Non si risparmi sull'assistenza ai disabili

Manovre correttive e diritti delle persone non autosufficienti

di Vincenzo Gallo , pubblicato il 17 gennaio 2012
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In un recente rapporto intitolato “Il Welfare di domani?” presentato dal Forum del Terzo Settore il 15 dicembre alla Camera emerge che in altri paesi europei le prestazioni monetarie di sostegno alla non autosufficienza non prevedono limiti reddituali all’accesso e non sono graduati in base al reddito, ma in base al bisogno. Arrivano fino a 1.655 euro in Austria, fino a 1.235 euro in Austria, fino a 665 Euro in Germania e fino a 519 euro in Spagna.

In Italia le indennità di accompagnamento per le persone con gravi disabilità e non autosufficienti sono di 487 euro al mese e si intendono invece eliminare.

Sommando gli effetti delle manovre di luglio e "di Ferragosto" approvate dal governo Berlusconi si arriva a 145 miliardi per il triennio 2011-2014. La voce più rilevante, pari al 27% del totale, è costituita dai tagli derivanti dall’approvazione della riforma fiscale e assistenziale, stimati complessivamente in 40 miliardi.

Perciò la manovra approvata, se non verrà modficata la delega fiscale e assistenziale, cancellerà di fatto gran parte dell’assistenza alle persone non autosufficienti, la metà dei quali ha oltre 80 anni.

E’ veramente sorprendente che in un silenzio assordante, anche da parte di molti esponenti del mondo laico e cattolico progressista, nonostante le organizzazioni delle persone con disabilità abbiano raccolto a settembre 23.000 firme in pochi giorni contro questi tagli, si sia deciso di abbandonare al loro destino le persone più fragili ed indifese.

Prevedendo di togliere a gran parte delle persone con grave disabilità le prestazioni monetarie, agevolazioni e servizi, si metterebbe in molti casi certamente a rischio anche la loro sopravvivenza.

E' da sottolineare che in Europa, tranne che in Italia, Grecia ed Ungheria, è previsto un reddito minimo di cittadinanza. Nel nostro paese si è deciso di toglierlo addirittura ai soggetti più fragili, anziché estenderlo soprattutto in un periodo di crisi come quello attuale, non tenendo conto dei costi umani di queste manovre.

Mi chiedo come possano sopravvivere senza alcun sostegno anche le persone disabili che hanno la possibilità di lavorare, quando non potranno più contare sull’assistenza 24 ore su 24 dei genitori.

Il presidente del Consiglio Monti ha dichiarato di puntare non solo su rigore ma anche su equità. Di recente il sottosegretario al Welfare Cecilia Guerra ha dichiarato che alcuni diritti fondamentali non possono essere messi in discussione.

Mi auguro, pertanto, che il governo Monti non lasci invariata la manovra del precedente governo, criticata anche dalla Corte dei Conti, in aperto contrasto con i principi fissati dalla Costituzione, con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e anche con la recente risoluzione approvata del Parlamento europeo, contraria ai tagli dei fondi per gli 80 milioni di persone con disabilità.

-Scarica il rapporto "Quale futuro per il welfare?" del Forum Terzo Settore




Architetto, dal 2002 al 2005 assessore ai diritti del cittadino del Comune di Cosenza e padre di un ragazzo con grave disabilità.


ALLEGATI 
tag:  disabili   assistenza   solidarietà   manovre   tagli   indennità di accompagnamento  


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#5 da andrea, inviato il 21/1/2012
Una società solidale non può prescindere dal proprio retroterra “comunitario” e, in ultima istanza, dal percepirsi essa stessa come una “comunità civile”, intesa come consesso legato da tradizioni e affetti. Guardare agli ultimi...ma nello stesso tempo anche ai penultimi. E' necessario chiedere alla politica di scendere in campo su questi temi e la società civile di seguirla affianco.E' necessario promuovere la creazione di reti ed interconnessioni affinchè da una denuncia, ma anche da una dimostrazione di quello che c'è si vada oltre. Avere delle soluzioni in seduta stante significa avere una bacchetta magica...sarebbe auspicabile per il futuro la promozione di un ministero dedicato al terzo settore un po come è presente in Inghilterra oppure dando vita a vere politiche che facciano leva sulla defiscalizzazione, come succede in Uk e USA, per chi si vuole donare risorse economiche al terzo settore.

#4 da giovanni alesi, inviato il 18/1/2012
L'Italia è una Repubblica fondata sulla raccomandazione e contro il merito , è fondata su chi ha più forza per gridare,fare senitre la sua voce e ricattare il potere politico al fine di ottenere ciò che vuole.- Esempi odierni farmacie, notai, avvocati..... Come volete che non si discrimino i disabili ?

#3 da giovanni marino, inviato il 18/1/2012
sono un genitore di due ragazzi adulti con autismo in situazione di gravità e rappresento le maggiori Associazioni nazionali delle famgiglie che hanno figli con questa patologia.
Sono anche figlio di un padre di oltre 90 anni che per la sua età è diventato non autosufficiente.
Non è per raccontarvi i fatti miei che vi faccio questa premessa ma è che sono stanco di sentire le solite lamentele sulla non autosufficienza e non ne posso più.
La indennità per la non autosufficienza deve essere assegnata in prima battuta ai disabili che nascono così o che lo diventano per trauma e non deve essere invece prevista per gli anziani perchè è un evento naturale che un anziano possa diventare non autosufficiente.
I miei figli non avranno mai redditi da lavoro e loro figli che potranno prendersi cura di loro mentre mio padre ha 2 pernsioni da lavoro oltre che casa ed altri beni acquistati e figli che si occupano di lui.
Inoltre vorrei segnalare che non è stato definito quale sia un criterio condiviso di non autosufficienza,e questo può restringere o allargare la base delle persone che avrebbero diritto di invocare questa indennità
Chiarito questi concetti vorrei segnalare l'accanimento dei sindacati che difendono questa indennità e non la estendono nemmeno concettualmente ai disabili.
Somo stanco di stare dietro a questi sindacati che ormai non hanno più iscritti se non glianziani pernsionati. Lo sapete che un pensionato è iscritto di ufficio al sindacato a meno che non si voglia cancellare e che la procedura di cancellazione è molto faraginosa?
Basta
è ora di cambiare anche l'etica e di non sfruttare situazioni di bisogno per i propri interessi.
Al governo mi permetto di suggerire che come un padre di famiglia in condizioni di ristrettezze si orienti a tutelare i poveri disgraziati che oltre alla non autosufficienza siano anche in condizioni di indegenza e quando ci saranno altre risorse allargare i beneficiari dell'indennità. Lasciare tutto ingovernato come ora è una indecenza per uno stato che si definisce civile che ha l'alibi di non potere disporre di molti miliardi di euro l'anno per questo provvedimento erroneamente invocato a favore di tutti.

#2 da roberto, inviato il 18/1/2012
La fattoria degli animali di Orwell: finchè sei utile e lavorativo puoi vivere, poi resta solo il macello. Tristezza

#1 da diego, inviato il 17/1/2012
vergognoso, solamente vergognoso. Tutti gli schieramenti politici fanno letteralmente pena e pensano solo ai loro interessi personali ed economici. Con quale coraggio si presenteranno agli italiani per chiedere il voto? Caro Avv.Montezemolo è ora di darci un mossa e di far finire questo scempio e macelleria. Dobbiamo mandarli tutti a casa



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