Gramillano in Consiglio verso un altro bagno di sangue
Il Resto del Carlino
di
Maria Gloria Frattagli ,
pubblicato il 19 settembre 2011
‘Gramillano è come Berlusconi, non molla’. La battuta è scappata al leader marchigiano dell’Udc, Luigi Viventi. E di certo non fa ben sperare circa una positiva risoluzione della crisi politica che pesa su Ancona da sette mesi e che si sperava si concludesse con un accordo di grande coalizione per trainare Gramillano fino al termine della legislatura. ‘So che ci sarà un incontro – dice Viventi senza entrare nel dettaglio – anche se a dire il vero negli ultimi giorni non mi sono occupato della faccenda. So – aggiunge – che i segretari politici, regionali e provinciali, si dovranno vedere’. La sua impressione è che ‘il tutto mi sembra un po’ sfilacciato, tutti attendono noi, ma come la pensiamo lo abbiamo detto in tutte le lingue, non mi pare che ci siano posizioni divergenti rispetto alla linea che abbiamo sempre con coerenza tenuto. Il ragionamento – sottolinea – non cambia, è sempre lo stesso: siamo per un accordo politico Pd, Udc, Api e Socialisti. Poi chi vuole apportare il suo contributo a livello consigliare è il benvenuto’. Questo sarà in poche parole il punto fermo che i centristi terranno all’incontro che si dovrebbe tenere in settimana. Non esistono per Viventi maggioranze politiche e maggioranze consiliari. ‘Gli accordi sono di tipo politico. Sono i partiti a esprimersi, sono i partiti a proporre e a ragionare’.