A voi la parola

Trasparenza, la prima sfida per una nuova classe politica

Riconquistare la fiducia dei cittadini

di Eugenio Cortinovis , pubblicato il 16 novembre 2011
immagine documento La vera trasparenza dell’azione politica ed amministrativa può essere un importante segnale di discontinuità, semplice ed immediato, volto a dare un messaggio chiaro ai cittadini: qualcosa sta cambiando e non ho paura di mostrare come e chi sta lavorando al cambiamento, chiedendo sacrifici ai cittadini.

A me piace pensare la trasparenza come parte integrante della democrazia, di fiducia nel futuro e di condivisione di un percorso: il contrario della paura e dell’imbarazzo.

La trasparenza dello Stato e della politica attraverso la messa in rete dei curricula dei politici, dirigenti degli enti Pubblici e dei consulenti; senza discrezionalità e attraverso formati unici a livello nazionale, semplici da consultare e da imporre a ciascun ente.

La trasparenza dell’attività pubblica: ordini del giorno dei consigli comunali e delle sedute parlamentari pubblicati sul web, riassunti sintetici e semplici online con in evidenza chi abbia votato a favore o contro un determinato provvedimento.

Trasparenza delle dichiarazioni dei redditi: tutto online, eventualmente a pagamento (10 Euro ad accesso per evitare abusi) ; non vedo che timore si debba avere.

Trasparenza nella visibilità delle agevolazioni concesse a soggetti privati: basta Gazzette Ufficiali cartacee; tutto sul web: costa meno e garantisce un miglior raggiungimento degli obiettivi.

Trasparenza negli affidamenti pubblici: anche qui tutto solo in via elettronica, con possibilità di accesso a chi ne faccia richiesta. Basta Bandi pubblicati sui giornali: tante belle e-mail in Posta Certificata sono più che sufficienti.

Trasparenza anche nella giustizia: poter consultare in internet i tempi di un tribunale ed il numero di cause che il tribunale, o un singolo giudice, sta seguendo.

Ma anche trasparenza fisica. Personalmente penso che i vetri oscurati delle auto blu (ma non solo) siano un aspetto terribile di questi anni; un segnale “balcanico” che richiama temi sinistri e manda messaggi devastanti: tu non devi vedermi ma stai attento perché io ti vedo.

Penso che la trasparenza dell’azione amministrativa e politica sia un segno del rispetto da parte di chi chiederà sempre più sacrifici ai cittadini, e deve sentirsi in dovere di impegnarsi in questa direzione. Io ho espresso solo alcune idee: penso ci si possa sbizzarrire.
Nato a Bergamo 43 anni fa, lavora a Milano come direttore affari legali di una società multinazionale. Iscritto ad Italia Futura dall'agosto 2011, non ha mai fatto politica.


tag:  trasparenza   governo   cambiamento   politica   cittadini  


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#10 da simone, inviato il 22/11/2011
trasparenza è sinonimo di disinteresse e gratuità (che non è gratis inteso senza remunerazione) nell'esercizio del potere, nell'amministrare la cosa pubblica. il vero cambiamento avverrà quando i partiti politici non saranno più autoreferenziali, finalizzati al mantenimento della della categoria dei politici intesi come "mestieranti" della politica. forse gli unici a non accorgersi di questa esigenza sono proprio i professionisti della 1° e 2° repubblica.

#9 da A.I., inviato il 22/11/2011
Chiudo i miei interventi, ringraziando molto l'Associazione ( e confidando nella tolleranza dei lettori, che avranno realizzato che si tratta di un tema che sento molto), per ricordare che secondo la Corte dei Conti il costo della corruzione In Italia si aggira ogni anno tra i 50 e i 60 miliardi di euro. moltiplicate tale dato per vent'anni ed ecco EMERGERE IL REALE, epidemico, PROBLEMA DEL paESE. una sorta tassa occulta dI 850/1000 euro ANNUI, PRO CAPITA. si aggiunga l’equivalente dei mancati investimenti da parte degli stranieri, che ovviamente si tengono alla larga, come confermato proprio dalla banca mondiale nel report "doing business in a more transparent world" 2012 (tasse altissime, scarsa trasparenza, giustizia pletorica ed inefficiente).
Visto che il malcostume è duro da estirpare, si introducano mappatura di pagamenti, trasparenza su bilanci di partiti, divieto dell'uso del denaro contante, regole di turnover e sindacabilità dell'operato di simili "affaristi", un cursus honorum, e, se necessario, si ripensi allo stesso principio di cui all'art. 67 cost.
Mani pulite non è mai finita; un simile "captive market" rischia di confermare definitivamente, proiettandone l'immagine all'esterno, l'idea che viga un sistema di tipo feudale. Grazie.A.I.

#8 da A.I., inviato il 21/11/2011
C’è un problema enorme di moral hazard, di conflitto di interessi tra supposti agenti e rappresentati, nonché di disallineamento degli interessi (anche sotto il profilo degli orizzonti temporali, data la vetustà catacombale dei gerontocrati) e di irresponsabilità dei medesimi governanti, sicuramente reso possibile 1) dalla sostanziale impossibilità di chiamare i governanti – dietro lo schermo dell’assenza di vincolo di mandato - a RISPONDERE della loro malefatte, e most of all,
2) DALLA RADICALE ASSENZA DI MECCANISMI di turnover; l’attuale sistema, è fondato sul PARCHEGGIO sine die.

FInchè non si introdurrà 1) un cursus honorum (v. es. ENA in Francia) 2) un limite massimo di permanenza nel parcheggio 3) la possibilità di sindacare il loro operato, e sanzionarne la loro responsabilità (anche sotto il profilo del danno erariale e dell'azione di responsabilità, eventualmente sotto formqa di class action) NULLA cambierà mai. Ricambio=maggiore garanzia di trasparenza.
Inoltre, bisogna ridurre le loro prebende, allineandole a quelle dei PAesi Europei non feudali.
Il vitalizio in Italia scatta al 65° anno di età, dopo cinque anni di mandato effettivo. Il limite di età però diminuisce fino ai sessanta anni in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti. L’importo del vitalizio comunque va dal 20 al 60 per cento dell’indennità parlamentare a seconda degli anni passati in Parlamento. È anche previsto un contributo dell’8,60% che equivale a 1006,51 euro.Importi
Con 5 anni, 2486,86 euro
Con 10 anni, 4973,73 euro
Con 15 anni, 7.460,59 euro

In Gran Bretagna il vitalizio è legato ai contributi versati e scatta al 65°anno di età. Il contributo varia dal 5,9% all’11,9%. Con il contributo minimo il vitalizio è 1/60 della retribuzione moltiplicata per gli anni di mandato, con il contributo dell11,9 sale a 1/40 dell’ultima retribuzione moltiplicata per gli anni passati in Parlamento (quelli di seguito, indicati sono solo gli importi massimi in base agli anni di mandato:
Con 5 anni, 794 euro
Con 10 anni, 1588 euro
Con 15 anni, 2381 euro)


Lo stato, corrotto e corruttore, inoltre deve uscire subito dall'economia, evitando che le societa pubbliche vengano sistematicamente spoliate, sacchegiate e abbandonate piene di debiti sulle spalle dei cittadini, per fornire contratti, consulenze, etc etc a parenti, amici degli amici degli amici etc etc (v. Alitalia, Finmeccanica, RAI, inter alia).
Sanzioni per chi sgarra, tracciabilità dei pagamenti e divieto dell'uso del denaro contante.
E ora di mettere a posto il paese, uscendo dal feudalesimo.

#7 da A.I., inviato il 20/11/2011
Sono a casa di amici stranieri, e scorrendo i giornali devo spiegare perchè si parli (ancora una volta, da almeno 20 anni a questa parte, purtroppo!!....come si chiamava, mani pulite?) di mazzettine, appalti e oltre cento condanne per mafia a Milano...
Scusamdomi per la divagazione, e venendo al tema, Fino a che non si introdurrà la TRASPARENZA sui BILANCI e i FINANZIAMENTI dei PARTITI (e correlativi "sussidi" alla stampa....d'altro canto, a quanto pare vi sono molti novelli manzoni pubblicisti, tra gli stessi politicastri. sarà un caso?)...NON c'e' via di SCAMPO, nè vi sarà mai effettiva TRASPARENZA
Solo una governance esterna potrà farlo, perche' il parlamento non lo voterà MAI.
a quanto pare 140 mila euro lordi annui di "base salary", più doppi incarichi e/o lavori, per 3 sedutine a settimana non sono sufficienti, aliquote irrisorie sul presunto (posto che in realtà non vi è - evidentemente- reale corrispettività, ) "tfr"....(quindi, vogliamo parlare del TFr dei politicastri?)
Non mi stancherò di ripeterlo, c'è un ENORME, ENDEMICO, INTRINSECO, PROBLEMA DI CONFLITTO DI INTERESSi.
detto questo, è indispensabile l'abolizione dell'uso del denaro contante (a condizione che il costo dell'uso della moneta elettronica sia in linea con quello europeo) ed eventualmente anche, la mappatura dei pagamenti..che non comportebbe eccessiva comrpessione della libertà individuale, posto che chi riveste cariche pubbliche non deve avere nè passato, nè presente, nè futuro, sotto certi profili (incluso il pagamento dei canoni di locazione (sic!!)...a buon intenditore.....)
LA MISURA é più che COLMA. grazie

#6 da antonio caputo, inviato il 18/11/2011
IL PROBLEMA PRINCIPE: GARANTIRE RICAMBIO E CIRCOLAZIONE DELLE ELITES AL POTERE
Di Antonio Caputo
Il Governo Monti rappresenta un esito "provvidenziale" della grave crisi italiana e puo' costituire la premessa di una rinaacita per l'Europa, messa in crisi dal politicantismo dell'incompetenza.
La democrazia e' il migliore dei sistemi possibili, a condizione che si coniughi con un sistema che consenta il ricambio e la circolazione delle elites al potere, con metodi democratici, che i partiti devono realizzare e che la legge deve garntire.
In difetto, la democrazia dei numeri, nella migliore delle mipotesi si convertira' in un sondaggio di opinioni, in cuii avra' sempre la meglio la "servetta tracia" di Aristotele; nella peggiore, come in Germania nel 33 dara' la maggioranza ad Hitler, in ipotesi intermedia ai Berlusconi e Scilipoti e via discorrendo.
I partiti, 34 gruppi che siedono in Paralmento ascoltino i rimedi proposti dal Prof. Monti e ne votino con disciplina e umilta' le leggi, di cui l'Italia e l'Europa hanno bisogno.
In difetto lo costringeranno alla rinuncia che aprirebbe una voragine per il nostro stanco Paese. Si impegnino piuttosto su una sola questione, di loro competenza: la legge elettorale e il costo della politica. Come:
1) eliminando il mostruoso permio di maggioranza del porcellum;
2) restituendo agli elettori la facolta' di scegliere i rappresentati, sia pu

re mantenendo ferma la soglia di sbarramento, casomai al 5%;
3) dimezzando l'indennita' parlamentare ( che equivale a dimezzarne il numero, senza diminuirne la rappresentanza) ed eliminando il finanziamento pubblico a partiti, gruppi, giornali e testate di partito( Lavitola docet, con i suoi 2 milioni di euro per una testata inesistente, ma anche Ferrara, perche' no)
Last but not the least:
Perche' non chiudere i ristoranti di montecitoerio e Palazzo Madama?


#5 da Gianmaria Odello, inviato il 18/11/2011
La trasparenza è il primo dovere, ma oggi non basta più. La classe politica che ha causato il dissesto attuale deve, prima di chiedere sacrifici ulteriori ai cittadini, dare l'esempio riducendo drasticamente i propri costi. Ritengo ragionevole un obiettivo di 7 Miliardi il primo anno e 5 miliardi all'anno per i due successivi.

#4 da CArlo, inviato il 18/11/2011
Perfettamente d'accordo con Trasparenza, aggiugerei anche la parola Rispetto, poichè penso che sia il complemento alla trasparenza.

#3 da walter Picchiarelli, inviato il 17/11/2011
Egregio Cortinovis, come facciamo a far salire al potere la trasparenza? sono daccordissimo con Lei e credo che lo siano la maggioranza degli Italiani. lei ha centrato uno dei fattori che bloccano la crescita, insiene alla scarsa libertà d'impresa, che significa regole a non finire e controllo da parte di pochi della libertà concessa. Trasparenza, libertà e giustizia sono negate (governate)in questo Paese da un intelligente sistema di regole, il punto è come facciamo a scardinarle? Lei conosce qualcuno o gruppi di qualcuno che andando al potere rispetterebbe questi valori?
vede Lei ha scritto una cosa giustissima che andrebbe sottoscritta da migliaia di persone solo che, come vede, credo di essere solo il terzo a sottoscriverla. Quello che ha scritto su Italia futura lo scriva il più possibile ovunque e speriamo in una contaminazione. condividendo quello che ha scritto farò altrettanto.
un caro saluto.

#2 da Valerio Racca, inviato il 17/11/2011
Buongiorno, in merito alla trasparente vorrei sottolineare che insegnando ai professionisti i sistemi internazionali di valutazione immobiliare devo tutte le volte sottolineare come l'Italia da questo punto di vista sia tutt'altro che trasparente, vuoi per il sistema impositivo fiscale vuoi per un uso consolidato nell'acquisto degli immobili. Altro punto sulla trasparenza a me caro è quello inerente le ripetizioni estive fatte dai docenti di ogni ordine e grado, pagati dai cittadini per 12 mesi e più, che non si sognano di fare alcuna ricevuta fiscale, neanche a voler pagarli di più. Se volete potrei citarvi moltissime situazioni di opacità in Italia, ma sono certo che non si risolverà mai la situazione se non verrà cambiata la mentalità, non servono Leggi servono esempi.... cordiali saluti

#1 da MAURIZIO RIDOLFI, inviato il 17/11/2011
Egregio Cortinovis,
la trasparenza è qualcosa di molto importante ma aimè ancora poco conosciuta in questa Italia a più trazioni, lanciata o frenata da "incontri salottieri" più decisivi degli stessi governanti.
Cosa dire, speriamo...cordialmente.



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