Sprechi di Capodanno e Regioni Autonome

4 milioni di euro per la promozione turistica

di Italia Futura Liguria , pubblicato il 3 gennaio 2012
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Su RAI Uno a Capodanno è andato in onda l’ennesimo costoso “spreco di Stato” ai danni del contribuente.



Nel momento in cui il presidente Giorgio Napolitano richiama l'Italia a gravi sacrifici per salvare il Paese dalla bancarotta, mentre il decreto “Salva Italia” del governo Monti entra in vigore con una pioggia di nuove tasse, la Regione Valle d'Aosta "elargisce" 4 milioni di euro alla RAI. Una cifra enorme, oggi più che mai, stanziata per “promuovere le bellezze turistiche e paesaggistiche” sulla tv di Stato che, grazie al Canone, riceve dagli italiani oltre 1 miliardo e mezzo di euro all’anno. Soldi pubblici che vengono utilizzati per investire su un’azienda finanziata a sua volta da soldi pubblici. Uno doppio spreco.


Il protocollo, firmato anche dalla Chambre Valdotaine, ha permesso la citazione della Regione e di Courmayeur nella trasmissione "L'anno che verrà" del 31 dicembre. La pista del ghiaccio del palazzetto dello sport ha chiuso i battenti dal 19 dicembre al 4 gennaio per l'allestimento delle scenografie della trasmissione di Capodanno. E questo avverrà per tre anni, fino al 2014. Un flop d’ascolti e di qualità.

Link - Corriere della Sera

Il Capodanno di Conti vecchio come il Paese



Uno spreco nello spreco perché, invece di sfruttare i suoi costosi studi di Roma già attrezzati, la RAI preferisce spostare la struttura organizzativa e tecnica in Val D’Aosta, con la “generosa” regione alpina che si accolla tutte le spese per l'assistenza logistica degli uomini di viale Mazzini con oltre 1800 giornate di ospitalità alberghiera per Vip, staff e personale tecnico. Costi a cui si aggiungono le note spese delle maestranze che la RAI dovrà giustificare a tutti gli italiani a cui si impone, con l’arrivo del 2012, l’aumento del Canone. Un utilizzo dei soldi che non sembra prioritario in un momento di crisi profonda del Paese.


In base ai calcoli realizzati da ISAE, la Regione più spendacciona d'Italia è proprio la Valle d’Aosta, seguita dal Trentino-Alto Adige. Al terzo posto, la Sardegna. Sono tutte e tre – e non a caso – Regioni a Statuto speciale, insieme a Friuli e Sicilia. Rispetto alla media delle altre quindici Regioni, le cinque autonome hanno un sovraccosto del 56%.


La Val d’Aosta ha tanti soldi da spendere in promozione perché è una regione autonoma, i suoi abitanti godono di privilegi che altri cittadini italiani non hanno. Ha ancora senso tutto ciò?



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#12 da a, inviato il 9/1/2012
Caro Walter, lei si contraddice. Riporta correttamente che i proventi delle regioni autonome sono frutto di tasse che "si pagano in loco", poi asserisce che queste lo "Stato centrale sono solo un costo". Ma se sono proventi in loco come fanno ad essere un costo per lo Stato centrale? Non è che forse proprio gli introiti delle tasse, che come giustamente ricorda hanno un percorso diverso da "quelle pagate in regioni ordinarie", risultano virtuosamente utilizzati? Questo porta infatti da un lato una più attenta spesa sul territorio, e dall'altra una diminuzione di quelle spese centralizzate che poco hanno a che fare con i bisogni dei cittadini. Se portiamo la discussione su questi termini, andando davvero ad analizzare pro (da estendere a tutte le regioni) e contro (da limitare ovunque), forse davvero faremmo un buon lavoro per il paese. Altrimenti è un continuo deviare su argomentazioni demagogiche, senza alcun valore per la nostra Italia futura.

#11 da a, inviato il 9/1/2012
Caro Lorenzo, alla prima domanda (alcune regioni autonome sprecano?) credo di aver già indirettamente risposto scrivendo "andiamo a studiare cosa fanno le Regioni autonome, dove amministrano bene e dove sprecano". Alla seconda domanda (regioni autonome amministrate bene anche se ordinarie) invece non risponderei come lei che, con tanta sicurezza, dice "si". Resto dell'idea che responsabilizzare il territorio sia un valore, e non un difetto da correggere. In sintesi, vedrei assai meglio 20 regioni autonome e non un appiattimento ad uno stato centralistico di 20 regioni ordinarie.

#10 da Walter, inviato il 7/1/2012
Caro "a", secondo lei le risorse aggiuntive per le regioni autonome da dove arrivano? Arrivano dalle tasse che si pagano in loco. E che non fanno lo stesso percorso di quelle pagate in regioni ordinarie. Ergo, per lo Stato centrale sono solo un costo con percentuali che vanno dal 60% del Friuli al 100% della Sicilia. Con larghissime autonomie legislative. Bel nome di un anacronismo storico ormai evidente. Privilegi ormai inaccettabili.

#9 da Lorenzo, inviato il 5/1/2012
Sottoscrivo ogni singola parola dei commenti del sig. La Sala.
Al sig. "a" vorrei chiedere se, secondo lui, la Sicilia e la Sardegna non sperperano soldi pubblici. E se, secondo lui, il Trentino e il Friuli non sarebbero amministrate bene anche se fossero a statuto ordinario. Io risponderei "sì" ad entrambe le domande, e allora che senso hanno le regioni a statuto speciale nel 2012? Cambiamo una buona volta la Costituzione, anche su altri articoli, che da quando l'hanno scritta sono passati 60 anni e si pure cambiato secolo!

#8 da a, inviato il 4/1/2012
Si stanno raggiungendo vette di qualunquismo estremo. La spesa pubblica (intesa come somma dei costi di amministrazioni centrali, enti locali e istituti previdenziali pubblici) delle regioni autonome è più alta di quelle ordinarie? Non è che se in Trentino il "cadente cascinale" riceve fondi per il restauro è perchè questi non vengono fagocitati dall'amministrazione centrale, e possono essere usati sul territorio? Ma andatevi a vedere i conti, dov'è il vero buco nero dell'Italia non sono gli EELL ma i ministeri e le amministrazioni centrali! Parlate tanto per parlare, con il rischio di proporre una soluzione ancora più accentratrice e lontana dai territori e dai cittadini! Piuttosto andiamo a studiare cosa fanno le Regioni autonome, dove amministrano bene e dove sprecano, andiamo a vedere se sono davvero un buco nero oppure non fanno altro che utilizzare i proventi delle tasse dei propri cittadini sul proprio territorio!

#7 da Massimo La Sala, inviato il 4/1/2012
REGIONI A STATUTO SPECIALE
Ha senso, nel 2012, continuare con l'anacronismo delle Regioni a statuto speciale? No. Con buona pace dei valdostani,siciliani,sud-tirolesi, ormai sono passati gli anni delle rivendicazioni storiche. Visto che l'anno scorso si sono festeggiato i 150 anni dell'Unità d'Italia, qualche parola in più su questo argomento, sarebbe stato gradito.
O tutte a statuto speciale, o tutte a statuto ordinario, ormai è il tempo.

#6 da Massimo La Sala, inviato il 4/1/2012
RAI
Lo spreco di denaro che si è potuto vedere nella trasmissione di Capodanno è fenomenale; sembra proprio che l'orchestra abbia dovuto continuare a suonare mentre la barca affonda. Il problema è che è l'ennesima dimostrazione dello spreco di denaro pubblico e di una certa cultura che non vuole assolutamente fare i conti con la realtà, continuando a voler perpetrare uno stile di spesa e spreco anni 80; perchè sulla RAI, oltre ai nepotismi di varie colorazioni e "specie" (Angela,Berlinguer,Pericu,ect.) a lasciare perplessi sono anche le tante trasmissioni dove c'è una sovrabbondanza di ospiti, starlette, comparse, ballerini e ballerine, giornalisti, commentatori, interviste, etc.


#5 da Agostino Ratto, inviato il 3/1/2012
Quando una famiglia affronta momenti di grande difficoltà è necessario un programma severo di contenimento della spesa. Portando il ragionamento su uno Stato ed in questo caso sull'Italia, ormai è necessario togliere i privilegi alle Regioni autonome perchè i momenti storici di crisi locale sono lontani , mentre la crisi attanaglia le altre Regioni. E' un discorso duro ma necessario in questi tempi. Quindi stop ai privilegi a Valle d'Aosta e Trentino dove un persino un cadente cascinale riceve fondi economici per la manutenzione straordinaria, ed altro. Non parliamo poi della Sicilia, un vero colabrodo di denaro pubblico a danno degli stessi cittadini siciliani sepre in grande difficoltà. Ci vuole una ramazza in grado di ripulire il Paese ed eliminare spese e privilegi anacronistici.

#4 da a, inviato il 3/1/2012
Caro Portalano, è evidente che qui parla per il gusto della polemica. Mescola ragioni etniche a questioni economiche, peraltro con alcuni strafalcioni degni di nota, per poi argomentare con faciloneria di macro regioni quale pietra filosofale dell'efficienza. Quali sarebbero le minoranze etniche del Friuli Venezia Giulia? E' proprio sicuro inoltre che "il vero buco nero della finanza italiana" siano gli EELL? E se così fosse, pensa che gli EELL locali del Piemonte siano più virtuosi di quelli della VdA? Perchè un'eventuale macro regione del nordovest vedrebbe certo un appiattimento sugli standard piemontesi, visto i numeri. Condivido invece la chiosa finale, vedo anch'io nella riduzione delle imposte sul lavoro una delle chiavi per affrontare la crisi. Ma complicarsi la vita con soluzioni esotiche, senza raffrontare veramente i numeri di cui si parla, è perlomeno forzato. Cordialmente, a.

#3 da Il Portolano, inviato il 3/1/2012
Penso che nelle condizioni attuali e per quanto ci aspetta nei prossimi anni, la maggior parte delle regioni a statuto speciale siano da abolire, tranne forse il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia per la presenza di forti minoranze etniche sul loro territorio.
In Valle d'Aosta non ci sono francesi, ma solo valdostani che eventualmente parlano il patois e studiano il francese a scuola, come fanno tutti gli altri nel resto d'Italia. Per non parlare della Sicilia e della Sardegna, nelle quali il valzer degli sprechi è degno delle migliori composizioni della famiglia Strauss.
E penso che anche le altre regioni andranno accorpate, per esempio creando una macroregione nord-ovest, una macroregione nord-est, una macroregione centro, una macroregione sud e una macroregione isole, allo scopo di ridurre nettamente i costi e gli sprechi che, ora come ora, non sono più accettabili.
L'unico modo per far ripartire l'economia è risparmiare sulle spese pubbliche improduttive e liberare risorse a favore dei privati affinché investano in innovazione e ricerca. La riduzione della spesa negli enti locali, che sono il vero buco nero della finanza italiana, è la conditio sine qua non per dare una svolta al nostro paese.
Nei decenni scorsi si è regalato troppo a troppi e questi sono i risultati. Se non verrà ridotta l'imposizione fiscale che grava sul lavoro e sulle imprese, non verrà mai più nessuno a investire e a produrre in Italia, per quante scuole professionali si aprano e quanti centri di ricerca si facciano.

#2 da Laura, inviato il 3/1/2012
Gentile Italia Futura, leggo sempre con attenzione le vostre mail. Mi permetto segnalare che tra Tv di Stato e Tv pubblica (la Rai) esiste una differenza sostanziale. La Tv pubblica, la Rai, è nata come Tv pubblica appunto, con regole ben precise sull'assetto proprietario e sottoposta al controllo del Parlamento ed è "pagata" con i soldi dei cittadini tramite il canone. Una Tv pubbblica, è al servizio (o almeno dovrebbe essere) del cittadino, dell'utente che appunto paga il canone (quest'anno aumentato per "adeguamenti" al costo del denaro, mentre gli stipendi....???) come dimostrano le garanzie varie come ad esempio la commissione parlamentare di controllo. Almeno dovrebbe essere così. Vedendo ciò che accade in Rai ultimamente, sorgono molti dubbi. Fin dal primo giorno il sistema radiotelevisivo pubblico, la Rai, ha dovuto fare i conti con l'irresistibile "intrusione' dei partiti. Ma i partiti non sono lo Stato per cui non possiamo parlare di Tv di Stato. La Tv di Stato e' la voce dello Stato, cioe' di chi governa, dei regimi totalitari. Le Tv di Stato sono presenti nei paesi a regime dittatoriale, dove il sistema radiotelevisivo e' sotto il controllo del potere esecutivo. Cordiali saluti.

#1 da a, inviato il 3/1/2012
Da ItaliaFutura mi aspetterei articoli più ragionati e meno qualunquisti. Se questo è il nuovo che avanza... Le Regioni con spesa più alta sono quelle autonome? Grande analisi, direi ovvia. Infatti queste hanno competenze, e di conseguenza spese, maggiori delle Regioni ordinarie. Su queste ultime non ricadono costi che sono imputatati direttamente allo Stato (li avete calcolati vero?), mentre in quelle autonome sono per lo Stato azzerate. E'come dire che in una famiglia, il figlio che va a vivere da solo spende in alimenti più del fratello che rimane in casa. Ovvio, ma la spesa della famiglia rimane costante (e forse con qualche introito in più...). Andare poi a mettere insieme i costi del canone Rai con le spese promozionali di un territorio, è una malizia dalle gambe corte. Ogni realtà turistica investe in pubblicità, se lo fa sulla TV pubblica non va certamente a far aumentare il canone, anzi! E ancora, la trasmissione è quel che è (a me personalmente non piace il genere), ma parlare di flop di ascolti è ancora un brutto scivolone. Ancor più se accompagnato da un link che dovrebbe dimostrare la cosa ma...non ne parla. Ecco com'è andata in termini di ascolti: http://www.kataweb.it/tvzap/2012/01/01/addio-2011-il-capodanno-degli-ascolti-lo-vince-carlo-conti-361806/ Con tutto rispetto, andare a scandagliare possibili sprechi è una scelta che vi fa onore. Ma un minimo di attenzione alle parole e ai temi utilizzati, approfondendo le analisi, non guasterebbe! Buon anno a tutti, a.



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