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Pagamenti in ritardo, quando un'impresa per incassare aspetta 793 giorni

Sergio Rizzo sul Corriere della Sera

pubblicato il 25 novembre 2011
immagine documento Due anni, due mesi e tre giorni. Difficile spiegare a un fornitore delle Asl calabresi, costretto ad aspettare tutto questo tempo per incassare il dovuto, che pagare in tempi civili la sua fattura comporta un aggravio per i conti pubblici. Almeno, questo pensa lo Stato. Dopo 793 giorni di attesa la sua azienda rischia di non esserci più, strozzata dagli interessi sui debiti contratti per tirare avanti nella vana speranza che la pubblica amministrazione si decida a onorare i propri impegni.

Il problema dei ritardi nei pagamenti era già scoppiato in tutta la sua virulenza due anni fa. Di fronte a situazioni già drammatiche, aggravate dalla crisi finanziaria e da una stretta creditizia senza precedenti, il Tesoro aveva promesso interventi attraverso la Sace e la Cassa depositi e prestiti. Ma gli effetti concreti sono stati insignificanti. Senza considerare, poi, l'ultima beffa lasciata in eredità dal governo di Silvio Berlusconi.

Nella versione della legge sulla libertà d'impresa arrivata in Senato erano state infilate un paio di norme micidiali. La prima stabiliva il divieto assoluto per le pubbliche amministrazioni di derogare unilateralmente ai termini di pagamento. La seconda dichiarava la nullità di tutte le clausole di rinuncia agli interessi di mora, che spesso lo Stato e gli enti locali impongono nei contratti con i fornitori per evitare di dover sopportare costi maggiori nel caso di eccessive dilazioni.

Ne sanno qualcosa le Asl, i cui ritardi nei pagamenti, secondo una indagine ancora inedita dell'ufficio studi della Confartigianato, toccano livelli inaccettabili. Se in Calabria nel 2010 eravamo arrivati, come detto, a 793 giorni, con un aumento di ben 267 giorni rispetto al 2007, il Molise viaggia a 755 giorni, la Campania a 661, il Lazio a 398, la Puglia a 349. Nemmeno la Regione più virtuosa rispetta il termine dei 30 giorni fissato come tassativo dall'ultima direttiva europea. Le Asl del Friuli Venezia Giulia pagano mediamente in 87 giorni. Unica Regione, insieme al Trentino Alto Adige (96 giorni), dove la Sanità onora i propri debiti in meno di 100 giorni.

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