Bankitalia, una buona scelta

Oltre l'approssimazione e lo sprezzo per le istituzioni

di Italia Futura , pubblicato il 21 ottobre 2011
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La vicenda della designazione del prossimo Governatore della Banca d’Italia non poteva essere gestita – da parte di quasi tutte le parti in causa - con maggiore approssimazione e con maggiore sprezzo per le istituzioni. Al tempo stesso, bisogna riconoscere che – come a volte accade in Italia – non poteva avere esito migliore. Al Presidente del Consiglio va riconosciuto di essere uscito dalla situazione difficile in cui il Governo si era infilato con una scelta di altissimo profilo. Inattaccabile da ogni punto di vista. Capace di lasciare la nostra Banca centrale del tutto indenne rispetto alle polemiche degli ultimi mesi. Al Presidente della Repubblica va riconosciuto di averlo accompagnato in un compito indubbiamente non facile.

Il nuovo Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, dovrà affrontare sfide tutt’altro che facili. Lo testimonia l’andamento sui mercati del nostro debito sovrano nella giornata di ieri. Potrà affrontarle forte della sua autorevolezza, tanto a livello scientifico quanto a livello istituzionale, e della sua nota onestà intellettuale. Potrà affrontarle forte del senso delle istituzioni e della natura indipendente che gli derivano dall’avere speso un’intera vita professionale in Banca d’Italia. Potrà affrontarle forte del prestigio internazionale che gli deriva dai molti incarichi ricoperti in numerosi organismi sovranazionali.

Conoscitore come pochi in Italia del linguaggio spesso sgradevole, ma altrettanto spesso limpido dei numeri e dell’analisi quantitativa, Ignazio Visco ha mostrato nelle sue analisi dell’economia italiana di non esserne prigioniero ma, al contrario, di saperne fare il punto di partenza per una lettura dei nostri punti di forza e dei nostri punti di debolezza che, sperabilmente, costituirà un punto di riferimento importante nel dibattito di politica economica.

I meriti ed i titoli degli altri candidati emersi nelle ultime settimane sono indiscutibili. Al tempo stesso, è evidente che gli stessi meriti e gli stessi titoli sono stati appannati dal fatto che si sia accettato di interpretare la designazione del Governatore della Banca d’Italia alla stregua di una bega politica come tante (troppe) altre. Come si è detto, l’esito non poteva però essere migliore. C’è da augurarsi che quel che è vero oggi per la Banca d’Italia possa essere vero domani per l’Italia tutta.

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#4 da Giuseppe II, inviato il 26/10/2011
Purtroppo condivido - seppure in ritardo - il commento di Angelo C. A questo "premier a tempo perso" non può, nell'occasione, essere riconosciuto alcunché. Anzi, peggio di così non poteva fare, poiché ha tenuto per settimane sulle prime pagine dei giornali una Istituzione che ha nel suo DNA rigore, riserbo e correttezza. Qualità che mancano a gran parte dell'attuale classe politica e che comunque, a conforto di Angelo C. e degli amici di IF, sono ben apprezzate a Francoforte e a Bruxelles. P.S. Qualcuno ha sentito il Dottor Saccomanni lamentarsi per non essere stato nominato Governatore?

#3 da Matteo, inviato il 21/10/2011
Condivido pienamente.

#2 da Tommaso Trucolo, inviato il 21/10/2011
Troppo bello per essere vero! personalmente scommetteri che dalla BCE e' arrivato un'aiutino per superare l'imbarazzante quanto ridicolo impasse. Non ci credo che han fatto tutto da soli, gli ultimi anni di governo mi confortano dell'idea. TT

#1 da Angelo C., inviato il 21/10/2011
Tutti i candidati, sicuramente, hanno ottime qualità. E non spetta certamente a me dare giudizi poichè non ne ho l'autorità nè le capacità per farlo. Però trasformare la nomina del governatore in una lettera aperta all'Europa e al mondo sull'incertezza che regna nel nostro paese è stata una pessima scelta. Anzi, una pessima azione. Quindi non condivido il merito che va riconosciuto al Presidente del Consiglio di essere uscito dalla situazione difficile in cui il Governo si era infilato. Ne è uscito semplicemente perchè erano scaduti i termini, era finito il tempo e non si poteva più aspettare. Il Governo ci ha fatto fare una pessima figura all'estero, l'ennesima. Sono molto arrabbiato anche per la dimostrazione che ha dato la Lega di non tenere al paese ma solo ai suoi interessi. Non avrebbe dovuto mettere così in difficoltà (ricattare) il Presidente del Consiglio perchè, a farne le spese, è stata l'Italia. Sono stanco di questa politica dei ricatti, degli interessi personali e delle figure pessime con l'estero. Non ce la faccio più. Non so se voi girate la rete, youtube, facebook, twitter e via dicendo. Ci dipingono come degli scemi, che non riescono ad eleggere come rappresentanti delle persone serie. Ci prendono in giro sul nostro presidente del consiglio, sulle nostre azioni e sulle nostre scelte. Ci ridono in faccia continuamente. Dobbiamo ringraziare alcuni imprenditori, alcune imprese (con i loro lavoratori) e alcune personalità di spicco se qualcuno crede ancora in noi, nel made in italy e nella nostra serietà. Ma questo apprezzamento si sta esaurendo, secondo me, a causa degli avvenimenti che da circa 10 anni ci stanno coinvolgendo. Abbiamo nuovamente bisogno di gente che porti alto il nome dell'Italia all'estero (ed anche all'interno), abbiamo bisogno di ritrovare il senso dello Stato e delle istituzioni, della solidarietà e dell'aiuto (come si diceva in passato..."aiuto fra aiuto") condiviso tra i cittadini. Basta quest'odio tra nord e sud, basta con questa storia che il nord "campa" il sud. Magari è anche vero, però se guardiamo al passato dobbiamo ricordarci che il regno delle due sicilie, prima che si unisse al nord italia, produceva molto di più di esso (quasi i due terzi della ricchezza) e che solo dopo l'unione con il nord il mezzogiorno ha iniziato ad impoverirsi. Si potrebbe fare un paragone con l'America latina. E cioè che come gli Stati Uniti hanno sempre tenuto sotto l'America latina frenandone la crescita, così il nord ha sempre tenuto a freno il sud, frenandone la crescita. Ed oggi siamo arrivati dove siamo arrivati. Se una persona fosse maliziosa tirerebbe fuori sempre questi discorsi e la contrapposizione politica e sociale aumenterebbe. Ecco perchè bisogna frenare le lingue e le cattive parole, ecco perchè la politica, per prima, deve dare l'esempio di unità e solidarietà. Dicono male alla prima Repubblica, però prima c'erano degli uomini e delle donne che sapevano cos'era lo Stato. Molte persone di questo calibro ci sono ancora oggi, fortunatamente. Il problema è che non stanno in politica o che, anche se ci sono, sono una minoranza. Schiacciati da una maggioranza lobbistica, fatta di persone crudeli, senza senso dello Stato, delle istituzioni, amorali, insensibili e che del "cittadino" se ne infischiano.Spero davvero in un cambiamento.Buon lavoro a tutti.



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