di Marco BresolinL’altra faccia dell’indignazione. Votare e farsi votare. In una parola: partecipazione, che poi altro non è che la massima espressione della democrazia. Se tra i giovani da una parte soffia il vento dell’antipolitica, del «sono tutti uguali» e del «tanto non cambierà mai nulla», dall’altra c’è chi è convinto che le cose si possano cambiare anche senza prendere a sprangate una vetrina. Come? Con la politica. Anche, e soprattutto, quella a livelli più bassi. Dal consiglio di classe al Parlamento, passando per i referendum. Dove la parola d’ordine è partecipare.
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