva gli individui ad investire in tutto quello che aiuta a crescere: lo studio, il lavoro, il sacrificio, la collaborazione. In poche parole: stimola ad investire nella costruzione del futuro.
Ma è ancora così? Da alcuni anni ormai l'Italia sembra aver perso quello slancio che per decenni ne ha sostenuto la crescita. Si è diffusa nella società la sensazione di un paese che in qualche modo si è fermato, che non è più in grado di dare ai propri cittadini quelle opportunità di crescita e realizzazione a cui aspirano. Una sensazione che demoralizza e demotiva soprattutto le generazioni più giovani, ma alla quale non si è ancora riusciti a dare una delle risposte. È mancata una riflessione sistematica, che definisse in modo chiaro i contorni del fenomeno, ne cogliesse l'importanza e provasse ad unire le varie forze politiche per identificare delle soluzioni efficaci, fuori dalla logica della propaganda e delle ideologie.
È questo l'obiettivo del nostro primo Rapporto sulla mobilità sociale. Avviare una riflessione approfondita sul tema della mobilità sociale in Italia fornendo dati, analisi, confronti internazionali assieme ad alcune proposte concrete. Una riflessione aperta, non meramente accademica, che possa contribuire ad alimentare un dibattito partecipato, diffuso e, sperabilmente, fruttuoso.

- 1. Introduzione e obiettivi del lavoro
- 2. La mobilità sociale in Italia
- 2.1. Povertà e diseguaglianze
- 2.2. Mobilità dei redditi
- 2.3. Accesso alle opportunità di istruzione
- 2.4. Tempi e criteri di carriera e crescita professionale
- 2.5. Conseguenze
- 3. Quali politiche?
- 4. Un nuovo approccio
- 5. Le proposte
- 5.1. Fondo Opportunità
- 5.2. Affitti d'emancipazione
- 5.3. Pacchetto giovani famiglie
- 6. Conclusioni