E' tempo di voltare pagina
5 misure per uscire dall'emergenza
di
Italia Futura ,
pubblicato il 3 novembre 2011
L’Italia è entrata in una fase di emergenza, in cui
sono in gioco i risparmi degli italiani, i posti di lavoro, la tenuta del paese e la sua permanenza nella zona Euro. Da maggioranza e opposizione non arrivano però risposte adeguate.
Lunedì 31 ottobre
Luca di Montezemolo, in una
lettera pubblicata su Repubblica, ha elencato cinque punti che “se attuati simultaneamente e accompagnati da un
grande piano di rilancio dell’immagine internazionale dell’Italia, rappresenterebbero
un valido argine alla speculazione, ridarebbero una prospettiva di
crescita al paese e opererebbero nella direzione di una
maggiore equità sociale”:
1)
La patrimoniale sullo Stato: prima di chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini,
la politica e le istituzioni devono mettere mano ai loro stessi costi.
2)
Tutti uguali davanti al lavoro, non solo libertà di licenziare:
vanno aboliti i contratti a termine (mantenendo solo quelli fisiologici e stagionali),
sostituendoli con un contratto unico, a tempo indeterminato, che consenta il licenziamento per motivi economici o organizzativi, ma che protegga il lavoratore dalle discriminazioni.
3)
Un nuovo patto fiscale: abbattere le aliquote su lavoratori e imprese. Con l’introduzione di
una imposta permanente sulle grandi fortune e l’abolizione degli incentivi alle imprese si potrebbe
tagliare in maniera radicale l’Irap. Mentre,
vincolando per legge i proventi della lotta all’evasione alla diminuzione dell’Irpef, ad iniziare dai redditi medi e bassi, si creerebbero le condizioni per
un positivo conflitto di interessi tra chi paga e chi evade.
4)
Pensioni: abolire quelle di anzianità e passare ad un sistema interamente contributivo. Una parte consistente dei proventi generati andranno utilizzati per investire in
un welfare dedicato ai giovani e alle donne.
5)
Liberalizzazioni: la lista dei settori in cui operare è lunghissima. È fondamentale che insieme ai provvedimenti di apertura alla concorrenza
si rafforzino i poteri dell’Antitrust per dare agli investitori la garanzia del rispetto delle regole.
Questo Governo non è in grado di mettere in campo simili provvedimenti. L’opposizione ha una linea di politica economica confusa e non può ora garantire quanto richiesto dall’Europa.
Le elezioni non rappresenterebbero dunque una soluzione e paralizzerebbero il paese.
L’urgenza della situazione richiede invece soluzioni immediate:
l’unica strada per salvare il paese passa oggi attraverso un governo di salute pubblica, che metta immediatamente in atto le misure necessarie per restituire credibilità internazionale e rimettere in moto l’Italia.
Convinti che
la voce della società civile - e di chi la rappresenta - debba oggi
farsi sentire in maniera chiara e netta, abbiamo rivolto, martedì 1 novembre, un
appello alle associazioni del mondo produttivo perché anche loro chiedano subito di voltare pagina.
Non si tratta di sostituirsi alla politica ma di chiedere, con fermezza e rispetto, alla politica di ritrovare la forza e il coraggio per
fare subito ciò che serve all'Italia.
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