Il naufragio dei partiti e l’urgenza di una nuova offerta politica

Il Governo Monti è la migliore soluzione possibile

di Italia Futura , pubblicato il 22 novembre 2011
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Partiamo da ciò che è ampiamente condiviso (e, per quello che vale, da noi più volte invocato nei mesi scorsi). Il Governo Monti è la migliore (se non l’unica) soluzione possibile, visto il bilancio fallimentare - in senso tecnico - della seconda Repubblica. La compagine ministeriale è di prim’ordine. Il programma interamente condivisibile (su welfare, fisco, concorrenza e privatizzazioni ritroviamo molte proposte a noi particolarmente care). La credibilità internazionale dà già segni di ripresa, così come va salutata con favore l'attenzione alla necessità di equilibrare sul lato di una maggiore giustizia sociale il peso di interventi molto dolorosi per gran parte degli italiani.

La modalità che si intende utilizzare per realizzare i provvedimenti con il cosiddetto “pacchetto” è l’unica in grado di rassicurare le varie componenti della società del fatto che si sta agendo, non in danno di una categoria, ma in vista dell’interesse superiore del paese: i problemi si affrontano in maniera organica e non uno alla volta, per evitare di dare l’impressione di voler colpire solo una parte.

Del resto Italia Futura nella bozza di contromanovra presentata ad agosto in Parlamento, a firma di Nicola Rossi, aveva previsto il “vincolo di destinazione delle risorse”: un sistema ancora più spinto delle riforme a pacchetto che vincola per legge il gettito derivante da nuove tasse all’abbattimento di altre, così come era stato fatto per le privatizzazioni, verso la diminuzione del debito, negli anni novanta.

Tutto bene dunque: persone, contenuti e modi sono quello che ci voleva. Con un’unica avvertenza: per quanto bene farà il Governo, la questione del rinnovamento della politica rimarrà aperta, nonostante la tentazione dei partiti di utilizzare l’esecutivo Monti come un lavacro che ne cancelli le responsabilità e ne consenta la perpetuazione.

Non è difficile immaginare che in molte segreterie di partito ci si prepari in queste settimane ad una duplice strategia di sopravvivenza: se il governo andrà bene potranno dire di averlo sostenuto, se andrà male potranno invocare il ritorno della politica e la sconfitta della società civile. Si tratterebbe della versione aggiornata di uno dei vizi capitali della Seconda Repubblica, la politica “di lotta e di governo”, con partiti che sostengono di volta in volta i provvedimenti che Monti adotterà senza mai assumersene la responsabilità di fronte all’opinione pubblica.

In realtà gli italiani sono meno sprovveduti di quanto si pensi e sanno perfettamente chi porta la responsabilità per la situazione che abbiamo di fronte. Così come sanno che quando le urne torneranno ad aprirsi, al più tardi nel 2013, l’offerta politica dovrà essere ben diversa da quella che ha condotto l’Italia sull’orlo del baratro.

Per questo l’illusione degli attuali partiti di sopravvivere come se niente fosse, tornando prima o poi ad offrire agli italiani le stesse ricette che hanno provocato il disastro, è destinata ad essere smentita dai fatti. Come è già accaduto in ogni precedente esperienza di governo tecnico, anche l’esecutivo guidato da Mario Monti ha messo in moto dinamiche profonde nel rapporto tra cittadini e rappresentanza politica. La richiesta che già ora viene alla politica dal paese reale, come accadde negli anni Novanta dopo i governi Ciampi e Dini, è di tenere conto dei fallimenti e di mettere in campo idee e persone nuove che si confrontino con il consenso elettorale nelle nuove condizioni.

Oggi più che mai, è questa la vera sfida nella quale si giocherà la capacità italiana di uscire dall’emergenza. Fin dalla sua nascita, Italia Futura si è impegnata per sollecitare la società civile a spingere la politica in questa direzione. Mentre con il governo Monti si realizza finalmente quella soluzione di competenza e di emergenza che abbiamo più volte invocato, il nostro impegno pubblico si intensificherà per contribuire a quella svolta di contenuti e classi dirigenti che l'Italia si merita nella nuova stagione che si sta già aprendo dopo la fine della seconda repubblica.

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#60 da Agostino Ratto, inviato il 2/12/2011
Col governo Monti è crollato nell'oblio l'azione nefasta dei partiti politici che ci hanno condotto al baratro e soprattutto ci hanno fatto perdere dignità agli occhi del mondo. Che vergogna!! però , nonostante i misfatti ed il comportamento osceno degli ultimi 5 anni, hanno ancora la faccia tosta di parlare e criticare il Prof. Monti che ha dato esempio di dignità nei comportamenti. Bisogna che le TV non facciano più apparire i politici , offrendo spazio nei dibattiti solo a giornalisti seri. Dobbiamo fare cadere nel dimenticatoio i nostri politici ladroni impuniti, le donnicciole al parlamento che sfoggiano vestiti e dimostrano di non conoscere assolutaamente la realtà del paese. banda di ignoranti!! Non è più tempo di discorsi diplomatici e buone maaniere. Con questi moderni banditi in cravatta occorre tirare fuori laa grinta contadina italica e l'energiaa del lavoratore dell'acciaieriaa e della miniera, persone che si presentano stanche e sporche nel viso ma con grande dignità.

#59 da mario, inviato il 1/12/2011
sono d'accordo per la nuova classe politica, ma come, dove, si farà questa nuova politica?

#58 da Aniello Pennacchio, inviato il 26/11/2011
Un sandwich per l'attuale governo è stato preparato ad arte dall'economia canaglia, solo un atteggiamento di risolutezza politica potrà, credo, avere ragione su quel mostro.

#57 da UGO FERRUZZI, inviato il 25/11/2011
Il problema non è solo quante volte si possano ricandidare (nell'antica Roma, gli incarichi duravano 6 mesi ed era vietata la rielezione....).
L'attaccamento alla poltrona (salvo rarissimi casi di idealisti che, di questi tempi, non riesco ad individuare) deriva dalla possibilità di fare soldi.
E allora, pur volendo limitarsi ad attività lecite, il vero problema sta nel non consentire i riciclaggi nelle varie autorities, nei cda delle controllate/partecipate, nei consigli regionali, provinciali, comunali ecc. ecc. ecc.
Ben vengano, quindi, le eliminazioni dei privilegi, ma attenti che quanto esce dalla porta .... rientra dalla finestra !

#56 da ciro Napoletano, inviato il 25/11/2011
Basta riprendere il mitico film di Toto' parola piu'/meno: ''ma li guardi, sono sempre gli stessi ed hanno tutti la stessa faccia''; indubbiamente tornare alla politica come rappresentanza del Paese e dei suoi interessi deve essere il target; cioe' il politico non e' un 'mestiere' o un 'lavoro per tutta la vita' come una qualsiasi altre attivita'.
Queste secondo me sono le priorita':
1) Legge elettorale in senso maggioritario senza scappatoie all'italiana (esempio: scorpori con alte percentuali e liste civetta)
2) MAx 2 mandati
3) Assolutamente no a doppi incarichi - LEgge contro i doppi e tripli incarichi- se fosse veramente cosi' facile amministrare, mi chiedo perche' tanta professionalita' debba servire e tanto servilismo partitico....
4) LImitazione di eta' per il Presidente del COnsiglio, tipo 65 anni max all'inizio dell'ultimo mandato e non piu' di 2 mandati come nei paesi seri;
5) Il politico lo fa per spirito di sacrificio, quindi eliminazione di tutte le forme di privilegio che sono un coso per la collettivita' e non servono nulla; dalla pensione che chi in 4 anni, come i consiglieri reg e onorevoli naz accede, mentre si chiedono almeno 40 anni al singolo cittadino, rimborsi che vanno dal parrucchiere al rimborso forfettario macchina, scorte, privilegi senza senso che sono solo opportunita' per percepire d piu' e che pongono questo 'ceto' questa 'casta' a diventare arroganti e orripilanti.
6)Infine, con gli sconquassi del Berlusconismo dell'ultimo mandato, c'e' necessita' di fare chiarezza alle leggi di conflitto di interesse e sui diritti all'informazione; quest'ultima si' e' coperta dalla Costituzione, ma comunque chi ha molto puo' di fatto controllare le informazioni e eventuali richieste di leggi che ammazzerebbbero solo la trasparenza e il controllo sull'operato politico.

#55 da Stefano Costantino, inviato il 24/11/2011
Bisogna vivere nella speranza e sicuramente questo governo, per la qualità elevata delle persone che lo compongono, rappresenta una speranza per iniziare a cambiare. Questo esecutivo non potrà portarsi sulle spalle il fardello di cambiare completamente il paese. Non ne ha il tempo e non ha una solida base di voti su cui poggiarsi, perchè francamente ho paura che questa sorta di grande alleanza inizierà ben presto a perdere qualche pezzo quando si tratterà di far sul serio. Alla fine per reggersi il governo dovrà fare compromessi con la politica e credo che spesso ne usciranno mezze decisioni. Il 2013 non è lontano, ma è 7un tempo abbastanza lungo perchè i partiti si riorganizzino. Non credo vedremo molte facce nuove in giro, e questo vuol dire che non avremo molte nuove idee. Si parla di una nuova balena bianca ad esempio, un'altra DC: ad aprire certi armadi si sente un odor di muffa che è poco simpatico. A meno che uno non sia amante del vintage.
A mio avviso con la caduta del governo Berlusconi si è persa l'opportunità di dare un nuovo volto alla politica italiana con nuove elezioni. Convengo anch'io che si trattava di una strada impervia e non priva di rischi, ma resto convinto che valesse la pena percorrerla. Con il governo tecnico la politica ha giocato la migliore carta che aveva a disposizione per la conservazione dello status quo e questo significa che probabilmente non vedremo il cambiamento deciso del paese a cui tanti di noi aspirano. Ovviamente sarei ben felice di scoprire un giorno di aver avuto torto con questa mia visione degli eventi. La speranza è davvero l'ultima a morire.

#54 da Mirko, inviato il 24/11/2011
Ok! allora partiamo ed incidiamo prevalentemente sul territorio. Io ci sono

#53 da luca , inviato il 24/11/2011
Molti italiani antecedentemente all'attuale governo, si chiedevano "che fare"!
Una frase che ricorre nel tempo, quando in passato, anche Lenin ai suoi,mentre decadeva la Russia degli zar affermò: che fare?
Insomma, per non farla lunga e noiosa, occorreva voltar pagina ed attuare riforme tangibili una volta per tutte,riprendere l'attendibilità che abbiamo smarrito nel corso di questi lunghissimi anni e di conseguenza rilanciare l'economia nazionale.
Certo... bisogna affermare che oggi, molti politici che bivaccano all'interno dei palazzi secenteschi,si vedono crollare inopinatamente la loro credibilità e "reputazione", messa in bilico da un goveno di tecnici,all'altezza di gestire la situazione attuale.
Apprendo con immensa gioia e felicità,il sostegno d'Italia futura al prof. Monti,d'altro canto,unica via per uscire da tutto questo.
Parlare delle prossime elezioni,in un clima teso e difficile come questo, è ancora prematuro.

luca lisandrini

#52 da Giovanni Dealis, inviato il 24/11/2011
Il Governo Monti, come gli ultimi Governi Dini e Ciampi c.d. tecnici che lo hanno preceduto nel tempo, è il Governo delle tasse in sostituzione delle riforme strutturali dell'organizzazione dello Stato che i Governi c.d. politici non vogliono fare per non compromettere i privilegi particolari dei partiti che li sostengono.
Le elezioni non si sono tenute non per senso dello Stato o per il bene del Paese, ma perchè, chiunque le avesse vinte, avrebbe dovuto o fare le riforme non volute o varare direttamente la "valangata" di tasse, imposte ed oneri vari che ci stanno per piovere addosso per non poter o voler toccare la spesa corrente dello Stato fatta solo di sprechi per il vantaggio di pochi.
Il tutto per permettere al Governo politico del dopo Monti di ricominciare - per un po' di tempo e fino alle successive elezioni - a sperperare denaro pubblico ad unico vantaggio dei partiti politici che lo sosterranno e dei lori vassalli.
Come in altri miei interventi, l'unica speranza è che chi ha mezzi e visibilità, onesto e dotato di spirito di sacrificio, voglia organizzare per le prossime elezioni un partito che - composto di persone serie, disinteressate, competenti e di comprovata onestà - tenti di scalzare dai loro "scranni" tutti indistintamente gli attuali politici.
Il compito non è proibitivo: i cittadini sarebbero pronti a votarlo in massa dopo le delusioni patite. Basta scegliere le persone che, pur ignote a livello nazionale, siano però riconosciute a livello locale come oneste, disinteressate e non arriviste.

#51 da Giuseppe Condello, inviato il 23/11/2011
La situazione attuale è greve per il paese e la politica ha fallito la dove invece gli si chiedeva uno sforzo ben consapevole, coraggioso e innovativo per risanare situazioni insostenibili dal punto di vista economico e sociale e, anche, della giustizia civile. Altresì la politica ha fallito nel momento in cui gli si chiedeva uno sforzo in termini di credibilità e di azione chiara sulle politiche pubbliche da portare avanti. Del resto, la politica ha pensato bene ad armarsi di impunità, privilegi, corporativismi inutili, determinando un distacco evidente tra istituzioni pubbliche e società italiana. Ma la vera sfida è stata persa dalla politica con riguardo all’interpretazione corretta, soprattutto sul piano etico, dell’interesse pubblico generale. Purtroppo viviamo in un paese ove i conflitti d’interesse pullulano, dal più grande al più piccolo, vengono molte volte giustificati e tutelati anche legislativamente. La politica ha fallito, la politica intesa nell’accezione di classe dirigente, la politica intesa come apparato di governo e di legislazione. E adesso? Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ne ha dedotto la conseguenza, a seguito della fragilità politico-parlamentare del governo Berlusconi e della sua mancanza di credibilità ad agire per arginare la presente e grave crisi che ci attanaglia sia finanziariamente che economicamente, di dover dare l’incarico al Prof. Mario Monti. Persona stimabile e apprezzabile per il suo bakground professionale e istituzionale, specie a livello dell’Unione Europea, ma che certamente non è il salvatore sperato. Comunque se è vero che la politica ha fallito, altresì è chiaro, che la fiducia al governo Monti(un vero e proprio governo del Presidente) è stata politica, in quanto, seguendo la correttezza del dato costituzionale, il Parlamento gli ha dato a larga maggioranza il mandato ad affrontare l’attuale e difficile situazione economico-finanziaria. In sostanza è un governo politico formato da tecnici, ma è un governo sanzionato da una maggioranza sulla base di un programma. Quindi non è un governo politico nel senso di schieramento, ma è un governo politico-programmatico. Si è vero! Va comunque rafforzato e rilanciato il progetto per una nuova selezione e formazione delle classi dirigenti. Nei prossimi anni le sfide saranno intensissime come adesso e si dovrà avere un personale politico di un certo livello. Il referendum prossimo sulla legge elettorale potrebbe rappresentare una prima risposta per non avere un parlamento di nominati e restituire voce alle comunità territoriali nello scegliere quelli che ritengono i candidati più credibili, meritevoli e affidabili e in grado di portare avanti un progetto politico serio all’interno dei rispettivi schieramenti. Non si può però non concordare col fatto che non basta una nuova legge elettorale per superare il problema della selezione e formazione delle nuove classi dirigenti, occorre anche avere un progetto serio sui contenuti della politica da mettere in campo da adesso in avanti. Servono contenuti di alto spessore e comunicati in maniera semplice e credibile ai cittadini, che chiedono appunto una classe politica seria, competente e che abbia forza di nuove idee, ma anche tanta capacità comunicativa. Ma per arrivare a ciò serve un’azione diretta sui territori coinvolgendo i cittadini, servono azioni pensate e pensate bene. Soprattutto nel Mezzogiorno esiste una notevole presenza di giovani e donne sulla quale puntare e spesso invece non viene sottolineata la necessità di emancipare donne e giovani meridionali dallo stato di bisogno che alimenta e legittima un sistema politico clientelare, colluso e mafioso, soprattutto di natura feudale. Selezionare e formare nuove classi dirigenti significa armarsi di contenuti e proposte programmatiche che siano una risposta alla rottura di meccanismi consolidati che permettono a determinati gruppi di interesse di mantenere una egemonia in determinate comunità. Occorre chiedersi se la sfera di esercizio del potere politico in determinate realtà italiane non sia influenzata anche da distorsione nella sfera economico-sociale e culturale e quanto l’adozione di una scuola di pensiero e un laboratorio di idee innovative non siano una prima risposta per svolgere analisi e arrivare a elaborare soluzioni di alto profilo consentendo ciò mediante la formazione delle future classi dirigenti. In un momento particolare nel quale l’Italia è chiamata a dei sacrifici di un certo rilievo non si deve abbandonare l’idea di una progettualità seria delle politiche pubbliche sapendo bene che il rinnovamento della politica non è da intendersi come un fine, ma semmai, come il mezzo per poter approdare seriamente a un futuro di dignità e prosperità dell’Italia.

#50 da Vittorio Volpi, inviato il 23/11/2011
I PARTITI NELLA LEGGE. Ormai da tempo i partiti sono dominati da una burocrazia che ha selezionato e inglobato gli iscritti attraverso lo scambio protezione-voto. Queste organizzazioni si sono allontanate dal bene comune cementandosi sul beneficio privato, personale e di gruppo. Il blocco burocrazia-iscritti si è irradiato, corrompendo la società civile secondo la logica di questo scambio, premiato con la caccia al posto sicuro, ben remunerato e senza rischi. L'insano rapporto praticato ormai da decenni e fondato sullo scambio protezione-voto si è esteso a tutta l'amministrazione pubblica (ministeri, regioni, province, comuni...), ai servizi publici (consigli d'amministrazioni, consorzi, comunità...). Questo patto scellerato ha spinto quei ceti sociali esclusi dall'ombrello protettivo (lavoro autonomo, partite IVA...) ad autoproteggersi con l'evasione fiscale. Nel corso degli anni il rapporto stato-cittadino ha degradato il diritto in privilegio, raccomandazione, abuso. "Lo Stato siamo noi" è diventato "lo stato fuori e contro di noi". L'attuale debito pubblico italiano, uno dei più elevati nel mondo occidenatale è il risultato di questa involuzione storica che ci sta trascinando sul fondo. Il disastro incombente sulla comunità nazionale può rappresentare un'opportunità. Un programma duraturo di risanamento e di crescita fondato sull'equità richiede la formazione di una nuova classe politica. E' dai partiti che bisogna ricominciare. Debbono essere trasparenti in modo che tutti possano "leggerli" e correggerli. Debbono diventare un luogo di partecipazione, di conoscenza, di discussione, di proposta e di decisione. Il nuovo governo indipendente dai partiti, messa al sicuro l'Italia, potrebbe promuovere una legge sulla politica: 1) i partiti, i sindacati deilavoratori e dei datori di lavoro, ecc., debbono pubblicare (online) l’elenco degli iscritti, i bilanci, i verbali delle votazioni (organi direttivi, esecutivi, comitati, primarie…); 2) garantire l’apertura settimanale dei locali aperti a tutti i residenti; 3) istituire corsi di educazione civica e politica. 4)……………………………………………..

#49 da Davide, inviato il 23/11/2011
Credevo che il Partito Democratico potesse portare della vera innovazione nell'offerta politica italiana. Oggi, ancora una volta, sceglie di fingersi unito di fronte a profonde divisioni nella politica economica e del lavoro, e di fronte alla richiesta di un confronto aperto il segretario dice "questa non l'ho capita..."...

#48 da giovanni Laganà, inviato il 23/11/2011
Per l'Italia, Monti ed il suo governo, decideranno, nel bene o nel male, il futuro del nostro Paese. Due sono le ragioni più importanti: La prima quella di risanare il Paese dal debito pubblico esistente facendo tornare l'Italia a testa alta in Europa con il suo vero ruolo di Socio Fondatore . La seconda, se questo accadrà,forse la più importante per le nuove generazioni,è quella di realizzare un nuovo modo di fare politica, dopo che le rissossità, le battaglie violente tra i diversi schieramenti politici hanno contribuito a portare il Paese sull'orlo del burrone. Quando, per fortuna, la guerra fredda nel mondo è finita, l'Europa ha bisogno di essere sempre più coesa e più forte. Lo sarà solamente se, un Paese importante come l'Italia, sarà forte sia politicamente che economicamente. Non esiste Europa forte senza un'Italia forte. Caro Presidente Monti, Lei ed il suo governo, da oggi alla fine della legislatura vi giocherete la partita della vita. Per questo e su questo gli Italiani vi guarderanno con tanta attenzione convinti più che mai che, oggi Lei è la persona giusta al posto giusto. Questa considerazione è confortata anche dal fatto che come Italiani in questo momento di grave crisi economica per il Paese abbiamo la fortuna di avere un riferimento permanente che ci tranquillizza su tutto Giorgio NAPOLITANO un grandissimo Presidente della Repubblica a cui vogliamo tanto bene. Giovanni LAGANA' Coordinatore Regionale Calabria " I RIFORMISTI "

#47 da gianni, inviato il 23/11/2011
ci sono 400 miliardi di depositi all'estero , perche anche MONTI NON CONCORDA CON LA sVIZZERA UNA TASSA DEL 27% PER RIPORTARE UNA PARTE IN iTALIA DI TALI CAPITALI MAI TASSATI ...FORSE COSI SI DIMOSTREREBBE UNA SVOLTA ... ALTRIMENTI SEMPRE I SOLITI CHE PAGANO O NO ? GRAZIE SVEGLIA

#46 da Gian Franco Masia, inviato il 23/11/2011
Sono d'accordo con Italia Futura sul fatto che la politica nazionale, così come l'abbiamo cosciuta, non sarà in ogni caso la protagonista decisiva nel dopo Monti, qualsiasi sia l'esito del suo governo e della crisi. I partiti grandi e piccoli,da molto, non sono lo specchio della realtà nazionale e men che meno di quella internazionale. Per formazione mentale i dirigenti dei nostri partiti non sono e, nella loro psiche non possono, concepire un modo di governare diverso da quello che hanno sempre conosciuto e praticato. Si discute di sottosegretari da spartirsi e non si è consapevoli che nessuno dei governi nazionali europei è padrone del suo destino, da solo. L'orizzonte che bisogna aver presente deve essere ormai europeo e mondiale. Nessuno ha il coraggio di dire che anche paesi come gli USA, la Cina, la Russia sono davvero too big to fail, figuriamoci un insieme di stati europei che hanno una moneta in comune ma che non sono una entità politica in grado di goverla e difenderla. E' come che i singoli stati degli Usa, pur avendo in comune il dollaro, emettessero singolarmente dei bond legati alle economie dei singoli stati. Assurdo vero?? Sarebbe ancora peggio per l'economia americana, che pure non se la passa molto bene. I nostri futuri governanti dovrebbero avere una formazione culturale adeguata a questa reale situazione economica. Purtroppo mi sembra quasi impossibile che possa accadere. Dovremmo approfittare del fatto che due italiani, Draghi e Monti siano in questo momento ai vertici delle rispettive istituzioni.

#45 da Carolina Baioni, inviato il 23/11/2011
Concordo pienamente: una nuova classe politica deve nascere, crescere e svilupparsi, per rappresentare la parte migliore dell'Italia.

#44 da Pippo, inviato il 23/11/2011
Io credo che si debba lavorare perchè in politica, chi ci ha dato un debito di oltre 40.000 € a persona compreso neonati e vecchi, compreso interessi che paghiamo tutti tutti i giorni, avendocelo sempre nascosto, non venga ricanditato e rieletto ( può esserci qualche caso particolare, ma la regola deve essere questa)Dobbiamo avere il coraggio di chiedere scelte forte ed innovativi e va detto con chiarezza a tutti gli ITALIANI. Cominciamo da questo e poi contribuiamo facendo proposte di cerescita, sviluppo ed ecquità, nel rispetto prima degli UOMINI e della loro VITA:

#43 da tito di salvo, inviato il 23/11/2011
Necessita un rinnovamento totale e generazionale della politica.Inserendo persone di provata preparazione tecnica ed etica e promuovendo il concetto che la politica e' un servizio e non un modo attraverso cui arricchirsi.

#42 da A.I., inviato il 23/11/2011
Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle. (Voltaire).

Il prof. Monti è la persona giusta; giudichiamolo sulla base delle azioni concrete.La caccia alle streghe, anche storicamente, non ha mai dato frutti.

Detto questo, (anche ammesso che cosi fosse; ma è proprio qui il punto: qualcuno di Voi ha già visto provvedimenti concreti? in caso di (altamente probabile) risposta negativa, allora sulla base di cosa si parla? propaganda? falsi sofisti e/O profeti? magari quelli coinvolti in varie, poco commendevoli, "vicende"? direi che è opportuna la rilettura di karl Popper, che molto ha scritto su tali temi) l'incremento di un punto percentuale dell'aliquota IVA non è, in Sè, necessariamente un male (serve a realizzare cash flow; e a farlo subito! qui, tra le varie cose, servono anche soldi, e non sarebbe un dramma economico. ci si occupi piuttosto del conto occulto della corruzione, stimato dalla Corte dei Conti in un SALASSO a carico di tutti i cittadini. I relativi dati sono gratuitamente consultabili on-line).
Male è continuare ad alimentare i visi, e ri-pagare i debiti a chi ha il vizio del parassitismo. Fuor di metafora, occorre evidentemente stimolare la crescita ed evitare che il debito si riformi, sganciando tutti i macigni che bloccano il PAese. altrimenti, ci si ritrova con un debito da tre trillion (oggi lo è di 2 trillion, ossia eur 2.000.000.000.000 euro), 21 milioni di pensionati e 7 di dipendenti pubblici.
A che cosa alludo?
ABBATTIMENTO RADICALE DELLA SPESA PUBBLICA, CHE HA EFFETTI DISTORSIVI ENORMI, questa effettivamente sì, nell'allocazione e gestione economica.
Bisogna ritornare ad esseer competivi, mediante l'abolizione di enti inutili (e dei relativi, lautamente remunerati, privilegiati) abolizione degli incentivi inutili affidamento ai privati dei servizi locali, liberalizzazione di trasporti, più concorrenza nella gestione autostradale, trasparenza nella governance bancaria, assicurative, ect etc, privatizzazioni, dimezzamento dei privilegi dei parlamentari (non li considero stipendi) soppressione di tutto l'inutile. e sbloccare il potenziale enorme di crescita del SUD (PS io sono drastico al riguardo; se del caso, anche emdiante la militarizzazione dell'area; lì vi sono delle opportunità di crescita enormi per gli investimenti produttivi).

Ribadisco, con la caccia alle streghe non si va da nessuna parte- Siamo ufficialmente NEL TERZO MILLENNIO. basta, quindi, anche a certe forme pessime e meschine di privilegio, corruzione, e via dicendo di cui ormai è quotidianamente inondata la cronaca....
Mettiamoci seriamente al lavoro. Galileo GAlilei ed approccio empirico; niente caccia alle streghe (e privilegi/corruzione da feudalesimo). Siamo nel terzo millennio.

#41 da Antonio Graziani, inviato il 23/11/2011
Anche se è presto per giudicare, Monti non sta iniziando bene: 1 - ha detto che bisogna tagliare i privilegi, ma Lui neanche a messo piede in Parlamento che si è incassato il privilegio massimo (SENATORE A VITA); 2 - il giorno del primo CdM ci si aspettava qualcosa di concreto, ma l'unica cosa che ha fatto è mettere una firma su un Decreto già pronto (Roma Capitale); 3 - è partito per un tour in Europa, ma gli altri partner sono rimasti attoniti, in quanto non ha presentato nulla se non i soliti "faremo presto" che sentiamo da mesi; parla di equità ma vuole aumentare l'iva, passando da una tassazione sul lavoro ad una sui consumi, ma ogni bravo economista sa bene che la propensione al consumo è inversamente proporzionale ai redditi, per cui sarà l'ennesima tassa a carico dei ceti medio bassi;.... Se venerdì dal secondo CdM non esce nulla di concreto è meglio che si dimetta, perché per ora noto in questo Governo uno smarrimento che non ci possiamo permettere. E' da troppo tempo che sentiamo questo ritornello del "faremo presto", ma quanto dura questo "presto"? Purtroppo Monti è si una persona competente, ma come tutti quelli che hanno lavorato con Lui sanno, è troppo rigido di mentalità (il classico bravo studente che sa la lezione, ma la ripete a pappagallo), ed in mondo che cambia ogni ora, rischia di avere un passo troppo lento. E poi comunque tutto quello che deciderà dovrà passare per il vaglio del Parlamento, e questo ahimé è lo stesso di due settimane fa litigioso, inconcludente, arrivista,....

#40 da Gabriele, inviato il 23/11/2011
Come succede quando un'intera classe politica locale (comunale o provinciale) viene commissariata dal Prefetto, perché si smarrisce completamente e perde qualsiasi capacità di gestione, era inevitabile che l'Italia venisse commissariata dal capo dello Stato. Fortunatamente ci è riuscito perché non era facile e non disponeva di una procedura per farlo. Nella mia esperienza il commissariamento generalmente produce gli effetti per i quali viene adottato (allontanare definitivamente la classe dirigente che si era smarrita, ridare all'ente locale la necessaria capacità di governo e di risoluzione dei diversi problemi urgenti, ridare ai cittadini la fiducia per le Istituzioni, diffondere un senso generalizzato di equità e di giustizia, ricreare implicitamente le condizioni per ritornare, nell'arco di un anno abbondante, ad elezioni democratiche). Inoltre, i partiti si rendono generalmente conto che alle nuove elezioni è necessario presentarsi con gente nuova, almeno per quanto riguarda la copertura delle cariche più importanti. Mi rendo conto che lo stato non è un comune e che una nazione è più complessa di una comunità locale. Inoltre, non tutti i commissari sono uguali e riescono ad ottenere gli stessi risultati ma il paragone mi sembra appropriato e spero che lo siano anche i risultati attesi. Per essere più esplicito vale la pena di affermare chiaramente che, a mio giudizio: a) l'intera classe politica italiana era arrivata ad un punto di totale smarrimento e, conseguentemente, non era più in grado di governare il Paese; b) che il commissariamento dello stato era inevitabile anche se avevo dubbi sulla fattibilità; c) che andare al commissariamento è stato meglio che andare alle elezioni; d) che è necessario avere tutta la pazienza necessaria per aspettare che gli effetti di tale commissariamento si concretizzino, con particolare riferimento al cambiamento del rapporto tra cittadini ed Istituzioni; e) che i partiti sono un male inevitabile se non si vuole finire in forme di governo molto più disastrose delle devianze nelle quali può cadere una democrazia come quella che si è consolidata in Italia; f) che durante il commissariamento ogni cittadino, sia singolarmente che in varie forme di organizzazione, ha il compito di cercare motivi di riavvicinamento e di sintonizzazione con lo Stato per preparare il giusto clima al ritorno della normalità. La mia più grande speranza è che tra un anno e mezzo i "Personaggi" di oggi non siano più tali (lo dico pensando a tutti ed a nessuno) ma si siano trasformati in cittadini normali che curano i propri affari personali senza pretendere (o essendo consapevoli dell'impossibilità) di tornare ad essere candidati alla gestione dello Stato. In tale contesto Italia Futura (mai nome fu più appropriato) potrebbe svolgere un ruolo non marginale animando, come ha fatto finora, il dibattito, focalizzando l'attenzione sui problemi principali, facendosi apprezzare per la sua terzietà, oltre che per i toni pacati e rispettosi di qualsiasi corrente di pensiero leale e sano.

#39 da caterina grechi, inviato il 23/11/2011
Non intendo entrare nel merito del governo Monti: è sicuramente la migliore soluzione possibile! Ma non è questo il punto che desidero sottolineare in queste poche righe:il nostro Paese è soprattutto in emergenza di etica: etica istituzionale,etica politica,etica sociale.
L'Italia ha bisogno di persone
disposte ad anteporre FATTIVAMENTE e non con bei discorsi, gli interessi ed i privilegi personali e/o di parte agli interessi pubblici, senza mistificazioni ed infingimenti.
Gli interessi pubblici sono quelli e soltanto quelli che perseguono la crescita e lo sviluppo della collettività intera, certo non escludendo sacrifici, ma con equità e con regole da tutti fatte rispettare.
E',dunque, necessario ed urgente, lavorare per una nuova classe dirigente politica,realmente responsabile, moralmente credibile, perchè la magior parte delle persone ha perso la fiducia.
Siamo consapevoli che è più di una SFIDA, MA LO DOBBIAMO AI NOSTRI PADRI ED AI NOSTRI FIGLI!

#38 da giovanni marino, inviato il 23/11/2011
Un ammonimento a questo Governo:
E' inevitabile e da parte mia anche auspicabile che si avvii la fase di dismissioni di parte del patrimonio pubblico per ridurre il debito ( e solo per questo scopo , please )
Guarda caso già Finmeccanica è sotto del
75 % del suo valore anche per notizie di tangenti.
Auspico che ogni azione sui capitali che potranno essere oggetto di dismissioni sia monitorta dalla Autorità Giudiziaria perchè non ce lo possiamo permettere e non vogliamo fare la fine delle aziende dell'ex Urss che per quattro soldi sono passati di mano agli amici degli amici.
Sarebbe il disastro

#37 da giovanni marino, inviato il 23/11/2011
il governo migliore possibile è quello che adotterà misure contro la speculazione finanziaria.
tutto il resto è ordianria amministrazione che chiunque di buon senso e di normali capacità potrà fare: a partire dalla legge elettorale ; alla soppressione delle provincie ; all'acorpamento dei Comuni a non meno di 5000 residenti; al riodino amministrativo; ai contratti di lavoro ecc. Tutti questi ultimi interventi richiedono il consenso dei rami del Parlamento e sarà una lotta dura portarli a soluzione.
Gli interventi contro la speculazione finanziaria sono invece politicamente meno conflittuali tra le forze politiche ma allo stesso tempo sono una sfida sulla missione di questo governo.
Io non sono ottimista ma sarò il primo ad applaudire la riuscita di questo obiettivo.
In mancanza saremo costretti ad alimentare la speculazione con manovre dietro manovre soltanto per compensare i maggiori costi finanziari sul debito a spese dei servizi ai cittadini e fino a quando avremo l'ultimo euro. dopo sarà il caos.

#36 da Valerio, inviato il 23/11/2011
Vorrei esprimere il mio personale apprezzamento per l'intervento #23 di PAOLO: la vigilianza sulla qualità morale umana e professionale dei soci sostenitori deve essere massima e, aggiungerei, al limite dell'intransigenza. E' necessaria un'attenzione meticolosa e costante in tal senso, perché l'assalto alla diligenza (specie se guidata da una personalità nota e importante della vita economica nazionale come il dott. Montezemolo) è probabilmente lo sport italico più diffuso, oltreché il più dannoso e odioso.

#35 da Michele Sellitti, inviato il 23/11/2011
Bruxelles 22/11/2011 "Italy is back to european business" Hermann Van Rompuy ammette con il suo staff

#34 da andrea signorini, inviato il 23/11/2011
Il Governo Monti dà alla nostra Italia e al nostro popolo italiano la speranza che la classe politica cambi stile, la speranza che la volgarità, la falsità, la corruzione e l'ambiguità non siano gli strumenti da utilizzare nel sociale e per entrare in politica. Anche se non facesse niente di più dello zero fatto dal precedente governicchio ci avrebbe restituito la sobrietà del linguaggio e del comportamento. Che valore! Che esempio! Come sopportare che ancora tanti parlamentari seguono questo stile e hanno appoggiato per anni un tale personaggio? Il governo Monti ci dà l'opportunità di cambiare registro, a tanti parlamentari di farsi un esame di coscienza e cambiare non orientamento politico ma obiettivi sociali e stile di perseguirli. Inoltre abbiamo anche la piena fiducia che aiuti l'Italia e l'Europa intera a venir fuori da questa terribile psicosi, cioè patologia mentale grave, che ha attecchito nelle strutture e istituzioni di mezza europa e mondo intero, alterando il diritto con l'interesse. Caro Mario Monti siamo con te.

#33 da rosario, inviato il 23/11/2011
un proverbio dice: " scopa vecchia con il manico nuovo tutto come prima". Sono un piccolissimo imprenditore che da 34 anni si spara 100.000 km l'anno per portare avanti la sua azienda, con i clienti tutti i giorni parliamo di questa povera Italia dove la meritocrazia ed altro non sono che parole sulla bocca di tutti dai sindacati ai nostri politici, poi fanno tutto il contrario. Le prime che deve fare il Professore Monti per far crescere la credibilità dell'Italia sono: togliere il 50% dello stipendio dei nostri politici, indenità varie, pensioni, vitalizi, ecc., nei casi più ecclatanti domandare i danni per la loro incapacità, sono sati pagati profumatamente. Aumentare la tassazione delle cooperative, grandi patrimoni e far presentare un bilancio pubblico a tutte le sigle sindacali, così pagano le tasse, dopo queste iniziative se non lo mandano a "casa", io sarò contento di fare tutti i sacrifici che il Professore mi chiederà.

#32 da 82enne, inviato il 22/11/2011
Staremo a vedere i provvedimenti.

#31 da Mario Candore, inviato il 22/11/2011
Il Governo Monti è un'opportunità da cogliere per il nostro paese, per cambiare mentalità, soprattutto per far crescere quel sentimento comune di appartenenza che il berlusconismo ha cancellato, avendo spaccato il paese in due fazioni ferocemente ed ottusamente contrapposte come due tifoserie,senza tenere assolutamente conto di ciò che deve contraddistinguere una nazione: la ricerca del bene comune. E' un'opportunità che però ci metterà duramente alla prova, che richiederà da parte di ognuno di noi un grande sforzo di generosità per mettere da parte gli interessi e le convenienze, piccole o grandi, per garantire un futuro al nostro paese e soprattutto ai nostri giovani. E'una grande sfida quella che ci attende. Speriamo di esserne all'altezza, anche per impedire il ritorno di questa misera classe politica per ora messa all'angolo



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