Una frontiera comune

La vera sfida inizia adesso

di Francesco Bonami , pubblicato il 13 novembre 2011
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Lo sblocco di una crisi che non era soltanto politica ed economica ma anche d'identità del nostro paese non può non darci, per quanto prudente e moderato, sollievo. Tuttavia la vera sfida inizia adesso.

Una sfida che deve partire prima di tutto da un profondo esame di coscienza di ognuno di noi come individui e cittadini che forse involontariamente e passivamente abbiamo lasciato che il paese finisse nelle mani di chi è stato incapace di assumere il ruolo che legittime elezioni gli avevano conferito. Un ruolo al servizio della comunità sociale e non alla mercè della comunità politica e d'interessi personali o di casta.

Se vogliamo veramente che l'Italia si trasformi, cambi e ritrovi la propria reputazione all'interno di un dialogo globale è necessario affrontare un punto che nessuno ha inserito nel proprio programma, compreso quello di Italia Futura. Il punto è quello di mettere in atto una presa di coscienza e di assumersi responsabilità e colpe che non possiamo addossare soltanto a chi per quasi vent'anni ci ha governato.

L'Italia è quello che è anche perché noi tutti siamo quello che siamo. Per cambiare l'Italia è necessario fare un grande sforzo: cambiare la nostra mentalità, cambiare noi stessi, trasformare i nostri antichi difetti in grandi qualità al servizio non di un futuro generico ma del nostro futuro, dare l'opportunità alle nuove generazioni di sbocciare senza cadere nei nostri stessi errori e difetti.

Senza il nostro contributo, senza un esame di coscienza comune, senza l'ammissione morale non politica delle nostre debolezze come popolo e come nazione, nessun governo tecnico o meno potrà tirarci fuori da una crisi che non si ferma solo alla politica ma che ha invaso l'anima della società. Non esistono salvatori della patria se la patria, ovvero noi individualmente, non contribuisce alla propria salvezza.

Sono ancora molto fresche le parole di John F. Kennedy: "Un uomo fa quello che deve, al di là delle conseguenze personali, degli ostacoli, dei pericoli e delle pressioni- e quella è la base di tutta la morale umana". Siamo noi, oltre che alla politica, a dover fare quello che dobbiamo fare per garantirsi una vita migliore in una società migliore e più giusta.

Ancora JFK ci ricorda che "La Nuova Frontiera della quale io parlo non è una serie di promesse, ma una serie di sfide. Si riassume non in cosa io intendo offrire al paese, ma cosa io intendo chiedergli". Ecco per venti anni ci sono state promesse tante cose puntando su un nostro grande difetto, quello di aspettare che qualcuno risolva sempre i nostri problemi, le nostre crisi, le nostre deficienze.

Siamo stati viziati da una politica che non ha mai avuto il coraggio di chiederci nulla. Siamo convinti che ogni volta che la politica ed i governi ci chiedono qualcosa questo sia soltanto fatica, sacrifici, rinunce di benefici assodati. No! Una classe politica che voglia essere rispettata deve avere la forza ed il coraggio di chiedere a noi cittadini un impegno, uno sforzo, una condivisione della responsabilità sociale e dei meriti di cui noi come nazione andremo fieri.

Per questo chi avrà l'onore di guidare l'Italia nel suo futuro dovrà anche avere il coraggio di prendersi il rischio, citando ancora una volta JFK , di imporre una semplice domanda a noi tutti: "Chiedamoci non cosa l'Italia può fare per noi ma cosa noi possiamo fare per l'Italia".

Perché l'Italia non siamo altro che noi, con tutti i difetti ma anche con tutti i meriti che ci rendono un paese unico, indivisibile e fondamentale per la cultura del mondo intero. Per superare la nostra crisi dobbiamo tutti insieme immaginare una comune frontiera.

Uno dei più importanti curatori e critici d’arte a livello internazionale, già direttore della Biennale di Venezia nel 2003. E' direttore artistico della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, della Fondazione Pitti Immagine Discovery di Firenze e di Enel Contemporanea. E' il primo italiano ad aver ricevuto l'incarico di curatore della prestigiosa Biennale di arte americana al Museo Whitney di New York.


tag:  nazione   fiducia   cittadini   cultura  


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#12 da FABRIZIO DALLA VILLA, inviato il 19/11/2011
Buongiorno a tutti! Ho quasi 53 anni e ho vissuto da persona "normodotata" solamente il primo anno di vita. All'età di un anno, le crisi convulsive, accompagnate da febbri equine, mi hanno negato la gioia di camminare correttamente come i miei simili. E' vero, la mia vita è stata ed è in ogni caso, dignitosa, con alti e bassi come quella di chiunque altro. Perché parto da questo discorso? Cosa c'entra con l'articolo? Secondo me c'entra eccome! Io cammino grazie all'ausilio di un bastone, e il mio equilibrio è precario, perché alcune parti del mio corpo non sono in grado di collaborare per farmi camminare correttamente. Non le colpevolizzo, ovviamente, come non colpevolizzo nessun altra persona in Italia, per il fatto che il nostro Bel Paese non riesca a "camminare correttamente". Capisco l'importanza della collaborazione, proprio perché vivo sulla mia pelle il risultato dovuto all'assenza di essa. Ecco dunque, perché plaudo a questo articolo. In quest'ottica, invece, non posso concordare con chi ha affermato di impegnarsi ad acquistare titoli di stato, perché vedo il discorso come il voler portare in braccio qualcuno che potrebbe fare qualche timido passo per reggersi sulle proprie gambe. Secondo me occorre percorrere un'altra strada, ovvero capire quali spese siano necessarie, quali no, quali investimenti siano necessari e quali no. Occorre eliminare tutti i privilegi della casta politica. Per esempio, io sarei dell'idea che i parlamentari percepissero uno stipendio (supponiamo 2, 3000 euro al mese) e che, come ogni dipendente di azienda, presentassero le spese sostenute a piè di lista, per il loro rimborso. Anche il personale che collabora con i parlamentari dovrebbe essere retribuito direttamente dallo Stato (così avremmo la certezza di non trovarci di fronte a pagamenti in nero....). Sono altresì convinto che nessuno ha in tasca la verità assoluta, e che, quindi, dovremmo essere grati a chi la pensa in modo diverso dal nostro, perché è grazie a lui che possiamo vedere un'altra faccia della verità.

#11 da MAURIZIO RIDOLFI, inviato il 15/11/2011
Egregio Bonami,
proprio la scorsa domenica mattina ho salutato e ringraziato il Nostro Presidente in una piazza nel centro di Roma e le sue parole mi hanno infuso quel coraggio di andare avanti nel mio modesto lavoro di Designer Industriale in questa italietta retta sul compromesso.
Non sono del tutto del suo stesso avviso quando sostiene che i governi non ci hanno chiesto mai niente, anche perchè come tante altre persone che mi leggeranno sto di nuovo attraversando purtroppo per la seconda volta il così chiamato a mio modesto avviso ipocritamente "periodo di sacrifici".
Non mi vergogno di dire che per svolgere la mia attività in maniera dignitosa ho dovuto e devo distrecarmi come tanti altri professionisti tra compromessi di ogni tipo ed anche politici.
Tra i miei vari lavori ho ancora un contratto di lavoro con una delle più grandi aziende di telecomunicazione del paese dove la politica aimè la fa da padrona con richieste continue.
Penso che uno dei problemi sino ad oggi sia stato il fatto che le richieste senza contropartita sono state come al solito proposte alla popolazione che come dice la Marcegaglia si alza alle 6 di mattina per andare a lavorare ed invece le richieste con grandi contropartite siano state proposte sempre alla classe dirigente per fini personali e non sociali.
Voglio credere a ciò che mi ha detto il Presidente l'altra mattina, avere coraggio e tenere duro e spero che almeno questa volta potrò come ho sempre fatto contribuire con le mie tasse a costruire un Italia socialmente più equa e solidale.
Grazie.

#10 da MADES, inviato il 15/11/2011
IO, CITTADINO ITALIANO, MI IMPEGNO A …..

Premesso che, essendo nato negli anni cinquanta e cresciuto nel periodo di accumulazione dell’attuale ingente Debito Pubblico, mi sento direttamente ed indirettamente responsabile della sua formazione e riconosco che non posso lasciarlo in eredità alla società in cui i miei figli dovranno vivere e crescere, poiché, al contrario, la mia vita sociale e lavorativa sarebbe stata inutile.
Inoltre non posso rimanere insensibile ed inattivo di fronte alla perdita di credibilità del mio Paese e della conseguente speculazione finanziaria,
Io, cittadino Italiano,
MI IMPEGNO A:

- Impiegare i miei risparmi, In tutto o in parte, nella sottoscrizione delle prossime emissioni di titoli di stato, obbligandomi sin dalla sottoscrizione a non venderli per un certo periodo di tempo (a seconda della durata) e pretendendo lo stesso tasso dei titoli di stato tedeschi (bund) rinunciando sin dall’origine all’eventuale differenziale di tasso (spread) che i mercati indicheranno, affidando il coordinamento di tutti coloro che vorranno partecipare all’iniziativa ad un Organismo di Gestione del Risparmio appositamente costituito.
Gli esperti del settore troveranno la soluzione tecnico-giuridica di attuazione (Fondo Comune, SICAV o quant’altro), con affidamento della gestione a tecnici o istituzioni (anche internazionali) non di emanazione politica o pubblica.
Con l’obbligo, per lo Stato, che i risparmi di bilancio ottenuti siano utilizzati esclusivamente per rimborsare il debito pubblico, con il controllo congiunto, perché ciò avvenga, della Banca d’Italia e della BCE.

- Impiegare i miei risparmi, in tutto o in parte, nell’acquisto di quote, con l’impegno di non rivenderle per un certo periodo di tempo, di un Organismo di Gestione del Risparmio (SICAV o quant’altro) che possa poi acquisire tutte le partecipazioni pubbliche in aziende sane (ENI,ENEL,ecc.) con l’obbligo, per lo Stato e gli altri Enti Pubblici Territoriali, che i corrispettivi delle cessioni siano utilizzati esclusivamente per rimborsare il debito pubblico, con il controllo congiunto, perché ciò avvenga, della Banca d’Italia e della BCE.
Gli utili, i proventi e gli altri frutti che deriveranno dalla gestione delle partecipazioni saranno distribuiti tra i partecipanti all’OGR per un massimo pari al tasso corrente dei titoli di stato tedeschi (bund), gli eventuali maggiori rendimenti verranno impiegati per l’acquisto di titoli di stato italiani con l’impegno a rinunciare a rendimenti superiori a quelli dei titoli tedeschi.

- Impiegare i miei risparmi, in tutto o in parte, nella sottoscrizione di quote di un Fondo di Investimento Immobiliare che acquisisca gli immobili pubblici non necessari alla funzione pubblica, con l’intento di rivalutarli economicamente ed infine di ricollocarli sul mercato.
Con l’obbligo per lo Stato e gli altri Enti Pubblici Territoriali che i corrispettivi delle cessioni siano utilizzati esclusivamente per rimborsare il debito pubblico, con controllo congiunto, perché ciò avvenga, della Banca d’Italia e della BCE.

Inoltre mi impegno a Sostenere, con le mie prerogative costituzionali di libero cittadino italiano, CHIUNQUE si impegni a far approvare:

-Una proposta di legge previdenziale che, ferme restando le attuali regole sulla decorrenza e sulla speranza di vita, preveda tutte le seguenti nuove regole per il pensionamento:
a) Vecchiaia, 67 anni per tutti dal 2020; b) Anzianità, con coefficiente minimo di 100 (età+contributi), con vincolo di età minima di 62 anni compresi coloro che hanno maturato 40 anni di contributi, con decorrenza dal 1° GENNAIO 2014, data di revisione dei coefficienti prevista dalla legge Dini; c) Unificazione della misura delle percentuali contributive per tutti i settori di attività (possibilmente, progressivamente equiparata a quella dei lavoratori dipendenti, che poi, raggiunto un certo equilibrio attuariale, potrà essere rimodulata per tutti i settori, compreso il lavoro dipendente); d) Con decorrenza 1° gennaio 2012, ferme restando le attuali regole di calcolo, Tetto massimo dell’assegno pensionistico per TUTTI a € 5.000 netti mensili con possibilità di rivalutazione biennale. Il tetto è applicato anche ai titolari di più assegni a qualsiasi titolo percepiti ed agli iscritti a casse di previdenza speciale o a gestione separata. Blocco delle rivalutazioni per coloro che già godono di un assegno superiore, anche cumulato, sino a che la differenza non verrà riassorbita dalle rivalutazioni del nuovo tetto. Dovranno essere escluse dal tetto le pensioni integrative di Fondi Pensionistici per la parte costituita con i versamenti a carico dell’iscritto; e) abolizione dell’assegno pensionistico alla fine del mandato, per chi ricopre o ha ricoperto cariche pubbliche elettive, per uno o più mandati .
In sostituzione l’Ente pubblico di appartenenza, per la durata del mandato/i, verserà i contributi previdenziali alla cassa di previdenza di appartenenza nella vita privata dell’eletto, nella misura pari all’ultimo stipendio percepito rivalutato secondo le regole previste per tutti i cittadini. Se l’eletto non ha mai lavorato o non ha una cassa di previdenza, ovvero durante il mandato prosegue la sua attività lavorativa con versamento dei contributi alla propria cassa di previdenza, verranno versati i contributi previsti dalla normativa vigente per i cittadini che si trovano nelle stesse condizioni (Gestione Separata).
A chi ha ricoperto cariche pubbliche elettive saranno applicate le regole di cui ai punti a),b),c), d).
I risparmi che si otterranno dalle nuove regole dovranno essere tassativamente utilizzati per il sostegno del sistema previdenziale CONTRIBUTIVO ed accantonati in apposito FONDO istituito presso l’INPS.
L’INPS potrà impiegare detto Fondo, per valorizzarlo, esclusivamente in operazioni che abbiano una valenza di pubblica utilità e per il rilancio dell’economia, in particolar modo nelle nuove iniziative imprenditoriali giovanili e delle donne.
Obbligo per l’INPS di relazionare periodicamente i cittadini sullo stato generale dei conti previdenziali e delle iniziative gestionali, in maniera comprensibile per TUTTI ed attraverso una pluralità di organi di informazione di massa.

-Una proposta di legge che introduca una Imposta Patrimoniale straordinaria, modulata in modo tale che il peso del sacrificio sia equamente sostenuto in relazione dell’ammontare del patrimonio posseduto, per i patrimoni mobiliari ed immobiliari al di sopra dei 2 milioni di euro, intestati sia a persone fisiche che a società ad eccezione di quelli strumentali o che formano oggetto dell’esercizio dell’impresa. In ogni caso saranno imponibili tutti quei beni patrimoniali che sono soggetti all’iscrizione ai pubblici registri sia nazionali che internazionali riconducibili ad utilizzatori italiani. Ai furbetti, sequestro e vendita all’asta del bene e sanzione pari al valore del bene sequestrato. Il ricavato deve essere destinato al rilancio dell’economia attraverso una diminuzione della pressione fiscale per tutti i soggetti produttivi.

- Una proposta di legge costituzionale che dimezzi il numero dei componenti delle Camere, dei Consigli Regionali e che abolisca le Provincie con meno di 300 mila abitanti. Porti i compensi per le cariche pubbliche elettive alla media europea e abolisca le indennità parlamentari legate all’attività politica dell’eletto (portaborse ecc.).
Stabilisca l’ineleggibilità e la decadenza della carica per tutti coloro che sono stati condannati, ovvero non perseguiti per decorrenza dei termini, per delitti che coinvolgono il pubblico interesse.
La magistratura che agisce contro chi ricopre cariche pubbliche elettive senza aver acquisito elementi di prova certi sarà soggetta alle stesse sanzioni previste per il reato per cui ha intrapreso l’attività investigativa, con esclusione definitiva dall’attività giudiziaria.

-Una proposta di legge che apra al mercato tutte quelle attività che attualmente sono soggette ad autorizzazione, tutela e controllo pubblico, agevolando e semplificando ogni iniziativa imprenditoriale e professionale in regime di libera concorrenza, con norme che salvaguardino la salute, l’ambiente e la fede pubblica.

-Una proposta di legge che abolisca tutte le forme di lavoro precario ed introduca Ammortizzatori sociali ed una Garanzia statale per il pagamento dei mutui in caso di licenziamento per ragioni economiche ed organizzative dell’impresa le quali dovranno essere pubblicamente documentate .

-Una proposta di legge che introduca un Inasprimento delle pene detentive, sequestro dei beni, sospensione dall’attività lavorativa o imprenditoriale ovvero nomina di un commissario o di un tutore per il controllo della gestione sino al totale rientro delle imposte evase, per gli evasori fiscali totali o parziali e per chi li agevola o li ha agevolati.

-Una proposta di legge che introduca: un Inasprimento delle pene detentive; sequestro dei beni personali e della famiglia di appartenenza (anche del coniuge separato solo legalmente e non di fatto); impossibilità di rielezione a vita; per chi ricopre o a ricoperto cariche pubbliche elettive e si è macchiato di delitti contro il patrimonio dello stato o per chi ha utilizzato cariche pubbliche per favorire chiunque a danno del patrimonio dello stato o della fede pubblica. Nel caso in cui i beni personali sequestrati non soddisfino il risarcimento del danno, detenzione con obbligo di lavoro coatto.

#9 da Renato, inviato il 15/11/2011
... concordo in pieno con l'articolo... pensiamoci bene... non è solo una questione di piccoli orticelli o di riconoscimento dei meriti... immaginate una circolazione stradale che non abbia così bisogno di regole e punizioni semplicemente perchè tutti insieme coscientemente prendiamo atto della necessità di rispettarci e di preoccuparci per la nostra e altrui salute... ... ci credo poco ... ma vorrei tanto percepirlo questo tentativo di sentirci tutti parte di un grande Nazione.

#8 da Nicola Toniazzi, inviato il 14/11/2011
E' senz'altro vero che gli alibi servono solo a giustificare le proprie colpe ma, in questi anni, si è assistito ad un allontanamento del paese da una politica sempre meno condivisa, in un processo lento e inesorable che ci ha portato ad un passo dal baratro. In questa fase, complici anche iniziative come questa di Italia Futura, si è tornati a concepire lo Stato come Res Publica ed è palpabile una nuova voglia di partecipare, di sentirsi cittadini e non sudditi. Gli ultimi referendum, al di là della condivisione o meno del merito delle scelte effettuate, hanno rappresentato un segnale netto che la gran parte della politica ha pensato di poter ignorare, evitando ogni confronto o autocritica. L'accelerazione della crisi, poi, ha fatto il resto. E' evidente che un governo tecnico (o meglio composto da tecnici) non è la panacea, tuttavia ha il grande merito di rappresentare una forte discontinuità (e ci auguriamo un punto di non ritorno) rispetto ad un processo che sembrava ineluttabile. Gli Italiani hanno ritrovato l'entusiasmo che mancava ed il Governo dei tecnici potrà sostenere questa fase operando in modo rigoroso e con lo sguardo sempre rivolto al paese reale.

#7 da Asio otus, inviato il 14/11/2011
Condivido ogni singola sillaba: l'Italia siamo noi e non può migliorare se prima non miglioriamo noi stessi. Troppo a lungo abbiamo dimenticato che un vero leader serve il popolo che governa, non il contrario.

#6 da Maurizio Capolupo, inviato il 14/11/2011
La vera sfida inizia adesso, senza frontiere, senza conteggi di parte, senza furberie di sorta,la vera Italia deve ora rimboccarsi le maniche e prendere il toro infuriato e riportarlo con forza e arguzia nel proprio recinto.La caccia alle streghe io mi auguro che sia finita per tutti,e che la realtà e la trasparenza siano senza velo. La buona volontà,la serietà, l'umiltà e la sobrietà diventino di nuovo valori che siano strumento di crescita per tutte le giovani generazioni che verranno,almeno spero.

Capolupo Maurizio

#5 da Giovanni Ciprotti, inviato il 14/11/2011
Il signor Bonami ha ragione: nessun italiano può evitare una assunzione di responsabilità individuale per il disastroso stato del nostro Paese.
Non può farlo la maggioranza, ma neanche l'opposizione.
Non può farlo un elettore di centrodestra perché ha eletto il governo appena caduto ma neanche un elettore di centrosinistra per non aver fatto abbastanza da impedire che a Palazzo Chigi si insediasse di nuovo Berlusconi.
Addossare tutte le colpe alla nostra classe politica equivarrebbe ad una sorta di autoassoluzione collettiva come cittadini. Troppo comodo e neanche utile!
Premesso questo, vorrei però dire una cosa al signor Bonami: molti cittadini comuni, donne e uomini, giovani e meno giovani, fanno già da sempre, tutti i giorni, quello che lei chiede. Peccato che i più capaci e meritevoli non riescano ad emergere e dare un adeguato contributo al miglioramento della società, se non sono raccomandati o non hanno i cognomi giusti. Accade negli ospedali, nelle università, nelle imprese e, ovviamente, in politica.
Come per ogni regola esistono delle eccezioni, naturalmente, ma il risultato complessivo è il blocco di fatto della mobilità sociale (argomento tra l'altro caro a Italia Futura), con effetti deleteri per l'intero Paese.
Non me ne voglia quindi l'autore per lo scetticismo con cui aggolgo il suo invito, che dovrebbe essere rivolto principalmente alla nostra classe dirigente, di cui quella politica è solo una piccola sebbene significativa parte.
Cordialmente
Giovanni Ciprotti

#4 da Valerio Racca, inviato il 14/11/2011
Buongiorno, condivido con una forte presa di coscienza individuale il famoso "nosce te ipsum"; ma per quanto mi sforzi io vivo e faccio delle scelte in funzione del sociale in cui sono inserito, vivo nel mio gruppo ristretto, l'ufficio, la famiglia e il mio paesino...., un politico fa una scelta ovvero prendere decisioni per una nazione! Noi cittadini non sappiamo nulla di macroeconomie, sociologia internazionale o nazionale, ci dobbiamo fidare! Io chiedo e spero che Italia Futura lo faccia e lo promuova "un cambio generazionale".... Nella mia famiglia ad un certo punto mio padre ha preso Me e mia sorella dopo un cana di Natale e ci ha detto "... io e mamma abbiamo fatto quello che potevamo, adesso voi avete trent'anni fatevi la vostra vita, io rimango a disposizione fin tanto che il buon Dio mi darà la possibilità....". Io e Sorella eravamo sposati, tutti e due laureati e con un lavoro che ci piaceva, quindi autosufficienti.....oggi dopo dodici anni continuo a ringraziarlo. Il Prof. Monti con il bene che posso volergli non potrà mai rappresentarmi o capire i miei problemi e ora vedremo quanti ultra sessantenni si metterà di fianco.....speriamo che scelga almeno un quarantenne.... Chiedo a gran voce dal mio piccolo paese cerchiamo un'uscita che non sia solo quella di emergenza e come scrive l'articolo cerchiamo di far sbocciare le nuove generazioni, non solo perchè sono figli di figli. Grazie e scusate la vena polemica....

#3 da Marco Spina, inviato il 13/11/2011
Credo che dobbiamo realmente fare un profondo esame della nostra storia per evitare di commettere gli stessi errori del passato. Credo anche che il nostro Presidente della Repubblica abbia agito al meglio nelle condizioni di potere a lui attribuite dai precetti costituzionali. Dobbiamo ri-costruire l’Italia, dobbiamo rimboccarci un’altra volta le maniche e nel nostro lavoro dare il meglio. Dobbiamo difendere il nostro made in Italy, la nostra cultura, la nostra cucina la nostra creatività. Dobbiamo anche smettere di delegare altri a fare politica per trincerarci solo nella critica. Occorre mettersi a disposizione, 1 solo mandato basta, poi lasciamo posto ad altri, solo così rispetteremo la democrazia. Nonostante le nostre negligenze la democrazia in Italia ha resistito , io sono grato a chi ci ha permesso oggi di essere uno Stato democratico. Ora dobbiamo realizzare in tutto e per tutto la democrazia facendo rispettare quelle regole base della democraticità e dell’uguaglianza che sono enunciate nella Nostra Costituzione.

#2 da Valerio, inviato il 13/11/2011
Ma in effetti il punto è proprio questo. Il fallimento della politica attuale parte da lontano, non certo da queste settimane. Un'occasione unica per rimettere la nave sulla rotta giusta l'abbiamo avuta nel '92: ma purtroppo quello che siamo riusciti a partorire, spacciato per il nuovo che avanza, è stato un signore che, alla politica tangentopolizzata, era legato mani e piedi. Quello italiano è un caso davvero raro e singolare, in cui il pesce NON puzza dalla testa: come suggerisce Bonami in questo articolo, c'è infatti un'enorme responsabilità da parte dei cittadini italiani nel non avere colto l'attimo. Se sia stata una questione di opportunismo, ignoranza, superficialità non saprei dire, probabilmente un diabolico miscuglio di tutto ciò. Una cosa è certa: un secondo errore, oltre tutto di questa portata, il nostro Paese non può più permetterselo. Mi auguro che uno dei motivi per cui ci troviamo a dibattere sul sito di italiafutura sia anche, e soprattutto, questo.

#1 da giuseppe , inviato il 13/11/2011
elezioni, elezioni ed elezioni. assurdo che siamo ostaggi di politici imbelli e, quando è acclarato il loro fallimento, un anziano signore, post comunista, mai eletto dai cittadini, designi un altro anziano signore, benchè mai eletto dal popolo a premier per risolvere la questione italiana. il fallimento della politica, ma anche il totale fallimento della democrazia.



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