Quanto ci costa l'immobilismo della politica?

L'incertezza ha gravi conseguenze economiche

di Raoul Minetti , pubblicato il 20 ottobre 2011
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Le ultime settimane sono state caratterizzate da un ulteriore peggioramento del clima di incertezza politica. Dopo aver subito il voto negativo sul primo articolo del rendiconto di bilancio, il governo è dovuto ricorrere all’ennesimo voto di fiducia. Il paese è in attesa estenuante di un piano serio per la crescita economica, e messaggi confusi arrivano da governo e maggioranza circa i suoi possibili contenuti.

L’incertezza è regnata sovrana anche attorno alla nomina del nuovo governatore della Banca d’Italia, che richiede un input iniziale da parte della Presidenza del Consiglio (e la memoria va ai cinque mesi di attesa per la nomina del Ministro dello Sviluppo Economico). L’incertezza di queste settimane nell’azione del governo segue due mesi di “balletti“ sulla manovra economica, con diverse proposte via via scartate nei mesi di Luglio e Agosto. Ed ancora, si susseguono quotidianamente dichiarazioni contraddittorie di esponenti della maggioranza, quali la recente sortita in pubblico sul condono fiscale, poi smentita due giorni dopo.

Quanto costa alla nostra economia questa sistematica incertezza nell’azione di politica economica del governo, in un momento di crisi come quello attuale? Si tende generalmente a pensare che i danni maggiori all’economia possano derivare da scelte di politica economica errate, sottovalutando così le gravi conseguenze economiche che ha l’incertezza stessa. Di recente, tuttavia, economisti e analisti individuano sempre più nell’incertezza sulle azioni di politica economica una determinante fondamentale di tassi modesti di crescita, di livelli alti di disoccupazione, di scarsi investimenti e consumi, nonché dell’instabilità dei mercati azionari.

In passato, l’importanza di una politica economica chiara e certa era avvertita in modo più che altro epiteliale. Ad esempio, in un noto discorso tenuto circa un anno fa, il governatore della Federal Reserve USA Ben Bernanke sottolineò che un clima di incertezza sulle scelte di politica fiscale (tassazione e spesa pubblica) può condizionare molto negativamente la ripresa economica1. Oggi un numero crescente di studi evidenzia in modo più rigoroso le conseguenze drammatiche che l’incertezza nell’azione di governo può avere per l’economia.

Un recente lavoro di Baker e Bloom (dell’Università di Stanford) e Davis (della Business School dell’Università di Chicago) stima l’impatto dell’incertezza nella politica economica sul tasso di crescita e sul livello di occupazione negli Stati Uniti. Costruendo un indice che combina episodi di incertezza nelle decisioni politiche, ritardi nell’azione di riforma del sistema fiscale e clima d’incertezza tra gli analisti, Baker, Bloom e Davis calcolano che l’aumento dell’incertezza nelle decisioni politiche tra il 2006 e il 2011 ha determinato una caduta del PIL USA del 2.2%, una contrazione degli investimenti delle imprese del 13% e una caduta dell’occupazione pari a 2.5 milioni di unità.

Numeri impressionanti. Uno studio svolto parallelamente in questi mesi all’Università della Pennsylvania da Fernandez-Villaverde, Guerron Quintana, Kuester e Rubio-Ramirez (2011) stima che un incremento nell’incertezza sulla politica fiscale (intesa come rapporto tra spesa pubblica e PIL, tassazione sul lavoro, sulle rendite finanziarie e sui consumi) può contrarre produzione, consumi, investimenti e occupazione per vari trimestri consecutivi e persino generare spinte inflattive.

Ad esempio, un livello di incertezza nelle politiche fiscali simile a quello che si verificò negli Stati Uniti durante l’amministrazione Reagan può addirittura vanificare gli effetti espansivi dell’intervento sui mercati finanziari operato dalla Federal Reserve americana2. Entrambi questi studi concordano che gran parte degli effetti negativi può derivare dalla tendenza delle imprese a procastinare nuovi investimenti e assunzioni di nuovi lavoratori, a causa della accresciuta incertezza sul rendimento di capitale e lavoro. E ciò specialmente quando gli investimenti presentano forme di “irreversibilita’”, si tratta di investimenti rilevanti e con elevati costi fissi iniziali (quali possono essere ad esempio investimenti delle imprese in ricerca e sviluppo, investimenti funzionali ad iniziare un’attività di esportazione o ad entrare in un nuovo mercato).

L’incertezza nell’azione di politica economica può far sentire i suoi effetti drammatici specie durante una crisi finanziaria. L’incertezza macroeconomica tende a peggiorare l’accesso delle imprese al mercato del credito, inasprendo i conflitti tra gli interessi dei creditori e quelli degli azionisti (Gilchrist, Sim e Zakrajsek, 2011). E l’incertezza nell’azione di politica economica può anche essere alla base di vistose cadute nei prezzi delle azioni (come mostrato teoricamente da Pastor e Veronesi, 2011). Come è noto, il mercato del credito e quello azionario sono proprio i punti nevralgici della crisi finanziaria attuale. Infine, alcune analisi hanno mostrato che l’incertezza nelle azioni di politica economica può anche contribuire ad una fuga di capitali finanziari dal paese (Hermes e Lensink, 2001).

In un recente editoriale sul Corriere della Sera, Alberto Alesina ha argomentato efficacemente che la mancanza di leader e di scelte chiare di politica economica può prolungare la crisi e rallentare la ripresa3. Questi studi convalidano questa ipotesi, mostrando in tutta la sua gravità quanto danno all’economia può fare un governo incerto e paralizzato.



Note

1. Discorso tenuto da Ben S. Bernanke il 10/04/2010 per l’Annual Meeting of the Rhode Island Public Expenditure Council.

2. Chiaramente l’incertezza e le condizioni dell’economia possono a loro volta essere fonte di incertezza nella condotta di politica economica.

3. Alberto Alesina, “In cerca di leader”, Corriere della Sera, 8 Agosto 2011.

Riferimenti

Baker, Scott, Nicholas Bloom and Steven Davis (2011), “Measuring Economic Policy Uncertainty”, manoscritto, Stanford University e University of Chicago.

Fernandez-Villaverde, Jesus, Guerron-Quintana, Pablo, Kuester, Keith and Juan Rubio-Ramirez (2011), “Fiscal volatility shocks and economic activity”, manoscritto, University of Pennsylvania.

Gilchrist, Simon, Jae W. Sim and Egon Zakrajsek (2010), “Uncertainty, Financial Friction and Investment Dynamics,” manoscritto, Boston University.

Hermes, Niels and Robert Lensink (2001), "Capital flight and the uncertainty of government policies," Economics Letters, 71(3), pagine 377-381.

Pastor, Lubos and Pietro Veronesi, (2011a), “Uncertainty about government policy and stock prices”, in corso di pubblicazione sul Journal of Finance.

Professore di economia presso la Michigan State University. Ha collaborato anche con altre istituzioni come il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, la Federal Reserve degli Stati Uniti e l'Istituto Einaudi per l'Economia e la Finanza.


tag:  incertezza   crisi   risposte   governo   economia  


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#6 da Massimo Giglioli, inviato il 24/10/2011
Una considerazione ed una domanda per Raoul Minetti e gli altri frequentatori del forum: anche le pietre hanno ormai sentito parlare di spread rispetto al bund, ma l'opnione pubblica non è messa al corrente di cosa questo implichi. Ad ogni emissione di titoli del tesoro, il nostro stato è costretto ad offrire miliardi in maggiori interessi. E' possibile quantificare esattamente le cifre e renderle pubbliche, per poi confrontarle con i tagli alla sicurezza, all'istruzione, alla cultura, ai servizi in genere ? Visto che le semplici dimissioni del governo porterebbero magicamente questi valori a livelli molto più bassi, forse è il caso di evidenziare queste cose. Un poco come i 300 milioni buttati al vento per non far coincidere elezioni e referendum di quest'anno, o sbaglio ? Un invito al Presidente Montezemolo: una, mille Gabanelli nelle stanze dei bottoni !!!!

#5 da giuseppe , inviato il 23/10/2011
la mancanza di un leader e scelte chiare in materia economica, rallenteranno la ripresa o forse aumenteranno la crisi stessa. analisi attenta e che ormai sentiamo da mesi e mesi, ma è possibile che questo governo ed anche le opposizioni siano così cieche?! pur di mettere a nudo il re, la sinistra si sta comportando anche peggio della destra. dobbiamo organizzarci, speriamo che questa associazioni si ramifichi quanto prima e che faccia proposte serie e concrete. saluti

#4 da Agostino Ratto, inviato il 23/10/2011
I Politici italiani hanno ormai dimostrato che sono di "serie Z", incapaci, bugiardi, presuntuosi, attenti solo ai propri interessi. Dicono di non voler mettere le mani in tasca di noi cittadini , intanto ci rovinano sul piano sociale ed economico, mentre l'Europa ridacchia. E continuano imperterriti nei loro traffici meschini. Ma cosa ci vuolee per cacciare questi mentecatti?

#3 da Fede, inviato il 20/10/2011
Non credo che ci sia più tempo per risollevare le sorti italiane attraverso un maggior "decisionismo" di questo governo fallimentare ed incapace (ma capacissimo per gli interessi privati di alcuni). L'unica via di uscita è la rimozione di questa classe dirigente legata mani e piedi alla peggiore prima repubblica. Aria nuova prima di tutto!

#2 da walter picchiarelli, inviato il 20/10/2011
qualcuno può spiegarmi perché i governi di destra che si definiscono liberali non fanno leggi che liberalizzano il mercato? chi come me fa impresa sa benissimo che questo è un paese dove l'esercizio della libertà d'impresa è ridotta al minimo indispensabile. solo per regolarmi per il futuro ( sto pensando di andare all'estero non per delocalizzare ma per usufruire della libertà) c'è qualcuno che può spiegarmi dove sta la convenienza nel non liberalizzare? oggi ho letto che una parte cospicua di italiani va all'estero per curarsi i denti, ma vi sembra civile un Paese che costringe i propri cittadini ad andare all'estero per accedere alle prestazioni odontoiatriche? non bastava la fuga dei cervelli adesso anche la fuga dei sorrisi, cos'altro dovrà scappare dall'Italia? ( io probabilmente). attendo fiducioso un confronto.

#1 da romano perissinotto, inviato il 20/10/2011
I mercati ci insegnano da sempre che la mancanza di una chiara linea politica di governo, in tutti i Paesi, provoca enormi danni all'economia ed alla credibilità del Paese da parte degli investitori internazionali. Il recente caso della Spagna è rappresentativo in questo senso: è bastato annunciare imminenti elezioni, ovvero un probabilissimo cambio, ed ecoo che gli spread diminuiscono.
In particolare, per quanto riguarda l'Italia, l'immobilismo e l'incertezza sono ancora più gravi in quanto successivi a decenni di crescita praticamente ..zero.
Come sosteniamo da tempo, occorrono (tra le tante ..) misure di sostegno al consumo interno creando le premesse per un clima di fiducia da parte delle famiglie che possa, con interventi strutturati sotto il profilo fiscale (riduzione delle aliquote per le fasce più deboli) fa riprendere i consumi interni, allo stato insufficienti a garantire la salvaguardia delle imprese italiane, in particolare le pmi.



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