di Guido GentiliPrimo fatto. L'euro è in pericolo, a rischio d'estinzione, e l'Europa col vertice del 9 dicembre è chiamata a dare segnali inequivocabili per recuperare la fiducia dei mercati.
Secondo fatto. L'Italia deve fare per intero il lavoro che le compete a Bruxelles ma prima ancora a Roma, lunedi 5 dicembre (una data concordata in Europa), dovrà entrare in pista il "pacchetto" del Governo Monti per blindare il pareggio di bilancio fissato al 2013 e insieme per avviare le riforme che le assicurino un doppio futuro. Quello a tamburo battente sui mercati, per convincerli a comprare Italia invece di venderla. E quello appena meno prossimo che dà il senso (e la misura) di una ritrovata capacità di sviluppo, la sola carta che può rendere sostenibile il consolidamento fiscale.
Questi fatti occorre tenere a mente nel fine settimana. Rischiamo di veder nascere il Cigno nero, l'evento rarissimo, che potrebbe prendere in questo caso le forme del crollo dell'euro e dell'interconnesso default dell'Italia, la settima potenza industriale del mondo.
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