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"Sì al contratto unico"
Il ministro Fornero: "Ai giovani dico basta precariato. Non tuteliamo più al 100% gli iperprotetti"
pubblicato il 19 dicembre 2011

«Penso che un ciclo di vita che funzioni è quello che permetta ai
giovani di
entrare nel mercato del lavoro con un contratto vero, non precario. Ma un contratto che riconosca che sei all'inizio della vita lavorativa e quindi hai bisogno di
formazione, e dove parti con una
retribuzione bassa che poi salirà in relazione alla
produttività. Insomma, io vedrei bene un contratto unico, che includa le persone oggi escluse e che però forse non tuteli più al 100% il solito segmento iperprotetto».
Così il ministro del Welfare e delle Pari Opportunità,
Elsa Fornero, in un'intervista al Corriere della Sera, ha riconosciuto il valore del
contratto unico come prima misura da adottare per
abbattere la precarietà nel mercato del lavoro giovanile.
Un pensiero in linea con quanto proposto lo scorso aprile da Pietro
Ichino, Luca di
Montezemolo e Nicola
Rossi, per riscrivere il diritto del lavoro:
E quindi, un contratto di lavoro a protezione crescente per tutti i futuri lavoratori dipendenti (ferme restando le ovvie eccezioni a contenuto formativo o dei contratti a termine per i casi di sostituzioni temporanee o di punte stagionali): occupazione a tempo indeterminato per tutti e piena protezione contro le discriminazioni e contro i licenziamenti disciplinari ingiustificati, ma nessuna inamovibilità per motivi economici e organizzativi.Leggi la proposta di Italia Futura contro il precariato