Ai giovani va data una speranza
Responsabilità e sacrificio
di
Leonardo Tirabassi ,
pubblicato il 18 ottobre 2011
Al solito come sempre dopo le tragedie, meglio se scampate almeno in parte come questa dei fattacci delle violenze di Roma, sui giornali è una sequela di lamentele all’insegna del “benaltrismo”. Ovvio che nessuno difenda le violenze, meno i motivi addotti.
Ecco a mancare è una qualsiasi riflessione su a che punto in Italia sia il senso di responsabilità. Forse c’è qualcuno che si ricorda, come diceva il grande Salinger, che se ad un ragazzo date una pistola poi trova sempre un buon motivo per sparare? Nessuno si ricorda il battage pubblicitario ad un insulso e stupido libretto dei soliti filosofi francesi da strapazzo che inneggia all’indignazione? C'è qualcuno che abbia fatto un’analisi di quanti insegnanti vadano ai cortei “no tav”?
Certo ai giovani si presenta un futuro non facile, che ci spaventa non perché sarà durissimo, ma perché sembra che noi adulti si sia costruita un’immagine del domani fatta solo di percentuali in crescita di PIL. Sommessamente è il caso di ricordare che la generazione del mitico boom economico veniva da una guerra disastrosa, che i nostri genitori erano stati sfollati, prigionieri di guerra, o semplicemente erano scappati dai bombardamenti e avevano patito la fame, che per loro il cinema era un lusso e ci andavano, se ci andavano, una volta al mese.
Allora il primo nostro dovere, quello di noi adulti, è di dare una speranza ai nostri giovani, educarli alla responsabilità e al sacrificio. Poi è vero esiste la grande finanza, i giudizi interessati delle agenzie di rating, i governi che non funzionano, le opposizioni inconcludenti… Ma la politica viene dopo.