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Una Camera dei cittadini? Ridurre lo spread tra rappresentanti e rappresentati
Prosegue il dibattito su democrazia e partecipazione: gli interventi di Giovanni Sartori, Luciano Violante e Michele Ainis sul Corriere della Sera
pubblicato il 5 gennaio 2012

Si arricchisce la discussione sulle riforme istituzionali che ha preso le mosse dall'
articolo di Carlo Calenda, pubblicato sul
Foglio lo scorso 29 dicembre.
A pagina 34 del
Corriere della Sera di oggi, il politologo
Giovanni Sartori e l'ex presidente della Camera,
Luciano Violante, rispondono all'
editoriale di Michele Ainis del 2 gennaio sul Corriere della Sera.
Per Giovanni Sartori, "se viviamo, come è, in democrazie rappresentative, le Camere sono e devono essere di rappresentanti" e "la democrazia del sorteggio, oggi, durerebbe lo spazio di un mattino".
Luciano Violante, invece, si chiede: "Che rapporto c'è tra la partecipazione popolare e il sorteggio dei parlamentari? Come si fa a revocare il mandato a un parlamentare che sia tale per sorteggio e non per scelta degli elettori?".
Il costituzionalista, inoltre, auspica una soluzione diversa alla necessità di dare più potere ai cittadini nei confronti della politica e scrive: "I cittadini potrebbero pesare in altro modo: stabilendo per legge che i candidati vanno scelti attraverso primarie di collegio, riservate agli iscritti ai partiti della coalizione."
"Vale pur sempre la massima di Voltaire: Volete buone leggi? Bruciate quelle che avete e fatene di nuove", replica infine il professore Michele Ainis, grato ai commenti di Sartori e Violante, "perché mi aiutano a motivare meglio la proposta [...] e perché di questa discussione c'è bisogno come l'aria, per superare la crisi delle assemblee rappresentative."
Dalle pagine odierne del
Corriere del Mezzogiorno, invece, Carlo Calenda risponde all'
editoriale di ieri del direttore Marco Demarco, precisando meglio il perimetro e le ragioni di fondo delle proposte di riforma.
"La vulgata secondo cui gli italiani chiedono solo di essere governati non mi convince. [...] Esistono problemi tutti italiani che rendono lo spread tra Stato e cittadini il differenziale più pericoloso e antico della nostra nazione."
-Leggi l'editoriale di Giovanni Sartori-Leggi l'editoriale di Luciano Violante-Leggi la replica di Michele Ainis-Leggi la replica di Carlo Calenda