Mobilità sociale. Un termine complicato per una domanda semplice: quante possibilità ha una persona nata in una determinata classe sociale di accedere a certe professioni e di realizzare le proprie aspettative? L’Italia, malgrado sia costellata di abbondanti intelligenze vive, è ormai un paese fermo. Sostanzialmente immobile. Se il fenomeno può sembrare astratto, le sue conseguenze sono molto concrete. Cala la fiducia dei giovani nel loro futuro, che è anche il futuro del paese. Calano di pari passo le motivazioni e le aspirazioni. Nel migliore dei casi si segue la via professionale dei genitori per non rischiare di rimanere disoccupato. Nel peggiore non si porta a termine il proprio percorso scolastico o non ci si iscrive all’università temendo che sia inutile, che non si troverà poi una professione adeguata. Contro l’immobilità sociale muoviamoci insieme, con passione, per restituire ai giovani la fiducia nel futuro e la voglia di sognare. E per far sì che l’Italia torni ad essere un paese in movimento, dinamico, dove la mobilità sociale non sia un ricordo appannato, ma una realtà che si rinnova ogni giorno. Italia Futura nasce per questo. Ritrovare la voglia di guardare avanti; chiamare a raccolta tutte le energie positive del paese che non vogliono arrendersi a questo immobilismo e pensare insieme a nuovi modi, idee e proposte per rimetterci in moto. Non è semplice intervenire sui meccanismi che stanno all’origine della paralisi della società italiana, ma non è possibile arrendersi. Servono politiche mirate a restituire possibilità e speranze di realizzazione in ogni fase critica della vita. Perché la mobilità sociale e la realizzazione individuale si costruiscono giorno per giorno, e dipendono dalle scelte e dalle opportunità che si hanno dal momento in cui si nasce a quello in cui si entra nel mondo del lavoro. Perché non dobbiamo scordarci che quando si arriva sul mercato del lavoro molte ingiustizie si sono già compiute. Arrivare a quel momento preparati e competitivi dipende molto, anzi troppo spesso dal contesto in cui si è nati e cresciuti. È l’infanzia la fase della vita in cui molti futuri percorsi umani e professionali nascono già segnati dalle difficoltà. Ed è da lì che occorre partire. Il nostro tasso di povertà infantile è più alto della media dei principali paesi europei e limita il futuro di migliaia di bambini e del nostro paese. Disuguaglianze come queste sono inaccettabili. Eppure l’Italia non ha un piano strategico che si proponga di affrontare in modo serio, sistematico e lungimirante un problema tanto fondamentale. Le politiche di sostegno all’infanzia e alle famiglie che ad ogni tornata elettorale vengono sbandierate dai vari schieramenti come temi cruciali, restano poi al palo quando si tratta di costruire e investire seriamente e con continuità. Serve un piano chiaro, concreto e vincolante a lungo termine. Una strategia che non venga minacciata ad ogni cambio di maggioranza, per sconfiggere questa odiosa forma di disuguaglianza. Incentivi al lavoro femminile, più servizi alle famiglie, scolarizzazione nei primi tre anni di vita, solo alcuni esempi di politiche attuabili per cercare di ristabilire pari opportunità tra gli adulti di domani. Con questa campagna a cura di Irene Tinagli Italia Futura si impegna a raccontare lo stato della mobilità sociale in Italia e a definire un concreto piano di azione da usare come strumento di pressione per la politica e i decisori pubblici.