Appello alle associazioni del mondo produttivo

E' tempo di voltare pagina

di Italia Futura , pubblicato il 1 novembre 2011
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L’Italia è entrata in una fase di drammatica emergenza. Lo spread ha raggiunto livelli che, se mantenuti nel tempo, renderebbero il peso del debito insostenibile. Tutto lascia pensare che nei prossimi giorni la situazione potrebbe continuare a peggiorare, trascinando il nostro paese in una spirale da cui sarà sempre più difficile uscire.

La tempesta finanziaria che si sta abbattendo sull'intera area dell'euro non è imputabile all'esecutivo, e le stesse debolezze strutturali dell'Italia vengono da un quindicennio di non scelte di cui portano responsabilità coalizioni di centro destra e centro sinistra. E' però oramai evidente che il Governo non è in grado di mettere in campo provvedimenti all'altezza della situazione.

C’è l’assoluta necessità di varare un piano incisivo di riforme che dia il segno concreto di un'inversione di rotta, insieme ad un'azione di rilancio dell'immagine internazionale del paese. Nella vostra lettera al Governo dello scorso 18 ottobre, che seguiva numerosi ultimatum già indirizzati all'esecutivo, avevate correttamente indicato un percorso di riforme da intraprendere immediatamente. Ad oggi nulla è stato fatto.

La lettera dell'esecutivo all'UE è manifestamente insufficiente, sia per la vaghezza degli impegni presi, sia perché non tocca aspetti fondamentali, come la riforma delle pensioni e l’alleggerimento del carico fiscale su imprese e lavoratori. Nessun taglio significativo ai costi della politica e della burocrazia è stato varato, ed anche per questo la fiducia dei cittadini, a cui si chiederanno inevitabilmente ulteriori sacrifici, nelle istituzioni peggiora ogni giorno.

Siamo di fronte ad un'emergenza che non ha precedenti nella storia recente del paese. In gioco ci sono i risparmi dei cittadini, i posti di lavoro, la tenuta del paese e dell’area Euro. Non c'è più tempo da perdere, il momento degli ultimatum è passato. Crediamo sia responsabilità di tutte le forze e le associazioni che operano nella società civile, ed in particolare di quelle che difendono gli interessi di imprese e lavoratori, dire chiaramente che è tempo di voltare pagina.

Al di là dell’opinione che ognuno ha dell’operato del Governo, è palese che la straordinarietà dei rischi che corriamo richiede, da parte della politica, una risposta altrettanto straordinaria. Il Presidente del Consiglio che, in un periodo di normale amministrazione, avrebbe tutto il diritto di traguardare la fine della legislatura deve prendere atto della situazione oggettiva in cui versa il paese.

Solo un Governo che raccolga dietro di sé un amplissimo schieramento di forze politiche può oggi dare concreta applicazione ad un piano di salvataggio del paese. Questa convinzione è largamente diffusa tra i parlamentari dei diversi schieramenti, che hanno spesso timore di uscire allo scoperto, anche a causa di una legge elettorale che premia l'obbedienza piuttosto che la coerenza con le proprie opinioni.

Per questo la voce della classe dirigente della società civile deve farsi sentire in maniera chiara e netta. Dobbiamo dare coraggio alle tante persone per bene che operano nella politica e che vogliono agire nell'interesse del paese. Avere rispetto delle istituzioni e consapevolezza del proprio ruolo e delle proprie responsabilità richiede, in questo drammatico momento, di abbandonare prospettive individuali e interessi di categoria e di agire avendo come riferimento solo il bene del paese. Non si tratta di sostituirsi alla politica ma di chiedere, con fermezza e rispetto, alla politica di ritrovare la forza e il coraggio per fare subito ciò che serve all'Italia.



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tag:  appello   società civile   spread   crisi   debito   voltare pagina   riforme   interesse nazionale   risparmi   posti di lavoro  


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#14 da Sirio, inviato il 3/11/2011
Un parlamento di dipendenti non sarà mai in grado di tutelare gli interessi dell'Italia piuttosto che quelli del datore di privilegi. Ovviamente pagano gli italiani di tasca propria.

#13 da Massimiliano S., inviato il 3/11/2011
Avanti di questo passo il nostro Paese andrà incontro al default, trascinandosi dietro l'Europa intera. Non c'é più tempo da perdere!

#12 da Marco Spina, inviato il 2/11/2011
Il tempo è scaduto. Berlusconi deve lasciare, subito un governo di unità nazionale per le riforme, poi prepariamoci tutti al voto, ma ora dobbiamo stare uniti sulla strada di impegno e sacrificio che ci sono richiesti, siamo italiani, dobbiamo avere convizione e orgoglio!

#11 da Caterina Tanzarella, inviato il 2/11/2011
Mi sento come sicuramente si sono sentiti tutte quelle popolazioni che avevano la voglia di liberarsi da un governo che stava distruggendo la propria nazione ed opprimeva i lavoratori. Quale strumento abbiamo per llontanarlo con la sua casta dal governo dell'Italia. Sono disponibile a collaborare per il nostro futuro

#10 da Maria Grazia Bonfante, inviato il 2/11/2011
Tutte le aree dal welfare ai rifiuti, dall'urbanistica al bilancio si possono cambiare se c'è la volontà politica di farlo anche nelle nostre comunità. E' importante unire le forze del buon senso e fare massa critica.

#9 da Alvaro Schieppati, inviato il 2/11/2011
PERCHE' FA TANTO CLAMORE L'AFFRMAZIONE DI BERLUSCONI sull'euro che non convince?
E' molto semplice, perchè a tempo libero fa il Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana e due giorni prima era a Bruxelles con la sua letterina pieni di impegni per i prossimi mesi e la sua carica gli imporrebbe serietà che poi si traduce in credibilità.

#8 da Eugenio Stucchi, inviato il 2/11/2011
Non capisco perché si faccia tanto clamore per quest'affermazione di Berlusconi. Non ha detto nulla di particolare, ma solo un'ovvietà. Che l'Euro non convinca mi sembra un'affermazione ovvia e sotto gli occhi di tutti, senza bisogno che lo dica nessuno. Berlusconi si è limitato a dire che "il re è nudo", e che fantastico vestito che si vorrebbe indossasse in realtà non esiste. Questo del resto ci dicono i mercati, che ogni giorno scommettono sul fallimento della moneta unica europea. E a ben vedere, con il senno del poi, costringere una decina di paesi diversi, con economie diverse, politiche economiche diverse a stare sotto un'unica moneta, equivale a prendere 10 persone diverse, con età e corporature diverse, ed obbligarle tutte a correre alla stessa velocità. Dopo un paio di giri di riscaldamento, chi è allenato ed in forma continuerà a correre, chi non lo è inevitabilmente inizierà a scoppiare. E.S.

#7 da giovanni Laganà, inviato il 2/11/2011
Credo che, dal dopo guerra ad oggi, un periodo così triste e grave dal punto di vista economico finanziario,il nostro Paese non lo ha mai vissuto. La stragrande maggioranza delle famiglie italiane sono entrate in una fase di depressione, che le vede relegate, giorno dopo giorno, verso uno stato di povertà irreversibile.E' mai possibile che di fronte a questa straordinaria emergenza la "casta" non guardi per un attimo la realtà in cui versa il Paese?. Oggi è necessario che ognuno faccia la propria parte, iniziando a fare un passo indietro. Il primo a doverlo fare sicuramente è il Presidente del Consiglio e poi a ruota tutto il governo. Si faccia nascere un governo di emergenza per tirare fuore il Paese dalla palude.Oggi più che mai è necessario partire dai punti proposti dal Presidente Montezemolo, al quale chiedo con tranquillità e riflessione che i tempi stanno per scadere. E' ora di scendere in campo prepotentemente, sapendo che, l?Italia, ma soprattutto il sud hanno bisogno di un nuovo modo di amministrare,attraverso nuovi programmi ed idee diverse di una politica italiana ormai logora. L'Italia per la sua storia , per quello che realmente è, non può essere condizionata e derisa nè dai Francesi tantomeno dai Tedeschi. Rivendichiamo fortemente l'orgoglio di essere Italiani, chi ci rappresenta attualmente non ha titoli per comportamenti e programmi politici a poterlo fare.

#6 da Renato, inviato il 2/11/2011
... non sono un esperto di economia... e vorrei il parere di qualche esperto ... se per un attimo smettiamo di rincorrere i mercati e ci occupiamo seriamente di riformare il nostro paese ... da un punto di vista strutturale piuttosto che con l'occhio alla sola spesa... non è pensabile che i mercati tornino favorevoli di conseguenza?

#5 da Attilio Tirelli, inviato il 2/11/2011
Fare lobby per l'Italia. Ciò che serve è semplicemente sostituire questa classe politica. Che ogni organizzazione metta in campo i suoi elementi di punta. Dalle parole si passi ai fatti e certamente chiuderemo questo capitolo triste della nostra storia.

#4 da Marco Giganti, inviato il 1/11/2011
Come ho avuto modo di dire più volte, non sono un economista ne un esperto di politica. Ma da cittadino che cerca di seguire con fatica le vicende politiche e finanziarie, mi rendo conto che abbiamo una classe politica sorda e cieca. Cieca da non vedere le innumerevoli manifestazioni svolte da varie categorie che vanno dagli industriali agli studenti, passando dagli allevatori. Sorda da non ascoltare gli innumerevoli appelli giunti da ogni parte (dal Papa compreso). Si può proporre la migliore ricetta, non ci sentono. A mio avviso, visto la straordinarietà della situazione e l'inadeguatezza dl Parlamento, occorre un intervento forte del Presidente della Repubblica. Qualsiasi azione che verrà poi messa in campo sarà comunque sempre molto meglio di ciò che il governo Berlusconi ha fatto finora, niente! (per partecipare al Gruppo Spontaneo marcog_64@yahoo.it)

#3 da garofano, inviato il 1/11/2011
“ La Moneta che non convince.”
A chi era rivolta l’affermazione recente del nostro Presidente del Consiglio ? Quale messaggio subliminale ha voluto lanciare con quell’affermazione per altro smentita a stretto giro di posta, ma soprattutto a chi era indirizzata ? E’ un caso che Obama abbia affermato nel giro di 48 ore “l’Italia è il nostro migliore alleato ?
Quale guerra si stà combattendo,all’insaputa di noi miseri mortali, sullo scenario mondiale. Sicuramente una guerra non guerreggiata con armi tradizionali, bensì con
bordate di miliardi e che però allo stesso modo di altri tipi di guerre, può avere risultati finali devastanti di miseria e distruzione per centinaia di milioni o forse addirittura miliardi di esseri umani.
Chi sono i protagonisti di questa guerra e davvero, forse c’è in ballo l’opzione della supremazia monetaria globale ?
E noto quanta responsabilità ci sia stata da parte degli USA,o meglio delle sue lobbyes ultraliberiste, aggiungerei spregiudicate e ciniche, nello scoppio della crisi finanziaria, rapidamente trasformatasi in crisi anche dell’economia reale che ha investito, come un ciclone, gran parte dell’economie mondiali . Il sistema economico Anglo-Americano, con un Dollaro ,(moneta Unica dominante), fortemente indebolito rispetto ad altre divise prepotentemente cresciute in competizione, in un ruolo quasi subalterno, non consono alla tradizionale logica del suo ruolo mondiale, con pesanti stravolgenti ricadute economico-sociali interne, può aver innescato un processo politico finanziario auto tutelante a danno di altri sistemi di economie organizzate occidentali, come l’Euro Europeo ? Euro per altro mai completamente beneaccettato dall’Inghilterra.
Euro, moneta unica di tanti Stati Europei , guidato dalla Banca Centrale Unica, BCE , costituita ad hoc per la sua nascita, ma appunto come affermato dal nostro
Presidente del Consiglio, penalizzato, rispetto al Dollaro o ad altre divise, dalla mancanza di una centralità di Politica di Governo che ne riduce le potenzialità operative, esponendolo continuamente al rischio di scelte errate o defaiance di singoli membri soci del club Europa, non a caso nei recentissimi sviluppi 2 dei suoi membri, quelli economicamente forse piu forti o forse più semplicemente solo i più autorevoli, hanno potuto e voluto assumersi il ruolo di tutori rispetto alle strategie da imporre agli eventi in corso.

Londra e New York stanno esportando la loro depressione da derivati verso l'UE, con i credit default swap, il corrotto rating delle agenzie, e la loro panoplia di sporchi trucchi finanziari. Non si tratta qui del normale funzionamento dei mercati; abbiamo a che fare con tutti i mezzi di una guerra economica.
Global Research Dr. Webster G. Tarpley.
L'attacco speculativo di Wall Street e delle banche ed hedge fund della City di Londra contro i paesi europei, le banche europee, e l'euro, sta gradualmente crescendo. L'attuale crisi europea non deriva principalmente dai fondamentali economici, ma rappresenta piuttosto un assalto cinicamente programmato condotto dai finanzieri anglo-americani, la cui filosofia è il tradizionale Beggar My Neighbor. L'obiettivo è quello di spostare, anche con il supporto di interessate interfacce europee, l'epicentro della depressione economica e finanziaria mondiale da Londra e New York sul continente europeo, e questa operazione è già in parte riuscita. Londra e New York stanno esportando la loro depressione da derivati verso l'UE, con i credit default swap, il corrotto rating delle agenzie, e la loro panoplia di sporchi trucchi finanziari.
I banchieri zombie di Wall Street mirano ad una rottura caotica dell'euro con l'intenzione di acquistare il vecchio continente a prezzi stracciati. Gli sciacalli della città di Londra stanno cercando di distruggere l'euro come mezzo per soffiare nuova vita nella sterlina britannica moribonda, in modo da mascherare il fatto che la Gran Bretagna è più in bancarotta della stragrande maggioranza degli Stati membri dell'UE. Gli anglo americani operano anche per distruggere l'euro come possibile concorrente per il dollaro nel ruolo di valuta di riserva mondiale per il prezzo del petrolio, le attività degli istituti di credito internazionali, e altre funzioni. Il dollaro è oggi così debole e instabile, che può sopravvivere solo attraverso la caduta di tutte le valute alternative.
Una doppia sfida dunque, una sfida che corre su binari paralleli ma che in uno dei casi almeno rende addirittura legittimi sospetti di mire universali, come si potrebbe evincere dalle innumerevoli dichiarazioni nelle quali, in modo velato o meno, si auspicherebbero necessità di Governi Mondiali per ovviare alle sfide ed alle insufficienze delle Governance locali o di aree.
Sull’altro versante invece la partita riguarda l’influenza politica ed i ruoli geo-strategici che i vari stati o aree macrostatali cercano di mantenere o acquisire rispetto alle altre, sul piano del controllo e della gestione delle risorse e delle economie reali globali, lotte anche in questo caso portate avanti senza esclusione di colpi nel tentativo di difendere o migliorare le condizioni generali dei livelli di vita alle proprie popolazioni e ridurre al minimo i rischi di tracolli sociali interni.
Diventa ovvio che l’Europa, almeno quella dell’Euro, con la sua frammentazione gestionale interna, con le enormi differenze economico-sociali che ne caratterizzano le varie sue aree, sia, in questo contesto generale, la più esposta. Ed infatti è a partire proprio dalle sue aree più fragili che l’attacco della politico-speculazione ha cominciato a marcare i suoi successi e bene hanno fatto Germania e Francia a prendere, speriamo provvisoriamente, le redini del discorso reattivo in mano, ci sarebbe naturalmente da ovviare che, in questo enorme gioco allo scaricabarile, anch’esse non abbiano saputo esimersi dal condurre il gioco con occhi di riguardo per le proprie realtà e che le ricette propinate agli altri siano state farcite con gigantesche , se non unicamente dosi, di neoliberismo sfrenato, proprio quelle alle origini delle violente scosse che hanno squassato il mondo, quelle contro le quali tutti dovrebbero ribellarsi e che fanno parte di quel maledetto gioco al massacro nel quale la nostra amata BCE , ricordiamolo priva di vincoli politico-sociali, è abituata a giocare da comprimaria.
Così l’Italia ed altri Paesi si sono viste Commissariare le proprie gestioni interne con l’imposizione di provvedimenti che all’avviso di molti finiranno per intorpidire e rendere ancora più precarie le loro condizioni interne.
Ai soldati della Legione Straniera veniva detto da subito che in missione chi cadeva stremato o ferito sarebbe stato abbandonato al suo destino lungo la strada, è così per le misure imposte dalla BCE ad alcuni Governi Europei, ed è così che alcuni Governi, accettandole senza remore, tenteranno di fare nei confronti di una parte del loro Popolo, quando invece gli sforzi massimi dovrebbero essere spesi nel combattere il sistema e cambiarlo radicalmente.
Tutti sanno che una famiglia indebitata è obligata a ridurre drasticamente il suo tenore di vita e a cercare di aumentare le proprie entrate per tentare di pagare il debito contratto i cui interessi, specie se calcolati da strozzini, possono condurla alla distruzione totale.
L’Italia può uscirne, deve rapidamente dimezzare il suo debito publico ed utilizzare i maggior risparmi nel rilancio della propria economia forzandone i consumi interni e puntando alla innovazione tecnologica con prodotti rivoluzionari da destinare alla sola esportazione, trovare vie di fuga e nuovi mercati per i propri prodotti verso aree non ancora egemonizzate dal neocolonialismo altrui, certo giocando anche sporco,deve infine rammodernare la propria struttura burocratica rendendola, rapida, agevole, impermeabile alla corruzione.
Altro che alleggerimenti ai vincoli sui licenziamenti, cosa ciazzeccano con lo sviluppo provvedimenti simili, peccato siano proposizioni di un Ministro formatosi alla scuola del Socialismo, evidentemente una filosofia complicata visto che da essa in alcuni casi, siano generati, quando cattivi allievi, veri scombinati ibridi culturali,provvedimenti destinati a ridurre ulteriormente la tranquillità sociale nel futuro, vero freno all’espansionismo economico interno per una popolo,quando privato di serenità nel proprio futuro, oppure, più Machiavellicamente destinati a spostare la bomba sociale giovanile verso fascie di popolazione più anziane e quindi illusoriamente meno in grado di ribellarsi ?
No la strada maestra è la coesione sociale attraverso l’eliminazione di tutti i contratti di lavoro atipici e un accordo con tutte le organizzazioni sociali, per contratti territoriali, anche diversificati nei contenuti in base alle lavorazioni ed alle tipologie di lavoro trattate, dove siano compresi principi di corresponsabilità relative agli andamenti aziendali, ma anche principi di condivisione di utili e profitti, il tutto con pesanti sanzioni penali per chi bleffa o ciurla nel manico.
Ciminello Giacinto.






“ La Moneta che non convince.”
A chi era rivolta l’affermazione recente del nostro Presidente del Consiglio ? Quale messaggio subliminale ha voluto lanciare con quell’affermazione per altro smentita a stretto giro di posta, ma soprattutto a chi era indirizzata ? E’ un caso che Obama abbia affermato nel giro di 48 ore “l’Italia è il nostro migliore alleato ?
Quale guerra si stà combattendo,all’insaputa di noi miseri mortali, sullo scenario mondiale. Sicuramente una guerra non guerreggiata con armi tradizionali, bensì con
bordate di miliardi e che però allo stesso modo di altri tipi di guerre, può avere risultati finali devastanti di miseria e distruzione per centinaia di milioni o forse addirittura miliardi di esseri umani.
Chi sono i protagonisti di questa guerra e davvero, forse c’è in ballo l’opzione della supremazia monetaria globale ?
E noto quanta responsabilità ci sia stata da parte degli USA,o meglio delle sue lobbyes ultraliberiste, aggiungerei spregiudicate e ciniche, nello scoppio della crisi finanziaria, rapidamente trasformatasi in crisi anche dell’economia reale che ha investito, come un ciclone, gran parte dell’economie mondiali . Il sistema economico Anglo-Americano, con un Dollaro ,(moneta Unica dominante), fortemente indebolito rispetto ad altre divise prepotentemente cresciute in competizione, in un ruolo quasi subalterno, non consono alla tradizionale logica del suo ruolo mondiale, con pesanti stravolgenti ricadute economico-sociali interne, può aver innescato un processo politico finanziario auto tutelante a danno di altri sistemi di economie organizzate occidentali, come l’Euro Europeo ? Euro per altro mai completamente beneaccettato dall’Inghilterra.
Euro, moneta unica di tanti Stati Europei , guidato dalla Banca Centrale Unica, BCE , costituita ad hoc per la sua nascita, ma appunto come affermato dal nostro
Presidente del Consiglio, penalizzato, rispetto al Dollaro o ad altre divise, dalla mancanza di una centralità di Politica di Governo che ne riduce le potenzialità operative, esponendolo continuamente al rischio di scelte errate o defaiance di singoli membri soci del club Europa, non a caso nei recentissimi sviluppi 2 dei suoi membri, quelli economicamente forse piu forti o forse più semplicemente solo i più autorevoli, hanno potuto e voluto assumersi il ruolo di tutori rispetto alle strategie da imporre agli eventi in corso.

Londra e New York stanno esportando la loro depressione da derivati verso l'UE, con i credit default swap, il corrotto rating delle agenzie, e la loro panoplia di sporchi trucchi finanziari. Non si tratta qui del normale funzionamento dei mercati; abbiamo a che fare con tutti i mezzi di una guerra economica.
Global Research Dr. Webster G. Tarpley.
L'attacco speculativo di Wall Street e delle banche ed hedge fund della City di Londra contro i paesi europei, le banche europee, e l'euro, sta gradualmente crescendo. L'attuale crisi europea non deriva principalmente dai fondamentali economici, ma rappresenta piuttosto un assalto cinicamente programmato condotto dai finanzieri anglo-americani, la cui filosofia è il tradizionale Beggar My Neighbor. L'obiettivo è quello di spostare, anche con il supporto di interessate interfacce europee, l'epicentro della depressione economica e finanziaria mondiale da Londra e New York sul continente europeo, e questa operazione è già in parte riuscita. Londra e New York stanno esportando la loro depressione da derivati verso l'UE, con i credit default swap, il corrotto rating delle agenzie, e la loro panoplia di sporchi trucchi finanziari.
I banchieri zombie di Wall Street mirano ad una rottura caotica dell'euro con l'intenzione di acquistare il vecchio continente a prezzi stracciati. Gli sciacalli della città di Londra stanno cercando di distruggere l'euro come mezzo per soffiare nuova vita nella sterlina britannica moribonda, in modo da mascherare il fatto che la Gran Bretagna è più in bancarotta della stragrande maggioranza degli Stati membri dell'UE. Gli anglo americani operano anche per distruggere l'euro come possibile concorrente per il dollaro nel ruolo di valuta di riserva mondiale per il prezzo del petrolio, le attività degli istituti di credito internazionali, e altre funzioni. Il dollaro è oggi così debole e instabile, che può sopravvivere solo attraverso la caduta di tutte le valute alternative.
Una doppia sfida dunque, una sfida che corre su binari paralleli ma che in uno dei casi almeno rende addirittura legittimi sospetti di mire universali, come si potrebbe evincere dalle innumerevoli dichiarazioni nelle quali, in modo velato o meno, si auspicherebbero necessità di Governi Mondiali per ovviare alle sfide ed alle insufficienze delle Governance locali o di aree.
Sull’altro versante invece la partita riguarda l’influenza politica ed i ruoli geo-strategici che i vari stati o aree macrostatali cercano di mantenere o acquisire rispetto alle altre, sul piano del controllo e della gestione delle risorse e delle economie reali globali, lotte anche in questo caso portate avanti senza esclusione di colpi nel tentativo di difendere o migliorare le condizioni generali dei livelli di vita alle proprie popolazioni e ridurre al minimo i rischi di tracolli sociali interni.
Diventa ovvio che l’Europa, almeno quella dell’Euro, con la sua frammentazione gestionale interna, con le enormi differenze economico-sociali che ne caratterizzano le varie sue aree, sia, in questo contesto generale, la più esposta. Ed infatti è a partire proprio dalle sue aree più fragili che l’attacco della politico-speculazione ha cominciato a marcare i suoi successi e bene hanno fatto Germania e Francia a prendere, speriamo provvisoriamente, le redini del discorso reattivo in mano, ci sarebbe naturalmente da ovviare che, in questo enorme gioco allo scaricabarile, anch’esse non abbiano saputo esimersi dal condurre il gioco con occhi di riguardo per le proprie realtà e che le ricette propinate agli altri siano state farcite con gigantesche , se non unicamente dosi, di neoliberismo sfrenato, proprio quelle alle origini delle violente scosse che hanno squassato il mondo, quelle contro le quali tutti dovrebbero ribellarsi e che fanno parte di quel maledetto gioco al massacro nel quale la nostra amata BCE , ricordiamolo priva di vincoli politico-sociali, è abituata a giocare da comprimaria.
Così l’Italia ed altri Paesi si sono viste Commissariare le proprie gestioni interne con l’imposizione di provvedimenti che all’avviso di molti finiranno per intorpidire e rendere ancora più precarie le loro condizioni interne.
Ai soldati della Legione Straniera veniva detto da subito che in missione chi cadeva stremato o ferito sarebbe stato abbandonato al suo destino lungo la strada, è così per le misure imposte dalla BCE ad alcuni Governi Europei, ed è così che alcuni Governi, accettandole senza remore, tenteranno di fare nei confronti di una parte del loro Popolo, quando invece gli sforzi massimi dovrebbero essere spesi nel combattere il sistema e cambiarlo radicalmente.
Tutti sanno che una famiglia indebitata è obligata a ridurre drasticamente il suo tenore di vita e a cercare di aumentare le proprie entrate per tentare di pagare il debito contratto i cui interessi, specie se calcolati da strozzini, possono condurla alla distruzione totale.
L’Italia può uscirne, deve rapidamente dimezzare il suo debito publico ed utilizzare i maggior risparmi nel rilancio della propria economia forzandone i consumi interni e puntando alla innovazione tecnologica con prodotti rivoluzionari da destinare alla sola esportazione, trovare vie di fuga e nuovi mercati per i propri prodotti verso aree non ancora egemonizzate dal neocolonialismo altrui, certo giocando anche sporco,deve infine rammodernare la propria struttura burocratica rendendola, rapida, agevole, impermeabile alla corruzione.
Altro che alleggerimenti ai vincoli sui licenziamenti, cosa ciazzeccano con lo sviluppo provvedimenti simili, peccato siano proposizioni di un Ministro formatosi alla scuola del Socialismo, evidentemente una filosofia complicata visto che da essa in alcuni casi, siano generati, quando cattivi allievi, veri scombinati ibridi culturali,provvedimenti destinati a ridurre ulteriormente la tranquillità sociale nel futuro, vero freno all’espansionismo economico interno per una popolo,quando privato di serenità nel proprio futuro, oppure, più Machiavellicamente destinati a spostare la bomba sociale giovanile verso fascie di popolazione più anziane e quindi illusoriamente meno in grado di ribellarsi ?
No la strada maestra è la coesione sociale attraverso l’eliminazione di tutti i contratti di lavoro atipici e un accordo con tutte le organizzazioni sociali, per contratti territoriali, anche diversificati nei contenuti in base alle lavorazioni ed alle tipologie di lavoro trattate, dove siano compresi principi di corresponsabilità relative agli andamenti aziendali, ma anche principi di condivisione di utili e profitti, il tutto con pesanti sanzioni penali per chi bleffa o ciurla nel manico.
Ciminello Giacinto.













#2 da lorenzo dalai, inviato il 1/11/2011
beh,di fronte ad una situazione gravissima io ritengo che i Parlamentari, eletti per rappresentare il Popolo Italiano al di là delle proprie idee politiche,debbano prendersi la responsabilità di mandare a casa un governo incompetente ed incapace, composto da nani, ballerine, puttane, ecc. e, se c'è chi ha rischiato e perso la vita per liberare l'Italia, si facciano carico del grave rischio di perdere la poltrona....

#1 da Angelo C., inviato il 1/11/2011
Pienamente d'accordo...



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