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All'Italia serve un progetto

Eurispes: "60% dei giovani pronti a andare all'estero per lavoro, ma per 53% degli italiani i sacrifici attuali sono utili per far uscire il Paese dalla crisi"

pubblicato il 27 gennaio 2012
immagine documento Quasi il 60% dei giovani tra 18 e 24 anni, seguiti a poca distanza dai 25-34enni, si dice disposta, oggi, ad intraprendere un progetto di vita all'estero: e' quanto emerge da un sondaggio contenuto nel Rapporto Italia 2012, appena pubblicato dall'Eurispes.

Piu' precisamente, il 59,8% dei giovani (18-34 anni) si dichiara disponibile a lasciare il Paese, così pure 57,1% tra i 25-34enni. Il dato scende al di sotto del 50% tra i 35-44enni (45,2%) per poi calare in maniera più decisa tra i 45-64enni (35%) e ancor tra gli over65 (20,5%). Sulle motivazioni alla base di un ipotetico trasferimento all'estero, non ci sono dubbi: a prevalere nettamente sono le maggiori opportunità lavorative (22,9%), seguite a molta distanza dalle opportunità più genericamente intese (14,1%) e dal minore costo della vita (11,8%).

Quanto invece a spendersi in prima persona per le sorti collettive, gli italiani, dal sondaggio, non sembrano molto propensi a farlo: la maggioranza del campione (59,6%) si è infatti detto "poco" (42,9%) o "per niente" (16,7%) stimolata ad impegnarsi per la ripresa del Paese; a fronte di un 38,3% che si è invece definito "abbastanza" (30%) o "molto" (8,3%) spronato in tal senso.

Il quadro cambia, almeno parzialmente, quando si chiede se valga la pena fare sacrifici per superare l'attuale momento di difficoltà dell'Italia: oltre la metà (53,1%) si esprime in questo caso in senso positivo, giudicando "abbastanza" (41,3%) o "molto" (11,8%) utili i sacrifici richiesti per far fronte allo scenario di crisi attraversato dal Paese.

-Continua a leggere la notizia sul sito dell'Ansa

-Leggi il documento di sintesi del rapporto Italia 2012



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#1 da Asio otus, inviato il 27/1/2012
Senza un fine comune da inseguire, senza un'idea condivisa da realizzare, non andiamo da nessuna perte. Il popolo italiano è diviso, coloro che vogliono cambiare lo cose lo devono prima di tutto riunire in nome della speranza che le cose possano cambiare. Spetta a noi?



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