Il laboratorio dei giovani per una nuova Calabria

Come un torrente tra le rocce

di Io resto in Calabria , pubblicato il 3 novembre 2011
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"Capannone industriale dato alle fiamme", "Piccione morto davanti la porta del sindaco", "Bomba distrugge negozio di scarpe"...

Questi sono solo alcuni dei titoli che danno il buongiorno ai cittadini calabresi. La situazione è allarmante, il territorio in molti casi abbandonato a se stesso, visti i tagli cui sono sottoposte le Forze dell'Ordine. Ma, comunque, in tutto questo marasma che favorisce l'attecchire del modello culturale della 'Ndrangheta, non passa giorno che gli uomini di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, i Procuratori e i Magistrati calabresi non effettuino arresti e sequestri di beni milionari.

Agli sforzi delle Forze dell'Ordine vanno però abbinati modelli culturali ed esempi, differenti da quelli attuali.

La classe politica calabrese non è di certo un esempio da seguire, tra indagati per voto di scambio, comuni sciolti per infiltrazione mafiosa e un Presidente regionale che verrà  presto ascoltato dai giudici per possibile "falso in bilancio" ai tempi in cui era sindaco del comune di Reggio Calabria; è per questo che nel 2009 è nata l'Associazione "Io resto in Calabria", che alimentata dalla forza del suo fondatore Pippo Callipo, opera come un torrente tra le appuntite rocce di un territorio difficile, in cui non si sa mai se il proprio interlocutore è bianco, nero o parte di quella zona grigia sempre più vasta e rimpolpata negli ultimi mesi dai morsi della crisi che spingono imprenditori e cittadini a cercare "riparo" e soluzioni tra le sempre accoglienti braccia della 'Ndrangheta e non nella più difficoltosa ricerca di cambiamento.

Anche per questo, la malavita organizzata negli ultimi mesi ha alzato la voce e il tiro, le intimidazioni avvengono in pieno giorno e in comuni sinora "tranquilli" a discapito di attività  che finora hanno sempre rinunciato a pagare il pizzo. Proprio per contrastare questa pressione sempre più asfissiante per le imprese ed il territorio, Io resto in Calabria sta costruendo all'interno del progetto "Calabria Day" la rete delle aziende positive, quelle che con coraggio resistono e perseguono la legalità .

Solo con l'unione di soggetti sani è possibile mostrare, soprattutto ai giovani calabresi, che un'alternativa reale al malaffare e al compromesso è davvero possibile. Solo con una rete sana ci si può opporre alla violenza cieca e becera del sistema mafioso che pervade ogni ambito di questa terra. Il racconto delle esperienze di resistenza al sistema, la conoscenza della Calabria laboriosa, l'esempio di imprenditori e associazioni: questi sono gli ingredienti che possono risvegliare nei calabresi la voglia di normalità , che metta all'angolo prima ancora della 'Ndrangheta la mentalità  mafiosa ed omertosa.

Io resto in Calabria è in buona sostanza un laboratorio formato da giovani che lavorano per far sorgere l'alba di una nuova Calabria, capace di far spiccare le eccellenze che vi sono e di far restare, con le doverose prospettive di lavoro e realizzazione personale, i propri migliori talenti. Certo non è un processo che avverrà  in tempi rapidi, ma così come fa un torrente quotidianamente si modella poco a poco il paesaggio, buttando a mare i detriti e spuntando le pietre più aguzze.




tag:  calabria   legalità   impegno   callipo   talenti   ndrangheta  


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#5 da giovanni Laganà, inviato il 5/11/2011
I RIFORMISTI COORDINAMENTO REGIONALE CALABRIA In Italia stiamo vivendo momenti veramente fibrillanti, il nostro Paese è appeso alla volontà ed al rispetto d’alcuni programmi dettati dall’Europa che, difficilmente saranno rispettati, per l’incapacità e la debolezza di un Governo Berlusconi che ormai sta facendo vedere i titoli di coda. Si sta verificando qualcosa di molto grave ed anomalo nella storia Repubblicana del nostro Paese. Personalismi ed interessi di varia natura di chi ci governano oggi vincono di fronte alla catastrofe che sta travolgendo l’Italia, e mentre ormai da tutte le parti, anche dall’interno del PDL, si chiede a Berlusconi di fare un passo indietro per far sì che possa nascere un Governo di Larghe Intese, il Cavaliere ed i suoi fedelissimi continuano imperterriti a non voler guardare in faccia la realtà. In questa situazione di gravissima crisi economica sono sempre i più deboli a pagare di più. Come I RIFORMISTI Calabresi, crediamo che la situazione politica economica reggina è lo specchio di quello che sta succedendo nel Paese, con una sola gran differenza che, mentre ormai in Italia si è resi conto che un periodo politico è finito a Reggio non sola di questo non se ne parla più, ma sembra che si viva in una città normale dove non ci sono debiti, non esistono creditori, dove mensilmente gli operatori di Leonia, d’Acquereggine ed altre società sono regolarmente pagato e dove nessuno dico nessuno delle forze politiche presenti in Consiglio chiede conto del percorso intrapreso dall’Amministrazione Comunale. Noi, non siamo tra quelli che, affermano che, chi ha portato le castagne al fuoco le tiri fuori, noi siamo quelli che, abbiamo a cuore, la città i lavoratori, le imprese e tutto quello che ruota dentro per far ripartire una macchina ormai logora e ferma, quella dell’economia cittadina, così come siamo sempre più convinti di chi ha sbagliato deve pagare. Chi ha portato Reggio in questo stato, deve avere il coraggio di tirare le conclusioni anche sul suo percorso politico. Come I RIFORMISTI, vorremmo chiedere al Sindaco Arena, se lui oggi è in grado di garantire quanto promesso e fatto con le sue dichiarazioni programmatiche in Consiglio Comunale, per la realizzazione del suo Programma. Crediamo proprio di no e quindi che intenzione ha il nostro primo cittadino, continuare a vivere alla giornata, oppure prendere atto che quanto detto e fatto qualche mese addietro è aria fritta? In politica come nella vita bisogna avere il coraggio e la dignità di guardare in faccia la realtà. Al nostro caro Sindaco, persona e professionista da noi stimata, chiediamo di fare per il bene di Reggio quello che in queste ore non sta facendo il Presidente del Consiglio dei Ministri, suo riferimento politico nazionale. Sindaco Arena, Reggio non si può permettersi più il lusso, “ del tira a campari”, soprattutto ora in una situazione di grave crisi economica. La invitiamo pubblicamente a dire cosa vorrà fare in questi cinque anni di sua guida amministrativa. Noi I RIFORMISTI Calabresi e Reggini siamo convinti che anche a Reggio debba nascere un nuovo GOVERNO DI RISANAMENTO Pubblico, tra tutte quelle forze politiche, e gente di buona volontà che ha a cuore le sorti di questa nostra città, lo diciamo con forza perché Le riconosciamo capacità professionale e una gran dote di persona per bene. Ci consenta, però di muoverle qualche appunto su questo breve periodo di Sua Amministrazione, noi crediamo che Lei non sia politicamente una persona libera e questo lo frena su tutto ed in particolare modo nel voler coprire vecchie gestioni amministrative. Guardi Sindaco Lei, sarà stato un caso, resterà nella storia di questa città come quel primo cittadino che ha tirato fuori della palude Reggio, o sarà quel Sindaco che sancirà il suo definitivo declino. Noi oggi questo Le chiediamo, e se questo percorso da noi proposto Governo delle Grandi Intese non la convincesse proprio ce né un altro più veloce ed efficace SI DIMETTA, per il rispetto della Sua persona, ma soprattutto per il bene di Reggio. C’è una nostra piana disponibilità ad un confronto, facendoci promotori d’iniziative pubbliche sull’argomento chiedendo incontri preliminari con tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale, con le parti sociali, ma soprattutto con quei lavoratori che aspettano la fine del mese per andare a percepire il dovuto dopo le fatiche affrontate. Su questo e per questo siamo pronti a fare la nostra parte. Giovanni LAGANA’ Coordinatore Regionale

#4 da giovanni marino, inviato il 5/11/2011
mi dispiace che non avete pubblicato il mio commento di ieri.
mi rendo perfettamente conto che è fuori dagli schemi che vuole mettere i buoni da una parte ed i cattivi dall'altra.
Aggiungo che conosco persone appartementi a questa associazione Io resto in Calabria che a mio parere guarda più per un accreditamento politico che alla sostanza delle cose dette.
Sono un semplice iscritto ad Italia Futura ed un pacifico rivoluzionario ed un sognatore e non vorrei ritrovarmi a fianco degli sconfitti ed ai trombati di ieri per la ricostruzione del mostro Paese e del nostro territorio.
Vi prego di non pubblicare nemmeno questo commento. grazie

#3 da Giovanni LAGANA', inviato il 4/11/2011
I RIFORMISTI COORDINAMENTO REGIONALE CALABRIA In Italia stiamo vivendo momenti veramente fibrillanti, il nostro Paese è appeso alla volontà ed al rispetto d’alcuni programmi dettati dall’Europa che, difficilmente saranno rispettati, per l’incapacità e la debolezza di un Governo Berlusconi che ormai sta facendo vedere i titoli di coda. Si sta verificando qualcosa di molto grave ed anomalo nella storia Repubblicana del nostro Paese. Personalismi ed interessi di varia natura di chi ci governano oggi vincono di fronte alla catastrofe che sta travolgendo l’Italia, e mentre ormai da tutte le parti, anche dall’interno del PDL, si chiede a Berlusconi di fare un passo indietro per far sì che possa nascere un Governo di Larghe Intese, il Cavaliere ed i suoi fedelissimi continuano imperterriti a non voler guardare in faccia la realtà. In questa situazione di gravissima crisi economica sono sempre i più deboli a pagare di più. Come I RIFORMISTI Calabresi, crediamo che la situazione politica economica reggina è lo specchio di quello che sta succedendo nel Paese, con una sola gran differenza che, mentre ormai in Italia si è resi conto che un periodo politico è finito a Reggio non sola di questo non se ne parla più, ma sembra che si viva in una città normale dove non ci sono debiti, non esistono creditori, dove mensilmente gli operatori di Leonia, d’Acquereggine ed altre società sono regolarmente pagato e dove nessuno dico nessuno delle forze politiche presenti in Consiglio chiede conto del percorso intrapreso dall’Amministrazione Comunale. Noi, non siamo tra quelli che, affermano che, chi ha portato le castagne al fuoco le tiri fuori, noi siamo quelli che, abbiamo a cuore, la città i lavoratori, le imprese e tutto quello che ruota dentro per far ripartire una macchina ormai logora e ferma, quella dell’economia cittadina, così come siamo sempre più convinti di chi ha sbagliato deve pagare. Chi ha portato Reggio in questo stato, deve avere il coraggio di tirare le conclusioni anche sul suo percorso politico. Come I RIFORMISTI, vorremmo chiedere al Sindaco Arena, se lui oggi è in grado di garantire quanto promesso e fatto con le sue dichiarazioni programmatiche in Consiglio Comunale, per la realizzazione del suo Programma. Crediamo proprio di no e quindi che intenzione ha il nostro primo cittadino, continuare a vivere alla giornata, oppure prendere atto che quanto detto e fatto qualche mese addietro è aria fritta? In politica come nella vita bisogna avere il coraggio e la dignità di guardare in faccia la realtà. Al nostro caro Sindaco, persona e professionista da noi stimata, chiediamo di fare per il bene di Reggio quello che in queste ore non sta facendo il Presidente del Consiglio dei Ministri, suo riferimento politico nazionale. Sindaco Arena, Reggio non si può permettersi più il lusso, “ del tira a campari”, soprattutto ora in una situazione di grave crisi economica. La invitiamo pubblicamente a dire cosa vorrà fare in questi cinque anni di sua guida amministrativa. Noi I RIFORMISTI Calabresi e Reggini siamo convinti che anche a Reggio debba nascere un nuovo GOVERNO DI RISANAMENTO Pubblico, tra tutte quelle forze politiche, e gente di buona volontà che ha a cuore le sorti di questa nostra città, lo diciamo con forza perché Le riconosciamo capacità professionale e una gran dote di persona per bene. Ci consenta, però di muoverle qualche appunto su questo breve periodo di Sua Amministrazione, noi crediamo che Lei non sia politicamente una persona libera e questo lo frena su tutto ed in particolare modo nel voler coprire vecchie gestioni amministrative. Guardi Sindaco Lei, sarà stato un caso, resterà nella storia di questa città come quel primo cittadino che ha tirato fuori della palude Reggio, o sarà quel Sindaco che sancirà il suo definitivo declino. Noi oggi questo Le chiediamo, e se questo percorso da noi proposto Governo delle Grandi Intese non la convincesse proprio ce né un altro più veloce ed efficace SI DIMETTA, per il rispetto della Sua persona, ma soprattutto per il bene di Reggio. C’è una nostra piana disponibilità ad un confronto, facendoci promotori d’iniziative pubbliche sull’argomento chiedendo incontri preliminari con tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale, con le parti sociali, ma soprattutto con quei lavoratori che aspettano la fine del mese per andare a percepire il dovuto dopo le fatiche affrontate. Su questo e per questo siamo pronti a fare la nostra parte. Giovanni LAGANA’ Coordinatore Regionale Reggio Calabria 04/11/11

#2 da giovanni marino, inviato il 4/11/2011
sono calabrese anche io e più precisamente un calabrese di ritorno nel senso che dopo la laurea sono andato a lavorare e vivere a New York per fare poi ritorno.
Dal mio rientro ho vissuto laceranti conflitti sui confronti di stile di vita; rispretto delle regole; finanche di guida e di posteggio dell'auto.
Del resto questa esperienza la sperimentano tutti cloro che con un minimo di attenzione fanno un viaggio all'estero.
Voglio dire che il problema della Calabria non è solo di criminalità organizzata con tutte le sue sfumature.
E'di cultura.
Noi viviamo ancora di una cultura arcaica nonostante internet.Non abbiamo mai sperimentato la competizione sia a scuola che sul posto di lavoro ed andiamo (ancora) cercando le scorciatoie per superare l'esame, qualsiasi eseme, e la raccomandazione per il posto di lavoro senza la minima intenzione produttiva: Da noi lavorano i fessi- si dice.
Sono daccordo con queste iniziative che svegliano le coscienze ma onestramente sono anche sospettoso perchè ho imparato che quì da noi ( quasi )nessuno fa nulla per nulla.
Penso che prima di tutto è mecessario vivere onestamente, essere solidale e rispettoso delle regole e nel nostro piccolo essere di esempio per gli altri. Non faccio parte di coloro lottano contro le mafie perchè credo che non tocchi al popolo combattere e mi limito semplicemente ad ingrossare le fila silenziose di coloro che invece fanno qualcosa di concreto per gli altri, onestamente, e nel rispetto della diglità di ognuno.



#1 da Alfredo Lanzellotti, inviato il 3/11/2011
io sono Calabrese, ed oggi ho scoperto questa associazione che mi da un piccola speranza in ciò che sogno: far crescere la mia regione. Farla crescere nella meritocrazia, nello sfruttamento del turismo e nel riscoprimento di quella forza e volontà che solo noi Calabresi abbiamo. Ho voglia di restare, anche se solo il cuore mi trattiene, la ragione mi porta lontano dove possa sfruttare le mie conoscenze che a poco a poco, non allenate a dovere, ho paura di perdere! Cercherò di conoscere meglio questa associazione, magari insieme un muro si può abbattere!



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