Ricomprare il debito italiano?

Una risposta a Giuliano Melani

di Stefano Ceci , pubblicato il 6 novembre 2011
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Caro Giuliano, hai ragione a sostenere che il debito l'abbiamo fatto noi e che ora sarebbe sensato comprarcelo, pro quota, secondo le disponibilità.

Non rivendico, a 42 anni, il fatto di averne creato di meno rispetto a chi ne ha 60: ho 2 figlie! Solo mi rammarico che ora, proprio ai quarantenni, tocca pagare il conto più salato.

Andrei anche io, lunedì mattina in banca, a comprare BTP se solo ne avessi. Il problema è che non li ho: ho finanziato l'azienda.

Un eroe? No, uno come altri che crede così tanto nell'Italia da metterci tutto il possibile per generare impresa, valore, occupazione, profitto.

Bada bene che la gran parte di questi soldi sono serviti a pagare stipendi di giovani sotto i 35 anni che oggi sono diventati soci. Ho fatto 2 conti, al volo: abbiamo speso in 5 anni oltre 3 milioni di euro in contributi e oneri relativi al costo del lavoro, soldi che sono mancati alle aziende del gruppo per fare investimenti e ai dipendenti per godere del loro impegno. Dove sono finiti?

Capisci cosa sto dicendo? Dico che così non ne usciamo. Varrebbe la pena di comprarci il nostro debito se poi potessimo decidere come amministrare i nostri risparmi. Ma in questa situazione, come possiamo fare?

Devi sapere che qualche mese fa, per fare una investimento, abbiamo dovuto mettere a garanzia la somma di 200.000,00 €. Alle banche non bastano più i Consorzi Fidi, le firme, le ipoteche. Ora chiedono anche denaro contante, bloccato in un conto vincolato che non produce nulla. Pensi che abbiamo comprato titoli di Stato Italiani? No, abbiamo comprato titoli tedeschi. Pensi che lo abbiamo fatto volentieri? No, ci siamo sentiti dei traditori ma abbiamo bisogno di fatti, di veri cambiamenti per tornare a crederci, per avanzare con forza.

Ognuno di noi, in ogni contesto, per competenze e abilità deve fare la parte del suo dovere, tutti i giorni, con buon senso e con impegno. Questo è l'unico modo di fare. Questa è politica.

Ora bisogna che quelli che ci governano e che stanno all'opposizione facciano tutti, ma proprio tutti, un bel passo indietro. Non importa di chi è la colpa, serve una catarsi.

Le parti vive dell'Italia devono organizzare una diaspora e riprendersi democraticamente il potere.

Serve un Parlamento fatto di persone che ci entrano per la prima volta perchè serve la capacità di immaginare, progettare e realizzare le nuove strade del progresso italiano. Questa è l'Assemblea Costituente che serve all'Italia: novizi di ogni età che entrano alla Camera e al Senato con la stessa frenetica emozione del primo giorno di scuola, con quella voglia di fare che non si vede l'ora che suoni la campanella.

Nel frattempo occorre un governo che sappia portarci fuori, rapidamente, da questa grave crisi
e quando ci saremo, tutti più poveri ma più sereni, potremo di nuovo dividerci se avremo di che discutere.

Quindi tu ed altri che ancora ne avete da parte, andate pure a comprare BTP. Quelli che i risparmi se li sono mangiati in questi mesi, cercheranno di tirare avanti alla bene e meglio con i loro stipendi e le loro pensioni dando, come sempre hanno fatto, un contributo decisivo per l'Italia. Noi faremo i carpentieri per tirar su nuove imprese e insieme siamo già l'Italia civica, protagonista di una nuova stagione politica.


42 anni, si occupa di turismo da 12 anni, prima da manager oggi da imprenditore alla guida del gruppo GH che promuove e sostiene iniziative imprenditoriali per lo sviluppo di una nuova economia turistica.


tag:  ricomprare   debito   melani   credito   impresa   crescita  


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#11 da Pier Luigi Ferrari, inviato il 10/11/2011
Stefano, chi, come noi, ha abbandonato l'arena politica per buttarsi "anima e core" in un impegno professionale senza garanzie e aiuti di sorta, sa di cosa stai parlando. Ogni giorno facciamo del nostro meglio per mandare avanti la baracca, ci inventiamo di ogni per "far girare l'economia", ma se ci fermiamo a guardare la televisione o a leggere i giornali ... verrebbe voglia di emigrare e profondere le nostre energie per un altro stato, per altre istituzioni. SOno d'accordo soprattuto su una cosa ... la catarsi. TUTTI A CASA.

#10 da Valerio, inviato il 10/11/2011
Caro Anto, c'è un modo molto più semplice per fare quello che Lei suggerisce: un bell'"hair cut" sui nostri conti correnti. Il valore di Bot e Btp sono soggetti ai corsi di mercati, alla probabilità di deafult, alla liquidità eecc. I conti correnti invece sono depositi di denaro fresco, a cui lo Stato può facilmente e rapidamente attingere (come già fece Maato nel 1992). Quindi mi sento di tranquillizzarla: non c'è bisogno di fare regali allo Stato. Quello che gli serve se lo prenderà.

Saluti.

Valerio

#9 da Anto, inviato il 9/11/2011
Non sarebbe meglio restituire Bot e Btp, regalando i soldi investiti e prestati allo Stato Italiano? L'Italia é in debito soprattutto con gli italiani? Abbiamo dei Btp, indebitandoci con noi stessi, per paradosso? Li regalo a te, Stato italiano. Non devi restituirmi piú niente e non devi pagarmi gli interessi. Ho 20.000 Euro di Btp. Bene, non li voglio indietro. Riduci il debito, te li regalo, Stato Italiano. Beneficienza? Solidarietá? Aiuto un Paese sull'orlo del baratro a cui ho prestato i miei soldi. Per paradosso, cerco di aiutare me stesso.

#8 da Carlo, inviato il 8/11/2011
Si certo, già vedo i milioni di disoccupati e precari italiani in fila per comprare i BTP!

#7 da Valerio, inviato il 8/11/2011
In televisione si parla con toni gravi di "credibilità" del Governo, ma certe espressioni, uscite dalle bocche dei soliti noti, mi hanno sempre lasciato un po' perplesso. Nell'iniziativa di Melani, e nella replica di Ceci, finalmente si coglie il significato di questa (abusata) parola: la credibilità è la ricchezza di un Paese. Il motivo per cui i rendimenti del nostro BTP sfiorano ormai il 7% è che nessuno dà in prestito soldi a un soggetto inaffidabile: e s elo fa chiede in cambio un premio elevato. E' questo l'unico senso rilevante del termine "credibilità". Potrà sembrare incredibile, ma fra le donnine di Arcore al 7% di rendimento del nostro titolo decennale c'è una linea di continuità chiarissima, La cosa più triste è che, con un po' di sforzo, poteva essere vista anche nel marzo del 1994.

#6 da Tommaso Trucolo, inviato il 7/11/2011
I Btp, sempre che possa permettermeli li comprero' quando avremo un governo ed un presidente del consiglio credibili, e non chi sopravvive di vegognosi condoni per continuare un'agonia senza senso ne progettualita'. Per ora i Btp li lascio volentieri alla BCE TT

#5 da Asio otus, inviato il 7/11/2011
Il debito lo abbiamo fatto noi? Io non ero nemmeno nato quando ha inziato a salire a dismisura!

#4 da giovanni porcu, inviato il 7/11/2011
caro Giuliano, NON hai ragione a sostenere che il debito lo abbiamo fatto noi....lo hanno fatto LORO!!!! qualcuno, credo la minestra Giorgia Meloni, ha proposto di pagare i parlamentari con BTP.. :D ecco una proposta sensata! detto poi da uno di LORO direi che assume molto valore, oserei dire impegno e responsabilità. allora, che sia, accettiamo, ma su dai, paghiamoli in BTP, chi è d'accordo alzi la mano

#3 da A.I., inviato il 7/11/2011
Personalmente, comprerei anche (concessivo)buoni del tesoro domestici, a condizione che (condicio sine qua non), avendo comprato uno stake in codesto PAese, possa FINALMENTE INCIDERE SULLE SCELTE gestionali, sulle competenza del management, sugli sprechi, etc, etc, etc,.

QUindi, comprerei un controvalore di 10.000 euro di bot domani alle 10 - dopo aver controllato se il Paese esista ancora, sia vivo, e vitale -.. In seguito,. ulteriori 20,000.00 appena va a casa l'anti-premier e l'anti-politica. E sono sempre serio. Ed altri 10.000 appena ritorna a casa anche il FMI (che, come noto, e sanno bene anche in America Latina, ha fatto qualche "pasticcio").
Tuttavia, in seguito, sarei costretto a rivenderli, se 1( i parlamentari non si riducono gli emolumenti; ") non si formino, studino e siano competenti.2) inizino a governare seriamente
Perché, senza risultare qualunquista, mi domando: perché un parlamentare italiano riceve al mese il doppio dei membri della lower-house britannica, per andare ad alzare la manina per approvare leggi che, anche tecnicamente, fanno schifo? 3 die pro settimana? 2/3 orette al giorno?
o a giocare con l'I-pAd?

La non-soluzione che ne disacende, rimanda viziosamente, e tautologicamente, al VERO QUESITO PRELIMINARE, che è il seguente:.
chi investirebbe mai i propri soldi in una società che ha un sacco di debiti, non fa utili e trimestre dopo trimestre peggiora la sua situazione patrimoniale??
qualunque metodo si utilizzi DCF, VAn etc etc, il risultato dell'investimento è sempre negativo, ed ampiamento sotto lo zero!
Alternativamente, si potrebbero acquistare i titoli di stato, solo se fossero garantiti da qualcosa di "reale" (non solo dalla cartula), ossia terreni e/o altre proprietà. Allora, forse, potremmo iniziarci a ragionare (non so ancora se del tutto) seriamente.
Se lo Stato non sarà in grado di ripagare il titolo alla scadenza, il sottoscrittore acquisirebbe la proprietà del bene dato in garanzia. Così facendo, si sosterrebbe lo Stato, evitando che gli assets dello stato finiscano in mano straniere, e nel contempo non rischieremmo di perdere tutto.
A mio avviso, tertium non datur. Aut/aut
Viceversa, ove le predette condizioni non fossero soddisfatte, ciò equivarrebbe a ri-finanziare la casta e i suoi privilegi. con gente che non sa neppure dire ciao in inglese
l'esito, quindi ,sarebbe che tutti vorrebbero andare nell'anti-parlamento a non, o anti-governare, e tra dieci anni ci si trova con 3 trillion di debito che però, nel frattemtpo, è diventato PRIVATO!!!!!!!
No thanks
Patriottismo e Sicurezza


#2 da romano perissinotto, inviato il 7/11/2011
Caro Stefano, il tuo sfogo rappresenta il coro di moltissimi Imprenditori, in particolare i piccoli e medi, che si vedono giorno dopo giorno aumentare le difficolta' operative e finanziarie dello loro Aziende. Stringono i denti, in certi casi non percepiscono il loro compe so per far fronte agli impegni ed alle scadenze. Mi domando: fino a quando sara' possibile tutto questo? Occorre agire in direzione di una maggiore agevolazione al credito e di una politica di riforme fiscali che consenta un ripresa dei consumi interni: occorre mettere nelle condizioni la "gente" di riavere fiducia e sentirsi cosi' stimolata e propensa. Occorre in sintesi un reset !

#1 da giovanni marino, inviato il 7/11/2011
caro saggio quarantenne, è proprio così.
spero che si convincono tutti e con coraggio favoriscano l'aggregazione di persone nuove, oneste e capaci perchè solo loro ci potranno giudare ad un nuovo periodo di prosperità e giustizia sociale



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