Le due fasi dell'ultimo governo Berlusconi

il rapporto dell'Università di Siena

di Stefano Braghiroli , pubblicato il 16 dicembre 2011
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Quest'anno la presentazione del consueto Rapporto sul Governo del Centre for the Study of Political Change (CIRCaP) dell'Università di Siena coincide con le dimissioni di Silvio Berlusconi. Questa sesta edizione del rapporto è stata curata da Maurizio Cotta, Elisabetta De Giorgi, Francesco Marangoni e Luca Verzichelli e mette sotto la lente il IV governo Berlusconi in termini di performance e rapporti tra esecutivo, leadership di governo, maggioranza parlamentare, partiti e media.

In virtù dei 1283 giorni di durata del suo ultimo governo, Berlusconi emerge come il premier più longevo della storia repubblicana: con i suoi 3335 giorni complessivi di presidenza ha quindi superato anche il record di 2959 giorni di Alcide De Gasperi. Berlusconi può poi fregiarsi anche di aver presieduto i due governi più longevi dell'esperienza repubblicana. In termini di longevità politica come premier nei 150 anni di storia unitaria, Berlusconi è secondo solo a Giolitti e Mussolini.

Se ci focalizziamo più specificamente sull'esperienza di governo appena conclusa, sotto diversi aspetti la parabola del governo Berlusconi IV si può idealmente dividere in due fasi (una ascendente ed una discendente), col sofferto voto di fiducia del 14 dicembre 2010 come spartiacque.

A fronte di una maggioranza parlamentare schiacciante a inizio mandato e di un forte potenziale di impatto legislativo, evidenti indizi della crisi del governo Berlusconi sembrano emergere a partire dalla primavera 2010, con l'esplosione delle tensioni nella maggioranza e l'uscita dei finiani.

Il rapporto evidenzia come questi sviluppi abbiano avuto chiare ripercussioni sulla compagine governativa. In particolare, il turnover delle posizioni di governo è cresciuto sensibilmente a partire dal tardo 2010 e il numero delle posizioni è aumentato grandemente. La distribuzione di cariche in funzione di compensazione ha palesato una progressiva debolezza dell'esecutivo rispetto a forze numericamente minoritarie ma indispensabili per la tenuta, primo fra tutte il neonato gruppo dei Responsabili che nel novembre 2011 arrivava a controllare l'8% delle cariche di governo a spese di PdL e Lega.

Il rapporto evidenzia come il livello di conflittualità nella compagine di governo, rilevante sin dall'insediamento, abbia toccato il livello minimo a seguito probabilmente del terremoto in Abruzzo, che sembra aver compattato la maggioranza. Due delle quattro aree di policy ad alto tasso di conflittualità evidenziano una tensione più o meno latente tra PdL e Lega, riguardando temi cari a quest'ultima come riforme istituzionali e assetto dello stato e sicurezza/immigrazione.

Indicativo è anche il frequente ricorso allo strumento della questione di fiducia, che ha toccato il suo picco nell'ultimo semestre di vita del governo in funzione di deterrenza verso le pulsioni centrifughe. In tal senso è rilevante anche il frequente ricorso alla decretazione d'urgenza che, al netto di ratifiche di trattati internazionali, rappresenta il 44% dell'iniziativa governativa complessiva.

Il rapporto evidenzia poi come, in termini di rispondenza programmatica, nell'ultimo anno poco più del 29% delle iniziative legislative promosse dall’esecutivo sia direttamente riconducibile al programma di governo , a fronte di livelli di concentrazione programmatica intorno al 60% nei primi 4 mesi (cd. “Età aurea”).

Per concludere è rilevante evidenziare come l'iniziativa programmatica del governo si sia concentrata su specifici obiettivi. Non sorprende che la maggiore enfasi si sia concentrata sul tema della giustizia che rappresenta il 25% delle iniziative.

-Scarica il Rapporto sul Governo del Circap dell'Università di Siena

Stefano Braghiroli è Yggdrasil fellow all'ARENA - Centre for European Studies, Università di Oslo e Research affiliate al Centre for the Study of Political Change (CIRCaP), Università di Siena.


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#1 da Agostino Ratto, inviato il 28/12/2011
Amici di Italia Futura, ad un osservatore attento non è sfuggito come il recente Governo Berlusconi sia stato del tutto carente nelle attività attese persino dalla parte migliore dei suoi sostenitori. Non sono sensazioni di pochi contrari al cavaliere di Arcore, bensì sono i fatti che inesorabili hanno scandito i 3 anni di attività. Devo scendere nei dettagli? Non credo questo sia necessario, basta analizzare i fatti realizzati e le cose ripetutamente sbandierate poi non fatte. Grande attività è stata posta invece per sistemare tristi e vergognose vicende personali del Premier, con sfoggio ed incessante lavorio di valenti avvocati, mentre nel suo partito si davano da fare chiacchierati parlamentari. Gravissime le accuse che hanno colpito lui ed il partito. Insomma, una immensa vergogna che, attraversate le Alpi, ci hanno condotto sull’orlo del baratro. Il fatto molto grave è che una parte di cittadini anche cattolici praticanti, per questo grandi ignoranti e dannati sotto l’aspetto della fede, hanno perseverato a giustificarne il comportamento se pure di fronte ad avvenimenti indifendibili. E chiudo: un crollo della credibilità dell’Italia anche sui mercati finanziari. mondiali



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