Imu, al setaccio pure i beni della Curia
Il Resto del Carlino
di
Maria Gloria Frattagli ,
pubblicato il 9 dicembre 2011
Una mappatura sui beni della Chiesa per verificare quali sono assoggettabili alla nuova Imu, l’imposta comunale sugli immobili che il governo Monti vuole introdurre. L’operazione di verifica del Comune di Ancona sugli immobili della città, il recupero di quanti hanno evaso la vecchia Ici e la caccia ai finti esenti, prosegue ora con questa nuova misura. Non che l’Amministrazione metta in dubbio quanto dichiarato fino ad oggi dalla Curia, ma l’introduzione della nuova imposta che differisce per certi versi dalla precedente azzerata per le prime case dal governo Berlusconi, richiede ora una nuova fase di accertamento. L’ultimo screening era stato fatto dall’ex sindaco Sturani e risale all’incirca al 2007. Il punto qual è? La Chiesa ha immobili utilizzati a fini abitativi su cui, anche ad Ancona, paga già l’Ici (si tratta per esempio dell’abitazione del parroco) mentre altri sono o potrebbero essere destinati ad attività pubbliche: ostelli, bed & breakfast (per la tipologia di servizio fornito), oppure essere destinati a forme di ospitalità che, anche se per scarsa entità, potrebbero essere destinate a fini di lucro seppur poi devoluti in favore dei più bisognosi.