Coraggio, una Rai senza partiti

Corriere della Sera

pubblicato il 10 gennaio 2012
di Paolo Conti

L'occasione che si presenta, in questo primo trimestre 2012, per cominciare a liberare la Rai dalla stretta della politica è forse irripetibile: alla fine di marzo scadrà l'attuale Consiglio di amministrazione. Uno snodo ideale per varare una rapida riforma dei criteri di nomina della governance.

A nessuno schieramento conviene più tenere in vita un meccanismo che include uno spoils system a ogni cambio di governo. Con le regole della legge Gasparri si accetta la prospettiva di un Cda fotocopia del governo in carica: e di lì discendono nomine «di area» nei tg e nelle reti attribuite con riti e criteri da Prima Repubblica, con tanto di bilanciamento per l'opposizione del momento. Il recente caso Minzolini è la punta più visibile di un iceberg tuttora vasto e solido.

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#1 da marco corna, inviato il 11/1/2012
vai i politici dalla RAI,abolire il canone e trasformarla in una TV commerciale che deve stare in piedi da sola nel mercato.Ormai dove è nella RAI il servizio pubblico? a che serve pagare il canone RAI?Per dare milioni ai conduttori di Sanremo?



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