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Una invisibile super casta
Galli Della Loggia sul Corriere della Sera
pubblicato il 20 gennaio 2012

Non è vero che il contrario della democrazia sia necessariamente la
dittatura. C’è almeno un altro regime:
l’oligarchia. E tra i due regimi possono esserci poi varie forme intermedie.
Una di queste è quella esistente da qualche tempo in Italia. Dove ci sono da un lato un
Parlamento e un
governo democratici, i quali formalmente legiferano e dirigono, ma dall’altro
un ceto di oligarchi i quali, dietro le quinte delle istituzioni democratiche e sottratti di fatto a qualunque controllo reale,
compiono scelte decisive, governano più o meno a loro piacere settori cruciali, gestiscono quote enormi di risorse e di potere: essendo tentati spesso e volentieri di abusarne a fini personali.
I frequenti casi scoperti negli ultimi anni e nelle ultime settimane hanno aperto
squarci inquietanti su tale realtà.
Non si tratta solo dell’alta burocrazia dei ministeri, cioè dei direttori generali. A questi si è andata aggiungendo negli anni una
pletora formata da consiglieri di Stato, alti funzionari della presidenza del Consiglio, giudici delle varie magistrature (comprese quelle contabili), dirigenti e membri delle sempre più numerose Authority, e altri consimili, i quali, insieme ai suddetti direttori generali e annidati perlopiù nei gabinetti dei ministri, costituiscono ormai una sorta di vero e proprio governo ombra.
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