di Dario Di VicoOccuparsi di rappresentanza sociale specie in tempi di tagli e sacrifici è un lavoro che merita rispetto. E quindi è più che legittimo che Cgil-Cisl-Uil si battano per modificare il decreto Monti e che a questo fine abbiano convocato uno sciopero generale. Del resto le società totalmente disintermediate esistono solo in alcuni (desueti) manuali delle business school e quindi è utile/fisiologico che le amministrazioni si confrontino con le parti sociali nelle modalità che via via i tempie le materie suggeriscono.
Il quesito su cui soffermarsi, dunque, è un altro: i sindacati italiani hanno tematizzato con sufficiente lucidità la fase che si è aperta con il drammatico autunno dello spread? Ovvero qual è la loro piattaforma per tentare di governare i cambiamenti che si stanno abbattendo sulla società italiana e minacciano di ridisegnarne i contorni?
Per continuare a leggere l'editoriale, scarica la versione pdf.