La politica deve assumersi le proprie responsabilità

di Enrico Paniccià , pubblicato il 1 ottobre 2011
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Il Micam ha fotografato l’attuale situazione dell’industria calzaturiera italiana: l’export è la nostra ancora di salvezza, grazie alle conferme del mercato europeo, in primis Francia, Germania e Russia che continuano a rappresentare ottimi bacini di acquisto del prodotto made in Italy. Basti dire che nei primi cinque mesi del 2011 registriamo un + 17%. Incoraggianti anche i segnali provenienti da mercati emergenti come la Cina. Se pensiamo invece al mercato interno, i consumi sono fermi e non si percepiscono segnali che indichino reali opportunità per uscire da una situazione di crisi che, certo, non è solo italiana.



Temo che continueranno ad esservi aziende che perdono occupazione e fatturato ma, d’altro canto, vi saranno ancora eccellenze produttive determinate dall’adozione di strategie imprenditoriali di successo che potranno fare la differenza. Credo molto nella capacità creativa, nella determinazione, nella manualità sapiente, nella flessibilità dei nostri imprenditori calzaturieri, così come nell’impegno e serietà dei tanti operai, impiegati e manager che lavorano in azienda. È questo spirito collaborativo che ha reso possibile il miracolo del made in Italy.

Quello che continua purtroppo a mancare per noi imprenditori è un supporto concreto, razionale, efficace agli sforzi che quotidianamente compiamo per garantire un futuro alle nostre imprese, e certezze a chi vi lavora. Scontiamo criticità antiche che vanno dal costo del lavoro troppo elevato a tassazioni inique, ad una burocrazia che continua ancora a frenare pesantemente le attività imprenditoriali. Se a questo aggiungiamo l’incompetenza e, nei casi peggiori, clientelismo e forme corruttive di rapporto tra impresa e pubblica amministrazione, ecco che il quadro è completo.



Vi è una complessiva inadeguatezza della classe politica ad affrontare i veri nodi di una crisi che si trascina oramai da anni. Abbiamo le nostre responsabilità, come imprenditori, ma certo non ci si può accusare di esserci cullati sugli allori. Invece, la classe politica che governa il Paese, con ben poche distinzioni, ha dimostrato tutta la sua inefficacia. Ed oggi ci troviamo in una situazione davvero difficile, con misure finanziarie che comprimeranno fortemente i consumi e non sembrano in grado di innescare minimamente alcuno stimolo per la crescita. Ed invece è qui che si gioca la partita per una ripartenza efficace e duratura che metta in condizioni il sistema Paese di affrontare le sfide che provengono dalle economie emergenti. Ancora una volta la sensazione è che si proceda da soli, non potendo contare su una adeguata copertura “politica” delle nostre azioni. Ci siamo abituati ma, di fronte a una situazione che appare difficile e complessa come non mai, si pone l’esigenza di un adeguamento oramai improcrastinabile della nostra classe politica. Basta privilegi, basta inefficienze, basta sprechi.



Pretendiamo serietà, senso di responsabilità, passione per il bene pubblico, equità. È questo ciò che il mondo imprenditoriale e la società tutta si aspettano. La politica deve assumersi le proprie responsabilità in modo chiaro e definitivo. Senza più alibi.




tag:  crisi   politica   imprese  


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