Gramillano all'angolo, ora ha i giorni contati
Il Resto del Carlino
di
Maria Gloria Frattagli ,
pubblicato il 26 settembre 2011
Mettendo in fila certezze, dati di fatto, indiscrezioni e commenti l’esperienza del sindaco Gramillano è finita. E’ solo questione di mesi. Si parla di febbraio. Con un documento votato da 25 aventi diritto, contrastato da altri 22, al primo cittadino è stato dato tempo fino al Consiglio successivo a quello di giovedì (la data deve essere ancora fissata) per trovare la maggioranza consiliare. Ventuno voti e ventuno firme che dovranno essere apposte nel documento programmatico stilato nel luglio scorso. La richiesta è arrivata dalla minoranza Pd, quella guidata da Pierpaolo Sediari che ha trovato forza nel segretario Perilli che gliel’ha appoggiata ma anche nei consiglieri Pelosi, Benadduci e Urbisaglia solo per citarne alcuni. Mentre è stata fortemente contrastata dallo zoccolo duro, gli ‘ultras’ del sindaco: Sampaolo, Rossi e Morbidoni. La votazione si è svolta attorno alle 12.45 dopo tre ore di discussione. La chiamata per alzata di mano, il conteggio affidato a Milvio Sturari. Il verdetto è stato dirompente: 25 sì 24 no. Si alza il coordinatore dei presidenti di circoscrizione Stefano Foresi che chiede il riconteggio perché per un voto di differenza ci si può anche sbagliare. Chiede l’annullamento della prima votazione, scoppia un putiferio. Purtroppo la fase di accertamento gioca contro Foresi perché pur non avendone diritto hanno votato per non dare un ordine temporale alla costruzione della maggioranza consiliare anche il sindaco Gramillano e la senatrice Magistrelli. Meno due. Il partito è consapevole ormai della impossibilità di continuare a sostenere questo governo, ma non ha governance di se stesso. E pure il potere di acquisto del segretario Perilli è diminuito. Da quanto accaduto ieri ‘ne dovrà trarre le conseguenze’, tuonavano contro di lui i primi usciti dall’assemblea.