L’Italia è entrata in una fase di drammatica emergenza. Lo
spread ha raggiunto
livelli che, se mantenuti nel tempo, renderebbero il peso del debito
insostenibile. Tutto lascia pensare che nei prossimi giorni la situazione potrebbe continuare a peggiorare, trascinando il nostro paese in una spirale da cui sarà sempre più difficile uscire.
La tempesta finanziaria che si sta abbattendo sull'intera area dell'euro non è imputabile all'esecutivo, e le stesse debolezze strutturali dell'Italia vengono da
un quindicennio di non scelte di cui portano responsabilità coalizioni di centro destra e centro sinistra. E' però oramai evidente che
il Governo non è in grado di mettere in campo provvedimenti all'altezza della situazione.
C’è l’assoluta necessità di varare
un piano incisivo di riforme che dia il segno concreto di un'inversione di rotta, insieme ad
un'azione di rilancio dell'immagine internazionale del paese. Nella vostra lettera al Governo dello scorso 18 ottobre, che seguiva numerosi ultimatum già indirizzati all'esecutivo, avevate correttamente indicato un percorso di riforme da intraprendere immediatamente.
Ad oggi nulla è stato fatto.
La lettera dell'esecutivo all'UE è manifestamente
insufficiente, sia per la vaghezza degli impegni presi, sia perché non tocca
aspetti fondamentali, come la riforma delle
pensioni e l’alleggerimento del
carico fiscale su imprese e lavoratori. Nessun taglio significativo ai
costi della politica e della burocrazia è stato varato, ed anche per questo
la fiducia dei cittadini, a cui si chiederanno inevitabilmente ulteriori sacrifici, nelle istituzioni
peggiora ogni giorno.
Siamo di fronte ad un'emergenza che non ha precedenti nella storia recente del paese.
In gioco ci sono i risparmi dei cittadini, i posti di lavoro, la tenuta del paese e dell’area Euro. Non c'è più tempo da perdere, il momento degli ultimatum è passato.
Crediamo sia responsabilità di tutte le forze e le associazioni che operano nella società civile, ed in particolare di quelle che difendono gli interessi di imprese e lavoratori, dire chiaramente che è tempo di voltare pagina.
Al di là dell’opinione che ognuno ha dell’operato del Governo, è palese che la straordinarietà dei rischi che corriamo richiede, da parte della politica,
una risposta altrettanto straordinaria. Il Presidente del Consiglio che, in un periodo di normale amministrazione, avrebbe tutto il diritto di traguardare la fine della legislatura deve
prendere atto della situazione oggettiva in cui versa il paese.
Solo un Governo che raccolga dietro di sé un amplissimo schieramento di forze politiche può oggi dare concreta applicazione ad un piano di salvataggio del paese. Questa convinzione è
largamente diffusa tra i parlamentari dei diversi schieramenti, che hanno spesso timore di uscire allo scoperto, anche
a causa di una legge elettorale che premia l'obbedienza piuttosto che la coerenza con le proprie opinioni.
Per questo la voce della classe dirigente della società civile deve
farsi sentire in maniera chiara e netta. Dobbiamo dare coraggio alle tante persone per bene che operano nella politica e che vogliono agire nell'interesse del paese. Avere rispetto delle istituzioni e consapevolezza del proprio ruolo e delle proprie responsabilità richiede, in questo drammatico momento, di abbandonare prospettive individuali e interessi di categoria e di agire avendo come riferimento solo
il bene del paese. Non si tratta di sostituirsi alla politica ma di chiedere, con fermezza e rispetto, alla politica di ritrovare la forza e il coraggio per
fare subito ciò che serve all'Italia.