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"Non servivano professori. Ma perché non le avete fatte voi queste cose?"

Mario Monti incalza la politica: "Eravate paralizzati"

pubblicato il 14 dicembre 2011
immagine documento "Non occorrevano professori. E' verissimo. Ma perché non le avete fatte voi queste cose? Perché [...] il sistema politico incartato in un bipolarismo ad alta concentrazione di conflitto aveva determinato che se gli uni volevano un timido accenno di imposta patrimoniale gli altri lo bloccavano; se gli uni volevano una riforma strutturale delle pensioni gli altri lo bloccavano; se gli uni volevano un po' di liberalizzazioni gli altri lo bloccavano e tutti quanti tornavano poi indietro. Eravate paralizzati. Se no non saremmo arrivati noi, non ci avreste chiamato ".

Ecco l'analisi del Presidente del Consiglio Mario Monti sulla fase politica che ha preceduto la nomina del suo governo, ieri alla Camera dei Deputati.



tag:  politica   professori   governo tecnico   mario monti   paralisi   bipolarismo  


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#3 da Giovanni Dealis, inviato il 9/3/2012
Egr. Professor Monti,
credo di essere stato un buon profeta, anche se per una facile previsione! Finché c’era o c’è ancora da mettere tasse (che per i partiti significa occuparsi di economia!), faccia pure. Quando si vuole occupare di altro, la rimettono subito a posto!
Mi sembra infatti che aldilà di tassare tutto o tutti, altro non stia facendo o non le permettono di fare, se non nelle apparenze: le liberalizzazioni sembrano più da “opera buffa” che non da cosa seria; il Ministro Fornero – che va benissimo finché piange – per il resto non riesce a fare quello che vorrebbe – giusto o sbagliato che sia -; delle c.d. semplificazioni nessuno sa niente; all’estero ci sberleffano, salgono e scendono dalle navi italiane a piacimento, neanche la informano preventivamente delle azioni in cui ci sono di mezzo la vita dei nostri connazionali: sanno che dietro il Suo Governo c’è un’accozzaglia informe di tutti contro tutti; lo “spred” scende solo perché sono tutti contenti della montagna di tasse che ci obbligate a pagare; tanto poi i partiti, ad acque più calme, ricominceranno, impuniti, a sperperare e ad appropriarsi del denaro pubblico.
Come Le dicevo, secondo me farebbe un gran favore agli Italiani se ributtasse la palle al centro e la ripassasse ai furbi che la osannano solo perché non vogliono fare direttamente quello che, indirettamente, stanno permettendo di fare a Lei: forse finalmente gli italiani – stanchi – troverebbero il modo di spazzarli via.
Un’ultima cosa: dato che Lei è anche in stretto contatto con il Presidente, a mio personale parere farebbe altra cosa saggia a fargli presente che, se Garibaldi non avesse organizzato la Spedizione dei Mille con moschetti e baionette, ma si fosse limitato ad organizzare cortei e manifestazioni pacifiche, oggi l’On. Napolitano non sarebbe Presidente della Repubblica (pseudo democratica) Italiana; Sarebbe un fedele suddito dei Borboni nel Regno delle Due Sicilie: con buona pace dell’On. Bossi che, suddito contento dell’Austria nel Lombardo-Veneto, non si sarebbe dato da fare per fondare la Lega.
Se la situazione non fosse drammatica, ci sarebbe da “morire dalle risate”.
Nessuno, tanto meno Lei, leggerà mai questo intervento. Non me ne dolgo; personalmente, data l’età, il mio tempo è già passato. Devo solo tentare di sopravvivere il meno peggio possibile: nonostante Voi facciate di tutto per avvelenare, a me e a tutti quelli che si trovano nella mia stessa condizione, quello che doveva essere il tempo più tranquillo della nostra vita.
Mi dispiace solo per i giovani Italiani che si vedono “rubare” sia il tempo presente che il loro futuro e che non trovano ancora il modo di appropriarsi del diritto di decidere per loro stessi – giusto o sbagliato che sia.
Con ossequio
Giovanni Dealis, via dello Zodiaco 2/2, 41126 Modena

#2 da Giovanni Dealis, inviato il 27/1/2012
Egr. Professor Monti,
Cosa le dicevo! Dopo le tasse, le “Liberalizzazioni”, per esempio, per non dilungarmi, sulle Professioni.
Liberalizzare secondo il Dizionario Garzanti delle Lingua Italiana significa “rendere libero, non soggetto (o più libero, meno soggetto) a divieti, limitazioni, controlli; Sinonimi: deregolamentare, svincolare. Contrari: disciplinare, regolare, vincolare”. Liberalizzare significa pertanto, secondo me, che tutti, a date e certe condizioni minime, possono fare una certa cosa.
Provi Lei a vincere il concorso per Notaio! Provi Lei a vincere il concorso per entrare in Magistratura! Provi Lei ad essere assunto come Ricercatore Universitario!
Liberalizzare non significa – sempre secondo me – creare cinquemila sedi notarili in più o abolire le tariffe minime e massime o obbligare a rilasciare preventivi! Questo è quello che Le hanno permesso di fare i politici spacciandolo per apertura delle professioni alla concorrenza.
Liberalizzare significa che tutti, a parità e date certe condizioni, possono concorrere ad accedere ad una data attività perché lo Stato sorveglia su come vengono svolti i concorsi di accesso e su come vengono decise nomine e incarichi e, attraverso la sorveglianza, garantisce la regolarità, la trasparenza e il non favoritismo!
Su questo però non Le permettono di intervenire! I cinquemila posti in più saranno assegnati secondo i soliti riti!
Se questo potesse fare, automaticamente sarebbe raggiunto l’obiettivo di liberalizzare veramente e sarebbero risolti anche i problemi delle tariffe e dei preventivi!
Prossima “tappa” il mercato del lavoro! Staremo a vedere. Il problema anche qui – secondo me – non sono i contratti (di entrata o di uscita): il problema è il controllo e la verifica di come vengono applicati.
Se il Ministro Sacconi avesse controllato, per esempio, su come venivano applicati i contratti di lavoro a termine – considerati l’eccezione a date condizioni e non la norma, come invece sono stati applicati – non ci sarebbero tanti precari e non si sarebbe così impoverito di “conoscenze e professionalità” il mercato del lavoro.
Con ossequio
Giovanni Dealis, via dello Zodiaco 2/2, 41126 Modena

#1 da Giovanni Dealis, inviato il 14/12/2011
Egr. Professor Monti,
Provo a risponderLe e Le esprimo la mia personalissima opinione: la politica cercava qualcuno, magari il più autorevole, che facesse “il lavoro sporco”, non volendolo fare direttamente e non volendo neanche fare quelle riforme strutturali che, si metta l’animo in pace, non farà neanche Lei – aldilà delle dichiarazioni: il Parlamento, cioè i partiti che La sostengono, non lo permetteranno (come sta già accadendo, per esempio con le Province, le indennità dei parlamentari e via discorrendo). Hanno provato con Lei, effettivamente il più autorevole, che si è prestato (nominato Senatore a vita).
I cittadini comuni, dai tecnici, si aspettavano, forse, più coraggio: meno fretta a tassare, più riforme e tagli all’organizzazione dello Stato ed alla spesa corrente: queste sì da presentare al Parlamento – prendere o lasciare - come ha fatto con le tasse.
Per la verità, Lei è andato anche oltre le migliori aspettative dei politici: si è accanito sui “ricchi” pensionati: quelli che percepiscono più di ben 1.400,00 Euro lordi mensili (sugli altri, per far bella figura, l’hanno fermata!): su persone cioè che, non essendo più in età lavorativa, sono deboli, non hanno voce per protestare e, soprattutto, non possono più recuperare quanto viene loro tolto, oggi.
I politici si “fregano le mani”. Forse anche loro non si aspettavano tanto. Si è premurato di far assorbire buona parte della Sua manovra a questi ricchi nababbi, cui supertassa anche le prime e le seconde case, (laddove cioè sono confluiti un tempo i loro risparmi) e che ora, affossando le generazioni future, “gozzovigliano” a spese dell’INPS. Almeno paghino l’ICI, visto che non pagano il canone di affitto della casa in cui abitano o, magari, riscuotono anche un canone di affitto dalla seconda casa o, peggio, ci passano l’unica vacanza che possono permettersi!!!
Egregio Professore, dato che ha definito la manovra “salva Italia”, Lei - unitamente forse al Presidente della Repubblica – si è assegnato evidentemente il compito del Salvatore: visto però che, per questo compito, non Le permettono di prendersela con i forti, anziché “ripassare la palla” ai furbi, ha preferito prendersela con i deboli. Come avviene sempre in Italia.
Con ossequio
Giovanni Dealis, via dello Zodiaco 2/2, 41126 Modena



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