Forse l'unica residua forza di Firenze consiste nella sua capacità negativa di sfida di fronte ai gesti di "innovazione" che vorrebbero sedurla.
Se le "assemblee civiche" - oggi consistenti in un'opinione pubblica inerme di fronte a commissioni e assessorati incerti - che storicamente controllano il rango architettonico di una città, sembrano distratte o raggirabili, l'organismo architettonico del centro di Firenze, da solo, esercita un impietoso rigetto del "nuovo".
Non il rigetto impossibile delle novità
manageriali, di ogni giorno; anche il restauro che recupera una facciata da interventi e incuria di secoli è "novità".
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