Il Pd dà venti giorni a Gramillano
Il Messaggero
di
Emanuele Garofalo ,
pubblicato il 26 settembre 2011
Il Pd si smarca da Gramillano e lo mette all'angolo. Alla conta l'ala critica prevale per tre voti. Pochi ma bastano. Dove sono i numeri per governare? I democrat lanciano al sindaco l'ultimatum: presenti in aula un accordo politico sottoscritto dai consiglieri. Tempo? Non c'è scritto. Ma a voce il segretario parla di una ventina di giorni massimo. Se la maggioranza non c'è? Si va a casa. Di fatto, il Pd dice addio a Gramillano. Perché se l'Udc, come pare, non ne vuole sapere di stare con Duca, il sindaco puà contare solo su 20 voti certi. Gramillano lo sa e sbotta. Il grillino Quattrini non vuol entrare in maggioranza, gli Idv Micheli e Moroder se lo fanno vengono cacciati da Favia, il più morbido dell'Udc, Gnocchini rischa egual sorte. Gramillano puntava ad andare avanti mendicando un voto qua e un voto là ogni volta. Il Pd gli ha detto no.