A voi la parola

Diamoci da fare, c'è tanto lavoro che ci aspetta

Non è demagogia desiderare un Paese migliore

di Marco Giganti , pubblicato il 29 settembre 2011
immagine documento Cari amici, non sono un economista ne tanto meno un esperto di politica. sono uno di quelli che ha iniziato a lavorare mentre studiava; ho fatto la mia semplice carriera da impiegato facendo una lunga gavetta, quattro anni fa ho rilevato una piccola attività artigianale che porta avanti, con non poche difficoltà, la mia compagna con il mio aiuto.

Dico questo perché mi ritengo una persona semplice, normale come la maggior parte degli italiani, a cui certi aspetti economico politici a volte risultano quasi incomprensibili. Ma qualcosa mi è chiaro. Mi è chiaro che ad ogni legislatura le campagne elettorali sono sempre state un elenco di promesse mirate alla raccolta dei voti; promesse mai mantenute e sfruttate solo per spartirsi posti di potere, sfruttando l'ingenuità (e in alcuni casi la convenienza) di milioni di italiani.

Una cosa che emerge in questi forum, oltre ai contributi di chi è più esperto di me, è il malcontento, è la rabbia di chi ha aperto gli occhi e si è accorto di essere stato preso in giro per tutto questo tempo ed ora sta dicendo basta. Mi è chiaro che questo sistema, che va avanti da decenni, sarà duro da scardinare, ma va fatto.

Ma mi è chiaro anche che sarà difficile far capire agli italiani che la nuova compagine che si proporrà alle prossime elezioni sarà formata da persone che hanno a cuore solo l'interesse dell'Italia e non il proprio. Ed anche riusciendo a rinnovare completamente l'intera classe politica occorreranno anni e sacrifici per tutti prima di vedere dei risultati concreti.

Io non ho aziende da delocalizzare, non ho società da aprire nei paradisi fiscali, sono solo un italiano che vive e lavora (fortunatamente) in Italia, che paga tutto ciò che c'è da pagare, che fa la fila all' INPS, che parcheggia dentro le strisce, mette la freccia prima di girare e si ferma quando il semaforo è giallo.

Forse tutto questo è demagogia? E' demagogia desiderare un'Italia diversa, migliore? E’ demagogia volersi impegnare in prima persona per ridare un futuro ai giovani? Mi permetto immeritatamente di usare delle parole che ricordano quelle di un grande della storia: “Io ho un sogno, che i nostri figli vivranno un giorno in una nazione nella quale non dovranno scendere a compromessi per lavorare e crescere i loro figli, ma solo con le loro qualità.” Diamoci da fare perché c’è tanto lavoro che ci aspetta.




tag:  a voi la parola   marco giganti   paese migliore   onestà   italia   futuro  


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#25 da gilberto vendramin, inviato il 7/10/2011
Non so se sono riuscito a leggere tutti commenti all'editoriale di Giganti. Per cui se ne duplico qualcuno me ne scuso in anticipo. Il motivo per cui non sono stato attentissimo è perchè francamente trovo l'argomento un po esaurito. Mi spiego, sono anch'io allineato quello che dice Marco, ma non mi "scandalizzo" se in italia funziona in un altro modo. Certo è intollerabile ma vorrei capirne le origini di questo comportamento che alla lunga come si evince dai risultati è antieconomico. Il capirne le ragioni forse ci indicherebbe la strada per trovare delle soluzioni, al di fuori di quelle semplicemente repressive o come insinuavo "moralizzanti".
Il codice incivile da dove nasce? Perchè l'italiano si è talmente adeguato a questo stile di esercizio della forza fino ad eleggere una classe dirigente coerente con questi comportamenti. Forse il concetto di civile non basta ad attrarre consenso, e le punizioni a scoraggiarne l'uso. Poi come mi sembra di intuire si stà ultimamente in Italia cercando di eliminare anche quei pochì anticorpi (talvolta capisco nocivi) che contrastavano la violenza dell'illegalità diffusa. Ne faccio un tema di ideologie, dal parcheggio in sosta vietata, all'associazione mafiosa fino all'evasione fiscale sono gli aspetti di qualcosa che manca, e che questo Movimento spero vorrà colmare con l'aiuto di tutti.
Alla fine sono caduto anch'io nella retorica.

#24 da marco cavaletto, inviato il 5/10/2011
Il sistema politico italiano si è inceppato definitivamente. Occorre togliere dagli ingranaggi la polvere che impedisce al meccanismo di funzionare. Come? Certamente una riforma elettorale che consenta ai cittadini di tornare a scegliere, oltre alla coalizione anche il suo candidato; ma ciò non basta! Occorre una riforma del fisco che permetta agli italiani di pagare tuti perché si paghi di meno. Ma anche questo non basta! Allora dovremmo poter incidere maggiormente sulla cultura: cultura di impresa, cultura della sana amministrazione, cultura dell'etica... il berlusconismo purtroppo sopravviverà a lungo, anche dopo Berlusconi. Soprattuto su questo dovremmo (no, dovremo!) tutti quanti impegnarci tirandoci su le maniche!

#23 da Massimo Oporti, inviato il 5/10/2011
E' tutto condivisibile, chiaro. Dobbiamo però cercare di vedere le cose dal punto di vista politico, pratico ed efficace, se vogliamo davvero costruire un'alternativa credibile e forte. I principi enunciati da Marco Gigante fanno parte del manifesto di ogni forza politica tranne poi essere completamente disattesi per opportunità. Faccio due esempi su tutti: l'evasione fiscale in realtà aiuta diversi settori in difficoltà ed è tollerata perchè una lotta senza quartiere deprimerebbe ancor più la già fragile domanda interna, essenziale per la crescita di questo Paese. L'ingessamento della concorrenza aiuta quei settori che non riuscirebbero a stare sul mercato con il conseguente depauperamento di posti di lavoro e di voti. In tutto questo navigano gli speculatori e i veri parassiti. Con questo non voglio dire che questi due mali dell'Italia debbano essere assecondati; dico che le riforme occorre farle dall’interno, con colpi ben mirati e non con rivoluzioni piene di demagogia sbandierando la soluzione a portata di mano: li hanno già presi in giro in questo modo.
Occorre inoltre fare proposte, tutti quanti, anche la “massaia di Vigevano”; si deve COINVOLGERE tutta la società pulita nel processo, che sarà lunghissimo, di riforma morale; sarà allora che chi non "rispetterà" le regole, e quindi i cittadini onesti, apparirà un corpo estraneo e non il più furbo e in gamba del quartiere.
Per chi come me ama i paesi scandinavi porto l'esempio del civismo di quelle genti che se con l'auto non riescono ad entrare in un parcheggio nel modo corretto, ne cercano un altro, non stazionano in doppia fila (credo non esista neppure il termine). Ho visto gruppi di italiani “caciaroni” magicamente uniformarsi a quell’ambiente segno che in tutti noi c’è il senso di civismo ma la giungla in cui siamo precipitati lo soffoca: se vuoi sopravvivere devi adeguarti.
Non dobbiamo accettare passivamente tutto questo ma neppure farci facili illusioni e lavorare con pazienza e dedizione affinché almeno i nostri figli possano vivere in un Paese migliore.

#22 da andrea bonello, inviato il 4/10/2011
Caro Marco, condivido pienamente la tua analisi e il tuo sfogo! anche io cerco di comportarmi come ogni cittadino dovrebbe fare e alle volte vengo preso per stupido e il problema è proprio questo, ovvero che in italia si è e si sta diffondendo la cultura che chi è più furbo và avanti e che tutto è permesso. Questo è il risultato della classe politica che abbiamo e non faccio differenze tra destra e sinistra..forse sarebbe il momento che tutti si interessassero di quelli che sono i veri problemi del paese smettendo di spostare l'attenzione su altre questioni, forse questo poteva andare bene anni fà ma ormai la gente ci vede benissimo e non si fida più soprattutto quando ne risente continuamente di tasca propria. E' il momento di tornare cittadini italiani e riprenderci un modo di vivere civile e onesto che ormai manca da tempo..l'italia è una ferrari ma la stanno facendo andare come una punto ..quindi rimbocchiamoci le maniche che di lavoro da fare c'e ne tanto perchè è in ballo il futuro dei nostri figli e delle prossime generazioni.

#21 da Marco Giganti, inviato il 4/10/2011
Parcheggio all'interno delle strisce, attento quando apro lo sportello semplicemente perchè ho rispetto del prossimo. Rispetto chi lavora perchè con il suo sudore da forza all'Italia, rispetto gli anziani perchè sono la nostra memoria storica, rispetto i giovani perchè domani saranno loro a governare. Ma quando vedo un premier insieme ad un ministro che mostrano una social card (una carta di credito del gruppo master card) affidando a questa la soluzione dei problemi degli anziani meno abbienti (€50), quando vedo una manovra che mette le mani in tasca a chi guadagna €1000 al mese e non tocca chi ha un tenore di vita da €1000 euro l'ora, quando vedo un ministro dire "vigliacchi" a dei giovani, un altro ministro "la peggiore Italia" a dei precari, quando vedo dei deputati esporre le loro ragioni urlando con arroganza inaudita in televisione... questo non è rispetto, ma fregarsene di chi ha dato fiducia con il voto. A questo non ci sto più! Per questo vi esorto a far conoscere Italia Futura a più persone che potete. Dobbiamo creare un'alternativa seria, un movimento politico costruito con le persone e non sulle persone. Solo facendo un'azione di coinvolgimento diffuso e capillare potremo scalzare via quest'ammasso di politicanti ridando al Paese una speranza concreta.

#20 da stefano diotallevi, inviato il 3/10/2011
Condivido il senso del Suo scritto.
Bello il riferimento al "parcheggiare entro le strisce".
Rappresenta il senso civico e nazionale, a mio parere, smarrito, compromesso dalla prepotenza, dalla tracotanza di tanti politici di quart'ordine che in un'impresa privata non potrebbero ambire al più modesto degli impieghi, vita la loro preparazione professionale e culturale.
Parcheggiare bene è segno di civiltà e rispetto dell'altro, perchè parafrasando ciò che ha detto il nostro Presidente "la politica siamo noi". Siamo noi la buona educazione o la villania, siamo noi il senso dello stato o il furbismo da quartierino, siamo noi questo brutto presente o un futuro migliore.

#19 da Angelo Sissa, inviato il 1/10/2011
Non condivido quanto detto da Fulvio Aversa perchè mi ricordo benissimo che tali comportamenti da "furbi" erano già ben diffusi molto prima che Berlusconi entrasse in politica. Colgo l'occasione per aggiungere che il poter evadere le tasse e fare "del nero" era un motivo di vanto di molte persone anche negli anni '70 e '80.

#18 da Carlo Di Donato, inviato il 1/10/2011
Marco rappresenta gli italiani perbene; nel suo sfogo, Marco ha evitato di cadere nel banale idealismo politico dando torto o ragione a l'uno o l'altro. Marco ha fatto presente che è ora si trovi una forma per far prevalere l'educazione, il rispetto, la competenza, l'altruismo, e perchè no, un minimo di amor proprio che non guasta mai.
Marco stà educatamente indicando una strada, quella di non mollare all'arroganza, alla incompetenza, all'inciucio, alla indecenza. marco mi rappresenta appieno. Purtroppo non ci illudiamo se pensiamo che uno di noi possa diventare un leader per compbattere quanto sopra. Siccome la speranza è sempre l'ultima a morire, uniamoci e invochiamo il presidente Luca Cordero di Montezemolo a rappresentarci e sopratutto, invitiamolo a contornarsi di persone come Marco.

#17 da Fulvio Aversa, inviato il 30/9/2011
Nel non pagare il dovuto, nel saltare la fila, nel parcheggiare fuori dalle strisce e nell'accelerare col giallo sta l'essenza del berlusconismo; bene ha fatto Marco ad elencare in positivo quei piccoli gesti alla portata di tutti da cui deve partire la ricostruzione civile e morale del Paese.

#16 da Massimo Giglioli, inviato il 30/9/2011
Anzitutto complimenti a Marco per la capacità di sintesi e per la chiarezza con cui sa esprimersi. Il problema è ora: come passare all'azione con così poco tempo a disposizione, volendo agire per giunta nel pieno rispetto delle regole ? Purtroppo non abbiamo alcuna voce in capitolo ed, anzi, con l'attuale legge elettorale siamo arrivati al ridicolo, a vergognarci cioè nel constatare la levatura morale e professionale di chi siamo costretti a chiamare (per semplice, immeritatissima consuetudine) "Onorevole............", senza aver nemmeno potuto esprimere il seppur minimo dubbio al riguardo in tempo di elezioni. Abbiamo quindi a mio parere una legge elettorale dichiaratamente fuori dalla Costituzione. Se la Costituzione Italiana è degna di tale nome, DEVE contenere il diritto del Capo dello Stato di sciogliere le camere per manifesta incapacità e/o per non aver agito secondo i dettami del “buon padre di famiglia” e forzare quindi la costituzione di un Governo di salute pubblica, guidato da un nucleo di Probi Viri al di sopra di ogni sospetto (facilmente rintracciabili con semplice giudizio di merito); un Governo che duri tutto il tempo necessario, permettendo nel frattempo alla politica di rigenerarsi. Nel caso non esista alcun appiglio legale, io, come molti, non troverei per nulla grave una forzatura delle regole,gestita in prima persona da chi è oggi l'unico riferimento per noi Italiani, soprattutto se confrontata con i danni incommensurabili che quotidianamente vengono prodotti dall'indolenza dell'attuale governo; pensiamo solo al costo di uno spread a 400 punti rispetto ai 200 o meno che dovrebbero esserci e chiediamoci se questo non sia un vero attentato allo Stato Italiano: tutti ne conosciamo benissimo le cause e qualcuno potrà facilmente indicarci che si tratta di molti miliardi di euro all'anno (alla faccia di chi muore di fame e che, ultimi nel mondo tra le cosiddette civiltà progredite, non riusciamo nemmeno più a supportare con quel poco promesso). Io mi vergogno di tutto questo. Presidente Napolitano, anch'io, come Lei, come Marco e tanti, tantissimi Italiani, metto le frecce prima di girare, senza per questo sentirmi un eroe né uno stupido. Lei, Signor Presidente, è davvero uno di noi: ha sempre interpretato il Suo ruolo istituzionale con un così esemplare rispetto delle Sue prerogative, che nessuno ha potuto mai scagliarsi davvero contro di Lei; in questi anni è questo l'unico vero Miracolo Italiano a cui abbiamo assistito. Solo Lei, quindi, ha il diritto e, a mio modestissimo parere anche la responsabilità, di agire immediatamente per fermare questa catastrofica deriva. A mali estremi, estremi rimedi; ma sempre sotto il Suo saggio patrocinio. Noi cittadini normali siamo la vera grande maggioranza e non dovremmo avere paura di nulla se supportati da Lei. E' vero che non siamo abituati ai colpi di testa di alcun genere, né vogliamo vedere teste penzolanti, ma credo di poterLe garantire che in tantissimi saremmo disposti ad accamparci fisicamente davanti al Quirinale, per difenderla nel caso dovesse andare un po' sopra le righe per raggiungere lo scopo. Spero che qualcuno (ciao Marco) condivida e raccolga queste mie fantasie/farneticazioni, per poi esporle in modo più chiaro e convincente, con la speranza di avviare così una campagna di Rinascita condotta dal nostro amato (lui si) Presidente Napolitano. Forza Presidente !

#15 da Marco Giganti, inviato il 30/9/2011
Amici, mi fa piacere che condividiate i miei pensieri ed i miei desideri. Siamo in molti a scrivere su questi forum, tutti abbiamo capito che l'Italia ha bisogno di una nuova classe politica. E' certamente utile disquisire sui vari motivi che giustificano questa nostra presa di posizione, sulle cause del fallimento di questa seconda repubblica. La vita mi ha insegnato una cosa, a guardare avanti, al futuro, con il passato ben impresso nella memoria. Sono certo che IF non resterà solo un blog, per questo sono convinto che il nostro compito non è aspettare di sapere se IF sarà o meno un partito, se Montezemolo scenderà o meno in politica; il nostro compito è trasmettere alle persone che c’è una speranza per il futuro, una speranza concreta. C’è un gruppo di persone che non sono politici, sono impiegati, commesse, operai, precari, che la speranza vuole crearla con le proprie mani. Lanciamo il cuore oltre l’asticella ed il corpo lo seguirà.

#14 da anny, inviato il 30/9/2011
La storia ci insegna che sono le piccole rivoluzioni che hanno fatto grandi cambiamenti. Bisogna rifare tutto. Ricostruire un paese distrutto da politci corrotti, puttanieri e pervertiti. Una immagine di una Italia vergognosa. Il popolo è in maggioranza di anziani quindi noi lavoratori abbiamo la responsabilità di rinnovare questo paese per lasciarlo ai nostri figli e quali possano essere fieri di essere figli di un padre e di una nazione pulita e dignitosa. Bisogna, però, essere concreti enon fare demagogia. Forza e coraggio!!!

#13 da Domiziano Basilico, inviato il 30/9/2011
Marco grazie
Grazie perchè in questo periodo storico ho bisogno di sapere che non sta vincendo l'Italia del furbo, del: tanto se non sono perseguibile non è necessario sia corretto... Continuo con l'esempio a insegnare ai miei figli come penso sia corretto comporatrsi, ma è veramente difficile!!. Io ci sono ma ho la sensazione che IF sia "solo" un simpatico Blog, non so se è qui che potremo portare avanti qualcosa.

#12 da Agostino Convertino, inviato il 30/9/2011
Non occorre scomodare Fruttero & Lucentini (la prevalenza del cretino) per fotografare l'approccio antropologico di molti italiani alla politica: "tranne forse gli animali delle favole di La Fontaine, nessuno è mai stato bravo come gli italiani nell'arte d'inventare nobili pretesti per eludere i propri doveri e fare i propri comodi". Basta un eccellente editoriale come quello di Giganti (devastante per la sua semplicità quando dice "sono uno che mette la freccia quando svolta") per colmare un vuoto dell'affannoso dibattito nazionale sui modi di uscire dalla crisi: le alchimie contabili, le grandi manovre politiche e l'imperativo di rapportarsi alla realtà mondializzata devono fare i conti anche con la nostra natura di "poeti, santi, navigatori & furbacchioni", imbattibili e creativi nel coltivare il proprio particulare. E' una voce da ascoltare insieme a quella di tanti connazionali che "rigano dritto" in ogni ambito della loro esistenza. E lo dice uno del Sud, la meravigliosa Puglia-California, dove spesso il rapporto diritti-doveri viene clamorosamente sovvertito dal personale politico. Complimenti!

#11 da giovanni porcu, inviato il 29/9/2011
È paradossale che il comportamento corretto di un italiano come Marco venga percepito come eccezionale. È la normalità, il giusto, quel che la norma impone. Ma troppo spesso l'italiano viene percepito come colui che la norma la aggira, quello furbetto o che vorrebbe esserlo. Lo stereotipo è ben alimentato dal nostro premier. Ma fino a quando sentirò persone come Mario che continuano a indignarsi io potrò sperare in un futuro degno per i nostri figli. Grazie Marco. Adesso dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare per trovare una via d'uscita. Io voglio mettercela tutta. Ciao a tutti Giovanni

#10 da Marco Giganti, inviato il 29/9/2011
Vi ringrazio, amici, dei vostri apprezzamenti. Un proverbio indiano dice "se vuoi che la tua freccia vada lontano, punta al sole" Puntare al sole è idealistico, arrivare lontano con la freccia è realistico. Le mie parole hanno un unico scopo, iniziamo a darci da fare puntando in alto, ad un’Italia ideale. A volte trovo in altri le parole alle mie idee, l'inversione, deve venire dal basso attraverso una cambiamento radicale dei comportamenti degli italiani che modifichi il rapporto tra i cittadini e la politica. L’unico modo, è stare con la gente, tra la gente, parlare con loro, non aspettiamo che Italia Futura diventi un partito per muoverci, ma adesso ascoltiamo il malcontento, la rabbia dei giovani, dei commercianti, degli artigiani, se vogliamo cambiare l’Italia, dobbiamo cambiare gli italiani. Ma gli italiani siamo noi, sono i nostri parenti, i nostri amici, i nostri colleghi. Sta a noi raccogliere il malcontento del nostro amico e renderlo costruttivo, coinvolgendolo in un’idea comune. Non parlo di raccogliere consensi, questo lasciamolo alla vecchia partitocrazia, parlo di toccare le coscienze della gente, di far capire che il futuro dell’Italia e di ogni italiano dipende da ogni italiano e non da un unico uomo solo al comando. Altrimenti anche la nuova compagine politica sarà vista come la vecchia, calata dall’alto e distante dai veri problemi. Un saluto, Marco Giganti

#9 da Alberto Faina, inviato il 29/9/2011
Caro Marco, bisogna solo sperare che gli italiani che gia' non sono come te lo diventino presto. Purtroppo temo pero' che il nuovo oggi sia Terry De Nicolo' a rappresentare il nuovo paradigma etico per i nostri concittadini. Spero tanto di sbagliare!

#8 da Alessandro Pescari, inviato il 29/9/2011
Condivido in pieno il pensiero di Marco. Tant'è che nei gioni scorsi (24/9) ho postato il messaggio che riproduco. E' impensabile che il nostro Paese continui a navigare a vista, quando da più parti - istituzioni nazionali/internazionali, studiosi, società civile, imprese e professionisti - vedono ogni giorno che passa svilire il proprio lavoro e, perlopiù, nessuna certezza per il futuro. In più occasioni ho cercato di contribuire (con post, commenti ed interventi) per smuovere le nostre coscienze. Ad oggi, a dire il vero nessuna risposta ho ottenuto. Riprendendo, solo in ordine cronologico, gli interventi del Presidente De Rita e di Del Debbio (Corriere della Sera di ieri), attraverso i quali - in modo condivisibile - è chiaro e manifesto che in questi ultimi diciassette anni, molte delle proposte innovative e liberali annunciate, sono state palesemente tradite. I motivi sono molti e certamente non è possibile disquisire in questa sede. Quel che conta, purtroppo, è che i fondamentali del nostro Paese sono tra i migliori degli Stati avanzati, ma in realtà, non sono percepiti né dalla comunità internazionale, né dalla stragrande maggioranza dei cittadini (ampiamente delusi) di questa classe dirigente (di ogni livello). Detto ciò rinnovo l'invito a voler prendere in seria considerazione una "discesa in campo" di Italia Futura, con una organizzazione capillare, rilanciando le azioni utili alla nostra amata nazione, in modo tale da sciogliere i troppi lacciuoli ancora esistenti e liberare le energie - in particolare dei giovani - per un futuro migliore. Con ampia disponibilità da parte mia, attendo ancora fiducioso.

#7 da giovanni sgambato, inviato il 29/9/2011
Marco Giganti è un italiano "normalmente" perbene con sani principi. Se tutti gli italiani vivessero la normalità di Marco l'Italia non avrebbe problemi a sollevarsi. La verità, piuttosto amara, è che italiani, purtroppo, in determinati momenti della storia fanno scelte volutamente populistiche scambiando i desideri per la realtà. Berlusconi ha esattamente interpetrato questi desideri creando momenti illusori che hanno visto la convinta partecipazione della maggioranza degli italiani. Egli non è l'artefice del degrado in cui versa l'Italia ma è il "magnifico" interprete di di questa follia collettiva. Da ciò si deduce che da questo degrado si esce soltanto con la consapevolezza che il nostro futuro e quello dei nostri figli non risiede nelle mani dell'uomo solo al comando ma nella nostra capacità di affrontare le difficoltà con la coerenza e il rispetto di quei valori che sono alla base di una civile convivenza. L'inversione, pertanto, non può che venire dal basso attraverso una cambiamento radicale dei comportamenti degli italiani che modifichi il rapporto tra i cittadini e la politica.

#6 da libero pensiero, inviato il 29/9/2011
Salve,
se qualcuno ha letto la lettera che la BCE ha scritto al governo Italiano il 5 agosto u.s., si evince chiaramente che è come se il governo fosse stato simbolicamente commissariato. E’ una cosa molto, molto grave!
E questo dimostra ancora una volta, come sia necessario gestire una rapido cambiamento, con una classe dirigente autorevole e capace di implementare le riforme di cui questo Paese ha bisogno. La situazione è molto pericolosa in quanto la BCE è una banca ed in quanto tale, richiede solo le azioni che consentono di far rientrare gli indicatori economici e finanziari, che garantiscono le tenuta dell’Italia ed in particolare dell’Euro, senza considerare gli impatti sociali, che le azioni richieste determinerebbero sulla società italiana (mi riferisco ad alcuni articoli in particolare della lettera, su molti altri concordo sulle richieste della BCE), che pagherà pesantemente se nulla cambierà nel breve.

Un governo autorevole non si sarebbe mai trovato in una situazione del genere. Avrebbe avuto la capacità di mediazione, per definire una manovra economica e finanziaria di rientro sostenibile e congrua con un piano per la ripresa economica, rispettando criteri di sostenibilità, equità e di solidarietà sociale, tagliano le spese improduttive, gli sprechi, la corruzione ed i troppi sussidiati a scapito della popolazione che produce e paga le tasse, gli italiani normali per l’appunto, descritti nell’editoriale.
E' arrivato il momento di passare all’azione. Non possiamo più soltanto limitarci a condividere le difficoltà che il Paese sta attraversando, è necessario che persone autorevoli riescano ad aggregare a se energie nuove, che con grande senso di responsabilità ed onore istituzionale, passino al contrattacco, per rendere l’Italia un paese normale. Di questo abbiamo bisogno, di semplice normalità, nulla di più. E’ necessario riequilibrare il Paese in tutti i settori, è necessario fare un patto intergenerazionale pensando ai nostri figli e alle future generazioni, è necessario fa ripartire i consumi interni distribuendo di più la ricchezza prodotta, è necessario ripensare all’Europa, un Europa politica e federale.

Cordiali saluti
libero pensiero

#5 da Cinzia Carloncini, inviato il 29/9/2011
Volevo solo puntalizzare che non sono per governi dittatoriali, serve solo un po' di ordine e in Italia basterebbe poco con l'impegno onesto di tutti. Serve attenzione per i parcheggi, come per gli scontrini, come per il rispetto delle proprietà altrui in generale.

#4 da Cinzia Carloncini, inviato il 29/9/2011
Il discorso è molto complesso e potrei essere molto d'accordo con Angelo Sissa, probabilmente il confronto con la Cina è davvero troppo lontano dai nostri orizzonti, non intendo ne in meglio ne in peggio, essenzialmente lontano in quanto l'Italia è un paese molto diverso. Intendevo riferirmi solo all'orgoglio nazionale che comunque in linea di massima si può riscontrare nel popolo cinese. Un paese così grande forse non funzionerebbe senza una dittatura... mettere d'accordo democraticamente 2 Mld di persone è davvero un'impresa, però credo che la crescita economica abbia agevolato soprattutto le nuove generazioni. La nostra democrazia invece ci porta a restare bloccati spesso. Riguardo la TAV... ci sono sempre informazioni discordanti, ma credo che non si possa contestare il fatto che per 20 anni ogni "attore" sia ancora arroccato alle proprie logiche, senza trovare un minimo di accordo... senza ragionare in termini un po' più ampi. Finchè pensiamo al sistema del parcheggio invece che puntare ad un rinnovamento della mobilità in generale... invece di parlare del cittadino del paese di S. Crispino... se non ci adeguiamo ad una visione un po' più globale, per integrazione, per confronto con la diversità di altre realtà che emergono, la nostra democrazia sarà solo nostalgico attaccamento a tradizioni che ci fanno sentire sicuri e protetti, ma non portano niente sorattutto alle nuove generazioni. Non voglio essere polemica, riconosco i diritti del territorio, ma ogni singola esigenza deve sempre confrontarsi nello sviluppo alle esigenze superiori. Per poter fare questo serenamente occorre che a livello nazionale e locale ci si possa fidare cecamente della classe amministrativa. Ora questo non si può fare. Però chiedersi qanto hanno dovuto rinnegare della loro storia, cultura e tradizione i cinesi per poter in prospettiva vivere un po' meglio... gl'italiani sono disposti a rinunciare a qualcosa dei loro piccoli semplici egoismi o anche solo abitudini? E per finire anche se A. Einstein non va più molto di moda (forse) concludo: Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.

#3 da Angelo Sissa, inviato il 29/9/2011
Il merito a quanto scritto da Cinzia Carloncini non sono per nulla d'accordo quando conclude parlando di Cina. E' molto facile prendere delle decisioni, giuste o sbagliate che siano, quando si è in presenza di una dittatura monopartitica. La TAV in Val di Susa, se fosse stata in Cina, sarebbe già funzionante da anni! Una nazione democratica non può prendere ad esempio la Cina ma dovrebbe accadere, e spero che prima o poi accadrà, il viceversa. Per quanto riguarda l'Italia io sono convinto che l'attuale sistema politico non sia in grado di autoriformarsi e quindi serve una nuova forza che non abbia interessi già consolidati e che operi guardando avanti e non con lo specchietto retrovisore.

#2 da ANTONIO CAPITANO, inviato il 29/9/2011
come ho scritto nel mio precedente editoriale, sono con la maggioranza che parcheggia dentro le strisce. Arriverà il momento in cui E CI DOBBIAMO CREDERE chi non parcheggia bene o tampona venga non sono multato ma anche rimosso come si fa con un carro attrezzi. Ecco cosa ci vuole, caro Marco, ci vuole una rimozione per tutti coloro che vivono una vità parallela dalla realtà sulle spalle di chi paga ogni giorno e paga per tutto e per tutti

#1 da Cinzia Carloncini, inviato il 29/9/2011
Molti italiani si potrebbero riconoscere nelle righe scritte qui sopra. Molti non possono capire del tutto i meccanismi della finanza dell'economia e gli effetti che porteranno nel prossimo decennio o ventennio.
Però anche se non è demagogia procedere come l'autore dell'articolo è in parte idealistico. Lasciamo perdere l'ultima deriva sfrontata delle candidature davvero inopportune in politica... però ci sono anche tanti altri giovani ed esponenti che in buona fede si preoccupano dei problemi delle persone e fanno (burocrazia e sistema permettendo) quello che possono. Quello che bisogna far capire agli italiani non è solo "che la nuova compagine che si proporrà alle prossime elezioni sarà formata da persone che hanno a cuore solo l'interesse dell'Italia e non il proprio." Ma anche il fatto che per avere delle prospettive di gruppo inevitabilmente dobbiamo lasciare da parte i nostri egoismi e questo, vista la tendenza sempre a criticare di molti, sarà il vero ostacolo. Nessuno ha le soluzioni pronte e quindi concordo con il fatto che prima ci si mette al lavoro e prima si ricuciono un paio di fili con la nostra possibile grande storia. Speriamo di ritrovare la nostra unità ed orgoglio Nazionale due cose che a mio parere permettono alla Cina d'imporsi al mondo nonostante tutte le sue contraddizioni. Saluti



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