Puglia, innovare non significa solo "spendere"
La risposta al comunicato della Regione
di
Nicola Rossi ,
pubblicato il 10 ottobre 2011
pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 9 ottobre 2011
Caro Direttore, sarebbe facile osservare che, nei giornali dell'altro ieri, il comunicato con cui la Vicepresidente della Regione Puglia ha orgogliosamente rivendicato i risultati della azione del Governo regionale era collocato accanto alla notizia del downgrading della Regione Puglia da parte di Moody's.
Sarebbe facile ma sbagliato. Al contrario, la Vicepresidente va ringraziata per aver colto pienamente lo spirito del Convegno che ha segnato l'avvio della attività di Italia Futura nella Regione Puglia: riflettere sul presente e soprattutto sul futuro della Puglia, apprezzandone le luci ma senza tacerne le ombre.
In questo senso osservo che il comunicato non fa riferimento alle mie preoccupate osservazioni in tema di sicurezza, sanità, scuola, assistenza, utilizzo dei finanziamenti europei. Ne deduco che non sono il solo ad osservare carenze in campi che coprono la quasi totalità della vita delle imprese e delle famiglie pugliesi. Il dissenso di concentra quindi sul tema delle capacità innovative del sistema produttivo pugliese. È un tema di grande importanza da cui dipende in misura significativa il futuro della Regione.
Correttamente Loredana Capone ricorda l'impegno della Regione in questo campo. Mi permetto di osservare che fondare la capacità innovativa di un sistema produttivo sulle risorse pubbliche è una strategia molto fragile. I lustri (non gli anni) che abbiamo davanti sono lustri in cui le risorse pubbliche tenderanno a ridursi e non il contrario.
Credo, quindi, che una politica dell'innovazione che voglia incidere permanentemente sul tessuto produttivo pugliese debba, prima di pensare alle risorse pubbliche, spingere le Università sulla strada di una severa competizione e di una reale promozione del merito. Debba proporsi di restituire snellezza ed efficienza alla pubblica amministrazione. Debba stimolare il sistema bancario ad una diversa e più coraggiosa interpretazione del suo ruolo. Non debba accontentarsi di un premio assegnato dalla Pubblica amministrazione a se stessa (come il Premio nazionale dell'innovazione) perché in tema di innovazione l'unico premio che conta veramente è quello del mercato. Solo dopo può preoccuparsi delle risorse. Steve Jobs era solito dire ai più giovani "provate, osate, rischiate". Non ricordo che dicesse "spendete".
Mi si potrà obiettare che solo alcune delle cose citate sono nella disponibilità della Regione. È così. Ma quel che certamente è nella disponibilità della Regione è la diffusione di una cultura capace di attivare l'innovazione. Una cultura fondata sul merito e sulla competizione. Mi permetto, sommessamente, di suggerire che promettere a ogni piè sospinto la stabilizzazione dei precari senza se e senza ma non va esattamente in questa direzione.
La Puglia ha potenzialità straordinarie. Ne siamo convinti tutti. Credo che sia interesse di tutti-della Regione Puglia in primo luogo- domandarsi perché queste potenzialità spesso rimangono tali.