Piccolo centro o grande progetto riformatore?

Da Italia Futura e Fermare il Declino un cantiere politico popolare e liberale

di Michele Boldrin, Carlo Calenda, Oscar Giannino, Andrea Romano, Nicola Rossi e Luigi Zingales , pubblicato il 15 agosto 2012
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L’Italia ha senz’altro bisogno di una formazione lontana dai populismi di destra e di sinistra. L’incapacità, da un lato, del PdL di evolvere dallo stadio di partito personale a uso e consumo di Berlusconi e la trasformazione, dall’altro, del PD in un nuovo/vecchio "PDSel" all'insegna dell'alleanza tra Vendola e Bersani, lasciano sia senza rappresentanza milioni di cittadini che senza risposta le enormi sfide che il paese deve affrontare. Positivo è il fatto che, a differenza di altri partiti, l’Udc si riprometta di attingere al di fuori dei professionisti della politica per dar vita ad un'offerta rinnovata.

L'urgenza in cui si trova l'Italia impedisce tuttavia di anteporre ambizioni personali e mal riposti sentimenti di superiorità all’interesse vitale di alimentare l'urgenza di riforme modernizzatrici con massicce dosi di nuovo consenso democratico, nuove idee e nuove risorse civili. Oggi saper includere ed aggregare al fine di dare al paese una nuova classe dirigente riformatrice è molto più importante di prima.

Per queste ragioni, unite a una congiuntura internazionale che per l'Italia è tanto drammatica quanto favorevole all'archiviazione dell'offerta politica che ha segnato sia la storia che il fallimento della Seconda Repubblica, esiste oggi un’inedita opportunità per la nostra democrazia: la nascita di una grande formazione popolare che raccolga il consenso dei milioni di elettori che credono nei valori del lavoro e della libertà, del merito e della competenza professionale, dell’apertura internazionale e dell’unificazione europea.

I milioni di cittadini, insomma, che con il proprio sforzo e i propri saperi mantengono a galla il paese e che, pur privi di effettiva rappresentanza politica, auspicano nella società civile le riforme indispensabili a ritrovare quella fiducia e quell'energia che l'Italia ha conosciuto nelle stagioni più dinamiche della propria storia. Una formazione, infine, che sappia parlare sia a chi diventa ex produttore, perdendo lavoro o impresa sia a chi, come buona parte dei giovani e delle donne, nelle condizioni attuali non lo diventerebbe mai.

Le premesse e le condizioni perché questo si realizzi vi sono tutte, ma occorre dapprima lavorare alla definizione d’un programma credibile ed efficace nel quale tali forze si possano riconoscere e poi operare per aggregarle e organizzarle. Questa la sfida politica che la parte riformatrice della società civile italiana deve affrontare e vincere nei prossimi dieci mesi.

Su tutto questo, almeno sino ad ora, i partecipanti ai tanti tavoli che ruotano intorno al progetto della "Cosa di centro", a cui veniamo talora indebitamente associati, hanno sostanzialmente taciuto. L’essere “moderati” o “in mezzo” non costituisce, di per sé, né una visione né, soprattutto, un programma politico concreto per far uscire l’Italia dalle secche in cui da troppo tempo si trova. Nemmeno si può semplicemente invocare una prosecuzione ad oltranza del “montismo” come ragion d’essere di un’iniziativa che deve necessariamente guardare agli orizzonti lunghi di una Terza Repubblica tutta da costruire, oltre ad avere la capacità di persuadere milioni di elettori delusi dalla Seconda Repubblica e dai suoi protagonisti.

Il governo guidato da Mario Monti ha accumulato meriti importanti. Ma è del tutto evidente che nel 2013 gli italiani vorranno e dovranno scegliere tra visioni diverse del futuro del paese. E quelle visioni dovranno emergere con chiarezza prima del voto, forti delle proprie convinzioni e fiduciose nella propria capacità di imprimere una svolta agli indirizzi politici nazionali. Scommettere sul contrario, ovvero su generici appelli al buon senso e sulla possibilità di trovare accordi di potere dopo il voto con chiunque ci si trovi a fianco prescindendo dai programmi, equivarrebbe a disperdere una straordinaria occasione storica e a tornare alle peggiori consuetudini della Prima Repubblica.

Italia Futura e Fermare il declino hanno presentato due manifesti di valori e proposte, molto simili, che ruotano intorno a due idee di fondo: la crescita economica come chiave per ogni politica di rinascita della nazione; la coscienza che il maggior ostacolo alla crescita sia la configurazione attuale dell’apparato dello stato che occorre quindi drasticamente riformare. Dismettendo per ridurre indebitamento, liberalizzando per indurre concorrenza ed eliminare rendite, dimagrendo per diventare produttore di servizi utili, rientrando in un alveo più sopportabile sotto un profilo economico (spesa pubblica e tasse) e di libertà personale (burocrazia e merito). In questa visione non sono ammissibili né ulteriori aumenti della pressione fiscale, neanche a fronte di un abbattimento del debito, né crescita della spesa pubblica che va invece e per davvero finalmente risanata, ossia resa produttiva.

Solo dalla crescita di un’economia liberata e giusta nel premiare il merito possono arrivare le vere soluzioni ai problemi del paese. Una visione che si fondamenta nella fiducia verso le capacità individuali degli italiani. E che per questo ritiene indispensabile riattivare i meccanismi della mobilità sociale, anche per includere quei milioni di donne e giovani che sono di fatto esclusi dalla vita economica, così come rafforzare gli strumenti di partecipazione democratica dei cittadini a partire dall’eliminazione alla radice dei conflitti d’interesse e dalla riforma della legge elettorale, con indicazione e disciplina di primarie per la scelta dei candidati.

Parliamo il linguaggio di un liberalismo popolare che in Italia, pur sostenuto dal consenso e dalle idee di milioni di cittadini, non ha mai avuto il timone del governo e forse nemmeno una rappresentanza politica propria ma che ha incrociato positivamente la cultura della sussidiarietà acquisendo con essa un valore fondamentale del mondo cattolico italiano, ma anche di quello laico.

Riteniamo che si possa coinvolgere in tale progetto solo chi, da dentro la politica, vorrà rinnovarsi veramente. Un rinnovamento che non può risolversi nel reclutamento di due o tre personalità della società civile per farne la foglia di fico di operazioni gattopardesche.

Occorre cambiare in profondità, in primo luogo sul territorio e poi nella rappresentanza politica. Non si può essere infatti "montiani" a Roma e "lombardiani" a Palermo, non si può chiedere il taglio della spesa in Parlamento e poi votare la moltiplicazione delle poltrone nelle regioni. La stagione dei tatticismi programmatici e personali può e deve finire, insieme all’idea che la società civile possa svolgere il proprio ruolo solo limitandosi a esercitare dalle tribune il diritto di critica.

"Grande centro" e "Cosa bianca" sono termini che evocano un’indefinitezza di contenuti e un attaccamento alla topografia partitica che non promettono nulla di buono. Forse, anche per questo, finora non sono riusciti a vedere la luce. Occorre invece ripartire dalle idee sul da farsi, discutere alla luce del sole evitando tavoli segreti ed improbabili conciliaboli confessionali, coinvolgere chi dalla società civile ha deciso di impegnarsi in prima persona e aprire le porte alle personalità che nei diversi partiti condividono agenda e valori: così si può dare vita ad un soggetto politico nuovo, popolare, liberale e riformatore che abbia l’ambizione di diventare il primo partito italiano.

Italia Futura negli ultimi tre anni ha fatto crescere idee, competenze e impegno civile per contribuire al rinnovamento profondo della nazione, costruendo una rete territoriale diffusa su tutta la penisola e animata da migliaia di volontari e associati. Fermare il Declino, promossa da esponenti della società civile e del mondo intellettuale e delle professioni, ha raccolto in due settimane le adesioni di decine di migliaia di italiani attorno ad un coraggioso manifesto riformatore. Insieme ci impegneremo da settembre per un progetto apertamente politico e profondamente innovatore, lungo il quale incrociare la disponibilità e la volontà di quanti credono che l'Italia non meriti il ritorno a una stagione politica fallimentare.



Una versione ridotta di questa lettera è stata pubblicata sull'edizione del 15 agosto del Corriere della Sera.



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#99 da alfredo, inviato il 24/9/2012
Buongiorno a tutti da un disoccupato 40enne di Vicenza,ottimi propositi certo dette da persone specchiate che meritano rispetto,ma ma ma c'è un ma e cioè la realtà,certo voi potrete aspettare anche dei lustri, ma i nodi sono arrivati al pettine (debito pubblico e relativa gestione di sudditanza ai parametri Europei della medesima ecc..)vi è chi vorrebbe lavorare ma è impossibilitato a farlo a causa delle pletoriche regole del lavoro che frena le assunzioni per ragioni fiscali ecc...per riassumere la posizione Italica mi viene in mente un anziano 80enne Bottegaio di alimentari Vicentino che conosco, mentre mi tagliava la mortadella mi disse una battuta umoristica che riassumeva il vero potere Italico: "ARTICOLO QUINTO,CHI GA' I SKEY GA' VINTO"

Sembra quasi che i giovani e i disoccupati vadano nell'altare del sacrificio dove un Barbecue acceso aspetta di arrostirne la loro vita e il loro futuro,il mio pensiero va a quelle povere persone che si sono date fuoco perdendo la vita una tra l'altro a pochi metri dall'ingresso del parlamento..ma cosa potrete mai fare voi? io da parte mia farò una cosa e cioè non andrò a (omissis),andrò a votare se vedrò un progetto valido programmatico,di progetti programmatici per quanto mi riguarda al momento non ne vedo di convincenti per ora dunque attendo ne arrivino e userò il mio micro potere con il VOTO!

#98 da Fabrizio Leonardi, inviato il 13/9/2012
La primissima cosa da fare in Italia e' informatizzare il Paese. Fermare tutto finche' tutto sara' disponibile in forma digitale. Allora si potranno fare le riforme. Da quella fiscale alla giustizia, dalla riduzioni delle province all'accorpamento dei comuni con pochi abitanti, dal pagamento delle imposte per le aziende ai servizi ai cittadini. Qualsiasi riforma sara' insufficiente o sbagliata se prima l'intera struttura non viene informatizzata. Abbiamo perso 20 anni; investiamone uno e facciamo le cose come si deve.

#97 da marcello zoffoli, inviato il 13/9/2012
Tutte belle cose, ma andando nel concreto, mi permetto di fare Una proposta per l’ ITALIA Mi sembra evidente che andremo a votare con l’attuale legge elettorale o con una, se possibile, ancora peggiore! Per cui bisognerà rimetterci mano affrontando di nuovo una legislatura di transizione. Cosa vorrei nel programma del nuovo soggetto politico: • gestire la situazione economica, riportare i conti sotto controllo e rilanciare lo sviluppo per quanto possibile • abbattimento del debito pubblico con misure straordinarie tipo quelle proposte da Enrico Cisnetto o similari • riduzione del numero di parlamentari a 600 in tutto, 400 alla camera 200 al senato • differenziazione dei ruoli delle camere: a.la Camera mantiene sostanzialmente le attuali attribuzioni, b.il Senato diventa Senato delle Regioni e sostituisce la “conferenza stato – regioni c.abolizione della differenziazione tra regione a statuto ordinario e regione a statuto speciale uniformando il quadro istituzionale e definendo uno statuto uguale per tutte • nuova legge elettorale: a.per la Camera si adotta il sistema proporzionale con sbarramento al 5% e premio di maggioranza alla lista o coalizione che prende più voti ( chi prende più voti va automaticamente al 55%, gli altri si dividono in misura proporzionale al risultato raggiunto il 45% restante) b.per il Senato: collegi uninominali provinciali per eleggere un senatore per provincia, gli altri senatori (complemento a 200) vengono nominati dai consigli regionali su base proporzionale rispetto agli abitanti delle singole regioni. • al Senato viene affidato un ruolo “Costituente” nel senso che ad esso è demandato il compito di riformare per quanto necessario la Costituzione Repubblicana in senso federalista e il compito di riorganizzare il funzionamento dello Stato a partire dalla suddivisione dei compiti tra i vari enti: Stato, Regioni, Provincie, Comuni, semplificando il processo decisionale ed eliminando il più possibile le aree di sovrapposizione. In tale contesto al Senato spetta anche il compito di ristabilire un giusto equilibrio tra i vari poteri dello stato e quindi anche l’onere di riformare il pianeta giustizia • le leggi costituzionali emanate dal Senato devono essere approvate anche dall’altra Camera • le leggi ordinarie emanate dalla Camera vanno al senato se intervengono su materie di competenza delle regioni • viene reintrodotta l’immunità parlamentare nel senso che per inquisire un membro del Parlamento si deve chiedere l’autorizzazione al Parlamento; le richieste vanno indirizzate alla camera di appartenenza ma vengono valutate dall’altra camera che di norma concede l’autorizzazione a meno di fondati motivi in contrario sono cose che si possono fare nel giro di 18 – 36 mesi. È chiaro che a valle di queste riforme, bisognerebbe votare di nuovo demandando alle nuove Camere così elette la vera riforma dello stato e finalmente nel 2016 potrebbe veramente partire una stagione nuova di ricostruzione del tessuto sociale, morale, economico.

#96 da pippa, inviato il 11/9/2012
Questa storia che già siete in DUE (soggetti politici) mi fa impazzire. A quando in TRE e poi QUATTRO?

Spero di sbagliarmi.

Ciao

#95 da Tullio La Volpe, inviato il 10/9/2012
Il sistema fiscale Italiano, così com'è oggi strutturato, non svolge la sua funzione primaria e fondamentale, perché lo Stato è così esoso che il contribuente, per difendersi, evade il fisco.
Il contribuente, invece, ove avesse la consapevolezza che i “suoi” soldi siano
spesi bene , vedesse il buon fine dei “suoi” contributi e che lo Stato fosse
capace di utilizzarli restituendoglieli in termini di servizi, sia individuali sia come sostegno allo sviluppo dell’attività lavorativa, ne trarrebbe il convincimento che pagare le tasse “è giusto”.
Ciò modificherebbe, quindi, il suo approccio “culturale” con l’obbligo di pagare le tasse, che sarebbe visto come una “opportunità” da cogliere e quasi da apprezzare , e anche come un momento di partecipazione alla vita del Paese , di cui essere orgogliosi , condannando chi vi sottraesse.
I parlamentari, che sono gli amministratori della “Res publica”, hanno il potere/dovere di licenziare Leggi chiare e non soggette ad interpretazioni bizantine e contraddittorie, eppure, proprio in materia fiscale, si registrano centinaia di norme che sembrano mirare ad un unico obiettivo: consentire a chi può di eludere il pagamento delle tasse, impoverendo il Paese, il cui fabbisogno economico grava, così, sulle classi già più deboli, tassate alla fonte e che, quindi, guardano allo Stato come ad un iniquo gabelliere.
Si pensi, poi, all’impatto emotivo che causano notizie che indicano come alcuni “V.I.P.”, pur avendo evaso per anni milioni di Euro, se la cavano con una riduzione tanto “generosa” da apparire come una vera e propria “beffa” per chi le tasse le paga!
Il Cittadino non si deve sentire “fregato” dallo Stato, altrimenti salta ogni legalità e patto sociale!
Se il cittadino matura la consapevolezza, (giusta o sbagliata ha poca importanza), di essere vittima di un sistema corrotto o , comunque, che garantisce i ceti più forti rispetto a quelli più deboli, per un patto scellerato che coinvolge le istituzioni , il parlamento, gli organismi di controllo , gli amministratori locali , ed al quale – in ampie zone del Paese - appare organica la criminalità organizzata, allora si innesca un meccanismo perverso che mina alla base quel rapporto fiduciario tra rappresentati e rappresentanti, senza il quale si giunge inevitabilmente al caos.

Una delle tante statistiche dell'Eurispes indica che l'Italia, pur essendo il quinto Paese più industrializzato dell'Occidente, ha i livelli degli stipendi posizionati al ventottesimo posto nella graduatoria di quei Paesi.
Questo è insostenibile, perché vuol dire che in Italia la forbice tra classi è giunta a livelli di guardia, rischiando di divenire “brodo di coltura” di fenomeni eversivi, che si alimentano del malcontento, della rabbia sociale e della sfiducia nella classe politica.

In questo modo l'Italia soccomberà . .

Da vari indicatori sembrerebbe che l'evasione totale in Italia si aggiri intorno ai 120 miliardi di Euro, una cifra già enorme, ma temo sia valutata per forte difetto.
Credo che in Italia l'evasione, seppur con livelli diversi e proporzionali alle disponibilità, tocchi circa il 95 % dei contribuenti e questo perché, come dicevo prima, la consapevolezza che in “alto” si evada moltissimo, a causa dell’incapacità di qualsiasi governo, di ogni colore, di porvi rimedio efficace, fa si che il cittadino si senta autorizzato a fare altrettanto, una sorta di patto amorale in base al quale, poiché tutti sono colpevoli, nessuno lo è davvero.
Esempi clamorosi di questa “correità” da parte del mondo politico ve ne sono molti, ma quella della depenalizzazione del reato di Falso in Bilancio, beh, è la pietra tombale della credibilità del Paese...
In questo meccanismo perverso, leggi finanziarie “inventano” vari balzelli , sono solo palliativi fantasiosi per battere cassa. Chi non riesce a farla franca è uno “sfigato” e chi , avvisato in tempo (dagli amici degli amici) riesce a sfuggirvi, è un “furbo” non da condannare ma da ammirare. Un esempio? La tassazione sui conti correnti bancari. Un balzello inaccettabile come principio, perché tassava il risparmio lecito e dichiarato dagli onesti, mentre i grandi evasori portarono tempestivamente i grandi capitali all’estero, per farli rientrare intatti e quasi esenti, grazie a leggi create ad arte!
Ma così non si risolvono i mali Italiani, si acuiscono.
In Italia si fanno molte promesse che si rivelano puntualmente essere mera propaganda politica per vincere le elezioni, ma non c'è la volontà di cambiare e tutto quello che si promette non viene mai mantenuto da nessuna formazione Politica .
Questo sistema sembra fatto apposta per garantire il potere e vince chi è solo più convincente, chi coglie l’attimo, chi percepisce l’umore dell’ultimo momento, magari riservandosi per l’ultimo giorno prima del voto il classico “colpo di teatro” .
I due Partiti maggiori sono PD e PDL ma non stento a percepirne la differenza , l'unica cosa che cambia è la facciata, una stinta colorazione ideologica in base alla quale il PD sarebbe di centro sinistra mentre il PDL di centro destra… ma, alla prova dei fatti, le cose fatte finora sembrano andar bene ad entrambi gli schieramenti, che sembrano combattersi ferocemente ad uso e consumo dell’elettorato, per tenerlo ferocemente diviso, quando dovrebbe essere unito nella condanna del sistema, perchè anche chi sembra vincente, alla lunga perderà comunque, perché perderà il Paese intero.
Per riprendere il tema iniziale, quello della necessità di riformare il sistema fiscale, esprimo alcune idee:
Se non si parte da questa riforma , la corruzione non potrà mai essere eliminata, perchè il sistema attuale sembra fatto ad arte per la creazione di fondi neri che incentivano la corruzione a tutti i livelli.
L'evasione appartiene a vari ceti :
Le aziende piccole e medie evadono per non fallire .
Le grandi aziende evadono per creare fondi neri per restituirli alla politica cioè al potere.
I piccoli artigiani , giardinieri , idraulici , falegnami ecc. evadono perchè nessuno fa fattura e le prestazioni di 20- 50- 100 euro ecc .ecc. non essendo scaricabili , l'interesse dell'individuo e di avere eventualmente una riduzione del prezzo .
Dentisti , medici , avvocati , commercialisti , evadono per gli stessi motivi .
Si evade tantissimo anche nelle compravendita delle case .
Si evade nei fitti degli immobili nel privato nelle sia nelle città che nelle case di villeggiatura.
Si evade purtroppo da per tutto in tutti i settori….......

Servirebbe, quindi :
1) Semplificare profondamente il sistema contributivo, con poche Leggi ma chiare.
2) Per chi evade, la certezza della pena e l'arresto, con condanne varie secondo l'importo evaso .
3) Essere severissimi nei confronti di chi, proposto ai controlli, dovesse essere corrotto .

Per combattere seriamente e ridurre l'evasione ad una percentuale minima e fisiologica, credo che tutte le transazioni di pagamento debbano essere corredate da fatture o documenti fiscali , e questi documenti possano essere scaricati dall'imponibile, da tutti i contribuenti sia aziende che privati cittadini .
Se tutti i contribuenti potranno scaricare qualsiasi spesa effettuata dal proprio imponibile , difficilmente ci sarà chi favorirà colui che, a fronte di una prestazione professionale, tenti di non fornire una documentazione fiscale.
Qualsiasi contribuente diverrà un ferreo controllore e la richiederà per il suo beneficio fiscale immediato e per evitare che l’evasione si ritorca contro se stesso .
Avremmo 60 milioni di persone che controllerebbero l'evasione.
Dai conti dello Stato si evince che oggi l'evasione in Italia è di circa 120 miliardi di euro .
Cosi immediatamente si recuperano i 120 miliardi di evasione che entreranno nel ciclo, aumenteranno i consumi e lo stato dovrà
prendere i soldi soprattutto dai consumi chi più spende meno paga .
Si evince che se il reddito non dichiarato produce un' evasione di circa 120 miliardi di euro si deduce che il prodotto lordo sarà di circa 300 miliardi di euro in aumento.
Ma la cifra ahimè sicuramente è molto superiore; io sono convinto che l'evasione arriva a circa 300 miliardi quindi genera un fatturato quasi di 600 miliardi .
Con un aumento del pil del 30 %
Il pil aumenta e lo stato incasserà il dovuto in tributi cioè più IVA per le casse dello stato.
Credo che L'Italia sia il paese più forte dell'unione europea , perchè mentre nei paesi forti come Francia e Germania ed Inghilterra l'evasione è fisiologica da noi in Italia è costume di vita.
Chiaramente io non sono un economista ma credo che una riforma fiscale che vada intorno a queste idee sia vicino alla realtà .
L'evasione si combatte in questo modo viceversa è solo utopia.
Inoltre credo che con questo sistema lo stato potrà incassare anche di più di quello che incassa oggi .
Con le leggi di oggi le persone , le aziende sane , non possono andare avanti per il grande peso fiscale , cosi si nascondono le risorse evase oppure si nascondono le risorse per creare fondi neri per corrompere e per pagare il sistema politico
tangenti ecc.
Con la recessione in arrivo aumenterà l'evasione .
Inoltre togliendo alla base la possibilità di evadere , la corruzione ha poca ragione di esistere quindi si elimina da sola.
Questo sistema è utile e importante per uno Stato serio, così non ci saranno neanche più sprechi nell'amministrazione pubblica ed in questo modo i politici forse per la prima volta dopo 60 anni dovranno solo fare delle buone Leggi ed effettuare controlli sulla spesa delle Regioni .
Consideriamo poi tutti gli sprechi di oggi :
quote latte , rimborsi nell'agricoltura , ferrovie oggi obsolete , sanità , infrastrutture , ecc.
2500000 di invalidi (contro i circa duecentomila fra Germania e Francia)
600000 auto blu ( contro 67000 negli USA E 40000 -50000 per Inghilterra-Francia -Germania ) queste auto portano una spesa di 50 miliardi circa.
inoltre tutta quella corruzione che nasce nei Comuni nelle Province e nelle Regioni per sostenere il potere politico.
Pensate quanti euro macina lo Stato e quanta corruzione alimenta.
Una cifra impressionante .
Pensiamoci........................

Tullio La Volpe





CONCLUDENDO :

Abbiamo bisogno di uno stato forte che faccia leggi e si interessi solo ed esclusivamente :

di Scuola – welfare - Sanità – Sicurezza e Giustizia .

Dimezzare il parlamento .
Il Senato dovrà diventare la camera delle Regioni .
Equiparare gli stipendi dei politici all'Europa .
Rivedere il sistema pensionistico dei parlamentari .
Eliminare tutti i privilegi della classe politica.
Abolizione delle Province tutte .
Presidente del consiglio, eletto massimo 2 volte .
Sindaci e Governatori eletti massimo 2 volte .
Parlamentari massimo 3 volte , poi a casa a lavorare .
Vendere tutte le aziende Statali tranne quelle strategiche .
Vendere tutte le partecipate quelle buone ed eliminare quelle che fanno solo costi dove lavorano politici esclusi o persone legate ai partiti.
Vendere buona parte del patrimonio immobiliare
Chiudere tutti gli enti inutili
Togliere circa 550.000 auto blu .
Praticamente una revisione e ricostituzione totale dello stato.
Per fare ciò ci vuole una Classe Dirigente completamente nuova .


Tullio La Volpe







#94 da Tullio La Volpe, inviato il 10/9/2012
comunque credo che per salvare l'Italia si debba partire da una riforma fiscale seria ed innovativa

Progetto della Riforma Fiscale


in Italia le tasse sono insostenibili in specialmodo per i ceti bassi come per i ceti medi .


Se non si parte da questa riforma , la corruzione non potrà mai essere eliminata, perchè il sistema attuale sembra fatto ad arte per la creazione di fondi neri che incentivano la corruzione a tutti i livelli.
L'evasione appartiene a vari ceti :
Le aziende piccole e medie evadono per non fallire .
Le grandi aziende evadono per creare fondi neri per restituirli alla politica cioè al potere.
I piccoli artigiani , giardinieri , idraulici , falegnami ecc. evadono perchè nessuno fa fattura e le prestazioni di 20- 50- 100 euro ecc .ecc. non essendo scaricabili , l'interesse dell'individuo e di avere eventualmente una riduzione del prezzo .
Dentisti , medici , avvocati , commercialisti ecc. evadono per gli stessi motivi .
Si evade tantissimo anche nelle compravendita delle case .
Si evade nei fitti degli immobili nel privato sia nelle città che nelle case di villeggiatura.
Si evade purtroppo da per tutto in tutti i settori….......

Servirebbe, quindi :
Semplificare profondamente il sistema contributivo, con poche Leggi ma chiare.
Per chi evade, la certezza della pena e l'arresto, con condanne varie secondo l'importo evaso .
Essere severissimi nei confronti di chi, proposto ai controlli, dovesse essere corrotto .

Per combattere seriamente e ridurre l'evasione ad una percentuale minima e fisiologica, credo che tutte le transazioni di pagamento debbano essere corredate da fatture o documenti fiscali , e questi documenti possano essere scaricati dall'imponibile, da tutti i contribuenti sia da aziende che da privati cittadini .
Se tutti i contribuenti potranno scaricare qualsiasi spesa effettuata dal proprio imponibile , difficilmente ci sarà chi favorirà colui che, a fronte di una prestazione professionale, tenti di non fornire una documentazione fiscale.
Qualsiasi contribuente diverrà un ferreo controllore e la richiederà per il suo beneficio fiscale immediato e per evitare che l’evasione si ritorca contro se stesso .
Avremmo 60 milioni di persone che controllerebbero l'evasione.
Dai conti dello Stato si evince che oggi l'evasione in Italia è di circa 140 miliardi di euro .
Cosi immediatamente si recuperano i 140 miliardi di evasione che entreranno nel ciclo, aumenteranno i consumi e lo stato dovrà prendere i soldi soprattutto dai consumi chi più spende meno paga .
Si evince che se il reddito non dichiarato produce un' evasione di circa 140 miliardi di euro si deduce che il prodotto lordo ( PIL ) sarà di circa 300 miliardi di euro in aumento.
Ma la cifra ahimè sicuramente è molto superiore; io sono convinto che l'evasione arriva a circa 300 miliardi se non di più quindi genera un fatturato (PIL) quasi di 600 miliardi .
Questo accadrebbe se si riformasse il sistema fiscale scaricando tutto tutti.
Chiaramente il gettito delle tasse dirette diminuirebbe sensibilmente ,a beneficio dei consumi .infatti con questo sistema anche i dipendenti pubblici e privati ne beneficeranno . Infatti scaricando tutto potranno recuperare dalle spese fatte in eccedenza all’imponibile la parte pagata alla fonte dello stipendio , le tasse già pagate .
Se un dipendente pubblico o privato che sia che guadagna circa € 1200,00 netti in busta , lordi circa € 2000,00 ipoteticamente con questo sistema andrebbe a recuperare dalle tasse pagate alla fonte , quanto spende in più delle 1200,00 euro la differenza .
Quindi il dipendente potrebbe beneficiare con questo nuovo sistema e può spendere anche tutte le 800,00 euro che gli sono stati trattenuti dallo stipendio .
Con questo nuovo sistema si andrebbero ad aggiungere alla quota di 600 mld fatturato derivante dalle evasioni fiscali circa altri 300 mld di maggiore spesa dei dipendenti cosi si arriverebbe a circa 900 mld di PIL in più arrivando ad un PIL ufficiale di circa 2700 MLD contro i 1800 di oggi praticamente un boom .
Il debito pubblico oggi è al 120% del PIL , con questa riforma il debito pubblico scenderà all’75 % del PIL.

Lo stato incassa mediamente in tasse varie accise ecc. circa 800 mld l’anno tra questi incassi ci sono circa 247 mld di tasse dirette.
Poi ci sono le tasse dei dipendenti pubblici e privati con trattenute alla fonte che vanno all’INPS .
Lo Stato paga circa 190 mld per le pensioni .
Se i cittadini dovessero spendere tutto lo stipendio e anche le tasse che hanno pagato alla fonte ,Lo Stato avrebbe un buco di circa 190 mld per le pensioni.

Fermiamoci a queste cifre e facciamo un po di conti :
quando si andrà a recuperare come soldi da questa riforma .
Sicuramente dall’IVA che dovrebbe essere maggiorata al 25 % .
Le tasse dirette andrebbero pagate sul risparmio delle le Aziende e lavoratori autonomi , praticamente sui soldi non spesi visto che con questa riforma si possono scaricare dall’imponibile qualsiasi spesa sostenga l’azienda o il privato cittadino .
Sull’utile netto si dovranno pagare le tasse che non dovranno superate il 33 %.
Faccio un esempio : Un’Azienda ha un fatturato di 100.000 Euro e spende per dipendenti e spese varie 60.000 Euro dovrà pagare il 33% di tasse su 40.000 se spende tutto non dovrà pagare nulla .


nuovo Pil mld. 2700
Pil attuale mld . 1800
Differenza mld. 900

Quindi lo stato recupererà su 1800 mld il 5 % mld 90
Su 900 mld il 25 % mld 225
Recupero mld 315

Vanno aggiunte le tasse dirette che sicuramente saranno minori,ipotiziamo 100 mld .

Eliminare poi tutte le spese improduttive :
eliminazione delle provincie
eliminazione di 500.000 auto blu
eliminazione di tutti gli sprechi dell’amministrazione pubblica .
si potrebbero raccattare altri 100 150 mld che sommati ai 315 porteranno nelle casse dello Stato da 415 ai 465 mld piu le tasse dirette 100 mld si arriverebbe a un incasso di 515 ai 565 mld.
Poi si potrebbe vendere parte del patrimonio statale .
vendere le partecipate quelle valide ai privati e dismissione ( chiusura ) di tutte quelle partecipate che non sono altro che vagoni per politici .
Anche queste operazioni portano soldi per abbattere anche il debito pubblico.
Si dovrà inserire sicuramente l’ IVAP che sarebbe l’IVA che dovrebbero pagare i privati cittadini quando si verificano le condizioni :
Fitto di un’abitazione in città o in posti di villeggiatura , vendita di una casa ,di un’auto
di un mobile ecc .
Es. fitto di immobile :
il conduttore riceverà fattura dal proprietario più IVAP potrà scaricare dallo stipendio l’imponibile del fitto e pagare al proprietario il fitto , imponibile + IVAP .
Il proprietario dovrà versare all’erario l’IVAP del bene fittato .
Per tutti i casi di vendita privata si dovrà usare questo sistema .
Con questa riforma si otterranno vari risultati :
eliminazione della corruzione
abbassamento della percentuale del debito di circa il 40 %
diventeremo uno stato virtuoso
ed avremmo la possibilità di pagare la rimanenza del debito .
Se le cose andranno ancora avanti cosi senza cambiamento ci avviteremo in una spirale di non ritorno .
S E & O
gradirei avere un confronto su queste idee
grazie
Tullio La Volpe




#93 da Gabriele Di Giacomo, inviato il 10/9/2012
Per comprendere pienamente l'ineludibilità/irreversibilità del completamento del processo di costruzione dell'Unione Europea iniziato (non a caso) con il trattato di Roma, basta provare a rispondere ad una semplice domanda: cosa sarebbe oggi L'Italia se non facesse parte dell'UE? A rafforzare l'idea europeista c'è inoltre il fatto che, seppure con qualche distinguo, tale idea non piace né alPDL né al PD.

#92 da Antonino Muscarà, inviato il 6/9/2012
Mi sono da poco registrato a IF. Ho letto alcuni dei post precedenti che mi trovano assolutamente d'accordo, sia per quanto riguarda la rappresantività dei moderati, liberali, cattolici e laici che, spero possano trovare in IF la lora casa , che sulla necessità di far valere il merito sull'essere amico dell'amico per poter fare politica.

#91 da ubaldo, inviato il 4/9/2012
Ho commentato il documento sul mio blog http://ubaldogerovasi.blogspot.it/2012/08/su-centro-e-dei-cattolici.html

#90 da MANCINI CORRADO, inviato il 3/9/2012
da aderente a Italia Futura saluto con paicere la notizia della Convention convocata per novembre, è un momento decisivo ove tracciare la rotta politica del movimento, scioglire le riserve e cominciare a lavorare uniti e con maggior impegno per questa Italia avviata verso il declino da una classe politica capace solo solo di avvitarsi su se stessa per non perdere poltrone e privilegi. Da un governo tecnico che non ha saputo colgiere l'occasione per promuovere le vere e necessarie riforme indispensabili a questo paese.

#89 da Gianluca Del Moro, inviato il 3/9/2012
Mi sono iscritto ad IF perchè, penso come molti, è stato difficile impegnarsi in politica dal momento che la maggior parte dei partiti lavora per cooptazione. Dunque se non sei vicino a qualcuno non fai politica, neppure se lo fai veramente per passione. Questo è l'errore che non deve commettere IF: deve dare la possibilità a tutti di poter lavorare per avere spazio e deve fare in modo che le informazioni, i progetti e le decision i siano veicolati a tutti facendo in modo che tutti siano partecipi, altrimenti diventa un partito come gli altri che già esistono e questo non va bene per il Paese. Mi attendo, quindi, che proprio su questo si avvii il progetto di IF. Ci sono molte persone che possono dare contributi seri e che magari oggi finalmente hanno messo da parte le proprie remore pensando che questo possa essere il giusto mezzo per poter fare qualcoisa di buono per la colettività. Mi attendo pertanto coinvolgimento e la possibilità di interagire con chi rappresenta l'associazione

#88 da Sergio Castaldi, inviato il 2/9/2012
Grande Progetto Riformatore. Tutto bene e tutto male allo stesso tempo, un po’ come altre iniziative analoghe che, sempre nell’ambito di IF, si sovrappongono, ricevono molti commenti positivi e inviti a seguire, per poi terminare senza vedere molto di concreto. Come se avessimo tutta la vita davanti. Mentre è proprio il tempo che ci manca.
IF dovrebbe porsi un traguardo (forse avrebbe dovuto porselo almeno dalla caduta dell’ultimo Governo Berlusconi, e forse lo ha anche fatto): una presenza dominante alle prossime elezioni, in veste di partito, o come Fondazione capace di elaborare un manifesto, progetto, programma di Governo o di Stato, o come lo si voglia chiamare, che raccolga quante più adesioni possibili. Un progetto nazionale di nuova ampiezza e profondità, in grado di convincere la gente comune e di ispirare chi sarà eletto per guidare l’evoluzione del Paese -evoluzione di ogni tipo- per i prossimi 50 anni, un po’ come ha fatto la nostra Costituzione attuale. Basta leggere i commenti degli aderenti alle News Letter di IF per rendersi conto di quante idee sensate sono presenti nell’animo e nella mente di molti italiani, e moltissime praticabili senza indugi.
Insisterei sull’idea del “progetto nazionale”. La situazione catastrofica in cui si trova il Paese non ci è caduta in testa dalla sera alla mattina come uno tsunami inaspettato, ma è il risultato di 30-40-50 anni di pessima politica che ha prostituito tutti e commercializzato tutto, ma proprio tutto. Sperare di mettere in moto riforme sostanziali e profonde attraverso le caste esistenti, attraverso i meccanismi costituzionali così come operano da anni, è pura illusione. Pensare che le stesse persone che hanno affossato l’Italia siano pronti a votare contro i loro interessi e privilegi, o a rinunciare alle loro “riserve di caccia” è pura illusione. Confidare nella onesta di quanti si sono incollati a una poltrona è pura illusione. Credere che in poco tempo si possano cambiare le sorti dell’Italia è pura illusione
Un dettaglio. La Costituzione nomina la parola “sovranità” solo due volte: all’articolo 1 (La sovranità appartiene al popolo ….); all’articolo 11 (L’Italia …. Consente …. alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni). Però, il Parlamento si dichiara sovrano ogni volta che gli conviene; analogamente la Magistratura si dichiara sovrana; e immagino che non siano i soli a usurpare di fatto la sovranità del popolo.
Per questo mi piace il commento n. 59 di Giuseppe (17.08.2012) che propone per un nuovo Movimento il nome “Partito del Popolo Sovrano”, un concetto che si è perduto nel suk della politica.
Credo che il primo obbiettivo di un tale movimento, da inserire apertamente e con almeno alcuni punti fissi nel proprio progetto, dovrebbe essere la revisione della Costituzione da parte di una nuova Assemblea Costituente, apolitica, aperta a saggi di ogni origine eticamente irreprensibili, che nell’arco di sei/dodici mesi elaborino un nuovo testo che verrà approvato dal popolo sovrano attraverso una votazione referendaria, seguendo quanto fatto con la promulgazione delle prima Costituzione repubblicana. Bisognerebbe superare l’ostacolo Costituzionale che prevede leggi di revisione della Costituzione nell’ambito di ciascuna Camera (Art 138), ovvero proprio in quell’organismo repubblicano che si dichiara “sovrano” pur avendo perduto ogni rappresentatività reale dei propri elettori e che di fatto ha violato ripetutamente lo spirito della Costituzione.
Ritengo che nel nuovo testo dovrebbero comparire alcuni nuovi principi.
Primo. Nessun organismo pubblico o assimilabile può autostabilire le proprie remunerazioni, privilegi, benefici, gettoni di presenza, e via dicendo, senza la approvazione del popolo sovrano. Si dovrebbe elaborare una sorta di “contratto di lavoro” tra il datore di lavoro -il popolo- e i personaggi della pubblica amministrazione, di chiunque si tratti -dal Presidente della repubblica, al primo ministro, ai parlamentari, governatori, sindaci e via dicendo. Tutti. Questo contratto verrebbe posto all’approvazione popolare al momento delle normali elezioni, quindi aggiornato ogni cinque anni. E non ci potrà essere spazio per scappatoie come quelle presenti nella prima e nella seconda repubblica. Sarà difficile? Sicuramente. Sarà un processo molto difficile, lungo e doloroso, forse, ma non impossibile se il popolo torna ad essere il vero sovrano dei propri destini. Immaginate le reazioni dei nostri attuali rappresentati chiamati a votare una modifica del genere? Griderebbero al colpo di stato. Ma perché, è forse facile vivere con un debito come quello che dovranno portare sulle proprie spalle i nostri discendenti chissà per quante generazioni? È forse facile vivere con il peso delle tasse che ci stanno soffocando o in mezzo a mafie varie che ci spogliano del poco che ci resta? Poco tempo fa ho letto dell’iniziativa presentata nell’ambito di IF “rovesciare lo stato come un calzino”. Ho rilevato un alto livello di accordo ad ampio spettro. Avanti allora, avanti verso una terza repubblica che non sia la fotocopia della prima o della seconda.
Secondo. Penso che in qualche punto dovrebbe essere trattato il tema dei diritti acquisiti. Se con leggi-truffa, leggine, ordinanze, manovre d’aula, o meccanismi simili si legittimano interessi corporativi -in barba al popolo sovrano- come possono essere considerati “diritti acquisiti” questi soprusi fraudolenti di fatto? Non so bene come farlo, ma almeno affermare questo principio in una nuova Costituzione e un dovere ed un nostro diritto pretenderlo. Affermare che tutto quello che è il malaffare abituale di oggi si trasformi in un diritto acquisito alla prima disattenzione è un piccolo grande passo in avanti che non potrà portare che vantaggi. Per tutti. Anche per chi non se ne rende conto.
Terzo. Nella nuova Costituzione assegnerei un peso molto maggiore a “referendum” e “leggi di iniziativa popolare”, in modo che non si possano burlare con un’opera di cosmesi (vedasi il famoso referendum su finanziamento ai partiti) o direttamente cestinando di fatto le proposte di legge d’iniziativa popolare, figure ambedue che i vari parlamenti, nazionale e locali, aggirano senza ritegno. Ma hanno forse paura del Popolo Sovrano che pretendono rappresentare? Se è cosi, che restino casa. Nessuno piangerà sulla loro perdita. Questo non dovrebbe essere così difficile da realizzare. Almeno proviamo, con cautela ma proviamo emendando la Costituzione in questo senso.
Quarto. Da qualche parte dovrebbe apparire un limite di indebitamento ammissibile ad ogni livello. Le varie amministrazioni con capacità di spesa devono amministrare ciò che hanno. Come fa qualunque famiglia normale. Programmi maggiori possono eccedere un bilancio annuale, ma tutto deve rimanere entro i limiti di una saggia previsione. Il fatto che i debiti di oggi saranno pagati dai nostri successori non può essere un lasciapassare verso irresponsabili sogni di grandezza, per non dire peggio.
Quinto. Credo che una revisione sostanziale della Costituzione dovrebbe essere fatta sul tema della organizzazione del territorio: Regioni, Province, Comuni, quelli “normali” e quelli a statuto speciale, ed ogni cosa attinente. Credo che dovrebbe affermarsi il principio della efficienza/efficacia prima dei valori chiamiamoli sentimentali o campanilisti o di corporazione. Non si può dimenticare che la “macchina pubblica” costa una valanga di soldi che vengono sempre dalle stesse tasche, e non si può dimenticare che ogni atto di decentralizzazione ha portato alla creazione di una “macchina per spendere” a ruota libera. Non c’è bisogno di fare molti commenti, i fatti quotidiani ci dicono da soli come vanno le cose, dalle alpi alle isole, da una costa all’altra, dal centro alla periferia. Si tratti di Stato in termini stretti, o ampliati fini alle società statali o partecipate.
Sesto. Il punto anteriore porterebbe inevitabilmente al perfezionamento dell’idea di federalismo. Quello che si ascolta o si vede in giro può sembrare invitante, però sembra troppo frutto di improvvisazione, se non di interessi corporativi. Anche una buona idea di questo tenore ha bisogno di una linea guida direi teorica, e molta discussione previa, per non fabbricare un altro mostro (o altri mostri) come quello in cui abbiamo trasformato il nostro paese democratico e repubblicano.
Settimo. Ogni volta che si affronta una crisi come quella attuale, è sicuramente necessario uno sforzo comune per poterne uscire in tempi brevi e senza troppi danni. La nuova Costituzione dovrebbe prevedere che un simile processo dovrebbe cominciare dall’alto e scendere fino a includere tutta la popolazione, o quasi. I relativi dati dovrebbero essere divulgati e illustrati per mostrare cosa produrranno questi sforzi comuni. Finora non lo ho mai visto fare, tanto che negli ultimi anni, di crisi ne abbiamo viste parecchie, e spesso –per non dire sempre-- ne siamo usciti per ricaderci poco dopo. Non è molto come risultato. Anzi, è la prova che molte cose non vanno.

Questi sono una parte degli elementi che dovrebbe trattare una nuova Costituzione. Ce ne saranno sicuramente altri che possono emergere in una trattazione più ordinata e organizzata nell’ambito di una struttura come IF. Basterebbe cominciare. Ognuno apporterebbe il suo granello di sabbia e, sono sicuro, alcuni molto di più di un granello. E se così facendo IF assume la veste di “governo ombra alla luce del sole” o di mentore di un comune governo democratico, ben venga.

E poi ci sono i mille problemi urgenti per cercare di fermare questa crisi e mettere le basi perché non ce ne sia un’altra nei prossimi anni a breve scadenza. I commenti che leggo mi dicono che molta gente ha voglia di vedere un cambio sostanziale nel nostro Paese, e molti sono pronti a mettere in movimento una nuova tappa del nostro sviluppo democratico e repubblicano. Non so bene quali possono essere nel dettaglio. Il Governo Monti mi sembra stia facendo un’opera ragionevole, ma deve attenersi alle regole del sistema esistente, quello della prima e seconda Repubblica, ovvero del sistema che ci ha portato dove siamo. Per fare di più, questo Governo e quelli che verranno, dovrebbero operare nell’ambito di un meccanismo rinnovato, come quello di una nuova Costituzione che ci guidi per i prossimi ……. tutti gli anni che vogliamo.
Avanti allora, senza dubbi e senza indugi. Se non si cambiano le regole del gioco, non arriveremo mai da nessuna parte, e purtroppo il tempo stringe.

Vorrei ricordare qui le parole di una piccola ma indistruttibile signora birmana, Aung San Suu Kyi: LA PARODIA DI UNA DEMOCRAZIA È PEGGIORE DI UNA TIRANNIA”. Si riferiva al suo paese, chiaro, ma queste parole si adattano, purtroppo, anche al nostro Paese di oggi.

Riporto infine questa frase del presidente di IF che, assieme ad un appello di quest’anno o dell’anno scorso ad una revisione della Costituzione, credo proprio che avesse centrato il nocciolo del problema Italia:
Riteniamo che si debba rifondare il rapporto tra politica e cittadini, non avendo paura di dare agli italiani la possibilità di contribuire a determinare la legge elettorale e la forma di Governo, attraverso referendum confermativi. Dobbiamo rendere conto ai cittadini come a dei veri e propri “azionisti dello Stato”.


Sergio Castaldi Roma 00198




#87 da Claudio Abiuso, inviato il 2/9/2012
La Convention convocata a Movembre mi sembra una notizia molto buona, ora si tratta di organizzarla bene e di portarci più gente possibile, evitando infiltrazioni di riciclati e provocatori.

#86 da Igor Uboldi, inviato il 2/9/2012
Sono d'accordo con te Mariano. Anzi, dirò di più. Siamo in ritardo. I Jurassic Parties sono già in piena campagna elettorale, e non vanno assolutamente sottovalutati.

#85 da Mariano Musicò, inviato il 31/8/2012
Il nodo di una nuova rappresentanza politica per i moderati liberali, laici o cattolici, si scioglierà quando IF annuncerà la sua partecipazione alle elezioni politiche con la sua offerta appunto politica.
IF è l'unica speranza di rinnovamento, aspettiamo solo di sapere che IF si presenterà alle elezioni

#84 da Claudio Abiuso, inviato il 30/8/2012
Sono assolutamente daccordo con Ernesto: occorre completare la rete territoriale, in particolare mancano le Associazioni regionali dell'Umbria, Molise, Campania;
Occorre inoltre completare le Associazioni regionali della Lombardia, Lazio, Sicilia. Si bisogna accelerare i tempi.

#83 da Ernesto Visca, inviato il 30/8/2012
Ciò che serviva al nostro Paese era la nascita di una nuova formazione politica libera dai populismi alla "Grillo" e dalla incapacità dei soliti "Partiti", dediti solo a salvaguardare i propri interessi. L'arrivo di Italia Futura può rappresentare per milioni di cittadini la risposta alle enormi sfide che il paese deve affrontare. Ad ormai pochi mesi dalle prossime elezioni politiche se si vuole che le idee, le proposte, il modo nuovo di proporsi di IF non vadano dispersi è evidente che il solo messaggio su Internet non possa essere più sufficiente. Per dare visibilità al Movimento è necessario, avendo ormai ultimato la creazione delle strutture regionali, mettere in piedi quelle locali, quali punti di incontro e di coinvolgimento per i cittadini. La costruzione di "una rete territoriale diffusa su tutta la penisola e animata da migliaia di volontari e associati", di cui parla l'articolo di Boldrin ed altri è, a parere dello scrivente, ancora tutta da edificare. Sarebbe il caso, forse, di accelerare i tempi.

#82 da Michele Ricciardi, inviato il 29/8/2012
Se si vuole veramente innovare la politica, le persone nuove che dovranno guidare questa stagione dovrebbero essere prese, salvo eccezioni, fuori dall'establishment attuale. E' diffusa l'opinione, infatti, che spesso il successo personale si raggiunge con gli stessi metodi che hanno inquinato l'attività politica degli ultimi decenni (relazioni personali che prevlgono sul merito, corruzione anche solo morale, adeguamento alle correnti di pensiero dominanti, scorrettezze per far fuori gii avversari, assenza di qualsiasi scrupolo morale e via dicendo). Peraltro, anche riconoscendo delle capacità professionali a chi ha raggiunto il successo sperimentando spesso tali capacità sarebbero state insufficienti se non affiancate con i metodi detti prima e, inoltre, chi ha raggiunto il successo usando quei metodi sarà tentato di riutilizzarli, ed, oltretutto, difficilmente chi si è fatto largo con tali metodi potrà godere dell'ottima reputazione che sarà indispensabile al movimento per poter incidere in proofondità nelle strutture di potere che bloccano l'Italia. Se vogliamo rappresentare l'Italia del Futuro dobbiamo essere diversi dall'Italia del passato, per forza! P.S. quando si apre un circolo a Perugia? Serve una mano?

#81 da giuseppe mastropasasqua, inviato il 29/8/2012
ora se vogliamo che non restino solo articoli di giornale uniamoci e diamo i tempi e la visibilità per questo nuovo movimento politico

#80 da Antonino Idone, inviato il 28/8/2012
Il Corriere 28 agosto 2012 - "CRONACHE Antonio Rappoccio, esponente della maggioranza di centrodestra prometteva posti di lavoro in cambio di voti. Accusato anche di truffa, peculato e associazione a delinquere".
Effettivamente c'è molto, quasi tutto, da rifare.
Bellissimo editoriale.
RIDIAMO UNA SPERANZA A QUESTO PAESE. ITALIA FUTURA A.D. M M X II

#79 da Francesco Giovanardi, inviato il 26/8/2012
Penso che, in vista delle elezioni del 2013, Italia Futura debba collaborare con quei ministri dell'attuale governo che saranno interessati a rimanere a servizio dello Stato. Infatti il governo Monti è stata una ventata di speranza dopo tanti anni di malgoverno e di malcostume. Grazie per il vostro impegno.

#78 da Piero Davio, inviato il 26/8/2012
Dalla discussione risulta chiaro che l’indicazione derivante dalla maggior parte degli aderenti è quella di presentarsi alle prossime elezioni senza legami con vecchi partiti o consumati uomini politici! Ora occorre presentarci con un manifesto chiaro e con obiettivi realmente raggiungibili e mi sembra che quello sottoscritto da IF e Fermareildeclino.it debba essere il punto di partenza per una discussione interna sui vari temi. Infine occorre presentarsi agli elettori con un nome di partito nuovo, semplice e che trasmetta subito qualcosa alla semplice lettura, qualcosa che sia insito nei principi fondamentali del suo programma politico nonché rappresenti un auspicio per il futuro. Inviterei gli aderenti ad IF a proporre dei nomi motivandone il significato. Berlusconi ha proposto per il suo nuovo PDL il none di “Grande Italia”. Fallica ha presentato per il suo movimento il nome di “Grande Sud”. Io vorrei iniziare a proporne uno per questo nostro nuovo movimento: MOV.E. “ITALIA” oppure MOV.E. “ITALY” Traduzione: Movimento Europeista “ITALIA” Userei il termine Movimento, perché questo è mentre il termine Partito non da il senso della trasversalità per cui verrebbe necessariamento collocato in uno dei settori Destra, Sinistra o Centro. Europeista perché dichiara apertamente la contrapposizione a coloro che nella campagna elettorale cavalcherà la “tigre” dell’uscita dall’area Euro ed inoltre è favorevole all’adozione dell’Agenda Monti dopo le elezioni. Il movimento si chiamerebbe effettivamente “ITALIA” oppure “ITALY” ( se si vuole enfatizzare la propensione ad un mercato libero e globale) perché è volto a far crescere tutta l’Italia senza distinzione tra Sud e Nord ed in contrapposizione con altri partiti presenti come Lega Nord e Grande Sud. La sigla MOV.E. letta insieme Move significa in inglese: Muovere, smuovere che è quello che vogliamo fare con la politica italiana me significa anche Emozionare, appassionare ed impressionare! (la maggior parte dei giovani italiani conosce già il significato della parola Move e l’utilizzo di una parola inglese rafforza l’idea dell’apertura del movimento all’Europa ed alla globalizzazione) E perché non pensare anche oltre le elezioni del 2013 ed in particolare che questo movimento italiano si espanda poi in tutta Europa con delle sigle tipo MOV.E. “ SPAIN” oppure MOV.E. “FRANCE” ecc…?

#77 da STEFANO PELLEGRINI, inviato il 24/8/2012
Ho letto con attenzione articolo e commenti e mi pare che ci si perde molto sulla teoria e poco sulla pratica se IF vuole avere successo deve correre da sola e non prendere nessun tipo di politico politicante ex eletto ma gente nuova che non ha nulla a che fare con l'attuale politica, perchè la gente è stufa di chi c'è adesso e non lo voterebbe volentieri....si fanno molti nomi, ho sentito addirittura Fini...che è passato dal fascismo al quasi comunismo ed è l'emblema della vecchia politica del voltagabbana che va con chi gli fa più comodo....è fondamentale buttare giù un programma di pochi punti, cose reali che la gente sente sue e con persone che lavorano e sanno quali sono i problemi della gente, stipendi, tasse, casa mutui per i giovani e non un futuro ai figli...staccandosi da chi son 30 anni che con la scusa della politica si fa mantenere a spese nostre....cosi èpossiamo vincere davvero. Saluti

#76 da Renato Cambursano, inviato il 22/8/2012
Solo ora ho potuto leggere l'articolo del 15 u.s., tuttavia non posso esimermi dal commettarlo. " Più che disquisire di geopolitica, cioè di dove collocare Italia Futura, credo che sia doveroso fermare i tanti populismi presenti nel nostro Paese e non solo. Lo dice chi il 16 dicembre scorso ha abbandonato il suo Partito ( l'IdV ) - il cui leader aveva preferito cavalcare la protesta per non dare la fiducia al Governo Monti sul ' Salva Italia' - per votare a favore del governo e poi dimettersi dal Parlamento, essendo stato 'nominato' e non eletto. Il Paese va rimesso in ordine e per fare questo occorre che vengano emarginati coloro che nascondono l'incompetenza , l'incosistenza delle idee e la losca protezione delle clientele. " There is no way out ": non c'è altra via d'uscita per questo paese se non una cura da cavallo, capace di diminuire il costo che i contribuenti devono sostenere per elefantiaci apparati pubblici. I gregari tendenti al servilismo, presenti a destra, in centro e a sinistra devono essere messi fuori gioco. E' tempo di cambiare le cose. Perché le cose stanno cambiando noi. Fare le riforme significa togliere e non sggiungere, dimagrire non ingrassare, destituendo dai loro inaccettabili e anacronistici privilegi milioni di cittadini. C'è un tempo in cui, per avere la possibilità di vincere, bisogna nutrire idee e ideali che valgono per quello che costano, non per quello che rendono. Questo e' il tempo. Servono uomini liberi e indipendenti, e non condizionati da interesse opportunismi. Sant'Agostino diceva che " la politica e' la più nobile delle arti. Perché unisce a Dio in senso verticale e a tutti quanti gli uomini in senso orizzontale " . Ecco va riscoperto il grande e genuino valore della politica. Negli ultimi sciagurati tempi abbiamo pensato di poterne fare a meno , inneggiando all'antipolitica come in un esorcismo tribale. Sbagliato. L'Italia ha estremo bisogno di buona politica.

#75 da Andrea, inviato il 21/8/2012
Se IF correrà da sola senza arruolare riciclati e politicanti ce la farà.

#74 da renato cupello, inviato il 21/8/2012
Salve, sono Renato Cupello da Paola (CS)ritengo che sia opportuno correre sempre insieme in primis con la gente, poi, con quei partiti e movimenti che vogliono davvero lavorare per il bene comune.

#73 da marco corna, inviato il 21/8/2012
dobbiamo apertamente prendere una decisione.Finora IF è stata solo un laboratorio di idee,un'associazione,un laboratorio.Siamo però in mezzo al guado, dobbiamo decidere se scendere nel campo politico o rimanere quello che siamo stati finora...il tempo stringe decidiamo!!

#72 da nicola69, inviato il 21/8/2012
Buongiorno, ero presente a Fiuggi quando Fini "taglio'" i ponti con il fascismo e creo' Alleanza Nazionale. Da li' ne sono successe un po' di tutti i colori, ed il Presidente ha avuto sempre le sfortuna di circondarsi di persone che cercavano di fargli terra bruciata intorno. Lo e' stato per AN e lo e' tuttora per FLI. il tutto unito ad una sorta di "gogna" mediatica a cui e' stato esposto. Ammiro molto l'onorevole Fini, ma credo che in questo momento venga (erroneamente) etichettato come facente parte del "vecchio" sistema politico. Mi auguro che possa tornare il politico "vero" che e' sempre stato, e che la nuova politica sia formata da un Governo responsabile che guardi il presente ma soprattutto il futuro, e da una opposizione attenta e costruttiva.
Buona giornata

#71 da diego, inviato il 20/8/2012
Ho letto i post precedenti e sono d'accordo sul fatto che IF deve correre da sola senza l'alleanza di nessun partito ne tantomeno riciclare pezzi d'antiquariato ormai obsoleti che tentano di salire di nuovo nella giostra delle poltrone. A casa bisogna mandarli tutti a casa hanno rotto. Saluti a tutti

#70 da FRANCESCO, inviato il 20/8/2012
E' importante che una coalizione di forze europeiste, liberali, democratico-cristiane e riformiste si organizzi e faccia massa critica. Probabilmente serve comunque un leader carismatico che abbia tuttavia esperienza politica ed accreditamento internazionale per fare da Portavoce: GIANFRANCO FINI è il leader giusto, perché a prezzo dell'impopolarità ha saputo creare una rupture rispetto alla destra fascista prima, poi rispetto all'asse esiziale Berlusconi-Bossi. Fini e Montezemolo possono essere un ticket giusto per far decollare uno schieramento liberale ed europeista



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