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Confartigianato: in Italia inattività femminile al 48,9%
Primato negativo a Campania, Sicilia e Calabria
pubblicato il 19 ottobre 2011

L'Italia è in
ritardo di 23 anni rispetto al resto dell'Europa, e la
Campania, prima regione del Sud in quanto a popolazione, in termini di accesso al mondo del lavoro se la gioca con Malta e Turchia. Anche nelle aree più avanzate del Nord le
donne stentano in quanto a numeri a stare al passo con il resto dell'Europa: nel Paese dalle due velocità continuano a essere frenate da una zavorra storica,
stentano ad entrare nel mercato dell'occupazione e il welfare di certo non le aiuta.
Come dimostrano i dati rilevati dall'Osservatorio di
Confartigianato "Donna Impresa", il tasso di inattività nel nostro Paese è del
48,9%, di oltre 13 punti superiore al 35,5% che è la media dei 27 dell'Unione Europea.
In Campania lavora solo una donna su tre, mentre in Emilia Romagna si registra un tasso di inattività del 35,5%. Pochi gli
aiuti che lo Stato dedica a figli e famiglia: lo stesso livello di "aiuti" di Bulgaria e Portogallo,
la metà di Francia e Germania.
Secondo la Banca d'Italia, questo gap costa all'Italia circa
sette punti di prodotto interno lordo, una perdita evitabile se il nostro Paese riuscisse a centrare l'obiettivo di Lisbona dell'occupazione femminile al 60%.
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