Rappresentanti e rappresentati nella Terza Repubblica

Un referendum confermativo per coinvolgere i cittadini nella definizione della nuova legge elettorale

di Italia Futura , pubblicato il 13 gennaio 2012
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La decisione della Corte Costituzionale chiude la porta al referendum ma apre per l’Italia una partita ancora più importante. Quella che dovrà dotarci di un nuovo sistema di rappresentanza elettorale adeguato alla stagione storica nella quale stiamo entrando.

E allora un punto deve essere chiaro fin da subito: i rappresentanti (ovvero i politici) non possono cambiare i meccanismi che regolano la rappresentanza senza il consenso dei rappresentati (ovvero i cittadini). Un assunto lapalissiano, persino banale ma disatteso negli ultimi anni.

È un principio che non ha fondamento giuridico nella nostra costituzione ma che dovrebbe trovarlo nel buon senso della classe dirigente politica, tanto più nel caso di una politica come quella italiana che ha un disperato bisogno di colmare il baratro che oramai la separa dai cittadini.

C’è da sperare che le forze politiche accolgano l’appello del Presidente della Repubblica per l’assunzione di una iniziativa di riforma (anche perché, mentre il governo del paese è saldamente nelle mani dei tecnici, i partiti dovranno pur svolgere una funzione). Ma soprattutto c’è da sperare che il metodo di questa iniziativa tenga conto con realismo delle condizioni disperate nelle quali si trova oggi il rapporto tra cittadini e partiti politici, ogni giorno più carico di diffidenza e distacco.

La definizione di una nuova legge elettorale può essere per l’Italia una duplice occasione storica. Per ridurre la distanza che separa le istituzioni democratiche dai cittadini e per chiudere un ventennio di transizione attraverso una discussione ampia e profonda sui nuovi meccanismi di rappresentanza della Terza Repubblica.

Ma affinché questa (ennesima) occasione non vada sprecata è indispensabile che i partiti rinuncino alla tentazione di accordarsi nel chiuso delle proprie stanze avendo come unico obiettivo l’autoperpetuazione.

Se vogliamo che la Terza Repubblica nasca su solide fondamenta, chiudendo una volta per tutte l'infinita transizione italiana, dobbiamo coinvolgere direttamente i cittadini sulla direzione da imprimere a questo passo fondamentale.

Una soluzione esiste ed è già prefigurata nella Costituzione italiana: il referendum confermativo, indetto da legge costituzionale, come quello cui si riferisce l’art. 138. E non esiste provvedimento tanto bisognoso di conferma popolare quanto una nuova legge elettorale, che abbia l’ambizione di dare finalmente stabilità al nostro sistema di rappresentanza.

Quello che proponiamo alla politica è dunque l’adozione di un tandem legislativo, con il quale la nuova legge elettorale sia approvata solo contestualmente al varo di una legge costituzionale che sottoponga la prima a referendum. Esiste anche un precedente: il referendum d’indirizzo sul Parlamento europeo indetto da una legge costituzionale nel 1989.

Qualunque sia la miscela di maggioritario e proporzionale che serve oggi all’Italia e qualunque sia il modello che potrebbe essere più utilmente importato dopo vent’anni di tentativi falliti, deve essere definito un metodo di consultazione che valorizzi la vitalità civile e associativa del nostro paese.

Quel metodo è il referendum confermativo, con cui si aprirebbe un cantiere costituente sulle nuove forme della rappresentanza elettorale e più in generale sulla riforma indispensabile delle forme della nostra democrazia.

A questo confronto Italia Futura intende partecipare con la forza delle proprie idee e delle proprie competenze. Nei giorni scorsi diversi giornali hanno ospitato un animato dibattito sulle nuove forme della democrazia diretta, strettamente collegato a quello della legge elettorale.

Due degli animatori di questa associazione (Carlo Calenda e Michele Ainis), hanno sostenuto che strumenti di partecipazione e di democrazia diretta potrebbero rappresentare un valido antidoto all’antipolitica e una risposta alla domanda di coinvolgimento che si fa largo ovunque nel mondo, in un momento in cui la politica sembra aver perso la capacità di guidare i cambiamenti.

L’applicazione di questi strumenti dovrebbe essere limitata proprio all’ambito dei meccanismi fondamentali della rappresentanza (legge elettorale, finanziamento dei partiti, etc) e alle anomalie gravi che si possono verificare nell’espletamento del mandato popolare (assenteismo, conflitto d’interessi, commissione di reati).

Una soluzione al problema del rapporto tra elettori ed eletti, in tema di provvedimenti sulla rappresentanza, deve essere presto trovata. Perché mentre tutti i giorni commentatori, tecnici e politici si concentrano sul problema dello spread tra i titoli di stato tedeschi e quelli italiani, c’è un altro differenziale che cresce inesorabilmente da vent’anni: quello tra lo Stato e i cittadini.

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tag:  referendum   legge elettorale   rappresentanza   cittadini   politica   parlamento  


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#26 da prof Giovanni Maria Dalla Colletta, inviato il 16/2/2012
A Torino ci saremo presto ed inizieremo subito . A giorni l'annuncio ufficiale. Benvenuti a tutti coloro che vorranno essere dei nostri

#25 da Sergio Castaldi, inviato il 17/1/2012
Una curiosità legittima. Da tempo seguo IF e noto con piacere l'interesse che ha suscitato, come dimostrano i molti e sensati commenti che riceve ogni tema trattato. Ma che fine fano questi commenti? come vengono trattati? a me piace pensare che servano a qualcosa, e più ancora mi piace pensare che possano servire ad uno scopo specifico, al di la di mantenere desta l'attenzione e di contare quanti possibili possibili sostenitori sarebbero disposti ad andare più avanti di questa fase chiamiamola divulgativa. Grazie per l'attenzione.

#24 da Roberto Montagner, inviato il 17/1/2012
Rappresentanti e rappresentati: il filo logico della democrazia porta alla possibilità di scegliere i propri rappresentanti. Nel momento in cui tale condizione viene tolta manca una pedina fondamentale del supposto democratico. Ma se non c’è democrazia in Italia cosa c’è? Meglio una democrazia scassinata che una non democrazia si sente dire. Forse è più alla moda una non donna che una donna, ma come non cambia il concetto di femminilità perché dovrebbe mai cambiare quello di democrazia? Non scendo nel merito della decisione della Corte Costituzionale ma il rischio è quello di estendere la disaffezione degli italiani dalla politica alle “sovra istituzioni” costituzionali. E se il contenuto della pentola non cambia, chi bada più alla pentola? Non mi preoccupo e mi fido delle istituzioni, ma forse è il caso di tenere in mente alcuni indicatori. Se la politica non si rigenera, se il problema della rappresentatività diretta degli elettori non viene onorato, se ai giovani e alle loro idee viene lasciato solo un piccolo spazio confinato, se agli anziani vengono quasi colpevolizzati per non essere più produttivi, qual è la direzione che stiamo seguendo? Noto i fermenti nella società, le disaffezioni, le critiche e le discussioni costruttive, mi affeziono a chi si sente emarginato nonostante abbia una formazione da primato, mi affeziono a chi nonostante non abbia una formazione vorrebbe semplicemente un lavoro. Allo stesso modo mi turba che il politico non si senta investito di una responsabilità morale sul proprio operato. E qui mi torna in mente il gioco dell’oca, ovvero si ritorna al punto di partenza: rappresentanti e rappresentati. Ma chi mi rappresenta oggi?

#23 da cesare, inviato il 16/1/2012
Oltre a condividere spero che alle prossime elezioni IF si presenti con candidati capaci, non politici di professione e quindi liberi di agire secondo scienza e coscienza SOLO nella difesa dell'interesse collettivo; impegnarsi a candidarsi nella stessa carica, se eletti, solo per 2 mandati anche se non consecutivi; obbligo di presentare il proprio programma per il territorio di riferimento (4-5 punti molto comprensibili) mentre quello di IF sarà a livello nazionale. Se l'eletto non assolverà al mandato ricevuto (condivisione del programma nazionale e di territorio) si dovrà dimettere (da definire le modalità interne per evitare stomachevoli cambi di casacca). Se l'eletto non si sente controllato da vicino in Italia con le attuali leggi può succedere di tutto!!

#22 da fabrizio, inviato il 16/1/2012
Non credo che in Italia sia arrivata la fase storica della terza Repubblica, considerato peraltro che i nostri governanti non hanno mai abbandonato i perversi meccanismi della prima repubblica. Cosa sperare da una classe politica incapace per decenni di provvedere alle reali esigenze del paese, una classe politica che non ha fatto nulla per garantire un futuro ai figli di tutti gli italiani (e non solo di quelli gratificati dalle prebende di turno), una classe politica incapace di rinnovarsi e che si è messa solo momentaneamente in standby, lasciando al governo Monti il compito di fare "il lavoro sporco", pronta a ritornare all'assalto del "banchetto pubblico" ? Come si può pensare che politici di professione si "licenzino" dall'unico lavoro che hanno mai fatto e che li ha resi ricchi ? Come sperare che i nostri politici possano solo ipotizzare di comprare una casa oppure fare una vacanza utilizzando i propri risparmi visto che c'è sempre qualcuno che pensa generosamente ai loro bisogni ? Allora, è inutile sperare che la politica attuale possa provvedere "autonomamente" o "spontaneamente" alla rivoluzione "etica" invocata da tanti amici. Per questo, spero che Italia Futura possa fungere da guida e da volano affinchè, tramite gli strumenti legislativi a disposizione del popolo sovrano, le persone di buona volontà possano provvedere ad attuare il cambiamento necessario.

#21 da giorgio, inviato il 16/1/2012
Democrazia: o è, o non è; la legge elettorale attuale è la negazione della democrazia, una limitazione insopportabile ed offensiva della possibilità degli elettori di scegliere. D'accordo sulal linea adottata, magari ampliandola ad una profonda revisione del numero degli eletti e delle competenze delle Camere, che vanno diversificate.

#20 da francesco, inviato il 15/1/2012
sono perfettamente favorevole ma, Noi semplici cittadini-elettori spodestati dell'unico potere che avevamo, quello di eleggere i nostri rappresentanti cosa possiamo fare, se avete qualche idea o meglio, se posso partecipare a qualche iniziativa voglio essere parte in causa. Vi prego guidatemi sono completamente crudo di politica. Francesco

#19 da Maurizio Capolupo, inviato il 15/1/2012
L’Art 1 della nostra amata costituzione chiarisce in modo inequivocabile che la sovranità appartiene al popolo, incredibile ma vero, che la esercita nei limiti e nelle forme della costituzione, e che è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro, parole d’importanza vitale per un paese che si vanta a ragione di essere un paese a democrazia avanzata, ma che purtroppo negli ultimi decenni a perso il lume e si ritrova a combattere contro i fantasmi di una società rappresentata da politici che di valori e di senso dello stato hanno ben poco. Abbiamo tutti visto quello che succede in parlamento l'ultimo scandalo e la decisione di salvare i propri coscritti dalla legge contro tutti i principi di legge per non parlare di morale ed etica. Il nostro parlamento non rappresenta l'Italia nel suo insieme ma solo gruppi di corporazioni che fanno gli interessi d’alcuni loschi personaggi che spesso si trovano sui rotocalchi dei giornali mischiati con fatti di criminalità che lasciano il cittadino incredibilmente esterrefatto annichilito. Mi auguro che al più presto si arrivi ad approvare una riforma elettorale che ristabilisca regole chiare e trasparenti che non permettano più disastri del genere. Dove solo politici seri e moralmente inattaccabili diventino i rappresentati di questo popolo italiano che ha bisogno di certezze e di punti di riferimento saldi e trasparenti.
Capolupo Maurizio

#18 da NICOLANTONIO D'ORAZIO, inviato il 15/1/2012
L'italia ha bisogno di una immensa rivoluzione dell'Etica, sotto tutti i campi e settori sia nella vita pubblica che privata; l'adozione di regole e il loro rispetto in una società che si definisce civile sono elementi basilari per la solidità della democrazia, non è ammissibile il caos politico-istituzionale nel quale realtà giuridiche fondamentali per la vita dello Stato possano diventare proprietà private o addirittura confondore il ruolo che si ricopre come una investitura senza limiti. Il cittadino non è un oggetto che ha una sua validità solo quanto la dittatura della partitocrazia lo impone. Il cittadino nelle democrazie collaudate e purtroppo l'Italia non è di queste, partecipa, decide, incide sulle programmazioni della vita di na Nazione. Politici che vengono eletti in un partito e che poi decidono di vendere il loro elettorato al primo offerente, è sintomo dell'ignoranza, dell'arroganza e della violenza anticostituzionale che questi mettono in campo incuranti del loro originario elettorato (gabbato tante volte).
L'Etica non è una legge nè contemplata dal Codice Civile nè tantomeno da quello penale ma è una legge Universale insita nel cuore e nella Mente di ogni cittadino che crede nella Democrazia.

#17 da Roger, inviato il 15/1/2012
La verità è che la "democrazia rappresentativa" così com'è ed applicata in Italia è un fallimento. Fin quando il numero dei voti determinerà le competenze della gente continueremo a navigare della mediocrità. Non sono d'accordo quando dite di coinvolgere i cittadini, la cultura media e le conoscenze dei cittadini in materia di politica sono ancora troppo basse. Servono dei tecnici anche li. Ci vogliamo rendere conto che non siamo noi a determinare una votazione? Ma il ceto medio basso, numericamnete superiore che in larga maggioranza vende sistematicamente il proprio voto ad ogni votazione/elezione/referendum all'amico di turno???? Sveglia!

#16 da Sergio Castaldi, inviato il 14/1/2012
I partiti così come sono da noi non servono. Dovrebbero essere ambiti catalizzatori delle aspirazioni della popolazione, ma da tempo hanno abbandonato questo ruolo. Lo stesso dicasi del Parlamento, emanazione di questi partiti autoreferenti. Per cui è fondamentale sostenere questa iniziativa di IF, per restituire la politica alla gente; perché questa stessa gente si senta capace di forgiare una nuova Repubblica; perché scompaiano le caste maledette; perché tutti i cittadini siano uguali; perché lo Stato sia la migliore espressione di questo popolo. Credo che in questa iniziativa di IF si dovrebbero inserire, al più presto o appena possibile, due azioni che convergono sullo stesso obbiettivo. La prima: togliere al Parlamento la capacità di autostabilirsi remunerazioni, benefici, privilegi; potrebbe essere con una legge di iniziativa popolare che introduca un meccanismo estraneo alle caste (ancora non so bene chi potrebbe o dovrebbe essere) che fissi tali parametri, da votare contestualmente ad ogni elezione con scheda a parte per essere applicati per l'intero mandato sul quale si sta votando. In Parlamento si continua ad affermare che questo tema ricade sotto la sovranità del Parlamento stesso. E' quello che vogliono, chiaro, però è una balla e sicuramente non è un dogma di fede: nella Costituzione l'Art 1 afferma chiaramente che la sovranità appartiene al popolo, e questa parola, sovranità, ricompare solo una volta all'art 11 dove si accettano limitazioni alla sovranità nazionale per assicurare pace e giustizia fra le nazioni. Poi non compare più, non ci sono dubbi che la sovranità appartiene al popolo. La seconda: ridurre drasticamente il finanziameto ai partiti in tutte le loro forme, e reintroducendo lo spirito del famoso referendum, una vera burla alla volontà dei votanti. E non vengano a dire che ciò metterebbe a rischio la democrazia. La democrazia è a rischio con questi partiti così come li vediamo da ormai troppi annì, partiti che hanno monopolizzato la cosa publica e la politica che ne dovrebbe essere la più nobile espressione, partiti che non vogliono mollare la presa. Anzi, non è a rischio la democrazia repubblicana, questa è stata già ampiamente violata e manipolata; chi è a rischio siamo noi, coloro che malgrado tutto mandiamo avanti questo paese. E' veramente ora di voltare pagine e respirare aria nuova. Più presto sarà, tanto meglio sarà.

#15 da Antonio Zuliani, inviato il 14/1/2012
Mi sembra una proposta interessante, ciò che mi lascia perplesso, sempre di più devo confessare, nelle iniziative di Italia Futura è una certa autocrazia che lancia progetti caratterizzati, nella forma, da una ricerca di consenso più che di condivisione. Inoltre vedo Italia Futura sempre appiattita sull'idea che il centro del sistema sia l'economia e il mondo delle relazione iidustriali. Il lavoro in Italia, a mio parre si articola in spazi oramai diversi e scarsamente rappresentati, almeno io così penso, all'interno di Italia Futura. Antonio Zuliani Presidente nazionale dell'Associazione Psicologi Liberi Professionisti

#14 da claudio maretto, inviato il 14/1/2012
Ritengo la proposta interessante perchè andrebbe così a " liberalizzare " la casta della politica che, come le altre caste, pensa solo a tutelare i propri interessi. Quello che mi lascia perplesso è la capacità dei cittadini di capire l'importanza di questo strumento facendosi influenzare dalle indicazioni dei partiti. stessi. Ma voglio essere positivo e credere negli italiani. Quando I.F. a Torino ?

#13 da giovanni marino, inviato il 14/1/2012
sono daccordo sulla rappresentazione del problema ( con l'aggiunta non trascurabile che una diversa e democratica legge elttorale favorisce una competizione dove , salvo casi eccezzionali, emergono solo i migliori)
Lo strumento referendum , per come è previsto dal nostro ordinamento potrà soltanto ratificare o bocciare una legge e perciò non sarà facile fare intervenire l'elettore in quanto portatore di proposte.
Se invece l'elettore potesse esprimersi su 3 /4 diverse opzioni di modelli elettorali esistenti in altri paesi allora l'espressione della base sarebbe vincolante nonostante i politici che dovrebbero votarla.

#12 da FILIPPO LAMBERTI, inviato il 14/1/2012
Nutro profonda ammirazione in Italia Futura, soprattutto sui principi con cui vengono trattati argomenti di notevole importanza. Stiamo varcando la soglia della Terza Repubblica quindi progredendo senza progresso, soprattutto democratico, in quanto con l'attuale norma elettorale semBra di essere in uno Stato Monarca in cui il Re sceglie i propri sudditi... L'Italia per ridurre lo spread Politico/Cittadini della Repubblica, deve prima tornare ad essere una DEMOCRAZIA.

#11 da andrea, inviato il 14/1/2012
la ricerca spasmodica ad una soluzione complicata, non fa altro che peggiorare una situazione già difficoltosa, l'importanza di una nuova legge elettorale è quello di rappresentare la gente, di far sentire la loro voce e di essere presente, per chi sarà eletto, sia sul proprio territorio che nei luoghi dove si rappresenta l'elettorato. Proporre una legge elettorale da far passare attraverso un referendum porterebbe dei costi notevolissimi e dei tempi lunghissimi, inoltre rischierebbe di diventare un metodo obbligatorio per altre leggi di uguale importanza. La politica si deve prendere l'onere di cambiare la vergognosa Legge elettorale attualmente in uso, tenendo presente che IL POPOLO E' SOVRANO e come tale deve essere considerato.

#10 da Ugo Costa, inviato il 14/1/2012
Tutto bello quello IF sta dicendo da tempo, ma non si va avanti solo con l'idealismo; la forza della rete non si esplica nel solo diffondere ampliamente e rapidamente le idee ma soprattutto nell'unire e convogliare le masse nello sforzo di una loro realizzazione concreta, la primavera Araba ne è stata una dimostrazione. E allora come intende MUOVERSI italia Futura?

#9 da Carolina Baioni, inviato il 14/1/2012
Concordo che si debba fare qualcosa. Altrimenti, una volta terminato il compito di questo "governo tecnico", tutto potrebbe tornare come prima. Sono le persone che fanno la differenza, e le persone elette devono rispondere del proprio operato direttamente a chi le ha elette.

#8 da Luigi Melchionda, inviato il 13/1/2012
Frequento da tempo le pagine di Italiafutura, e ne condivido lo spirito, penso che forse é giunto il momento di dare corpo al "pensatoio" . Il quadro politico verosimilmente ci porterà alle elezioni alla scadenza della legislatura, non si partecipa al dibattito politico dal di fuori, come si capisce leggendo la newsletter. O Italiafutura si organizza o rischia di rimanere un chiacchiericcio fra indignati per i prossimi anni. Entrando nel merito della discussione odierna ritengo che il problema non sia nel sottoporre una legge elettorale alla procedura di legge costituzionale, che se votata dai due terzi delle camere in doppia lettura non passerebbe per il referendum confermativo. Come ben sappiamo anche nelle riunioni di condominio l'eccesso di democrazia pone problemi invece di risorverli, l'esempio del centrosinistra in Italia è sotto gli occhi di tutti. Non serve una legge che vieti agli inquisiti o condannati per reati gravi di ricoprire cariche pubbliche, serve un ostracismo che parta dal basso per impedire che un inquisito o condannato si proponga sulla scena politica, finché sarà uso nel nostro paese chiedere favori e raccomandazioni a tutti questo non sarà possibile. Non servono altre leggi, altre norme, servono delle persone autorevoli e capaci che possano fare dei miracoli anche solo cambiando regolamenti e dando i giusti esempi, la giusta democrazia deve essere esercitata delegando le giuste persone, non si può far credere che sia giusto che tutti possano o devono intervenire nell'esercizio della democrazia. Più che nuove leggi servono nuove persone, anche dei piccoli esempi di rettitudine e onestà possono creare una breccia nel sistema consolidato dei partiti, solo se saranno aiutati supportati e sorvegliati dai cittadini che li hanno eletti, altrimenti saranno cooptati dal sistema.

#7 da MARINA BORDONALI, inviato il 13/1/2012
Credo che la democrazia partecipativa sia una delle pochissime strasde rimaste per avvicinare i giovani alla vita civile

#6 da mauro ciccarelli, inviato il 13/1/2012
La crisi della democrazia rappresentativa è già in atto da molto tempo; Un indicatore attendibile di questa è stata la crescente astensione dal voto da parte dei cittadini, al punto che ormai ,si può dire , che il partito più grande è quello dell'astensionismo. Da molto tempo assistiamo al fenomeno del distacco profondo del mondo dei rappresentanti politici da quello delle persone comuni.Bene fa l'articolo ad evidenziare la problematica della chiusura completa della casta politica dai problemi reali della gente: i deputati , i senatori, i consiglieri regionali ed anche tutte le cariche ispirate dalla politica pensano solo ai loro interessi, al loro potere , ad accumulare ricchezze spesso anche in modo illecito. La corruzione è imperante in ogni istituzione pubblica , le regole non esistono più per chi è raccomandato dalla politica , ed il fenomeno tocca tutti i partiti.Riportare il potere di decidere ai cittadini è imperativo ed improcrastinabile. Si pensi soltanto al fatto di essere in balia dei mercati in una Europa che non abbiamo scelto liberamente , ma che ci è stata imposta da falsi predicatori( Amato, Ciampi,Prodi,ecc.ecc.)che ci hanno fatto perdere la nostra sovranità a favore di combriccole di speculatori. Il primo referendum da fare è quello in cui il popolo deve esprimersi se restare o meno in Europa con queste regole.

#5 da gianni, inviato il 13/1/2012
Regole elettorali 2.2.2010 Per avere effettiva rappresentatività territoriale della popolazione con persone volute dai cittadini in funzione del livello di elezioni (locali, regionali, nazionali): per il relativo territorio i punti essenziali potrebbe essere: la determinazione del numero di collegi ogni x residenti; la determinazione del numero di eletti ogni y residenti con arrotondamento a +1; le liste devono essere nominative e ogni candidato, che deve avere la residenza nel collegio cui si riferiscono le elezioni da almeno 2 anni e deve restarvi per tutto il mandato, deve presentare un suo c.v. sintetico contenente almeno sesso, età, esperienze professionali e durata, esperienze politiche e durata, situazione fiscale sua e dei suoi parenti più stretti degli ultimi 5 anni e per eventuali processi in atto l’imputazione, per quelli conclusi anche l’esito; in base ai voti ottenuti si crea allora la graduatoria generale dei votati indipendentemente dalla lista di appartenenza per individuare i candidati eletti direttamente e, come premio, alla lista col maggior numero di eletti, se ha raggiunto almeno il xx % dei voti andrà un plus pari al 5 % del totale, altrimenti si torna a votare perché ciò significa che non esiste una maggioranza nel paese; se un eletto ha mentito nel suo c.v. e/o successivamente è incriminato per reati di corruzione, violenza, rapina, truffe finanziarie, droga, evasione fiscale, ..cioè in generale per reati gravi secondo i codici civile e penale dovrà essere espulso dal ruolo che ricopre e sostituito dal primo dei non eletti della graduatoria generale se era stato eletto direttamente dai cittadini, della sua lista nel caso di eletto come premiopremio; durante il mandato nessuno potrà avere incarichi in altre enti/società, … tutti politici devono rispondere civilmente e penalmente di quanto fatto e/o non fatto durante il mandato e se un eletto è accusato di reati comuni deve sottoporsi a processo come tutti i cittadini italiani; alla fine del mandato se un politico non sarà rieletto riceverà una buonuscita pari a due anni dello stipendio per reinserirsi nella vita professionale e i contributi versati saranno utilizzati per la sua pensione in analogia a tutti gli italiani. L'Azienda Italia (e lo stesso vale per regioni, province, ..) è proprietà dei residenti in Italia i quali, allora, con regole chiare devono avere col voto la responsabilità e il diritto di assumere gli amministratori pubblici in base ai programmi presentati e di licenziarli o confermarli in base ai risultati ottenuti. Se ciò non dovesse accadere sarebbe molto grave perchè significa che gli italiani sono stati esautorati dai partiti i cui padroni scelgono i loro"impiegati" che ovviamente si preoccuperanno di ubbidire agli ordini dei loro capi più che di occuparsi dei cittadini che dovrebbero rappresentare. P.S. Per insegnare agli italiani che devono utilzzare il voto per esprimere il loro parere è opportuno modificare anche il quorum dei referendum riportandolo al numero dei votanti e non degli aventi diritto.

#4 da fausto magnelli, inviato il 13/1/2012
Quello che è scritto e riportato sulle missive di "ITALIA FUTURA" penso che sia più che perfetto. Comunque ritengo che il tutto per avere una futura "chamge" per funzionare veramente si dovrebbe ritornare a fare politica gratuitamente, solo a titolo "onorifico", personalmente ritengo che quelle persone meritavano il titolo di "ONOREVOLE".

#3 da antonio caputo, inviato il 13/1/2012
DIFESA CIVICA ISTITUZIONALE: STRUMENTO DI DEMOCRAZIA DIRETTA E DI PARTECIPAZIONE
Si aprea una campagna per radicare anche in Italia lo strumento della Difesa Civica istituzionale, che significa tutela del diritto dei cittadini ad una buona amministrazione e dei diritti fondamentali della persona contro abusi, iniquita', discriminazioni.
Per recuperare l'efficienza delle amministrazioni, misurarne la qualita' che consisite nel grado di soddisfazione dell'utenza, umanizzare la macchina amministrativa, avvicinare i cittadini alle Istituzioni, consentendo controllo e traspèarenza.
Facciamoci promotori di questo processo, che in Italia stenta a decollare a differenza di altri 26 Paesi dell'Unione Europea.
Visitate il sito del Difensore Civico della Regione Piemonte, Presidebte del coordinamento italiano dei Difensori Civici Regionali: www.consilioregionale.piemonte.it

#2 da marco fumagalli, inviato il 13/1/2012
La proposta è interssante e aggiungerei l`obbligo per le Camere di pronunciarsi sulle proposte di legge di iniziativa popolare entro un termine breve. Oggi invece il Parlamento non ha alcun obbligo di esaminare le proposte. Ciò non è un caso (basta una modifica ai regolamenti di Camera e Senato) in quanto la classe politica non ha interesse a cambiare la situazione attuale. E non solo ridurre il numero dei parlamentari o i loro stipendi, ma anche a livellopiù “basso” eliminare le Province e privatizzare le aziende pubbliche locali. Il problema è che la “democrazia della spesa” cioè il mantenere il consenso tramite la spesa pubblica si è unita nell’ultimo ventennio con la parte peggiore della società italiana con i fenomeni di corruzione che conosciamo. La criminalità organizzata è quindi entrata nelle istituzioni fino ai lievlli più alti. Complice un’opinione pubblica mal informata da giornali e TV. Quindi per quanto le proposte siano coerenti occorre in primo luogo iniziare una seria e radicata sensiblizzazione dell’opinione pubblica. Insomma si deve fare politica tra la gente e per la gente. Se Italia Futura vuole dare il contributo deve accelerare il percorso annunciato dal Presidente Montezemolo. Il compito è arduo e gli avversari non sono dei gentlemen. Se questa è la proposta di rottura per iniziare la Terza Repubblica iniziamo a sensibilizzare opportunamente l’opinione pubblica.

#1 da Alberto, inviato il 13/1/2012
Condivido in pieno i contenuti della missiva. però occorre muoversi e fare anche presto, altrimenti mi dovrei muovere io; espatriando da questo Paese che va sempre più in malore e dove invece di essere lo Stato a tutelare il cittadino è il cittadino che deve difendersi dallo Stato!!!!!!! Alberto Petitta



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