Non poteva mancare nelle proposte delle associazioni imprenditoriali “Progetto delle imprese per l’Italia” una parte dedicata al
rapporto tra amministrazione pubblica e cittadini. Le
imprese italiane (e non solo) lanciano ancora una volta
un grido di dolore per un’
amministrazione pubblica che resta un
freno per lo sviluppo economico del nostro Paese. Un’amministrazione che appare sempre contrapposta e mai al fianco dei cittadini nella risoluzione dei problemi quotidiani che affliggono le nostre giornate perse per l’inefficienza del sistema pubblico. Ancora oggi le imprese italiane chiedono un
grande progetto di delegificazione e di semplificazione dell’azione amministrativa.
Dopo il processo di riforma avviato verso la fine degli Anni Novanta l’
amministrazione pubblica è tornata ad essere vista dalla politica solo come un
luogo dove attingere risorse secondo la politica dei tagli lineari, con la conseguenza che lo stato delle nostre pubbliche amministrazioni, dai comuni, agli enti di ricerca, alle amministrazioni centrali e periferiche è sotto gli occhi di tutti. È
mancata, invece, una visione d’insieme delle riforme e l’implementazione dei processi di modernizzazione avviati ma non completati, mentre in questi anni c’è stata una
elevata produzione normativa calata dall’alto e senza confronto. Si sono date cioè risposte e usati metodi sbagliati ad un giusto problema.
Da una parte bisognava investire su un ampio processo di
modernizzazione delle nostre pubbliche amministrazioni, cercando di cambiare da dentro anche gli
aspetti culturali dei funzionari pubblici, ma dall’altro bisognava
semplificare, delegificare, incentivare ogni possibile forma di sussidiarità orizzontale.
Il limite del documento delle associazioni imprenditoriali è quello di pensare che solo con la semplificazione amministrativa si possa ottenere un’amministrazione efficace e moderna. Invece
solo interventi strutturali, che incidano su tutti gli elementi dell’amministrazione, funzioni, organizzazione, procedure, personale, risorse e formazione,
possono portare miglioramenti stabili alle nostre amministrazioni.
La
competitività dell’Italia è strettamente legata all’
innalzamento della qualità delle pubbliche amministrazioni e delle loro prestazioni: da ciò dipendono l’attuazione delle politiche pubbliche, il miglioramento della qualità dei servizi ai cittadini e alle forze produttive, ma anche la riduzione dei relativi oneri burocratici. Il conseguimento di tali obiettivi richiede, evidentemente, un intervento trasversale che sappia incidere sull’intero assetto del sistema pubblico. Per questo è necessario realizzare
piani di riorganizzazione delle strutture pubbliche e indicare
misure di razionalizzazione e riduzione dei costi.
Vediamo i possibili interventi dal federalismo alla semplificazione.
Il federalismo
Deve essere uno strumento di forte responsabilizzazione dei territori e non il mezzo con cui trasferire l’inefficienza, la disorganizzazione, la complessità dell’azione amministrativa dalle amministrazioni statali alle regioni e agli enti locali. Al federalismo deve corrispondere anche una concreta effettività della sussidiarietà orizzontale. Deve nascere l’idea di uomo e del valore della sua iniziativa non in senso isolato, ma che può realizzare i suoi scopi mettendosi insieme ad altri uomini. Bisogna superare una burocrazia troppo centralistica (o regionalistica) che male utilizza le risorse e disincentiva le iniziative dei privati. Bisogna valorizzare le professionalità individuali, aprire con coraggio il servizio pubblico a nuovi soggetti come fondazioni, imprese sociali, aziende private, individuare le funzioni, oggi svolte dagli enti pubblici, che possono essere attribuite ai privati, lasciando agli enti prevalentemente le funzioni di controllo ex post. Occorre, pertanto, coadiuvare il processo di delegificazione con un’opera di riordino del sistema normativo e un’ampia deregolazione, pena l’assenza di risvolti concreti a vantaggio del cittadino, limitando le materie regolate alla persona, ambiente, salute e sicurezza.
La trasparenza
La trasparenza nell’amministrazione costituisce una forma di tutela per i cittadini, che si raggiunge anche con il rafforzamento dell’autonomia della dirigenza pubblica rispetto alla politica. La trasparenza e la semplificazione sono strumenti necessari per prevenire la corruzione. Occorre, quindi, in primo luogo, rafforzare la dirigenza rispetto al potere politico e rendere più trasparente l’assegnazione degli incarichi di vertice e limitare solo a questi l’accesso agli esterni a tempo determinato.
Il merito
Lo strumento premiale della valutazione meritocratica opera sul sistema delle responsabilità delle pubbliche amministrazioni e innesca un meccanismo partecipativo del dipendente nella realizzazione di un progetto condiviso. A tal fine è necessario introdurre, attraverso la valorizzazione della contrattazione di secondo livello, strumenti premianti del merito individuale e sanzionatori per scarsa produttività fortemente legati anche al giudizio degli utenti; infatti la responsabilità delle pubbliche amministrazioni verso i cittadini implica la valutazione del loro operato, da svolgersi sulla base di standard minimi definiti a livello nazionale, ma su obiettivi strategici specifici per ciascuna amministrazione.
I controlli
Dovrebbero essere istituiti all’interno di ogni amministrazione servizi ispettivi con il compito di verificare, a campione, l’attività di ogni singolo ufficio con l’esame puntuale dei procedimenti amministrativi posti in essere. Per rafforzare l’efficacia del sistema dei controlli interni e dei controlli di gestione nelle amministrazioni pubbliche e per accrescere il livello di indipendenza dei responsabili di tali funzioni nei confronti della politica, devono essere previsti controlli non programmati da parte degli organi preposti (ad es. la Corte dei conti) sull’operato dei servizi ispettivi, degli organismi indipendenti di valutazione, dei servizi di controllo di gestione, dei revisori dei conti e dei collegi sindacali, nelle società in mano pubblica.
La semplificazione
Per assicurare la speditezza del procedimento amministrativo è necessario rendere effettivo il principio dell’acquisizione d’ufficio della documentazione amministrativa senza il quale i tempi di risposta delle pubbliche amministrazioni e i costi a carico delle imprese rischiano di rimanere elevati. Deve essere previsto un brevissimo limite temporale in capo all’Amministrazione in ordine alle richieste istruttorie documentali formulate per ogni singolo procedimento. Il potenziamento dell'opera di semplificazione dell'attività amministrativa dovrebbe incidere anche sulle prassi amministrative, realizzando concretamente il principio, già presente nel nostro ordinamento, di usare strumenti del diritto comune tutte le volte in cui non è previsto espressamente un provvedimento amministrativo.
Le Autorità indipendenti
Nell’ambito di un auspicato riconoscimento costituzionale delle Autorità indipendenti, si dovrebbero prevedere incisivi poteri di verifica, di controllo e anche sostitutivi verso le pubbliche amministrazioni inadempienti o ancora la possibilità di sollevare questioni di legittimità costituzionale, di proporre al Parlamento disegni di legge e di essere concretamente coinvolte nel dibattito parlamentare nelle materie di competenza. In sostanza, deve essere rafforzata l’autonomia delle autorità amministrative indipendenti, garantendo la piena indipendenza dei suoi vertici, e deve essere data piena e concreta effettività alle decisioni, anche con poteri d’intervento verso le pubbliche amministrazioni.
Più volte in questi due anni di vita della nostra associazione
abbiamo chiesto alla politica interventi strutturali sulla pubblica amministrazione e denunciato l’inutilità di pubblici annunci. Più volte abbiamo chiesto interventi per arginare il
fenomeno della corruzione che rappresenta un costo anche economico per il Paese, come ha denunciato la Corte dei Conti nella sue relazioni annuali, più volte abbiamo chiesto una
dirigenza pubblica indipendente dalla politica, ma che sia al tempo stesso
trasparente nell’agire e soggetta ad un ferreo codice di comportamento. Le
risposte dalla politica non sempre sono arrivate e quando sono arrivate alcune volte, come nel caso del rapporto tra politica e dirigenza, sono state
di segno opposto.
Ora il Ministro Brunetta ci dirà che non abbiamo studiato le complesse riforme amministrative da lui realizzate, racchiuse in innumerevoli pagine di norme, regolamenti e circolari.
Ci dirà che non abbiamo capito. È vero forse non abbiamo capito, come
quegli italiani che ancora oggi non vedono un’amministrazione efficace, come tutti quegli italiani che attendono anni in lista di attesa un esame presso un ospedale, come quegli italiani o quelle imprese che attendono da mesi o da anni una risposta o un pagamento da una pubblica amministrazione.