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Referendum e giochi di prestigio
Michele Ainis sul Corriere della Sera
di
Michele Ainis ,
pubblicato il 16 settembre 2011

La disperazione gioca brutti scherzi. E la legge elettorale vigente da tre legislature (il Porcellum) ha innescato una situazione disperante: parlamentari degradati al rango di vassalli rispetto ai signori di partito, due Camere senza più alcuna autorità, e per sovrapprezzo un premio di maggioranza da Enalotto, che finisce per drogare le elezioni. Da qui l'ultima trincea: il referendum.
Siccome il Parlamento chiacchiera ma non cava mai un ragno dal buco, siccome ai leader politici sotto sotto questa legge elettorale piace, che siano i cittadini a sbarazzarsene. E infatti la fila dietro ai banchetti delle firme s'allunga di ora in ora. Chi va a firmare lo faccia ad occhi aperti: sapendo di partecipare a un gioco di prestigio.
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Costituzionalista, è ordinario nell’università di Roma Tre. Ha pubblicato una ventina di volumi (l’ultimo è "L’assedio", Longanesi 2011). È editorialista del Corriere della Sera e dell’Espresso. Fa parte del comitato di direzione di varie riviste giuridiche, dottorati, master, e coordina la "Scuola di scienza e tecnica della legislazione", costituita a Roma presso l’ISLE.