Il Governo ignora l'economia del mare
La lettera di IF Liguria
di
Italia Futura Liguria ,
pubblicato il 21 ottobre 2011
Il Governo ignora la portualità italiana. L’ennesima conferma è arrivata dall’assemblea di Assoporti che si è tenuta a Roma il 18 ottobre. Il ministro Altero Matteoli, per il secondo anno consecutivo, ha abdicato al suo ruolo ed ha evitato di partecipare alla riunione della portualità del Paese, uno dei principali motori dell’economia nazionale, “seconda in Europa per tonnellaggio solo a quella olandese” ha ricordato l’associazione degli scali.
E' comprensibile il difficile momento per l’economia, è comprensibile che gli italiani stiano affrontando molti sacrifici, ma un governo che si ostina a sostenere 25 autorità portuali, parte delle quali praticamente inutili per il sistema portuale nazionale, è decisamente fuori dai parametri europei.
Il comparto marittimo chiede non solo interventi “onerosi”, come l’autonomia finanziaria, ma anche a costo zero, primo fra tutti la sburocratizzazione delle procedure, per esempio quelle che accompagnano le merci dentro e fuori dai porti e che rendono l’Italia fanalino di coda in Europa, facendo comprendere perché, purtroppo, molte merci scelgano ancora i porti del Nord Europa.
Alcuni interventi, lo ripetiamo, sarebbero a costo zero e consentirebbero di rendere più efficiente e competitivo il sistema portuale italiano. Dunque, signor ministro e spettabile Governo, battete un colpo, fateci capire che non è vero che per voi la portualità non conta nulla.