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Giovani, in quattro anni persi un milione di posti di lavoro
L'analisi del Rapporto Censis sulla Situazione Sociale
pubblicato il 2 dicembre 2011

"
Investita in pieno dalla crisi, ma non esente da responsabilità proprie, la generazione degli
under 30 sembra
incapace di trovare dentro di sé la forza di reagire." Così il 45° Rapporto Censis sulla Situazione Sociale del Paese 2011 fotografa la
realtà giovanile, accompagnando alcuni dati a dir poco allarmanti.
Pur ridottasi nell’ultimo triennio di circa 514.000 unità, la
popolazione di età 15-34 anni ha visto, tra il 2007 e il 2010,
diminuire di 980mila unità il numero degli occupati e tra i soli italiani le perdite sono state pari a oltre 1 milione e 160mila occupati.
Difficoltà anche tra i 35-44enni con un impatto però molto più limitato: 100mila posti di lavoro in meno, per un calo dell’1,4%. Nelle generazioni più mature i livelli occupazionali sono addirittura
aumentati: cresce del 7,2% l’occupazione tra i 45-54enni e del 12,9% tra i 55-64enni.
"La
percentuale di giovani che decidono di restare
al di fuori sia del mondo del lavoro che di quello della formazione" afferma il Censis "è in Italia notevolmente
più alta rispetto alla media europea: se da noi l’11,2% dei giovani di età compresa tra 15 e 24 anni, e addirittura il 16,7% di quelli tra 25 e 29 anni, non è interessato a lavorare o studiare, la media dei 27 Paesi dell’Ue è pari rispettivamente al 3,4% e all’8,5%. Di contro, risulta da noi decisamente
più bassa la percentuale di quanti lavorano, pari al 20,5% tra i 15-24enni (la media Ue è del 34,1%) e al 58,8% tra i 25-29enni (la media Ue è del 72,2%)".
Leggi il rapporto di Italia Futura sull'Occupazione giovanile.