Un'istantanea sulla realtà marchigiana su cui riflettere

di Italia Futura Marche , pubblicato il 15 ottobre 2011
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L’ammortizzatore sociale più sicuro in questo tempo di crisi? La famiglia. Questo quanto è emerso dall’indagine 2010 Famiglie marchigiane e mercato del lavoro promossa dalla Regione Marche. Non bamboccioni, dunque, ma una necessità.

I giovani non aiutano più i genitori, ma esattamente il contrario. La crescita della società sembra essersi arrestata. Ma dall’indagine regionale emergono ulteriori dati sui quali occorre riflettere. Se da una parte l’indice di povertà nelle Marche è diminuito nel corso degli ultimi 3 anni passando dal 10,3% del 2008 al 9,9% del 2010. Dall’altro non si può sottacere sul fatto che il tenore delle famiglie si sia abbassato dell’84% per coloro che vivono in case proprie. E proprio i dati relativi all’abitazione evidenziano che il 10% è in affitto o sub-affitto e poco più del 6% vive in una casa a riscatto, in usufrutto o in uso gratuito.

Esiste, dunque, un’emergenza casa che da sempre è il bene rifugio per eccellenza degli italiani. Mentre, oggi, segna il passo. Del resto, molti comuni marchigiani sono alle prese con una serie di sfratti esecutivi che, ormai, non colpiscono solo gli stranieri. Passando alla disoccupazione dal 2008 al 2009 peggiora il tasso di attività e aumenta la disoccupazione. Per carità, numeri inferiori rispetto ad altre zone d’Italia. Ma nel 2010 si riscontra una minore partecipazione al mercato del lavoro, segno che aumentano coloro i quali non cercano più lavoro.

Il tasso di disoccupazione giovanile nella fascia 15-24 anni risulta ancora molto elevato e pari al 29,1%, in diminuzione rispetto al 2009 quando faceva segnare un livello del 30,8%. Senza considerare i dati sulla discesa del reddito delle famiglie e il relativo calo del potere di acquisto. Un’indagine che fotografa un chiaro momento di difficoltà, non trascurando dei segnali positivi come il tasso di disoccupazione complessivo in discesa. Ma più che i numeri, occorre contrastare quel senso di apatia e scoraggiamento che non appartiene al marchigiano. Certo se dal Governo centrale si pensasse di più alle priorità quali crescita dell’economia, mondo giovanile e lavoro, famiglia e welfare, senza inseguire Leggi chimera su altre priorità come la giustizia, forse quel senso di smarrimento potrebbe essere più facilmente avversato.

Le sfide che ci attendono sono ardue, ma non impossibili. A patto che si riesca, finalmente, a superare gli steccati ideologici e le contrapposizioni, e ci si concentri, tutti insieme, verso obiettivi prioritari e condivisi. In attesa del Decreto Sviluppo che doveva essere pronto ieri ed invece continua a slittare.



tag:  giovani   famiglia   economia  


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