Un incentivo al futuro

La tassazione sul valore immobiliare netto

di Gianmarco Gabrieli , pubblicato il 3 dicembre 2011
immagine documento

La mancanza di una tassazione sugli immobili come l’ICI, viene considerata da molti come una anomalia nel sistema tributario italiano rispetto ai sistemi degli altri Paesi membri dell’Unione Europea, essendo il nostro l’unico Stato ad averla abolita.

La reintroduzione della stessa viene ormai data per certa e, stando alle fonti giornalistiche, potrebbe essere reinserita a fianco di una tassazione patrimoniale, di cui può esserne considerata una parte. Essendo tale imposta calcolata sulle rendite catastali ed essendo tali valori fermi al 1996, per una questione di equità viene ipotizzata una rivalutazione delle stesse.

Nel dibattito dei giorni scorsi, è emersa una posizione alquanto interessante del Professor Vaciago, ordinario di politica economica alla Cattolica di Milano: la tassa sulla casa, così come la patrimoniale, colpisce il passato, in quanto ad essere tassati sono i risparmi fin qui prodotti e, se tali maggiori entrate vengono usate per ridurre la tassazione sui lavoratori e sulle imprese (e quindi il lavoro), può diventare un incentivo al futuro.

I risparmi e gli stessi beni immobili che sono stati accumulati, anche con sacrificio, negli ultimi decenni, sono stati possibili grazie ad un periodo espansionistico dovuto in larga parte all’aumento del debito pubblico. Ora che le nuove generazioni sono chiamate a coprire tale debito, si dovrebbe usare il principio dell’equità introducendo anche in questa tassa tutti i correttivi possibili per incentivare il futuro.

Una proposta in tal senso è la tassazione sul valore immobiliare di mercato al netto di eventuali mutui residui: in questo modo si potrebbe fare una distinzione tra chi è veramente proprietario di un immobile e chi invece, come potrebbe essere una giovane coppia che decide di investire sul futuro, compra casa accendendo un mutuo.

L’applicazione di una tassazione sul valore immobiliare netto avrebbe effetti più equi tra le generazioni.





Nato a Bergamo nel 1974, è imprenditore nel cloud computing, impegnato con cariche nel mondo associativo.


tag:  ici   mutuo   tasse   futuro   fisco  


STAMPA:   per visualizzare la versione per la stampa clicca qui

LASCIA UN COMMENTO | Leggi il DISCLAIMER


#6 da Mariano Musicò, inviato il 14/5/2012
Analisi e soluzione come queste devono entrare stabilmente in parlamento.

#5 da Sergio Castaldi, inviato il 15/2/2012
Una cosa facile facile, che vorrei suggeriste al Governo Monti sulla famosa ICI o IMU che sia. Con un po' di dolore però mi sembra di fatto accettata, allora facciamolo nella maniera più indolore possibile. Subito, già da adesso, si proceda con il pagamento dei precedenti valori senza variazioni che rimarranno in vigore per tutto l'anno 2012. Contemporaneamente si rivedano i valori catastali da applicare per il 2013 (senza esagerare, per favore). Infine, nel 2014 si rivedano i valori percentuali da applicare sul patrimonio rappresentato da casa (prima casa e altre case) senza lasciare troppa mano libera ai comuni. Il tutto condito da uno spirito di reale equità, tenendo conto che l'amministrazione pubblica ha certo bisogno di risorse, ma questo è altrettanto vero per il singolo cittadino.

#4 da Giovanni Dealis, inviato il 8/12/2011
La proposta presuppone che la casa venga acquistata solo ed esclusivamente per essere abitata dall’acquirente: se così fosse, la proposta sarebbe accettabile. In realtà la casa, e più in generale il bene immobiliare, è in Italia la forma più diffusa di investimento dei risparmi delle persone fisiche. La patrimoniale in generale e, quindi, anche quella sugli immobili è una forma di doppia tassazione della stessa ricchezza. La prima volta perché viene colpito il reddito; la seconda, perché, con l’ICI, viene colpito il risparmio che eventualmente residua dal reddito prodotto al netto della tassazione diretta.
A questa stregua mi domando perché non tassare anche i beni, per esempio, delle imprese che costituiscono il patrimonio delle stesse e che confluiscono nei loro bilanci nel c.d. Stato Patrimoniale”: capitale investito, macchinari, capannoni, ecc. La risposta è implicita: se vengono tassati i beni con i quali si produce reddito, nessuno investe più in attività imprenditoriali. La conseguenza è immaginabile.
Ciò che va tassato è il reddito effettivo da patrimonio (i canoni da locazione, il ricavato dalla vendita dei beni prodotti, ecc.). Già l’ICI sulle seconde e terze case è una forzatura giuridica per fare cassa: il patrimonio in sé non dà alcun reddito, anzi produce le spese per mentenerlo: il valore è dato dal ricavato della eventuale vendita (come differenza sulla spesa iniziale) e dall’eventuale reddito prodotto.
La reintroduzione dell’ICI e, più in generale la tassazione diretta di alcune forme (ma solo di queste) di patrimonializzazione del risparmio, è destinata – alla lunga – a disincentivare l’investimento in immobili che non sia, per necessità, nella prima casa. Così sta già avvenendo ed avverrà sempre di più.
La discussione attuale sulla giustizia sociale della tassazione di alcune forme di patrimonio (ma solo di queste e non di tutte, come sarebbe invece logico, se si vuole colpire “il patrimonio”), è demagogica: i politici (o i tecnici che momentaneamente li sostituiscono) sanno bene che la tassazione diretta e quella sui consumi (peraltro, anche questa, altra forma per ritassare il reddito) è arrivata, in Italia, al livello di insostenibilità.
Per fare cassa, nell’immediato, non rimane che il patrimonio.
Il vero è che, a furia di sperperi, l’Italia è diventata più povera e, quindi, non si può più permettere un’organizzazione dello Stato “faraonica”.
E’ questa che va drasticamente smantellata: ma con ciò sarebbe intaccata alla radice la “ricchezza” dei partiti politici e dei loro sudditi beneficiati.

#3 da Riccardo L., inviato il 3/12/2011
Devo ammettere che molte delle vostre idee incontrano il mio favore, perchè vanno in una logica di vera equità. Sono un elettore di centro-destra, convinto che Berlusconi dovesse fare un passo indietro, ma francamente da Monti mi sarei aspettato qualche cosa di più che non la reintroduzione dell'ICI, o peggio ancora l'aumento delle aliquote IRPEF. Sono sempre i soliti a pagare.

#2 da Mauro Vaiani, inviato il 3/12/2011
Ottimo intervento, a sostegno di un'idea semplice ed equa. Complimenti sinceri. Sono molto fiero di far parte di Italia Futura.

#1 da Angelo C., inviato il 3/12/2011
Personalmente sono favorevole alla reintroduzione dell'ICI (in proporzione, però, sia al reddito che al numero di abitazioni possedute) poichè rappresenta la base su cui si reggono concretamente i comuni. Stando alle riforme erano inevitabili ma, a mio parere, poco eque. Difatti sembrerebbe che alla fine paghino sempre gli stessi. Lavoratori ed aziende dovrebbero essere al centro (in positivo) di queste riforme ma, al contrario, i lavoratori vengono tassati (pensioni ed iva) e le aziende falsamente illuse di pagare meno tasse. Bisognerebbe operare una drastica riduzione delle tasse che pagano le imprese per incentivarle e per incentivare il lavoro (quindi anche con nuove assunzioni) e i soldi destinati alla sanità, provenienti dalle tasse che pagano le imprese, recuperati con una lotta vera ed incisiva all'evasione fiscale. Ricordiamoci che gli evasori non vanno perseguiti in quanto ricchi ma in quanto criminali. Oggi ci sono alcuni che portano avanti la battaglia della lotta all'evasione come mezzo per colpire i ricchi. Ma non deve essere questo il fine. I ricchi, se onesti, vanno tutelati tanto quanto i poveri. La lotta all'evasione serve per colpire i criminali, siano essi ricchi o semplici e modesti commercianti.Buon lavoro a tutti.



nome

email
cap
link

commento
Inserisci il codice di verifica:
Ascolta il codice segreto

 


Conosci ItaliaFutura
Il progetto, le persone, le attività
Rimettiamo in moto il Paese
La contro manovra di Italia Futura
Associazioni regionali
Italia Futura nel territorio
Partecipa!
Vuoi collaborare alle attività di Italia Futura?


nome

cognome

carica

amministrazione

Nazione
Provincia
Comune

Mi piace questa proposta e voglio aderire
email
cap



nome e cognome
email
cap
scuola

commento

nome e cognome

email
cap

Racconta