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Ora sacrifici bipartisan
Roberto D'Alimonte sul Sole 24 Ore
pubblicato il 17 novembre 2011

Ci sono momenti nella storia di un Paese in cui è necessario che
i partiti sospendano le ostilità per il conseguimento di obiettivi comuni. La formazione del
governo Monti risponde a questa esigenza. Il fatto che sia di tecnici è un elemento secondario. Ciò che conta è che sia
governo di tregua, sostenuto da tutte le principali forze politiche. Di questo il Paese ha bisogno.
In questi giorni si è discusso sulla legittimità democratica di un governo di tecnici. La tesi più radicale, sostenuta da tutti coloro che avrebbero preferito il voto subito, è che questo sia un esecutivo poco democratico o addirittura non democratico. Si è arrivati a parlare addirittura di sospensione della democrazia come se a Monti fossero stati concessi poteri emergenziali tali da configurare una sorta di dittatura pro tempore. Va da sé che si tratta di una tesi completamente infondata. Fortunatamente non siamo arrivati al punto di dover ricorrere a una soluzione di questo tipo come invece fece la Francia nel 1958. È banale far notare che
ogni proposta del governo dovrà essere approvata in Parlamento dai rappresentanti del popolo. La democrazia è questo.
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