Seconde case, un patrimonio da valorizzare
Alcune misure per far crescere il turismo
di
Stefano Ceci ,
pubblicato il 29 novembre 2011
Come è possibile trasformare le seconde case in una risorsa per lo sviluppo del turismo?
Come fare emergere l'ingente economia sommersa degli affitti estivi?
Aggiornando le rendite catastali e aumentando l'ICI, zona per zona (Cortina non è la Sila!), per le abitazioni non adibite a residenza che non denuncino reddito.
Così facendo si favorirebbe l'uso turistico del patrimonio immobiliare disponibile unitamente all'emersione dei redditi derivanti da locazioni di seconde case fornendo inoltre all'erario qualche maggiore informazione circa la spesa dei villeggianti.
Le seconde case degli italiani costituiscono infatti un potenziale straordinario per lo sviluppo del settore. Recenti analisi stimano in circa tre milioni quelle a vocazione turistica (Fonte: Rapporto sul Turismo Italiano 2008/2009). Di queste, circa due milioni sono al mare, mentre le restanti in zone montane, laghi o campagne. Si tratta di sei milioni di camere (sei volte la capacità ricettiva degli alberghi) che si valuta generino per lo meno 12 miliardi di euro di locazioni turistiche all'anno e 800 milioni di euro di provvigioni a favore di mediatori turistico/immobiliari più o meno autorizzati.
In quanti pagano le tasse su tali redditi? E poi, è solo una questione di tasse?
No, questa economia, per lo più sommersa, genera effetti negativi anche sulla qualità degli immobili locati (zero interventi di ristrutturazione e modesti interventi di manutenzione) e sul relativo servizio turistico (estemporaneo e non professionale) dato che tale cultura degli affari è retta da prassi e comportamenti altamente speculativi: del proprietario, del locatore, del turista.
Una cultura della rendita al nero che non sviluppa imprenditorialità, che non produce valore aggiunto, che falsa la competizione con le imprese turistico-ricettive e che allontana la nostra offerta dalle esigenze del turista.
Per la crescita e lo sviluppo anche a beneficio dell'economia turistica, la misura dovrebbe essere accompagnata da un ulteriore doppio intervento: maggiori detrazioni fiscali sulla manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili locati; riduzione della cedolare secca sui proventi derivati dalle locazioni.
42 anni, si occupa di turismo da 12 anni, prima da manager oggi da imprenditore alla guida del
gruppo GH che promuove e sostiene iniziative imprenditoriali per lo sviluppo di una nuova economia turistica.