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Riforme: in 20 anni al Paese è mancato un disegno organico

di Marco Simoni , pubblicato il 9 novembre 2011
immagine documento L'Italia ha affrontato la crisi economica globale con l'eredità di quindici anni di lento ma costante declino economico: è il solo grande paese, il Sole 24 Ore lo ha ricordato anche ieri nell'articolo di fondo, in cui la crisi ha distrutto tutta la – pochissima – ricchezza prodotta nei dieci anni precedenti. Se il prodotto interno non ricomincia a salire, il rapporto del debito sul Pil continuerà a crescere e non basterà cambiare un governo per tranquillizzare i mercati. Ma come è possibile che un'economia come la nostra, che entrava nella globalizzazione ricca di capitali – i famosi risparmi delle famiglie – di capitale umano, dell'esperienza di tantissime aziende che avevano fatto la loro fortuna proprio con le esportazioni, ha invece complessivamente arrancato per tutti gli anni 2000?

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Insegna economia politica alla London School of Economics, dove è coordinatore del Master in Public Administration in European Public and Economic Policy.


tag:  marco simoni   riforme   sole 24 ore  


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#3 da Stefano Costantino, inviato il 9/11/2011
In effetti domanda e risposta sono illuminanti. Siamo talmente abituati a definirci come il paese dell'immobilismo che spesso dimentichiamo i cambiamenti che ci sono stati. Ed effettivamente, come lei faceva rilevare, ce ne sono stati tanti e profondi, anche se non nel nome di un disegno, ma di una concertazione con le singole parti che ha segato i risultati che si potevano ottenere. Credo che lo stesso ragionamento si possa applicare anche alla spesa pubblica. Non è che negli ultimi vent'anni non ci sia stata una spesa su determinati settori. Certo, ci sono stati i tagli, ma comunque il peso dello stato nell'economia ha continuato ad essere pesante. Ma anche qui è mancata una strategia complessiva oltre che una attenzione alla redditività di ciò in cui si spendeva. Penso, ad esempio, ad un settore come l'università dove gli investimenti in anni recenti non sono mancati, ma sono stati orientati ad una decentralizzazione degli atenei che alla fine si è rivelata insostenibile. Ma era un modello che faceva comodo a molti con moltiplicazioni di cattedre, di strutture amministrative e logistiche.

#2 da Maurizio Capolupo, inviato il 9/11/2011
Gli ultimi 20 anni sono stati non solo deleteri ma anche oscurantisti sotto tutti i punti di vista, sia politicamente sia socialmente fino ad arrivare all’aspetto economico che ci lascia tutti senza distinzione di colore con il fiato in gola. Quanta negligenza,quanta poca serietà ma piangersi a dosso non serve a nessuno,la cosa più importante e rimboccarsi le maniche e mettersi di buona lena a riformare e rilanciare tutte le attività dalle industrie all’economia agli investimenti,all’occupazi0ne per arrivare in primis alla riforma costituzionale da tutti evocata,per chiudere con nuove e serie elezioni dove gli eletti facciano seriamente il loro lavoro,rispettando il mandato per cui sono stati eletti.
Non si può ancora oggi nel terzo millennio promuovere in parlamento gente che fa del malaffare e dei valori primari un pasticcio da mettere al forno.
Lasciando e non toccando tutto l’aspetto dell’informazione che ci deprime solo a guardare il regresso culturale che si sta perpetrando sulla televisione di stato,mi dispiace vedere tutto questo sfacelo,e faccio fatica a spiegare a mio figlio di 20 anni che l’Itali non è questa, e che dobbiamo lavorare per cambiarla e farla ritornare a splendere.
Maurizio Capolupo

#1 da Valerio, inviato il 9/11/2011
Caro prof. Simoni, ritengo (e spero) che la sua sia una domanda retorica. Da uomo della strada mi vengono in mente almeno quattroi motivazioni, che offro al suo illustre giudizio: totale mancanza di meritocrazia, corruzione diffusa, statlismo e un certo provincialismo del tessuto imprenditoriale.

Non bastano i capitali (umani e finanziari, ammesso che vene siano), serve anche la propensione al rischio, che avrebbe dovuto essere aeguatamente remunerata, almeno in valore atteso. Cosa che ahi noi non è davvero successa.

Saluti



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