Una manovra con deficit liberale se non parte la riforma dello Stato

Corriere della Sera

pubblicato il 7 dicembre 2011
di Piero Ostellino

C'è solo un modo, ora, per questo governo di tecnici, di mostrare di non essere un governicchio come tutti i governi politici che l'hanno preceduto.

Dopo aver presentato la manovra fiscale -che fa fronte, nell' immediato, all'emergenza- formulare un piano "a tappe" e da realizzarsi entro un ragionevole lasso di tempo, di radicale riforma dello Stato.

Aver chiesto altro sangue ai cittadini, senza alcuna prospettiva di cambiamento, sarebbe la riproposizione della regola che ha guidato la politica finora: cambiare qualcosa, sempre sulla pelle della gente, affinché nulla cambi.

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