L’associazione
Libertà e Giustizia ha lanciato un
appello con il quale si richiede, tra le altre cose, che
l'eventuale futura legge elettorale venga sottoposta all'approvazione dei cittadini usando lo strumento del referendum.
Italia Futura, che si è espressa nella stessa direzione,
sostiene con forza questa iniziativa - condividendone pienamente lo spirito e le intenzioni.
Il documento, intitolato
“Dipende da noi”, sottolinea: “Come possiamo accettare che un parlamento tanto screditato qual è quello scaturito dalla legge elettorale attuale possa mettere mano alla Costituzione? I frutti sono il prodotto dell’albero. Nessuna speranza può esserci che i frutti siano buoni se l’albero è malato. In ogni caso,
LeG chiede, come elementare esigenza, che
le eventuali riforme possano essere sottoposte al controllo del corpo elettorale in un referendum di particolare significato”.
“Quale che sia il meccanismo prescelto - prosegue il documento - esso non deve essere pensato come strumento dei maggiori partiti e della loro dirigenza per ‘dividersi le spoglie’.
Se c’è una legge nell’interesse primario dei cittadini, non dei politici, questa è proprio la legge elettorale. Finora, tutte le riforme, e forse anche quella in cantiere, hanno in comune l’essere concepite nell’interesse dei partiti che la fanno”.
Lo scorso 13 gennaio, all’indomani della bocciatura dei referendum abrogativi sulle legge elettorale da parte della Corte Costituzionale, Italia Futura ha pubblicato
un editoriale che chiedeva
"un referendum confermativo per coinvolgere i cittadini nella definizione della nuova legge elettorale”.
L’editoriale, intitolato
“Rappresentanti e rappresentati nella Terza Repubblica” , sottolineava come
“i rappresentanti (ovvero i politici) non possono cambiare i meccanismi che regolano la rappresentanza senza il consenso dei rappresentati (ovvero i cittadini). Un assunto lapalissiano, persino banale ma disatteso negli ultimi anni”.
Quello che Italia Futura propone è dunque “l’adozione di
un tandem legislativo, con il quale la nuova legge elettorale sia approvata solo contestualmente al varo di una legge costituzionale che sottoponga la prima a referendum. Esiste anche un precedente: il referendum d’indirizzo sul Parlamento europeo indetto da una legge costituzionale nel 1989”.
Se vogliamo che la Terza Repubblica nasca su solide fondamenta, chiudendo una volta per tutte l'infinita transizione italiana, dobbiamo
coinvolgere direttamente i cittadini sulla direzione da imprimere a questo passo fondamentale.
Siamo quindi molto soddisfatti di trovare
altre associazioni della società civile con cui fare pressione verso il cambiamento e la restituzione della sovranità nelle mani dei cittadini.