Corruzione stabile, nessun rivolgimento morale
Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei Conti - 27 dicembre 2011
pubblicato il 27 dicembre 2011
L'impressione è che la corruzione in Italia sia rimasta stabile negli ultimi anni, perché non si avverte un reale, profondo, sostanziale rivolgimento morale; l'onestà, in ogni rapporto anche privato; la valenza del merito; l'etica pubblica; il rispetto del denaro pubblico e di tutte le risorse pubbliche, che sono i beni coattivamente sottratti ai privati e dei quali si deve dar conto.