Quest'anno la presentazione del consueto
Rapporto sul Governo del
Centre for the Study of Political Change (CIRCaP) dell'
Università di Siena coincide con le dimissioni di
Silvio Berlusconi. Questa sesta edizione del rapporto è stata curata da
Maurizio Cotta, Elisabetta De Giorgi, Francesco Marangoni e Luca Verzichelli e mette sotto la lente il IV governo Berlusconi in termini di
performance e rapporti tra esecutivo, leadership di governo, maggioranza parlamentare, partiti e media.
In virtù dei 1283 giorni di durata del suo ultimo governo, Berlusconi emerge come
il premier più longevo della storia repubblicana: con i suoi 3335 giorni complessivi di presidenza ha quindi superato anche il record di 2959 giorni di
Alcide De Gasperi. Berlusconi può poi fregiarsi anche di aver presieduto
i due governi più longevi dell'esperienza repubblicana. In termini di longevità politica come premier nei 150 anni di storia unitaria, Berlusconi è secondo solo a Giolitti e Mussolini.
Se ci focalizziamo più specificamente sull'esperienza di governo appena conclusa, sotto diversi aspetti
la parabola del governo Berlusconi IV si può idealmente dividere in due fasi (una ascendente ed una discendente), col sofferto voto di fiducia del 14 dicembre 2010 come spartiacque.
A fronte di una maggioranza parlamentare schiacciante a inizio mandato e di un forte potenziale di impatto legislativo, evidenti indizi della crisi del governo Berlusconi sembrano emergere
a partire dalla primavera 2010, con l'esplosione delle tensioni nella maggioranza e l'uscita dei finiani.
Il rapporto evidenzia come questi sviluppi abbiano avuto
chiare ripercussioni sulla compagine governativa. In particolare, il turnover delle posizioni di governo è cresciuto sensibilmente a partire dal tardo 2010 e il numero delle posizioni è aumentato grandemente. La distribuzione di cariche in funzione di compensazione ha palesato
una progressiva debolezza dell'esecutivo rispetto a forze numericamente minoritarie ma indispensabili per la tenuta, primo fra tutte il neonato gruppo dei Responsabili che nel novembre 2011 arrivava a controllare l'8% delle cariche di governo a spese di PdL e Lega.
Il rapporto evidenzia come il livello di conflittualità nella compagine di governo, rilevante sin dall'insediamento, abbia toccato il livello minimo a seguito probabilmente del terremoto in Abruzzo, che sembra aver compattato la maggioranza. Due delle quattro aree di policy ad alto tasso di conflittualità evidenziano
una tensione più o meno latente tra PdL e Lega, riguardando temi cari a quest'ultima come riforme istituzionali e assetto dello stato e sicurezza/immigrazione.
Indicativo è anche
il frequente ricorso allo strumento della questione di fiducia, che ha toccato il suo picco nell'ultimo semestre di vita del governo in funzione di deterrenza verso le pulsioni centrifughe. In tal senso è rilevante anche il frequente ricorso alla decretazione d'urgenza che, al netto di ratifiche di trattati internazionali, rappresenta
il 44% dell'iniziativa governativa complessiva.
Il rapporto evidenzia poi come, in termini di rispondenza programmatica,
nell'ultimo anno poco più del 29% delle iniziative legislative promosse dall’esecutivo sia direttamente riconducibile al programma di governo , a fronte di
livelli di concentrazione programmatica intorno al 60% nei primi 4 mesi (cd. “Età aurea”).
Per concludere è rilevante evidenziare come l'iniziativa programmatica del governo si sia concentrata su specifici obiettivi. Non sorprende che la maggiore enfasi si sia concentrata sul
tema della giustizia che rappresenta il 25% delle iniziative.
-Scarica il Rapporto sul Governo del Circap dell'Università di Siena